Dal compost nascono i fiori
Ognuno di noi può diventare produttore di compost, basta avere un giardino.
Con qualche accorgimento tecnico e l’utilizzo di una compostiera, rifiuti della cucina e del giardino si trasformano in questo ottimo fertilizzante per il giardinaggio e l’agricoltura, ricco di elementi nutritivi. Ottenerlo è semplice, economico e rappresenta una buona pratica ambientale.
In questo articolo illustriamo come si ottiene il compost, quale compostiera scegliere, perché farlo: basta poco per ridurre i rifiuti e per trasformarli in risorsa.
Cos’è il compostaggio?
Il compostaggio è un processo di trasformazione naturale innescato dall’opera di degradazione dei batteri, che agiscono soltanto in presenza di ossigeno, in ambiente umido e in presenza di scarti ben miscelati trasformando le molecole organiche di cui sono fatti in composti più semplici, come acqua, sali minerali e anidride carbonica. La demolizione delle sostanze complesse continua fino alla formazione di humus fertile.
Quale compostiera?
Per scegliere la compostiera più adatta occorre valutare la quantità di rifiuti che produce il nostro giardino. Ecco le tre principali tipologie:
1. Il cumulo. Se si dispone di un giardino grande si può costituire un cumulo per il compostaggio, oppure una piccola zona, possibilmente rettangolare, delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio. E’ consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto-non tessuto, o di iuta, per evitare l’incidenza diretta dei raggi del sole, e anche per limitare l’apporto di acqua dovuto alle piogge.
2. Composter: si tratta di una campana, spesso in plastica, dotata di un’apertura superiore, per l’inserimento del materiale da compostare, e di un’apertura laterale, oppure di una saracinesca, per prelevare il compost maturo o per controllare l’andamento del compostaggio. Alcuni tipi di composter vengono distribuiti dai comuni o dalle aziende che gestiscono i rifiuti: in alcuni casi offrono a chi li utilizza uno sconto sulle tariffe dei rifiuti.
3.Bidoni: se il materiale che desideriamo compostare è poco, o se desideriamo attuare il compostaggio in uno spazio ristretto, potremo utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforati per permettere una migliore aerazione, e dotati di coperchio.
Le regole per una buona riuscita
1. Posizionare la compostiera in un luogo non troppo ombreggiato, riparato dal vento e dall’insolazione diretta (ad es. sotto un albero); appoggiarla sul terreno e mai su un suolo impermeabile di cemento o asfalto;
2. Preparare il fondo con un intreccio di rami per garantire il drenaggio dell’acqua, evitando piante resinose ed alberi da frutto;
3. Variare e miscelare il più possibile gli scarti umidi (quelli di cucina) e gli scarti secchi (quelli del giardino): questo per ottenere una composizione equilibrata del compost e per accelerare il processo di compostaggio;
4. Rimestare frequentemente per favorire un’adeguata aerazione (i microrganismi vivono in presenza di ossigeno, e solo in questo modo ci si garantisce dall’assenza di cattivi odori); in particolare mescolare ogni volta che si introducono rifiuti secchi per evitare la formazione di strati omegenei;
5. Controllare che sia presente un’adeguata percentuale di umidità (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se è troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori).
I rifiuti SI
- Rami e foglie, opportunamente triturati.
- Erba, possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nel composter.
- Gusci d’uova, possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente.
- Avanzi di cibo cotto; è bene aggiungerne in quantità esigua, per evitare che attirino topolini o mosche.
- Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti.
- Fiori secchi.
- Erbacce estirpate dal giardino; per evitare che i semi rimangano vivi nel compost è bene inserirli al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori.
- Fondi di caffè e the.
- Carta, possibilmente non stampata.
- Cenere di legna, in piccola quantità.
- Aghi di pino, ricordandoci che abbassano il ph del compost.
I rifiuti NO
- Qualsiasi tipo di materiale plastico.
- Cenere di carbone.
- Contenitori in tetrapak.
- Carta stampata, anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili.
- Vetro.
- Ceramica.
- Alluminio e metalli in genere.
- Ossa; il tempo necessario a decomporle è troppo alto.
- Tessuti sintetici o comunque tinti.
Quando è pronto il compost?
Un compost maturo si riconosce dal colore scuro, dall’aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco (se è maleodorante qualcosa è andato storto nel compostaggio!).
A seconda del grado di maturazione gli usi possono essere diversi.
In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici.
Dopo 6-9 mesi il nostro compost è maturo e può essere utilizzato togliendolo dal lato del contenitore, che continueremo a riempire, ricordandoci di rimescolare ogni tanto il nuovo materiale inserito.
Se siamo particolarmente frettolosi potremo cominciare ad utilizzare il compost quando è ancora fresco, dopo 2-3 mesi, anche se la sua qualità è sicuramente inferiore a quella del compost maturo.
Prima di utilizzare il compost per lo scopo che preferiamo è bene setacciarlo, con un vaglio a maglie abbastanza larghe, in modo da evitare di distribuire per il nostro giardino pezzetti di legno o grumi di compost non ancora perfettamente decomposto.
Una buona pratica ambientale
Il compostaggio è una buona pratica per l’ambiente, permettendo di ridurre il volume dei rifiuti conferiti in discarica, dato che i rifiuti organici sono costituiti soprattutto da acqua e per questo molto voluminosi; ma anche riducendo i cattivi odori e la formazione del percolato, una sostanza potenzialmente molto inquinante per la falda acquifera.
Per chi fa il compostaggio domestico, d’altro canto, ci sono vantaggi economici (risparmiando sul costo del fertilizzante e spesso sulla tariffa dei rifiuti) e pratici (meno spazzatura da buttare, nessun rifiuto da giardino da smaltire ingombrando i normali cassonetti).
Compostaggio in piccoli spazi
Il compostaggio si può fare anche su un balcone o in cantina, in piccoli composter, con l’accortezza di controllare spesso l’umidità del compost e di non introdurre semi di piante infestanti o malate.
Possiamo anche avvalerci dell’aiuto prezioso dei lombrichi: è sufficiente porli in un contenitore ben aerato e coperto, con fogli di carta inumiditi, avanzi di cucina e un po’ di terra; posizionare il contenitore in un luogo ombreggiato e ci aiuteranno a decomporre il materiale organico, generando un ottimo humus per i nostri vasi.
gentilmente se mi potete dire come far bene un compost con soli rami tritati, e se ci vogliono rami specifici, oppure mischiare tutto ciò che si pota.
Distinti saluti
Salvatore Di Guido
@Eurogarden:
Gent.mo Lettore ci sono alcune regole fondamentali per fare un buon compost :
la prima è poter avere diversi materiali, infatti quanto più sono misti i materiali da trasformare e decomporre e meglio è, in questo modo si ottiene un buon compost; tra l’altro la parola compost deriva da “composizione” ovvero composizione di più materiali…ma ciò non sempre è possibile, allora cosa possiamo fare?
* se abbiamo solo rami da potatura (anche di una sola specie arborea) possiamo tritarli _finemente _e mescolare il tutto con della terra (almeno la terra non dovrebbe mancare…) o con del terriccio di sottobosco.
* per un metro cubo di ceppato, cosi si chiama il risultato della triturazione, va mescolato con almeno tre cariole colme di terra, con il badile; si mescola con il badile cosi come facevano i muratori quando dovevano fare l’impasto con la calce…
* poi una volta mescolato si bagna con il preparato biodinamico Fladen, preventivamente disciolto in acqua tiepida alla dose di 500 grammi per 30 litri di acqua. successivamente si ricopre con molte foglie oppure se si ha a disposizione una vecchia coperta si ricopre il tutto.
* ogni tre mesi il compost andrà rivoltato, ossigenato ed inumidito,
* sarà pronto dopo un anno e mezzo a volta due anni.
Sarà come un terriccio morbido e profumato pronto per essere usato nell’orto, non come concime ma come migliorativo della struttura del terreno.
Paolo Pistis