La pelle: come prendersene cura
Con una corretta alimentazione e con una cura appropriata possiamo mantenere efficienti tutte le funzioni di questo organo così importante dal punto di vista estetico e della salute.
La nostra immagine esteriore
Tutti gli organismi, anche i più semplici e primitivi, sono dotati di uno strato esterno che delimita e separa il corpo dall’ambiente. Nel caso del nostro corpo, l’involucro che lo contiene e che ne restituisce l’immagine esteriore è la pelle o cute. Questo involucro non è una semplice membrana, ma un vero e proprio organo: funge da barriera perché isola, ma permette anche il passaggio dall’interno all’esterno di metaboliti (scorie), acqua (per la regolazione termica dell’organismo), ormoni o molecole (come ad esempio i feromoni) in grado di trasmettere determinati “messaggi” subliminali, (ad esempio tramite l’olfatto) a strutture cerebrali che governano l’emotività e l’affettività e che, a loro volta, influiscono sul comportamento: simpatia o antipatia, attrazione o repulsione. La pelle non è nemmeno completamente impermeabile dall’esterno verso l’interno: alcune sostanze possono attraversarla e riversarsi nel flusso circolatorio, in forma più o meno modificata. Questa proprietà viene sfruttata per l’assorbimento di alcuni farmaci o altre sostanze tramite, ad esempio, cerotti applicati sulla cute per determinati periodi di tempo. Così si possono assumere estrogeni, per compensare alcune conseguenze della menopausa, scopolamina contro le cinetosi (mal d’auto, di mare, d’aria), nitroglicerina e derivati per affezioni coronariche, nicotina per il tabagismo etc.
Purtroppo, però, possono attraversare la pelle anche sostanze estremamente tossiche, come gli esteri fosforici (usati come antiparassitari), con conseguenti danni sistemici gravi e a volte letali.
Anche sostanze normalmente innocue, ma che in alcuni individui scatenano reazioni allergiche, possono penetrare attraverso la pelle. Le alterazioni della pelle, sia legate all’età che di natura patologica, possono compromettere le sue funzioni di barriera e permeabilità consentendo l’attacco di agenti patogeni fisici, chimici o biologici (virus, batteri, funghi, protozoi o parassiti). E’ quindi evidente come lo stato di salute della cute sia una condizione importante per il benessere dell’intero organismo. La cute, con i suoi diversi strati (epidermide, derma, ipoderma) rappresenta il 16% circa del peso corporeo (le ossa ne costituiscono soltanto il 10%), ed ha una estensione superficiale di 1,5-1,8 mq; il mantello idrolipidico le conferisce una leggera acidità, con un pH di 4,5-5. L’acidità ed i microrganismi che costituiscono la flora fisiologica cutanea contrastano la proliferazione dei patogeni.
La nostra individualità
Nella cute si trova un insieme di sensori che rilevano i dati ambientali che sono trasmessi al cervello, dove poi vengono elaborati per mantenere lo stato di omeostasi, consentire l’adattamento alle condizioni esterne o condizionare comportamento, emotività, affettività, sessualità, ecc.
La pelle contribuisce anche a determinare l’aspetto di ognuno di noi, condizionando le nostre relazioni col mondo esterno. Attraverso la sua estrema variabilità di presentazione, la cute permette di identificare e distinguere, con minimo margine di errore, un singolo individuo fra tutti i componenti della stessa specie.
Questa variabilità si esprime con diverse modalità.
Innanzitutto la forma: la pelle, come contenitore dell’organismo e dei suoi organi, si modella su di essi determinando i lineamenti del viso e del corpo in generale. La forma dipende dalla distribuzione dello strato adiposo sottostante, che è specifica per sesso e, ovviamente, dipende dall’alimentazione, dall’attività fisica e dalla massa muscolare e ossea.
C’è poi il colore, che dipende dalla quantità e combinazione dei diversi tipi di melanina, dalla vascolarizzazione, responsabile della componente rossa, e dalla cheratina dello strato corneo (quello più superficiale, che fa parte dell’epidermide), che costituisce la componente grigia.
Anche la distribuzione dell’apparato pilifero (peli e capelli) è diverso per sesso, ma anche da individuo a individuo.
L’aspetto, condizionato dall’attività ghiandolare cutanea, dalle abitudini, dall’attività fisica e lavorativa e dall’età, determina le qualità di pelle liscia, rugosa, squamosa, ispessita, callosa oppure secca, grassa, viscida ecc. L’odore che emana la pelle, che dipende da quantità e qualità di sebo e sudore, può essere un fattore fondamentale di riconoscimento, oltre che di attrazione o repulsione.
Anche le unghie, annessi cutanei di non poca importanza, presentano variabilità individuali rilevanti e le loro alterazioni possono essere sintomi di particolari malattie e fornire informazioni importanti sullo stato generale dell’organismo. I dermatoglifi sono i rilievi cutanei caratteristici del palmo della mano e delle piante dei piedi: costituiscono le impronte digitali, che tolgono ogni dubbio sull’identificazione di una persona.
Le caratteristiche e proprietà fin qui considerate possono fornire informazioni di tipo diverso: sullo stato di nutrizione ed idratazione, sullo stato di salute generale (molte malattie modificano ad esempio le secrezioni cutanee) o sullo stato emotivo (rossore, pallore, sudorazione).
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