Attenzione a cimici, acari e mosche della frutta
Orto
Chi ha un orto familiare purtroppo spesso si trova nel bel mezzo dell’estate con i cimici che scorrazzano fra i pomodori. A vederli sembrano innocui ed invece fanno delle punture che creano degli aloni gialli, i frutti diventano amari ed immangiabili!
È un vero problema perché questi insetti non hanno più nemici naturali. Che fare?
In agricoltura biologica si usa il piretro miscelato con olio bianco “estivo”, tuttavia i risultati sono blandi.
In agricoltura biodinamica si possono invece catturare una trentina di esemplari e metterli a macerare in un vasetto di vetro con un coperchio appena appoggiato (altrimenti può scoppiare) e lasciamo macerare al sole quel tanto che si sviluppino delle fermentazioni almeno 4-7 giorni. Poi filtriamo, diluiamo in 10 litri di acqua ed irroriamo alla sera piante e terreno per tre sere consecutive. Aspettiamo di raccogliere i frutti per il consumo fresco per almeno 5-7 giorni. Così facendo mettiamo nell’orto un segnale di disturbo per i cimici; in alcuni casi il risultato è immediato, in altri bisognerà ripetere più volte.
Una raccomandazione: assicuriamoci che l’insetto che mettiamo a macerare sia veramente un cimice e non un insetto utile! Facciamoci aiutare da qualche esperto oppure andiamo a veder sul qualche sito internet come è fatto un cimice verde del pomodoro…
Giardino
In questo periodo nel giardino siamo a rischio acari!
Gli acari sono dei ragnetti non visibili ad occhio nudo, ma solo attraverso lenti molto potenti d’ingrandimento. Notiamo invece le foglie infestate perché diventano giallastra e poi brunastre quasi fossero bruciate dal calore: si tratta appunto degli acari che creano micro-punture che danneggiano le foglie. Possono portare la pianta nel giro di poche giorni a morire o a debilitarsi notevolmente.
Non vi sono molte alternative di controllo per gli acari, eccetto l’uso dello zolfo bagnabile che ha un’azione repellente e del piretro naturale. Il metodo più efficace è il piretro miscelato all’olio bianco estivo ripetuto più volte alla sera tarda. Nel caso abbiamo usato anche lo zolfo è importante che vi siano almeno 15 giorni di distanza tra un trattamento di zolfo ed uno di olio bianco, altrimenti diventano fitotossici e possono bruciare. In ogni caso tutti i prodotti citati non vanno irrorati direttamente sui petali dei fiori perché bruciano.
Frutteto Familiare
Se abbiamo concimato il terreno troppo abbondantemente con il concime organico o altri composti azotati, è probabile che i frutti siano soggetti alla mosca della frutta.
Si tratta di una vera e propria moschina che deposita le sue uova sulla buccia, da cui nascono le larve che penetrano nel frutto per cibarsi del seme facendo così marcire il frutto intero.
Oltre ai consueti insetticidi biologici, si può escogitare la cattura delle mosche con le apposite bottiglie di plastica. Le semplici bottiglie dell’acqua minerale possono essere riutilizzate per la cattura massiva delle mosche. Si possono trovare in commercio gli appositi tappi riutilizzabili (tap-trap) di colore giallo che permettono di attirare le mosche e non farle uscire dalla bottiglia. Naturalmente bisogna poter mettere un’esca attrattiva nella bottiglia costituita da un pezzettino di pesce (un terzo sarda è sufficiente) con mezzo litro di acqua. Le bottiglie vanno posizionate in numero di 1-2 per pianta. Le mosche vengono attirate e catturate. Quando la bottiglia è piena vanno vuotate nel compost, “ricaricate” e di nuovo esposte appese all’albero.
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