La pelle secca: quando il re perde il mantello

di Redazione | feb 5th, 2010

Il repentino cambio di temperatura che accompagna l’avvicendarsi delle stagioni è spesso causa di disagio e fastidio. anche la pelle, involucro con cui ci relazioniamo all’esterno, reagisce in vari modi: in inverno, quest’“abito” che normalmente indossiamo senza accorgercene, diviene improvvisamente stretto e scomodo.

Il giusto equilibrio di acqua e grassi

Gli strati superficiali della cute costituiscono una protezione contro le aggressioni esterne. Le cellule appiattite e sclerotizzate che formano lo strato corneo sono una vera e propria armatura che impedisce ad agenti atmosferici, chimici e nocivi di penetrare all’interno. esse sono tenute insieme da lamelle di grasso che costituiscono il cosiddetto film lipidico, un vero e proprio mantello di calore che ci avvolge.
Questi strumenti, “corazza e mantello”, funzionano bene quando non ci sono fessure nella trama e quando il contenuto di acqua è sufficiente a garantire un’adeguata vitalità ed elasticità alla cute. Nella pelle secca invece il normale equilibrio idrolipidico è alterato. la pelle appare ruvida, arrossata e screpolata. La normale resistenza agli agenti esterni è diminuita, la cute è maggiormente irritabile. infiammazioni e prurito sono disturbi spesso presenti. Nella secchezza cutanea non si riduce solo il contenuto di acqua intraepidermico, ma si assiste anche ad un’alterazione dei lipidi della pelle. Gambe ed avambracci infatti sono le zone più colpite perché sono quelle più povere di ghiandole sebacee.

Le cause

Possiamo distinguere i fattori all’origine della pelle secca in cinque categorie.
In primo luogo i motivi anagrafici: individui nelle fasce d’età più estreme, infanzia e senilità, sono più esposti. negli anziani, in particolare, la pelle secca è la conseguenza della riduzione della produzione dei grassi, la riduzione dei vasi sanguigni ed il minor lavoro degli enzimi che producono questi grassi.
Abbiamo poi i fattori ambientali: esposizioni al sole, al vento, al caldo o al freddo, utilizzo di detergenti aggressivi, irritazioni di natura meccanica (sfregamento), utilizzo di indumenti sintetici possono indurre grosse irritazioni, quando si è già in presenza di pelle secca. Particolarmente nocivi sono gli sbalzi di temperatura, soprattutto da un ambiente molto caldo.
Anche i fattori professionali possono essere una causa: persone che trascorrono molte ore all’aperto oppure che devono utilizzare speciali sgrassanti per le mani, sono soggetti alla pelle secca perché danneggiano con più facilità il loro mantello lipidico. e lo stesso vale per lavoratori che abbiano contattocon solventi ed altre sostanze chimiche.
Un’altra categoria è rappresentata dai cosiddetti fattori iatrogeni, dovuti cioè a terapie mediche. Per esempio trattamenti con retinoidi (derivati della vitamina a) nella cura dell’acne, oppure il catrame usato contro la psoriasi possono causare secchezza cutanea.
Da ultimo è bene ricordare che la pelle secca, soprattutto se associata a esquamazione anomala, ispessimento (ipercheratosi) o infiammazione, può essere un sintomo di patologie dermatologiche più gravi come la dermatite atopica, l’ittiosi o la psoriasi, nel qual caso è d’obbligo il ricorso ad un medico.

Come si manifesta?

La secchezza cutanea è un’esperienza frequente e comune a tutti ed è caratterizzata da sensazioni ben precise. Innanzitutto la “pelle che tira”, soprattutto sul volto, e quindi maggiori difficoltà a seguire le contrazioni dei muscoli facciali; il prurito, avvertito in maniera particolarmente intensa nelle zone più secche, come le gambe o le braccia, che spesso si accentua di notte impedendo il normale riposo; ed infine la desquamazione e l’eventuale arrossamento che si manifestano quando la pelle è esposta a sollecitazioni particolarmente intense oppure quando l’irritazione si protrae. Solo in presenza di disturbi come prurito, screpolature e ragadi si può parlare di patologie vere e proprie.

La pelle secca ha due generi di conseguenze: la prima è di ordine estetico. La pelle diviene opaca, grigiastra, ruvida e desquamante, in quanto la “corazza” costituita dalle piccole squame cornee perde di compattezza. La minore elasticità e morbidezza esalta così il reticolo cutaneo, determinando un effetto di rugosità.
C’è poi un’alterazione funzionale, dovuta ad una modifica dello strato di grassi circostante, con un ulteriore impoverimento del contenuto di acqua dello strato corneo (fino al 25% in meno). Questo causa un minor effetto barriera, una maggior permeabilità nei confronti dei microrganismi e delle sostanze chimiche presenti nell’ambiente, una minor resistenza meccanica ed un aumento della reattività ad agenti esterni.

Pelle secca o pelle secca atopica?

La pelle secca propriamente detta si distingue dalla pelle secca atopica.
La prima può essere dovuta al normale processo di invecchiamento, a cambiamenti ormonali (ad esempio in menopausa) o a disturbi del metabolismo (come il diabete) o a fattori esterni come i lavaggi frequenti, il freddo, la ridotta umidità ambientale dovuta al clima o al riscaldamento delle case, l’eccessiva esposizione al sole, l’alimentazione non corretta, il contatto con sostanze allergiche o irritanti, patologie cutanee. Rimuovendo queste cause si possono ripristinare le condizioni ottimali della pelle.
La pelle secca atopica invece è causata da fattori genetico-costituzionali. Chi ne soffre di solito, oltre a diverse allergie ed eventualmente all’asma, presenta un’alterazione costituzionale del mantello lipidico, soprattutto nel contenuto degli acidi grassi omega-6 (acido linoleico), importanti per la formazione della barriera cutanea. Quando questa barriera è così alterata la pelle appare disidratata, con possibili irritazioni, arrossamento e prurito intenso e diventa spesso l’anticamera della dermatite atopica.

Quali rimedi?

Dato che il problema della pelle secca non è solo una questione di disidratazione, ma anche di alterazione del mantello lipidico, le creme idratanti, da sole, non possono risolverlo. Sarà importante utilizzare prodotti e sostanze che possono rigenerare questo mantello ed evitare quelle che tendono a lesionarlo.
L’uso di creme detergenti e saponi troppo aggressivi andrebbe dunque ridotto al minimo, poiché non riescono a distinguere tra lo sporco grasso ed il mantello, asportando entrambi.
La pelle secca va nutrita con prodotti sufficientemente grassi. Un buon olio da massaggi, per esempio all’arnica, oppure un bagno in dispersione oleosa con olio di borragine o di calendula possono aiutarci nei mesi invernali. In primavera invece potremo fare un bagno con avena, camomilla, crusca, equiseto e lavanda miscelate in parti uguali (se non si è allergici ad una di queste piante): fatene bollire due manciate in quattro litri d’acqua per quindici minuti, filtrate ed aggiungete all’acqua calda del bagno.
Fondamentale è inoltre un apporto sufficiente di acidi grassi essenziali omega-6 con la dieta, perché non vengono sintetizzati dall’organismo. L’acido linoleico è contenuto in diversi prodotti vegetali: il germe di grano, i semi, gli oli vegetali quali quelli di girasole, di soia e di mais per esempio. Particolarmente ricche di questa sostanza sono la borragine (borago officinalis) e la primula notturna (oenothera biennis). da non dimenticare infine che la cura della pelle secca deve partire dalla depurazione del fegato: a questo fine una tisana di achillea (millefolium) andrebbe bevuta tutti i giorni nei cambi di stagione.

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2 commenti

  1. salve ho una eta di anni 51 da circa anni 5 sono affetto da machioline x tutto il corpo devo dire che non mi danno fastidio pero è antipatico a vederle sto cercando in vari modi di risolvere la cosa ma non ci riesco. è a momenti a volte si accentuano di colore e a volte si attenuano chiedo a voi come potrei risolvere il caso ho quanto meno mi potreste darmi indicazioni di qualche medico naturalista ho chi esso sia. grazie aspetto vostre notizie saluti massimo

  2. Caro Massimo,
    prova a fare un salto alle Terme di Comano, là son specialisti per la pelle. Ciao Giovanna

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