Lo svezzamento del bambino
L’allattamento materno rappresenta un’opportunità inimitabile. Ritengo utile cercare di arrivare sino al sesto mese e oltre con il solo latte materno: favorisce una buona condizione delle difese del sistema immunitario, protegge dalle tendenze allergiche spesso stimolate da una precoce introduzione d’alimenti troppo complessi, aiuta una buon assimilazione del ferro e variando dinamicamente nelle sue componenti durante la giornata, il latte materno rende il bambino più tranquillo. Dal sesto all’ottavo mese però diventa necessario iniziare lo svezzamento. Non ho alcuna intenzione di sostituirmi al pediatra e sono contrario al “fai da te” in un periodo tanto delicato nella vita di un bambino. Commettere imprudenze o errori in questa fase può essere molto dannoso, vorrei quindi solo condividere alcune riflessioni.
L’introduzione di nuovi alimenti
Un consiglio fondamentale: non avere alcuna fretta, introdurre un solo nuovo alimento alla volta, attendere almeno una settimana per valutare la reazione dell’organismo del bambino e poi aumentarne la quantità e la frequenza. Un alimento ritrovato intatto nelle feci va temporaneamente sospeso: spesso dopo solo poche settimane, può essere accettato senza problemi.
Un cibo utile in questo primo momento è la mela o la pera biodinamica o biologica, grattugiata con una grattugia di vetro e non di plastica per evitare di dare al bimbo microparticelle di questo materiale tossico insieme alla frutta. Inizieremo così anche ad abituare al cucchiaino il bimbo allattato al seno. Consiglio di aggiungere poche gocce di limone bio per rendere più digeribile la modesta ma importante componente proteica del frutto. Possiamo iniziare con qualche cucchiaino di succo della mela grattugiata, passando poi al frutto grattugiato. La pera è utile ai bambini stitici. Attenzione però a certi bimbi flemmatici (tondi, tranquilli e gran gustatori) che, captando il maggior contenuto di zucchero della pera orientano le scelte degli educatori.
Le carote biodinamiche, unico ortaggio crudo da utilizzare fino ai 12 mesi, sono veramente importanti, iniziando dal succo di carota grattugiata. Può essere dato a cucchiaini direttamente, o aggiunto alla mela grattugiata. A questo punto cominciamo a sostituire una delle poppate con una preparazione a base di miscele di cereali biodinamici: inizialmente farine precotte di cereali senza glutine, come quella di riso, associate a latte fresco bio appena aperto diluito con acqua minerale naturale, in bottiglia di vetro.
Gli zuccheri
Consiglio l’aggiunta di zucchero grezzo biologico integrale per la preparazione dei biberon. Non sono favorevole a sostituire lo zucchero con il miele, il cui ricco processo aromatico esercita un’azione lassativa sulla mucosa delicata del neonato. Le nostre nonne dicevano che fino ad un anno di età il miele “scalda”, infatti arrossa facilmente la mucosa anale e dei genitali. Qualunque sia il mese di inizio dello svezzamento, iniziate col sostituire un solo pasto, preferibilmente quello di mezzogiorno, con crema di cereali più un frutto (mela grattata), con eventualmente uno o due cucchiaini da tè di sciroppo di prugnolo certificato Demeter nel pasto serale. Gli altri pasti rimarranno di latte materno. I problemi causati dal latte vaccino sono spesso dovuti alle trasformazioni produttive che subisce. A riprova di ciò è stata pubblicata una ricerca sulla rivista scientifica Lancet nella quale si evidenzia che, contrariamente alle aspettative, in migliaia di bambini svizzeri e austriaci nutriti con latte crudo delle fattorie, si ha una minore incidenza di asma e allergie. Il grande pediatra antroposofo Zur Linden fu un fervente sostenitore di un’alimentazione a base di latte vaccino fresco di alta qualità, diluito con un decotto di cereali. Col passare delle settimane si aumenterà la dose di cereali, che potranno contenere anche glutine, e il latte sarà un po’ meno diluito. Alla pappa di latte della sera, si può aggiungere un po’ di zucchero nero integrale in più, per addolcirla maggiormente e favorire il sonno.
Le verdure
Le quantità delle dosi è individuale: l’appetito del neonato, l’aumento del peso e soprattutto dell’altezza determinano la necessaria quantità di alimento. Un problema importante è che il latte vaccino, che ha un contenuto di grassi paragonabile al latte umano, subisce un dimezzamento del grasso in proporzione alla diluizione al 50% che in genere propongo. Per questo consiglio di aggiungere un cucchiaino da tè di crema di mandorle bianca biologica ad ogni pappa o biberon. Si arriva così alla seconda o terza pappa del giorno, a base di passato di verdure e senza sale fino al primo anno di età: una carota, una zucchina, un finocchio, mezza mela, cui aggiungere una crema di cereali precotti biodinamici. Daremo nei primi giorni solo l’acqua di cottura della verdura poi, se il bimbo la digerisce bene, la verdura passata. Cuocere la mela assieme agli altri ingredienti, dà al passato di verdure un sapore dolce che lo rende più accettabile e assimilabile. Dopo il settimo o l’ottavo mese, aggiungete a pranzo qualche goccia di olio di oliva extra vergine bio alla pappa a base di passato di verdura con crema di cereali biodinamici precotti. Una buona merenda potrà essere uno yogurt bio con una galletta di farro o di riso schiacciata e un po’ di succo di frutta, o qualche cucchiaino di sciroppo di prugnolo (per i bimbi magri) o di olivello spinoso (per i bimbi con tendenza al catarro).
sono molto d’accordo sul fatto di non avere fretta a svezzare i bimbi (la mia di 9 mesi prende solo il pasto di mezzogiorno il resto solo il mio latte)pero’ho letto che i bimbi fino a che non hanno tutti i denti la loro saliva non ha l’enzima per digerire gli amidi, che fatica fare la cosa giusta!
Risponde il dott. Francardo
@monica: Carissima,appare corretto affermare che il corredo enzimatico che serve per una sana digestione si arricchisce nel corso della crescita ed è sicuramente più debole alla nascita ma mi sembra un’affermazione un po’ unilaterale. Tieni conto che qualunque cereale, compreso il riso, ha come base essenziale gli amidi ed il bambino appare in grado di digerire gli amidi molto presto dopo la nascita. Si pensi che già nei primi mesi di vita è possibile dare del riso ai neonati.
Se usassi latte fresco di capra invece che di mucca, lo diluisco cmq al 50% o diversamente?
@laura: Risponde il dott. Sergio Maria Francardo
Cara lettrice,
la nostra linea editoriale e scientifica, lo dico sempre, non è favorire l’autocura ma fare cultura alimentare. Quindi noi non ci prendiamo la responsabilità di dare la composizione del latte adattato (umanizzato) ma indichiamo una linea culturale e scientifica che va poi sostenuta da un medico che prescrive l’alimentazione adeguata a quel bambino. Ogni tipo di latte vacca, capra, e anche latte di soia richiede un adattamento specifico, noi diamo delle tracce.
Grazie della risposta. Una pediatra ha detto di diluire il latte di capra al 25% per i primi gg e poi aumentare la percentuale. Mi domandavo se ci fosse una base per questo e se il latte di capra fosse piu’ricco in grassi da non aver bisogno di aggiungervi del burro o olio.
@Laura: risponde il dott. Sergio Maria Francardo
Gentile Lettrice,
come Le dicevo, non possiamo e non vogliamo dare delle ricette, la rivista non può occuparsi del caso specifico.
Le faccio un esempio ma La prego di rivolgersi ad una persona competente.
Il latte è specie specifico significa che ogni specie ha il proprio latte, adatta alle esigenze della crescita e del tipo di sviluppo psicofisico specifico di ogni specie. Il latte di capra ha un elevato contenuto proteico e quindi va diluito. Diluendolo però si riduce il contenuto di grassi importantissimi per la crescita che quindi vanno integrati con grassi vegetali; io uso della mandorla (ma Le raccomando si faccia aiutare!) così come una parte del contenuto di zuccheri. Quello che nessun latte può dare sono le specificità enzimatiche e il contenuto di anticorpi materni ma questo è un altro discorso a favore del latte materno umano. Cordialità.
Buonasera,il mio bambino ha appena compiuto un anno e a causa di un intolleranza al lattosio beve latte di soia… Come sicuramente sa il latte in polvere speciale ha un costo abbastanza elevato,quindi mi chiedevo se potevo passare al comune latte di soia che si trova in ogni supermercato.Grazie!
@Elisa: Risponde il dott. Sergio Maria Francardo.
Gentile lettrice,
avendo sempre come premessa che le domande specifiche riguardanti il singolo bambino richiedono un approccio professionale e che non è nostra intenzione favorire l’autoaiuto in tema di nutrizione del bambino perchè¨ si tratta di una cosa troppo seria, Le rispondo brevemente.
Dopo l’anno l’organizzazione digestiva del bambino acquisisce una certa maturità e può cominciare ad avvicinare un cibo più complesso. Il latte di soia viene utilizzato per sostituire il latte materno ma successivamente non è più così indispensabile perchè, come abbiamo ripetutamente spiegato, ora il bambino comincia ad avvicinare nel secondo anno i vari cereali anche nella forma integrale, le varie verdure di stagione, la frutta di stagione e qualche fonte di proteine come legumi in dose ridotta e latticini se li tollera. Se per esempio si tratta di una intolleranza al lattosio, potrebbe mangiare del parmigiano reggiano invecchiato trenta mesi che praticamente non contiene lattosio. Può usare del latte di soia biologico (anche per evitare la soia OGM) per esempio per la prima colazione assieme a del caffè d’orzo con del pane vecchio. Come vede le cose sono complicate anche perchè le intolleranze vanno verificate e non bastano certi tests (tipo vegatest ecc.) che indicano solo delle tendenze.
Cordiali saluti, Sergio Maria Francardo