Una fonte di benessere per affrontare il freddo

12 gennaio 2012
Cura del corpo

Durante la stagione invernale è ancora l’acqua a venirci in aiuto per fronteggiare i disturbi più comuni che indeboliscono il corpo in questa stagione. Con l’aiuto di un bagno caldo e di alcune benefiche piante anche a casa possiamo prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari.

Un aiuto per rinforzare le difese del nostro organismo

Come possiamo aiutarci con l’acquama prevenire o a curare le malattie della brutta stagione? Sappiamo tutti, per averli sperimentati in prima persona, quali sono i disturbi più comuni nella stagione invernale: in primo luogo malattie catarrali a carico delle vie aeree (raffreddore, sinusite, otite, bronchite) oppure malattie febbrili (tonsilliti e influenza sono le più frequenti) accompagnate da mal di gola, tosse, dolori articolari, ecc. Un utile accorgimento per rinforzare le difese del nostro organismo in questa stagione è prendere l’abitudine di fare un’abluzione di tutto il corpo al mattino, al risveglio. Va fatta appena ci si alza dal letto, quando abbiamo ancora il calore del sonno. Ci si strofina vigorosamente tutto il corpo con un panno ruvido o unamanopola da bagno bagnata con una soluzione di rosmarino (ottenuta diluendo un cucchiaino da tè di latte al rosmarino in un litro di acqua fredda). Mi rendo conto che, con i ritmi spesso frenetici della quotidianità, può  sembrare difficile prendersi del tempo ma questo piccolo “rituale” può essere un’occasione preziosa per dedicarci a noi stessi e ai nostri cari. Questa abluzione può essere applicata anche ai bambini, ma non prima dei quattro, cinque anni. Bisogna però fare molta attenzione a che il bambino non prenda freddo, coprendo subito la parte del corpo che è stata frizionata. È bene non frizionare in modo scomposto, ma andare regolarmente dalla periferia al cuore. Si comincia dalla fronte, poi si prosegue con le guance dall’alto in basso, infine il collo fino al torace, fermandosi in prossimità del cuore. Poi si friziona il braccio sinistro in senso centripeto, cioè prima la mano, poi l’avambraccio, quindi il braccio e la spalla, fino al cuore. Poi si ripete lo stesso procedimento al braccio destro. Quindi si passa alle gambe, prima la destra, poi la sinistra, sempre con movimenti centripeti, continuati anche sull’addome, dal basso verso l’alto fino al cuore. Questa frizione va fatta con movimenti vigorosi e rapidi, deve durare non più di tre quattro minuti. È bene farla seguire da un riposo al caldo sotto le coperte per almeno quindici minuti.

I bagni terapeutici

Per chi, bambino o adulto, presenta catarro nelle vie aeree superiori, ha sempre il naso ostruito e respira a bocca aperta, è di grande aiuto fare, a giorni alterni, un bagno totale in una vasca in cui possa stare completamente immerso fino al collo, aggiungendo all’acqua del sale marino integrale e del succo di limone (per ogni cento litri di acqua occorrono quindici ml di succo di limone e millecinquecento grammi di sale, ovviamente fino perché si scioglie prima. Per sapere quanta acqua contiene la vasca si può usare un secchio graduato). Con questo bagno si danno al paziente, in pieno inverno, le virtù benefiche dell’acqua di mare, e in più le proprietà astringenti del succo di limone. Nelle regioni caratterizzate da un clima freddo e umido e quando il paziente, oltre che manifestazioni catarrali delle vie aeree, presenta dolori reumatici o muscolari, c’è un altro genere di bagno che può riuscire molto utile: si aggiunga questa volta all’acqua un estratto di torba, equiseto e ippocastano (per esempio usando Solum Uliginosum comp. additivo per bagno della Wala nella proporzione di dieci ml di questa soluzione per ogni cento litri di acqua). Sia la torba, composta da piante palustri “fossili” che l’equiseto e l’ippocastano sono vegetali che hanno un “buon rapporto” con l’acqua e l’umidità. Grazie al loro aiuto possiamo affrontare meglio le avversità delle stagione freddo-umida. Si può anche alternare i due tipi di bagni che abbiamo descritto.

La regola è quella di non farli durare più di quindici – venti minuti e di ripeterli per un periodo di uno o due mesi. È necessario stare molto attenti alla temperatura dell’acqua: non deve essere più di trentasette gradi, cioè non più calda della nostra temperatura interna, ma non deve scendere sotto i trentacinque gradi.

Se diminuisce troppo rapidamente, occorre aggiungere altra acqua calda. Il paziente non deve sentire nessuna sensazione di freddo, ma sperimentare un senso di benessere e anche la temperatura della stanza da bagno deve essere confortevolmente calda. Una volta terminato, non è necessario risciacquarsi ma occorre che il nostro corpo sviluppi una reazione di calore, mettendoci a letto per mezz’ora avvolti nell’accappatoio, sotto le coperte e un piumino d’oca. Durante il bagno è bene stimolare la pelle passando una spazzola ruvida in senso centripeto, dalla periferia al cuore, come ho descritto in precedenza.

Rimedi utili contro la bronchite

Descrivo ora un bagno utile a chi soffre frequentemente di bronchiti che utilizza una fine emulsione di olio in acqua in questo modo: si riempie una bottiglia di vetro da due litri con un litro di acqua a trentasette gradi. Poi si aggiunge: un cucchiaio da minestra di miele liquido di acacia, due cucchiaini da tè di olio extra vergine, venti gocce di olio essenziale di timo. Si chiude quindi la bottiglia e la si scuote vigorosamente con movimento ritmico per cinque minuti. In questo modo le gocce d’olio vengono finemente disperse nell’acqua e non sono più visibili. Si versa il contenuto della bottiglia nella vasca da bagno riempita con acqua a 36° e si procede con il bagno come descritto in precedenza. Questi bagni sono chiamati “bagni in dispersione oleosa” e nelle cliniche e nelle case di cura ad indirizzo antroposofico sono realizzati con uno speciale apparecchio che permette una finissima dispersione dell’olio in acqua. Anche con la preparazione descritta si può ottenere una buona emulsione dei due liquidi e di conseguenza una buona risposta terapeutica.

Le radici che proteggono dal freddo

I provvedimenti di idroterapia sono più efficaci se accompagnati da una opportuna terapia “interna”, con rimedi possibilmente naturali. Occorre poi un’alimentazione che apporti forze vitali e un sano stile di vita. Fra le diverse parti che compongono la pianta, occorre privilegiare soprattutto le radici. Se osserviamo la natura in autunno, facilmente capiamo il perché.

In questa stagione le piante perdono le foglie perché le forze vitali si ritirano dal tronco e dai rami e si concentrano nella radice. Oltre alle carote, ricordiamoci delle altre radici commestibili: sedano – rapa, barbabietola, pastinaca, ravanello, ecc. La patata non è una radice ma un tubero, cioè un fusto sotterraneo, ed è bene non abusarne. Le radici sono gustose anche crude. Ed è buona abitudine cuocere per poco tempo le verdure (non più di quindici – venti minuti), per non penalizzare le vitamine e le altre forze vitali di cui è ricca la pianta.

Durante la stagione fredda, un altro elemento importante per il benessere è la temperatura degli ambienti (casa, ufficio, scuola). Un tempo molte stanze erano fredde e umide. Oggi, al contrario, sono eccessivamente riscaldate.

Molte malattie così sono imputabili, in estate, all’uso dell’aria condizionata, e, in inverno, all’eccessivo riscaldamento. La temperatura ideale degli ambienti in inverno è diciotto-venti gradi, ed è bene vestirsi adeguatamente, per esempio indossando sulla pelle una maglia di lana.

 

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