Celiachia
Può succedere a tutti di soffrire di gonfiore o dolore di pancia dopo aver consumato pane, pasta, o pizza.
Se capita occasionalmente non c’è da preoccuparsi perché si tratta soltanto di una banale indigestione dovuta a cottura insufficiente, o a cattiva qualità degli alimenti. Se però il mal di pancia si verifica ad ogni ingestione di alimenti a base di frumento e si accompagna a sintomi, anche a carattere cronico, a carico di altri distretti dell’organismo o ad uno stato di malessere generale, vale la pena di parlarne con il medico di fiducia.
Si potrebbe trattare di celiachia, un disturbo che merita la massima attenzione sia da parte del medico sia del paziente perché, se trascurato, può portare a gravi complicazioni.
Che cos’è la celiachia
In passato era chiamata “intolleranza al glutine” per distinguerla dalla classica allergia alimentare al frumento e anche perché s’ignorava che implicasse il coinvolgimento del sistema immunitario.
Oggi sappiamo che nelle persone sofferenti di celiachia, il sistema immunitario tratta un’innocua frazione del glutine come se fosse un agente patogeno scagliandole contro anticorpi. Purtroppo una quota di questi anticorpi sbaglia mira e va a colpire alcune proteine del corpo umano danneggiando i tessuti in cui esse sono presenti (reazione autoimmunitaria). Uno degli effetti più immediati di quest’anomala risposta del sistema immunitario è l’atrofia dei villi dell’intestino tenue, che si traduce in un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive. La predisposizione alla malattia si eredita dai genitori. Si calcola che in Italia almeno una persona su cento soffra di celiachia. Purtroppo la frequenza è sottostimata perché ci sono persone celiache che non sanno di esserlo per l’assenza o la scarsità dei sintomi caratteristici della malattia.
I sintomi
La mamma deve temere che il suo bambino soffra di celiachia se, durante lo svezzamento, con l’introduzione dei cereali insorgono disturbi intestinali (diarrea cronica con feci poco formate e grasse, coliche e gonfiore con accentuata distensione addominale).
Questi disturbi possono anche comparire per la prima volta quando il bambino è già grandicello. Un bambino celiaco che non segue un idoneo regime alimentare, soffre di malassorbimento e ciò compromette il suo sviluppo. Cresce gracile e sotto la norma. È spesso inappetente, facilmente irascibile; può anche soffrire d’anemia e stanchezza cronica.
I primi sintomi possono anche comparire in età adulta, spesso in seguito ad una gravidanza o ad un’infezione. Sono più sfumati di quelli che si riscontrano nei bambini e non sempre interessano l’intestino. Un’anemia inspiegabile e refrattaria alle terapie di ferro, una stanchezza cronica o una storia di afte recidivanti del cavo orale devono sempre mettere in allarme.
La celiachia può essere svelata da un semplice esame del sangue che permette il dosaggio degli anticorpi IgA contro la gliadina e contro due proteine presenti nel corpo umano, l’endomisio e la transglutaminasi tissutale. Ci tengo a sottolineare che i test proposti da alcuni medici non convenzionali (citotossico, EAV,Vega, chinesiologico, DRIA) non sono idonei per la diagnosi di celiachia.
La dieta come terapia
Purtroppo non esistono terapie mediche che assicurino la guarigione dalla celiachia (invece talora si guarisce spontaneamente dall’allergia al frumento). L’unico rimedio veramente efficace è il regime alimentare senza glutine, che deve essere seguito per tutta la vita. Non può essere interrotto, né reso meno drastico con l’introduzione, anche se saltuaria, di piccole quantità d’alimenti contenenti glutine.
L’industria alimentare fornisce una vasta gamma di prodotti senza glutine che non fanno rimpiangere quelli a noi familiari fatti con la farina di frumento. Disponiamo di tutto ormai, pane, pasta, pizza, biscotti, dolci, perfino birra, senza glutine. Questi prodotti si riconoscono per la scritta “privi di glutine” o “gluten free” e il simbolo della spiga sbarrata riportati sulle etichette. Purtroppo sono più cari dei prodotti normali, ma chi è riconosciuto affetto da celiachia ha diritto ad un rimborso mensile (piuttosto modesto, però), come stabilito dalla Legge 123/2005.Tra questi prodotti scegliete quelli meno ricchi di zucchero, grassi e additivi (molti prodotti per celiaci sono troppo ricchi di queste sostanze!).
Anche l’industria alimentare che opera nella trasformazione dei prodotti biologici ha iniziato la produzione di pasta, biscotti e dolci privi di glutine. Questi prodotti sono da preferire a quelli convenzionali perché posseggono tutte le qualità derivanti dall’adozione dei metodi dell’agricoltura biologica. Però, attenzione: chi è celiaco deve evitare i prodotti alimentari che contengono glutine anche se sono di provenienza biologica.
Il regime senza glutine
Una dieta senza glutine deve escludere frumento, orzo e segale, kamut e farro (sono frumenti antichi), bulgur e cuscus (sono prodotti ricavati dal frumento), seitan (è un concentrato di glutine ricavato dal frumento).
Anche se l’avena è un cereale privo di glutine, i medici la vietano ai celiaci sia perché non è stata ancora documentata la sua innocuità, sia perchè può essere contaminata dai cereali contenenti glutine. Possono invece essere consumati miglio, riso e mais e i cosiddetti cereali alternativi (grano saraceno, quinoa, amaranto e keff).
Nessuna restrizione per il consumo degli altri alimenti vegetali, come quelli ricchi di amido (patate, legumi, castagne, frutta secca, manioca, tapioca), le verdure e la frutta, e di tutti quelli animali (uova, latte e derivati, carne e pesce). Ovviamente, questi alimenti non devono essere cucinati aggiungendo farina, pane grattugiato o qualsivoglia condimento che contenga grano, orzo e segale.
Infine sono permessi tutti i prodotti industriali che non hanno tra gli ingredienti cereali contenenti glutine o loro derivati. La lettura delle etichette rappresenta l’unico modo per accertarsi dell’assenza del glutine. Fate molta attenzione ai termini che possono indicare la presenza di glutine: proteine, proteine vegetali idrolizzate, proteine di grano, proteine di frumento amido, amido modificato, amido gelatinizzato, addensante vegetale, gomme vegetali, malto.
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