Allattamento e alimentazione
Molti scienziati “illuminati” hanno sostenuto per decenni che il latte materno non fornisse al neonato nulla di più di quello artificiale, ma oggi sappiamo che è un alimento insostituibile.
L’immunità passiva acquisita e il senso di sicurezza che deriva dall’essere stretto al seno e dall’intimità del rapporto madre-figlio, sono essenziali: è un’evidenza finalmente riconosciuta dalla medicina e dalla cultura scientifica. Cerchiamo quindi di capire quali comportamenti possono sostenere e valorizzare la creazione del latte da parte della mamma.
Alcuni accorgimenti di base
Attendere troppo tempo dopo la nascita per iniziare ad allattare è un errore da evitare:la suzione è uno stimolo fondamentale per produrre latte. E’ vitale difendere il sonno della madre, nessuna donna può allattare senza aver riposato adeguatamente. Occorre quindi aiuto familiare e, da parte della donna, flessibilità nel cercare di sfruttare le ore di sonno del bimbo per dormire. Il padre può essere protagonista di questo sostegno prezioso, portando già in ospedale un termos con una tisana a base di ombrellifere (finocchio, anice, cumino ecc.) da coltivazione biodinamica, che aumentano il latte e ne favoriscono la digestione nel neonato.
La donna che allatta deve essere cosciente dei pericoli dell’alimentazione moderna. La sua nutrizione è importante perché influenza la composizione del latte, e in particolare la composizione degli acidi grassi in esso presenti. Gli oli raffinati e le pratiche industriali di preparazione e conservazione del cibo ci hanno riempito di acidi grassi “trans”, che pur fornendo calorie sono in sostanza dei veleni: ingannano i nostri sistemi metabolici e tendono a bloccare le reazioni di desaturazione che trasformano i grassi saturi in dinamici grassi insaturi. Il lattante deve disporre degli acidi grassi polinsaturi a lunga catena contenuti nel latte materno, fino a che lo sviluppo della sua biochimica non gli consentirà di conquistare una maturità nelle reazioni di desaturazione.
Per evitare future intolleranze alimentari
Un consiglio semplice è di ridurre il consumo di acidi grassi saturi, soprattutto di origine animale. Durante l’allattamento occorre che i grassi provengano da alimenti biodinamici o biologici di origine vegetale, o da pesce. La donna avrà così più catene lunghe polinsature nel proprio latte. Un’altra fonte di tali catene è costituita dai grassi di riserva: qualunque perdita di peso della madre che allatta provoca una scarica di questi acidi grassi nel latte. Occorre quindi evitare perdite di peso rapide durante l’allattamento, onde evitare un’eccessiva liberazione di sostanze nocive come erbicidi e fertilizzanti, accumulati nei tessuti grassi dell’organismo. La presenza di residui agricoli industriali nel latte materno è una chiave per comprendere alcune intolleranze alimentari. Queste sostanze residue svolgono infatti un’azione d’irritazione del sistema immunitario del neonato che in futuro le ritroverà, anche se in dosi infinitesimali, nei cereali di cui si nutrirà. Avendo egli imparato da piccolissimo ad irritarsene, svilupperà una reazione proprio contro quel cereale. Non si parla qui di allergia ma d’intolleranza, perché siamo sul versante percettivo/digestivo del sistema immunitario. Le intolleranze si collocano in quest’ambito, in una sorta di incapacità di percepire e digerire una sostanza alimentare.
Cereali bio
I cereali, ovviamente di origine biodinamica o biologica, sono ottime fonti di carboidrati complessi, fondamentali per la donna che allatta perché le forniscono energia in modo equilibrato. Hanno una dose rilevante di proteine che possono essere rese armoniche con piccole aggiunte di latticini, pesce, frutta secca o legumi, questi ultimi da contenere durante l’allattamento per evitare le coliche gassose del neonato. In forma integrale o semi integrale, i cereali forniscono un notevole apporto di sali minerali, una fonte indispensabile di fibre non solubili in equilibrio con le fibre della frutta, degli ortaggi e dei semi di sesamo, girasole, lino ecc. Questi semi oleaginosi, aggiunti anche in piccole quantità nel pane o nelle zuppe, sono preziosi per l’apporto di acidi grassi essenziali e di aminoacidi, indispensabili per la crescita del piccolo bimbo.
Al mattino è utile assumere i cereali come muesli, scaldandoli con latte (per chi lo tollera), o con latte di riso o di avena per chi ha necessità di ridurre l’apporto di latticini, nei quali non bisogna eccedere. Per sostenere la produzione del latte si possono assumere in particolare frumento o farro come pappa, soprattutto per chi ha la possibilità di macinarli. Basta cuocerne solo qualche cucchiaio in poca acqua o latte di riso, per avere un alimento completo e un aiuto per l’equilibrio della flora intestinale. Per gli altri pasti, i cereali vanno bene aggiunti in fiocchi al passato di verdura, o anche cotti da soli, come il riso semintegrale o il miglio decorticati, o la pasta integrale.Tra i cereali comprendiamo anche semi come il grano saraceno, la quinoa e l’amaranto, che non sono propriamente cereali, ma sono preziosi per le loro ottime caratteristiche nutrizionali.
Frutta e verdura: quale, quando, e come
Un sano metabolismo e un forte sistema immunitario richiedono oligoelementi e vitamine (zinco, magnesio, vitamina A anche come betacarotene, vitamina B6, vitamina C e tanti altri). La ricchezza di tali sostanze nella frutta e verdura biodinamica e biologica, porta alla necessità di assumere tali alimenti quotidianamente e nelle migliori condizioni di assunzione. La frutta fresca per esempio, conviene sia assunta di mattina e a merenda e non a fine pasto, per evitare dannose fermentazioni intestinali che si riproducono nel lattante. A fine cena è utile la frutta cotta che favorisce anche la regolarità dell’intestino. Le verdure vanno scelte di stagione e conviene, senza fanatismo, rinunciare alle solanacee (pomodoro, peperone, melanzane e patate), famiglia di ortaggi verso cui è maggiore la frequenza d’intolleranze alimentari. Le solanacee portano sempre una tendenza latente verso il veleno (si pensi ai germogli delle patate) e una a favorire l’acidità, evidente per peperoni e pomodori.
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