Rimedi per la pelle dalla nostra dispensa

Le ricette per la cura della pelle hanno tradizioni millenarie e per questo contengono spesso ingredienti vegetali che possiamo facilmente ritrovare facendo la spesa o nel nostro giardino (per i fortunati che lo possiedono!).
E’ doveroso però fare alcune precisazioni.
Le piante possono subire variazioni nel corso dei secoli, specialmente per quanto riguarda il contenuto di principi attivi e questi cambiano anche in funzione del luogo e delle modalità di coltivazione.
Le coltivazioni intensive impoveriscono i terreni e quindi il contenuto di elementi o principi attivi, pur mantenendo la pianta lo stesso aspetto e la stessa forma. Per questo alcune ricette tradizionali possono risultare apparentemente meno efficaci.
Anche i nomi attribuiti a determinate piante dal linguaggio comune e poi successivamente tradotti possono riferirsi a varietà differenti con proprietà diverse.
Tuttavia molte prescrizioni “semplici” mantengono la loro validità e possono risolvere o controllare situazioni in attesa di interventi più mirati.

Alcuni esempi e cenni storici

La cipolla (il bulbo di Allium cepa)

E’ uno degli ingredienti più comuni nella nostra cucina.
Questa pianta, originaria della Persia e poi selezionata nelle sue varietà coltivabili, si è diffusa in tutto il mondo oltre che come condimento anche per le sue proprietà terapeutiche: antibiotiche, espettoranti, diuretiche, ipotensive, ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzanti, afrodisiache, vermifughe e cosmetiche. Secondo recenti ricerche risulterebbe preventiva nei confronti di alcuni tumori.
In campo dermatologico si utilizza il suo succo contro foruncoli, ascessi cutanei, acne e come preventivo di infezioni nelle lesioni cutanee (ferite e scottature). Può attenuare lo spessore delle cicatrici. La ritroviamo in molte ricette tradizionali contro la caduta dei capelli (la sua somiglianza col bulbo pilifero è molto suggestiva). E’ utile anche per le punture di insetti.

L’aglio (il bulbo di Allium sativum)

E’ parente della cipolla (genere Allium) e anch’esso ampiamente presente nelle nostre dispense.
Sulla pelle è noto il suo impiego contro le verruche (una fettina di aglio lasciata agire sulla verruca qualche ora al giorno), ma la sua efficacia non è sempre certa, anche perché questa prescrizione risulta spesso “antisociale” a causa dell’odore sgradevole che emana l’aglio. Durante la prima guerra mondiale veniva applicato sulle ferite per scongiurare le infezioni e favorire la cicatrizzazione, sfruttando la sua azione antibiotica. E’ un discreto callifugo (del resto le verruche volgari sono calli indotti dal virus HPV).

Il pomodoro (il frutto di Solanum lycopersicum)

E’ originario del Sudamerica da cui si diffuse verso l’America Centrale dove era conosciuto e coltivato dalle popolazioni azteche. Furono gli spagnoli ad importarlo nel vecchio continente nel XVI secolo con il nome di “tomate” derivato da “tomatl” che in nahuatl (lingua tuttora parlata nell’America Centrale) significa frutto polposo o pieno d’acqua (tom = frutto atl = acqua).

In origine era giallo da cui il nome latino “pomum aureum” divenuto poi pomodoro. I suoi pregi alimentari vennero scoperti molto più tardi. All’inizio era considerata una pianta ornamentale dai poteri afrodisiaci da offrire alle dame dell’epoca: “pomme d’amour” per i francesi, “love apple” per gli inglesi, se non addirittura tossica da alcuni (appartenendo alle solanacee).
In realtà il pomodoro, quello giunto a noi dopo le varie selezioni, è un alimento dotato di notevoli proprietà.
E’ poco calorico
quindi adatto a molte diete.
E’ ricco di vitamina C e carotenoidi
(precursori della vitamina A). Uno di questi, il licopene, è considerato uno dei più potenti antiossidanti naturali in grado di contrastare gli effetti dei radicali liberi. Secondo recenti ricerche un normale consumo di pomodori un mese prima dell’esposizione solare proteggerebbe la pelle dalle radiazioni. Il licopene ritarderebbe l’invecchiamento cutaneo, inoltre la sua disponibilità aumenta con la cottura (viva la pappa col pomodoro!).
Nelle ricette casalinghe il succo fresco del pomodoro, privato dei semi, è un tonico astringente e rassodante cutaneo per il viso, soprattutto per le pelli grasse e impure. Fettine di pomodoro, tolti i semi e sfregate sulla pelle, hanno fama di curare acne e foruncoli. E’ anche lenitivo per le ustioni solari. Le foglie della pianta pestate e tritate si usano sulle punture di insetti.

La patata (il tubero di Solanum tuberosum)

Fu importata nel vecchio continente dagli spagnoli dopo la scoperta dell’America. E’ originaria delle regioni meridionali e occidentali (“papa” in lingua quechua). E’ una pianta in grado di crescere nei climi andini fino a quasi 5000 metri di quota. Nei luoghi di origine esistono migliaia di varietà, di forme e colori differenti, ma solo alcune decine sono coltivate ed utilizzate.
Sono note le virtù antinfiammatorie di questo tubero dovute al suo contenuto in amidi. Fettine di patata fresca sulla pelle leniscono infiammazioni (comprese le punture di insetto) e scottature (anche solari), come pure la loro applicazione giornaliera (20 minuti) sulla regione orbitale contribuisce ad attenuare occhiaie e rughe.

La melanzana (il frutto di Solanum melongena)

E’ invece una solanacea di origine indiana, importata dagli arabi nel medioevo che la chiamavano “badingian”, che divenne poi melo-badingian, melangian ed infine melanzana. La sua polpa si utilizza come impacco nutriente per la pelle del viso. Il liquido acquoso che si forma dopo aver lasciato riposare per qualche ora fettine di melanzana e sale risulta spesso efficace contro le verruche, applicato giornalmente (inutile prolungare la terapia oltre i 20-30 giorni).

Il cetriolo (il frutto di Cucumis sativus)

Ha origini controverse. Secondo alcuni sarebbe proveniente dall’India, ma altri sostengono che era già presente in Perù prima dell’arrivo degli Spagnoli. Di certo era conosciuto ed apprezzato in campo culinario da Egizi, Greci e Romani. Il nome deriva dal latino “citreolus” cioè piccolo cedro. E’ prevalentemente costituito da acqua (95%) e sali minerali. Fin dai tempi antichi è raccomandato per la salute della pelle come emolliente, tonico e rinfrescante. Un’applicazione di fettine di cetriolo sul viso per circa mezz’ora costituisce una buona maschera di bellezza per tutti i tipi di pelle e per attenuare borse ed occhiaie.

La salvia (Salvia officinalis)

E’ originaria del bacino mediterraneo dove cresce spontanea. Nei tempi antichi era tenuta in grandissima considerazione per le sue molteplici virtù, tanto da essere chiamata “erba sacra”. Il suo nome deriva dal latino “salvere” che significa essere in buona salute. “Chi ha la salvia nell’orto ha la salute nel corpo”, recita un vecchio proverbio. Per quanto riguarda la pelle e i suoi annessi, l’infuso di salvia è utile nei casi di sudorazione eccessiva: 3-4 foglie in una tazza (250 ml) di acqua bollente, lasciare riposare 10 minuti e quindi filtrare. Si può berne un bicchiere (100 ml) o usare come lozione deodorante sulla parte interessata. L’infuso per uso esterno (5-6 foglie per tazza d’acqua) risulta astringente e antisettico per l’acne. Le foglie fresche strofinate sulle gengive le rinforzano e le disinfettano, oltre a pulire i denti.

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