L’ortica e la rivitalizzazione primaverile_1 parte

23 febbraio 2012
Cucina e Salute

L’ortica era utilizzata sin dai tempi più antichi. Attorno al III secolo avanti Cristo i greci contemporanei di Ippocrate prescrivevano succo di ortica come applicazione esterna per curare i morsi velenosi di serpenti e scorpioni. I soldati romani si percuotevano il corpo con le ortiche, nei luoghi con clima rigido, in quanto l’urticazione sviluppava un effetto rubefacente e riscaldante. Questa pratica di urticazione nel tempo si diffuse anche per curare l’anchilosi articolare e il dolore acuto della gotta. I primi erboristi europei usarono l’infuso di ortica come rimedio contro la tosse e la tubercolosi. Nel XIX secolo raccomandavano l’ortica principalmente come diuretico nel trattamento di disturbi urinari, vescicolari e renali.

 

 

AMA LA PRESENZA DELL’UOMO

La pianta è diffusa in tutto il mondo e preferisce i luoghi umidi, solitamente vicino alle aree abitate. Si sviluppa con rapidità dovunque vi sia materiale umano o animale biodegradabile, siano macerie di una casa o di una concimaia, e di solito il frutto della trasformazione operata dalle ortiche è un humus finissimo e rapidamente utilizzabile dalle piante. Ama la presenza dell’uomo e lo segue dovunque egli abbia bisogno delle sue cure amorevoli, ancorché “pungenti”. Anche nell’antichità gli esseri umani ne conoscevano l’utilità, la proprietà remineralizzante dell’ortica ed il suo effetto sul metabolismo del ferro. Ogni erbario ne decanta l’azione profonda e complessa.

PERCHE’ PUNGE

Le sue caratteristiche organolettiche sono note a tutti: pianta perenne, alta fino a un metro e oltre, presenta il fusto e le foglie ricoperti fittamente di peli irritanti a struttura finissimamente silicea; il contatto con una superficie qualsiasi fa rompere i peli e questi liberano nell’ambiente circostante il contenuto che è un liquido urticante composto di molte sostanze, oltre alla silice, per lo più non identificate, fra le quali spiccano le più note acetilcolina (0,2% – 1,6%) e istamina (1%). Come il veleno d’api, sembrerebbe contenere anche una piccolissima parte di acido formico e moltissime altre sostanze in traccia, disperse in una magma gelatinosa che penetra facilmente nella pelle quando questa viene escoriata dalla fragile e vetrosa struttura silicea del piccolo pelo. Questo infatti si rompe facilmente al contatto con qualsiasi conformazione opponente.

LE PROPRIETA’

Da un punto di vista nutrizionale, la pianta è ricca di clorofilla e di ferro: due elementi che da soli la renderebbero già importantissima nei processi di sviluppo e crescita. Per questo motivo anche i contadini di tutto il mondo sanno bene che gli animali crescono molto più in fretta e più robusti se viene addizionata al loro pasto una quota di ortiche. Per il pastone per gli animali da cortile venivano aggiunte le ortiche; le oche crescevano bene e le galline producevano più uova, e ancor oggi in alcuni allevamenti bio, quando la razione giornaliera di fieno viene accompagnata dalle ortiche sfalciate lungo i bordi e i prati e al limitare degli orti, la produzione di latte aumenta. L’ortica si rivela così come “grande armonizzatore”, particolarmente prezioso con l’arrivo della primavera. E come le radici dell’ortica trasformano qualunque terreno incolto e qualunque immondezzaio in finissimo humus, così l’ortica nel corpo umano permette che venga migliorato il metabolismo in modo tale che il suo frutto sia reale “sostanza” umana e non solo zavorra metabolica inutilizzabile per l’uomo e quindi terreno di coltura per ogni genere di parassiti (vermi, batteri, virus). I germogli freschi e teneri non provocano prurito e perció possono essere consumati anche in insalata. Le foglie della pianta adulta vengono utilizzate, opportunamente cotte, per preparare gustose ricette, mentre i gambi possono essere usati per completare il valore nutritivo dei minestroni.

DOVE SI TROVA

L’ortica è reperibile pressoché ovunque, eppure sono poche le persone che la raccolgono come pianta alimentare. Normalmente non la si trova come vegetale acquistabile e quindi bisogna procedere alla sua raccolta spontanea. Ciò richiede però alcune attenzioni: la prima è la salubrità del luogo dove la pianta germoglia. Possibilmente non dovrebbe essere il ciglio di una strada con grande traffico automobilistico perché i metalli pesanti presenti nei gas di scarico facilmente inquinano i terreni adiacenti la carreggiata, e di conseguenza le piante che vi crescono, per uno spazio di circa 10 metri. Un’altra attenzione si deve avere per le disinfestazioni che vengono fatte contro le zanzare durante il periodo estivo e contro i topi in tutte le stagioni. Meglio quindi scegliere cigli di strade di campagna, non molto frequentate, e meglio ancora ambienti sicuramente lontani da contaminanti chimici. Le ortiche si possono anche coltivare. Non è facilissimo reperire la semente, ma si può trovare presso negozi specializzati. Va seminata come una comune insalata e lo sfalcio va fatto frequentemente come fosse una “cicoria di Trieste”. Così facendo, la radice perenne continua a mantenere in attività la pianta per tutta la stagione. L’impianto può durare anche più di un anno. Se si ha poi l’avvertenza di coprirlo durante l’inverno con un piccolo tunnel di plastica o di effettuare questo piccolo impianto in serra, si avrà il piacere e l’utilità di disporre dell’ortica anche durante i mesi più freddi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MINESTRA D’ORZO ALLE ORTICHE

Ingredienti per 4 persone:

• 3 etti di orzo decorticato

• 2 etti e mezzo di foglie di ortiche

• erbe aromatiche: timo, menta, erba cipollina

• 1 cipolla

• olio extravergine di oliva

• brodo vegetale e sale aromatizzato

 

Preparazione:

• Lavare velocemente l’orzo in acqua corrente.

• Metterlo in ammollo per un’ora prima della cottura.

• Imbiondire in un cucchiaio di olio e due cucchiai di acqua la cipolla finemente tagliata.

• Aggiungere al soffritto le foglie di ortica precedentemente lavate, tagliuzzate grossolanamente e sbollentate.

• Far rosolare il tutto per alcuni minuti.

• Nel frattempo portare a cottura l’orzo nel brodo vegetale con un mazzetto di erbe aromatiche.

• Unire all’ortica l’orzo e salare quanto basta.

• Condire con olio extravergine di oliva a fine cottura.

 Clicca qui per vedere la seconda parte dell’articolo.

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