Cibo e obesità nei bambini

obesita-bambinoIl problema dell’obesità e del sovrappeso si diffonde come un’epidemia e sta diventando una vera e propria emergenza, affrontata anche dalla Commissione Europea e dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel corso degli ultimi tre decenni i livelli di sovrappeso e obesità nella popolazione europea sono aumentati in maniera significativa, in particolare nei bambini. Questi dati indicano una tendenza al peggioramento per quanto riguarda l’alimentazione e i livelli di attività fisica della popolazione europea. Questo comporterà in futuro un aumento delle patologie croniche, quali le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, il diabete di tipo 2 (cioè non “insulino dipendente”, la forma di diabete che colpisce individui sovrappeso e anziani), l’ictus, alcuni tipi di cancro, le patologie muscoloscheletriche, nonché tutta una serie di problemi mentali.

Obesità e sovrappeso nella vita evolutiva

Facciamo riferimento ad alcune tappe della vita fondamentali su cui porre attenzione. La prevenzione del sovrappeso ha inizio già durante il periodo gestazionale, durante il quale è importante che la futura mamma eviti eccessivi e rapidi aumenti di peso, che si riflettono in modo preciso sul nascituro e sul suo peso futuro. La nutrizione della madre esercita un profondo influsso sulla costituzione corporea del bambino: da una madre che si nutre eccessivamente nasce un bambino di peso maggiore alla sua costituzione, come vediamo in modo esasperato nelle madri diabetiche che, per ragioni metaboliche, involontariamente ipernutrono il nascituro. L’ultimo trimestre in particolare rappresenta un’area di grande importanza per l’equilibrio del nascituro, perché in tale fase si deposita gran parte del grasso fetale. Un peso eccessivo alla nascita rende meno sostenibile l’allattamento materno, fonte di salute fondamentale. Occorre sostenere la madre in tale periodo con un’informazione adeguata e con supporti di tipo sociale (a titolo di esempio, favorire la rimodulazione dell’orario di lavoro, consentire il part-time per periodi di gravidanza, cercare di ampliare il periodo di maternità, ecc.). Non possiamo lasciare solo ai ginecologi il peso di sostenere questa prima importante battaglia.

I primi cinque mesi di vita

E’ importante evitare in questo periodo aumenti eccessivi di peso che condizionano la disposizione futura al sovrappeso. In generale il sostegno sociale, economico e sanitario all’allattamento materno rappresenta una misura molto efficace a patto che la madre abbia uno stile di vita sano. L’allattamento artificiale espone ad un rischio maggiore di sovrappeso.

Secondo periodo di vita: dal sesto al dodicesimo mese, primi tre anni

È importante evitare che anche lo svezzamento si traduca in un aumento esagerato di peso.
Nello svezzamento e nei primi anni di vita del bambino occorre evitare l’introduzione eccessiva di alimenti ricchi di acidi grassi saturi (semplificando sono i grassi di origine animale). In natura sono semplici da individuare, poiché si trovano generalmente nei grassi solidi, quindi nei grassi animali (strutto, burro, parte grassa delle carni e nei formaggi). Bisogna evitare totalmente quelli che abbondano di grassi trans (si formano durante il processo d’idrogenazione dei grassi vegetali). Sono particolarmente poco fisiologici: tutti gli studiosi concordano che nella dieta sono un fattore di rischio poiché sono aterogenici, cioè aumentano il rischio di patologie cardiovascolari.
Bisogna invece scegliere gli alimenti contenenti grassi monoinsaturi e poliinsaturi (presenti negli oli di origine vegetale). Appare molto opportuno incoraggiare una precisa gradualità nell’inserire nuovi alimenti.
Alcune intolleranze e allergie alimentari trovano un’origine importante in queste precoci ed eccessive introduzioni di sostanze grasse: cito il cacao che oggi con estrema leggerezza viene dato a bambini molto piccoli, viene aggiunto a merendine o biscotti. E’ praticamente impossibile essere in forma se si pasteggia o si fa merenda con una bevanda industriale fortemente acida, zuccherata, colorata con aromi artificiali, arricchita di gas e raffreddata.

Prima età scolare

Nelle prime classi di scuola si rileva che il bambino acquisisce autonomia, diventa un consumatore attivo e i dati dimostrano un aumento notevole del sovrappeso e dell’obesità. Riteniamo utile scoraggiare l’utilizzo di cibi portati dai servizi mensa esterni nell’ambito scolastico e incoraggiamo una merenda offerta dalla scuola a base di frutta fresca, tendenzialmente locale, biodinamica o biologica, per favorire il consumo del frutto nella sua interezza. Ove occorra un maggiore apporto calorico basta una semplice porzione di pane fresco biodinamico o biologico eventualmente con qualche goccia di olio di oliva biodinamico. L’esperienza diffusa in alcune regioni negli asili e nelle scuole primarie di una mensa biologica porta a risultati interessanti, ma solo se accompagnata da un forte impegno culturale e informativo rivolto alle famiglie.

Adolescenza

Soprattutto nel periodo pre- e peripuberale si realizza l’ultima grande fase di crescita a rischio di obesità. Non crediamo nella possibilità di sviluppare cultura alimentare con messaggi allarmanti tipo “nuoce gravemente alla salute”: sarebbe come assimilare le merendine alle sigarette.
Riteniamo più efficace comunicare e far sperimentare attività formative. Sono estremamente utili esperienze pratiche di avvicinamento dei ragazzi alla filiera agricolo industriale di produzione del cibo attraverso visite in aziende locali. Il cibo locale, oltre ad essere salutare per l’equilibrio biochimico con il clima in cui cresce, rappresenta infatti una grande opportunità di tipo pedagogico: occorre sostenere localmente la scuola incentivando e favorendo le visite alle aziende agricole!
Esperienze di visita alle realtà agricole come le aziende biologiche e biodinamiche e, quando possibile, piccole esperienze pratiche di coltivazione, possono rappresentare uno strumento che aiuta a modificare e superare stili di vita dannosi.
Il ragazzo in questa età è fortemente ricettivo nei confronti dei messaggi che riceve, quindi lo è sia verso una televisione che spinga a consumi obesizzanti, sia verso un’esperienza pratica di agricoltura che rappresenta un’informazione molto efficace ed inoltre favorisce un’attività fisica sana.
Il controllo del peso è un problema soprattutto per bambini e ragazzi. Un bambino che diventa obeso nell’adolescenza può avere fino a quattro volte le cellule adipose di un adulto che saranno per tutta la vita comodi e immensi depositi di calorie in eccesso. Questa cultura della nutrizione riconosciuta, deve poter raggiungere le famiglie e gli stessi ragazzi, sempre più consumatori autonomi di cibo.

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2 commenti

  1. Trovo molto interessante e utile il punto di vista espresso dal dott Francardo nel suo articolo. Vi ringrazio per la pubblicazione.

  2. Io penso che se i bambini potessero giocare di più tra di loro e all’aria aperta,non si annoierebbero e mangierebbero meno dolci e grassi, e quindi non diverrebbero obesi.
    certo anche le mamme non dovrebbero comprare merendine e salatini tutti i giorni, ma abituare i figli a mangiare sano e meno.

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