Il latte vaccino nella nutrizione del bambino
Affrontiamo un argomento complesso e difficile, in quanto il latte vaccino nell’alimentazione del bambino ha molti detrattori sia da parte dei sostenitori del vegetarianesimo integrale (vegano, per intenderci), sia da parte della medicina ufficiale.
Gli “esperti” sconsigliano l’utilizzo di latte vaccino, proponendo quello dei cosiddetti “latti formulati”, convinti, in tal modo, di poter mantenere gli effetti positivi osservati nel latte umano, attribuibili alla sua specifica composizione. Rispondo a questo atteggiamento (che spesso è carico della stessa prosopopea con cui, negli anni passati, era stato sostituito il latte materno con un latte fatto artificialmente), dicendo che invece, sulla base di studi scientifici e della mia esperienza professionale, il latte vaccino è necessario per l’alimentazione e la crescita sana dei nostri bambini.
Una prima considerazione: il latte formulato proviene dal latte vaccino in polvere cui si aggiungono e si tolgono sostanze! Inoltre, se sappiamo con certezza che il latte umano non è imitabile, perché dobbiamo essere così convinti che l’industria sia più brava delle mamme a “umanizzare” il latte vaccino?
Attenzione massima nello svezzamento
Il periodo dello svezzamento è naturalmente un momento importante per la successiva crescita del bambino per il quale l’alimentazione riveste un ruolo fondamentale: per questo si consiglia di farsi aiutare da un medico nel decidere quando e come svezzare il bambino.
Nei primissimi periodi la mucosa intestinale non ha ancora acquisito la sua capacità di tolleranza immunologica verso le proteine di origine diversa da quella del latte materno. L’introduzione precoce di un’alimentazione eccessivamente varia è criticabile.
Un grande segreto consiste nell’usare, per diluire e ridurre l’apporto proteico, un’acqua di alta qualità, ricca di calcio e magnesio, rigorosamente nella bottiglia di vetro. Altro segreto è l’aggiunta, al momento della somministrazione, di poche gocce di limone fresco biodinamico, che aiuta la digestione e l’assorbimento del ferro.
Il latte vaccino nei primi anni di vita
Longer life for milk drinkers (vita più lunga nei consumatori di latte): una ricerca effettuata in Inghilterra, dall’università di Reading, sostiene che l’assunzione di latte riduce il rischio di malattie coronariche e infarto, che è la prima causa di morte. Un’altra recente indagine pubblicata sulle pagine della rivista medica Heart e condotta dall’università di Bristol e dall’istituto di ricerca medica del Queensland ha preso in esame 4.374 persone che sono state seguite sin dai primi anni di vita, negli anni Trenta. I ricercatori hanno così potuto analizzare il consumo di latticini e il loro effetto sulla salute di queste persone in un arco di tempo di ben 65 anni dimostrando che chi assumeva abitualmente prodotti caseari aveva una significativa protezione da ictus e altre malattie cardiovascolari. In particolare, il consumo di almeno 400 mg di calcio al giorno derivante dal latte è associato a una riduzione del 60% del rischio di morire per un ictus.
Il latte vaccino resta comunque un argomento difficile soprattutto per i vegani, ma anche per una parte della medicina non convenzionale.
Si sottolinea che è un latte proveniente da un’altra specie e che in natura non si osserva nei mammiferi l’uso del latte al di fuori dell’allattamento materno. Le proteine del latte, comunque, non sono una parte dell’animale, ma sostanze destinate alla nutrizione dei mammiferi in crescita, per questo, usate a dosi ragionevoli, risultano particolarmente adatte ai bimbi. Il latte vaccino presenta dei problemi, è vero, in quanto protagonista assoluto di allergie e intolleranze: sono infatti molti gli italiani adulti che non possono berlo in quanto intolleranti al lattosio.
In realtà sembra che la causa di questa incapacità di metabolizzare il lattosio, principale zucchero contenuto nel latte, sia la somministrazione del latte adattato: “Tale ampia diffusione può essere spiegata almeno in parte con la tendenza a prescrivere con eccessiva facilità latti modificati a bambini che presentano una sintomatologia aspecifica riconducibile a fenomeni di scarsa digeribilità del latte, portando in tal modo a una definitiva inattivazione dell’enzima lattasi” (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione).
Una certa parte della medicina non convenzionale e dell’opinione pubblica tende a confondere l’intolleranza al lattosio con la difficoltà a digerire il latte, causata da un’indebolita produzione degli enzimi necessari. Tale difficoltà può essere superata non eccedendo nelle quantità e acquisendo buone abitudini.
Sono convinto che molto dipenda dalla trasformazione industriale del latte (UHT a lunga conservazione, pastorizzazione e omogeneizzazione) e dalle condizioni estreme in cui sono tenute le vacche nell’allevamento moderno, in cui subiscono stimoli unilaterali (mangimi iperproteici) e selezioni genetiche per incentivare la produzione. Questo per ottenere un latte scadente a bassissimo prezzo, con enormi problemi di sovrapproduzione e di assunzione eccessiva.
Consigli pratici
Per i bambini occorre usare latte intero. Il grasso è una fonte concentrata di energia, pertanto ridurre il grasso del latte aiuta a diminuire le calorie. Il latte parzialmente scremato ha circa i due terzi del contenuto di calorie del latte intero e il latte scremato ne ha solo la metà. Su questo punto non ci sono discussioni: si raccomanda che i bambini sotto i due anni non assumano latte a ridotto contenuto di grassi perché hanno bisogno di una fonte concentrata di energia per una crescita rapida, e in modo particolare per un corretto sviluppo del loro sistema nervoso. Il latte scremato non dovrebbe essere introdotto fino ai 5 anni.
Un fattore di squilibrio grave è il modo errato di assunzione del latte: il latte non può essere bevuto freddo dal frigo, ma dovrebbe essere assunto tiepido a circa 40°, come la temperatura corporea. Aggiungere zucchero rappresenta un grave errore nutrizionale, in quanto facilita l’intolleranza verso il lattosio, lo zucchero del latte. Dal punto di vista gustativo e del piacere il nostro bambino non saprà mai quanto è dolce il latte tiepido, se viene zuccherato.
Un modo sano di assunzione per la prima colazione è la zuppa, fatta con il pane vecchio, caratterizzata da una digeribilità molto elevata e una composizione molto equilibrata di proteine e zuccheri.
Nei bambini con difficoltà digestive, spesso si tratta di ridurre le quantità, usare un latte biologico o biodinamico e magari decidere qualche giorno settimanale fisso di sospensione (per esempio, può essere utile eliminare latte e latticini uno o due giorni alla settimana, come lunedì e venerdì, per almeno sei mesi).


sarà, però ci sono studi scientifici che dimostrano la relazione fra consumo di latte vaccino e osteoporosi: il latte, pur contenendo calcio, impedisce la fissazione dello stesso alle ossa, quindi non previene l’osteoporosi, ma ne favorisce l’insorgere.
Inoltre anche in un latte al 1,5% di grassi oltre il 40% delle calorie viene dai grassi.
Infine contenendo il lattosio (sembra che la maggior parte delle persone sia intollerante senza saperlo)e non conoscendo la percentuale di eventuali tracce di antibiotici e ormoni presenti nel latte, oltre al colesterolo, senza parlare del pus, motivo per cui spesso l’industria propone latte microfiltrato, non vedo come nel terzo millennio si possa ancora sostenere questa storia del latte che fa bene: il latte fa bene ai lattanti, e all’industria lattiero casearia.
La bevanda di soia riduce il colesterolo, ha le stesse proteine e aminoacidi, è vegetale, non inquina come le migliaia di stalle di questo paese: mia figlia è passata dall’allattamento al seno alla biberon con bevanda di soja: non si ammala mai, non ma mai bevuto latte vaccino, è la più alta e sana della prima elementare!
Leggete “la rivoluzione del benessere” di Paul Zane Pilzer se volete sapere come l’industria alimentare continua a disinformare.
Ho letto l’articolo e rispetto ogni opinione. Resta il fatto che chi l’ha scritto ha ingorato totalmente moltissimi studi di autorevoli istituti che dimostrano l’esatto contrario delle sue tesi e cioè la dannosità di un’aliemtnazione a base di latte vaccino sia per i bambini che per gli adulti indipendentemente che il latte sia biologico o meno. Chi ha scritto l’articolo ha citato solo gli studi che portano “acqua al suo mulino”. Io da quando ho smesso di bere latte e di mangare formaggi, da 4 anni, sto benissimo, mentre prima vivevo con una tale serie di disturbi che non auguro davvero a nessuno e assumevo solo alimenti biologici e biodinamici non latte “industrializzato”. Conosco personalmente svariate madri che hanno elimianto il latte dall’alimentazione dei propri bambini e hanno così risolto problemi di vario genere che altrimenti non se ne andavano. In un paese dove ormai l’obesità infantile sta crescendo sempre più, consigliare di tirare su figli a latte intero non so se sia un consiglio ottimale…
Io penso che chiunque sia libero di esprimere la propria opinione, ma bisognerebbe anche non nascondere quello che non ci piace vedere.
Ho letto l’articolo sul latte vaccino e sono totalmente d’accordo su quanto scritto da Sergio. Io ho una bambina di due anni e mezzo, che da quasi un annno non ha più assunto antibiotici perchè curata totalmente con l’alimentazione. Grazie al consulto di un pediatra omeopata (ovviamente ppediatra privato e non residente nella mia città)si è accertata l’intolleranza al latte. Eliminando latte vaccino, caprino, formaggi e troppe proteine animali, la mia bimba non si è più ammalata, pur continuando a frequentare la comunità del nido. Per completezza di informazioni la mia bimba ha iniziato ad ammalarsi, OGNI singolo mese a partire dal 15° mese di età (mese dal quale ho tolto definitivamente il latte materno)fino ai sette mesi successivi, per otiti e faringiti (Periodi estivi compresi)che si risolvevano somministrando fior fior di antibiotici. Ripeto la mia bimba sta bene ha riacquistato peso ed appetito e soprattutto ne ha guadagnato in salute
Il latte vaccino a me e alla mia famiglia ha creato soltanto problemi. Nel 2002 ho cominciato a soffrire di stanchezza cronica, mente offuscata, bronchite ricorrente, fino ad arrivare alla mononucleosi (virus tipologia Epstein Barr) con linfonodi gonfi nel collo e sotto le ascelle…… il risultato e’ stato che avevo (ed ho) una totale intolleranza al latte e ai suoi derivati, ma non perche’ io sia “un caso a se’ ” o ” l’eccezione che conferma la regola”, bensi’ perche’ prima o poi il latte danneggia tutti e fa male a tutti….
Scusate ma io bevo latte da 39 anni, mio figlio, due anni e mezzo, lo mangia con i biscotti o il pane, certo solo a colazione e non tutti i giorni, vi assicuro che ci ammaliamo pochissimo, è faticoso ma cerco di seguire una dieta varia ed equilibrata. Ho notato intorno a me un grande aumento di persone con intolleranza al lattosio, così come al glutine ma sono tutte persone che utilizzano prodotti convenzionali. Speriamo bene! Penso possa essere vero che tutto sia legato alle grandi abbuffàte di un solo alimento.
anche io penso che la qualità del cibo sia indispensabile e soprattutto la varietà dei cibi con i quali ci nutriamo e pensiamo alla nostra dieta….
Però come si spiega che oggi ci sono così tante intolleranze al latte e al glutine, mentre prima non esistevano? Le spiegazioni possono essere due: o sono sempre esistite e solo in questi ultimi tempi la medicina moderna è riuscita a individuarle, oppure sono insorte in seguito agli allevamenti e alle coltivazioni industriali, non più genuine e naturali come una volta… io credo di più a questa seconda ipotesi…
Risponde il dott. Francardo:
Carissimi lettori!
grazie per il formidabile interesse e anche per le critiche ricevute che certamente stimolano la discussione. Avevo avvertito che la discussione sul latte avrebbe creato punti di vista contrastanti, non era mia intenzione convincere nessuno, ma presentare un punto di vista che non è proprio minoritario come sembrano pensare Giancarlo e Sergio, a difesa dell’uso del latte vaccino nella nutrizione umana dopo l’anno di età si schiera un fronte compatto, ma non voglio per questo dire che la maggioranza vince, un concetto assolutamente risibile sul piano scientifico. Proviamo a riflettere su alcuni aspetti.
@Sergio, Giancarlo:
LATTE E OSTEOPOROSI: sono abbastanza convinto che sia errato riempire di latte le fasce a rischio di osteoporosi dove il vero rimedio, che tutti conoscono è rappresentato dall’attività fisica, è il confronto con la forza di gravità che fa fissare il calcio che assumiamo, la somministrazione di calcio come viene fatta favorisce calcolosi renali ecc. perché l’organismo non è in grado di assorbire tutto quel calcio, parlavo solo del calcio nell’infanzia per una buon sviluppo del sistema osteoarticolare quando il movimento dovrebbe(!!)essere moltissimo.
Latte e grassi, cari amici se c’è una rivoluzione nella conoscenza scientifica degli ultimi 25 anni è la colossale rivalutazione del ruolo dei grassi, noi abbiamo un grande bisogno di grassi di altissima qualità per le funzioni umane più elevate e il latte se la vacca viene trattata in modo adeguato (biodinamico) ha una composizione di grassi molto favorevole per il bambino. Non dobbiamo ridurre i grassi ma migliorane la qualità.
Latte e intolleranza al lattosio, l’intolleranza non è una malattia precisa ma un segno di stile di vita errato (a parte la celiachia e l’allergia al lattosio) siamo diventati intolleranti al latte perché ne abbiamo fatto un uso improprio, bevendolo direttamente dal frigo e assumendolo con trattamenti industriali che ne alterano l’assimilazione, infine impoverendolo di grassi di alta qualità per un allevamento ferocemente intensivo.
Spero che Sergio, che ringrazio, non voglia davvero pensare che io abbia un qualche conflitto di interessi, ho citato dei lavori scientifici CHE TROVAVO INTERESSANTI E OVVIAMENTE VISTO L’ARGOMENTO FAVOREVOLI AL LATTE.
Tra l’altro, in trent’anni di professione, mi sono subito tante lamentele perché ho tolto tantissimo latte ai miei pazienti; è veramente ridicolo che io sia accusato di essere un difensore del latte.
STIAMO PARLANDO DI BAMBINI E DI UNA FASCIA DI POPOLAZIONE CHE VA OLTRE LA MINUSCOLA NICCHIA, diciamo di chi segue uno stile di vita differente; noi dobbiamo parlare a tutti, non parlarci tra di noi, che nella società siamo una piccola goccia rispetto all’oceano. Per questa popolazione, che comunque userebbe il latte, è importante utilizzare un latte di alta qualità dato nel modo sano così inevitabilmente si riduce la quantità e si è comunque socialmente “frequentabili”. Quante volte i nostri figli ci hanno chiesto ma perché noi siamo diversi? Ricordo alcuni anni fa fui invitato da NaturaSì di Verona (erano agli inizi) ad una tavola rotonda sulla possibilità di introdurre la carne biologica nei negozi, esprimendo io un parere favorevole, venni attaccato da uno dei presenti in modo brutale “le tue mani grondano sangue…”. Mi informai, avendo due sorelle che vivono a Verona su questa persona che mi aveva attaccato, e scoprii che era diventato vegetariano da sei mesi e parallelamente era cresciuto in lui l’oltranzismo. La differenza era che io ero vegetariano da tantissimi anni e lo sono ancora oggi, ma non penso per questo di essere migliore di chi mangia carne.
@Consuelo:
Per la carissima Consuelo approvo in pieno il suo comportamento e se mi farà l’onore di leggere i miei articoli è una nenia continua quella che io racconto che riducendo le proteine animali si riduce la tendenza catarrale dei bambini.
@Lia, Manola:
Per Lia sono felice che abbia trovato che, togliendo il latte, ne abbia tratto un gran vantaggio. Non sarei così assolutista sul fatto che il latte fa male a tutti. Pensate alle popolazioni di centenari pastori sardi cresciuta a latte e frumento e poco altro. Forse ognuno di voi ha una vicina di casa che tutte le sere cena con una tazzona di latte e pane vecchio, ha novantanni è autonoma ed è una gioia poterLa incontrare.
A proposito della stitichezza cronica, una delle cure migliori che io conosco e prescrivo da trent’anni come medico, è la “dieta Mayr”. Ideale per dare addio a quel fastidioso gonfiore addominale causato dall’intestino pigro. Riconosco di non avere il fascino dell’attrice che in tivù propaganda uno yogurt per lo stesso motivo, ma si tratta di una cura molto interessante da fare sotto controllo medico fu inventata da un medico austriaco Franz Xavier Mayr. Ci sono molte cliniche e luoghi dove viene praticata e consiste nell’assumere solo pane vecchio e latte tiepido…
Quindi sviluppiamo pure il dialogo, ma ricordiamoci che la realtà è meravigliosamente complessa e che ci sono aspetti sociali che hanno valore come il fatto che nostro figlio possa andare a dormire dal suo amico del cuore senza dover obbligare chi lo ospita ad una dieta speciale. Faccio un esempio personale mia figlia Assia aveva una gravissima allergia al cacao, non lo ha assunto per tanti anni perché Lei pur essendo piccola era diventata consapevole e semplicemente con tatto chiedeva e se c’era cacao non lo assumeva… Le avevo promesso, non so come, che sarebbe guarita, e grazie a Dio, è successo intorno ai sette anni nessuno si è mai accorto di nulla pur avendo Lei un rischio molto alto abbiamo puntato sulla pedagogia. Ideale è poter assumere ogni cibo e poter scegliere liberamente.
@giulia: risponde il dott. Matteo Giannattasio
Gentile Giulia, rispondo volentieri al suo quesito quanto mai attuale e di interesse per i consumatori attenti alla relazione tra la qualità del cibo e la salute. L’intolleranza al lattosio e quella al glutine (che oggi viene chiamata celiachia) sono sempre esistite. Anzi gli uomini primitivi, dopo l’allattamento materno, diventavano tutti naturalmente intolleranti al lattosio. Secondo uno studio di ricercatori californiani, solo in seguito ad una mutazione genetica certe popolazioni bianche (i cui discendenti sono localizzati prevalentemente nel nord dell’Europa) sono diventati tolleranti al lattosio.
L’aumento della frequenza sia dell’intolleranza al lattosio che della celiachia, che oggi si registra, non è soltanto relativo al fatto che i metodi di indagine di cui oggi disponiamo sono molto più accurati che in passato, ma anche, come Lei sospetta, ad un aumento effettivo dei casi per il verificarsi di condizioni che possono favorire l’insorgenza dei due disturbi.
Ad esempio, l’intolleranza al lattosio è favorita dall’impiego di antinfiammatori non steroidei e dalle infestazioni intestinali da protozi (sempre più frequenti a causa della moda di andare a fare viaggi ai tropici) perché queste due condizioni danneggiano la mucosa intestinale e quindi la lattasi, l’enzima che digerisce il lattosio, che su di essa alberga. Per la celiachia, c’è da dire che le farine moderne troppo ricche di glutine e il consumo eccessivo di prodotti a base di farine contenenti glutine possono essere tra i fattori responsabili dell’aumento della frequenza che oggi si riscontra.
Per quanto riguarda invece la difficoltà di digerire il latte e il grano (disturbi del tutto diversi dalle intolleranze al lattosio e al glutine), c’è da sospettare che si tratti di disturbi tipici della nostra epoca dovuti alla cattiva qualità del latte e del grano prodotto con i metodi industriali di coltivazione ed allevamento. Il sospetto è avvalorato dal fatto che molte persone che dichiarano di essere intolleranti al grano o al latte non si lamentano di disturbi se consumano varietà o specie di grano e latte di provenienza biologica o biodinamica.
Vale la pena di precisare che chi è davvero intollerante al lattosio o è celiaco non ha nessun giovamento se consuma questi prodotti perché la mucosa intestinale, nel caso dell’intolleranza al lattosio, e il sistema immunitario, nel caso della celiachia, sono già compromessi.
Buona sera a tutti…
Ho un bambino di 10 mesi che ho allattato al seno per soli 2 mesi (per mancanza di latte) e che ho svezzato dai 5 mesi…Ora mangia quasi tutto, eccetto la carne rossa…Sto ancora usando il latte formulato ( n. 2) , ma vorrei in ogni caso inserire anche il latte vaccino prima dell’anno che compirà ad agosto allorquando cambiargli il latte sarebbe più difficoltoso per il caldo che potrebbe acuire alcuni disturbi.
Mi chiedo e chiedo agli eserti, posso alternare i 2 tipi di latte? Inserendo graduallmente il vaccino? Come dosarlo? e soprattutto da subito il latte intero o parzialmente scremato? e poi, devo diluirlo con acqua? e con quanta ?
Vi sarei veramente grata se voleste rispondemi.
Anna
@Anna: risponde il dott. Sergio Maria Francardo
Cara Lettrice,
come ho scritto c’è molta discussione sull’introduzione del latte vaccino prima dell’anno. Lo faccio regolarmente con i miei pazienti, ho oltre trent’anni di esperienza, e lo faccio ovviamente adattando il latte alla condizione umana cioè diluendolo per ridurre il contenuto proteico e dolcificandolo per adeguare il contenuto alla composizione del latte umano. Ma, come ho scritto molte volte, occorre avere un medico di fiducia che ci aiuti in questo passaggi.
Sono momenti molto importanti nella vita del bambino e occorre molto buon senso evitando pericolosi esperimenti. Cordiali saluti
Premetto che non abito in Italia, che sono medico e mi interesso di omeopatia e medicina antroposofica da molti anni.Premetto anche che concordo che la “presunta”intolleranza al lattosio cosi’dilagante sia frutto di altre componenti “nocive “aggiunte al latte. Personalmente sono altamente intollerante al latte comune e digerisco benissimo quello biologico. Negli Stati Uniti (dove ho vissuto per anni) pediatri e medici con un minimo di coscienza alimentare, pur senza nessuna tendenza vegetariana o biologica, raccomandano l’uso di latte biologico specialmente per i bambini, per l’alto contenuto di antibiotici presente del latte comune. Inoltre essi prescrivono 1-2 bicchieri dello stesso latte in caso di affezioni che potrebbero richiedere l’uso di antibiotici (raffreddori, bronchiti, mal di denti) sostenendo che siano sufficienti a combattere le infezioni insorgenti.
Attualmente ho un bambino di 8 mesi e mezzo, nato di 3,770 kg a termine, che ha iniziato a mettere i primi 2 incisivi inferiori a 6 mesi, e che fino a quel momento e’ stato alimentato esclusivamente con latte materno. La sua curva di crescita era in linea con quella riportata alla nascita e si aggirava sul 60-80mo percentile. Da quel momento ho inizato lo svezzamento, con verdura e frutta, poi inserendo cereali Demeter con acqua prima e latte e acqua poi (ho iniziato con 25% salendo fino al 100% nell’arco di oltre un mese). Il bimbo non digerisce niente al di fuori della pappa di latte. Mi sembrava digerisse le albicocche che gli schiacchiavo nel passino, e gli davo solo la polpa che ne usciva. Poi ho letto che non bisognerebbe dare frutta con il nocciolo legnoso prima dell’anno per non appesantire il fegato. Speravo che quello fosse il problema, ma invece niente. Tutto il resto con eccezione forse della mela in minime quantita’, me lo ritrovo tale e quale nelle feci. Il peso e’ diminuito (50mo percentile), la circonferenza cranica aumentata (90mo percentile), fontanella molto ampia, unghie che si sfaldano, i dentini si sono fermati e non ne sono usciti altri negli ultimi 2 mesi e mezzo. La lingua e’ costantemente bianca e la pediatra ha detto che la base e’ anche un po’ verdina. Da quando ho inizato lo svezzamento gli somministro Calciodoron 1 e 2. Ho provato a dargli enterogermina (consigliatomi dalla pediatra) per vedere se migliorava l’assorbimento dei cibi ma non e’ cambiato nulla. Ho provato a cuocere le carote con la mela, a metterci qualche goccia di limone, anche un pochino di zucchero, penso di aver provato tutto quello che ho trovato sui vari testi di medicina antroposofica e suggerito dal Dott. Francardo. Non ho provato il burro di mandorle, perche’ ho pensato che hanno il nocciolo legnoso. Ho provato un po’ di pasta di semi di sesamo e mi pare che la lingua sia peggiorata. La pediatra voleva darmi del Calcio, ma ho declinato sapendo che il problema puo’essere di vitamina D, quindi cerco di portarlo fuori piu’ spesso. Ho sostituito il latte di capra per preparare la pappa, perche’ pare abbia piu’alto contenuto di calcio.
Ho pensato a un problema di Silicio, visto che ha manifestato anche un po’ di crosta lattea, e eruzioni cutanee (apparentemente Candida) sul culetto quando mangio carne (pollo biologico), ma vorrei un parere piu’ esperto prima di provare a somminitrargli qualcosa.
Purtroppo non sono in grado di recarmi in Italia per qualche mese e vorrei risolvere il problema prima per non compromettere il suo sviluppo.Dove vivo non ci sono medici che pratichino la medicina antroposofica e i suggerimenti dei pediatri che ho consultato qui non sono risultati utili.
Vi sarei infinitamente grata se poteste darmi qualche suggerimento pratico. ringrazio cordialmente
@laura: Gentile Laura, la sua richiesta è molto specifica e complesso che necessita una diagnosi approfondita. Le consigliamo di contattare il suo medico di fiducia.
Ciao a tutti,
ho una bimba nata prematura che attualmente ha quattro mesi e che allatto con latte materno anche se con difficoltà perchè devo tirarmi il latte in quanto durante il ricovero ospedaliero nel primo mese di vita ha assunto latte col biberon ed è andata avanti così.
Comunque visto che prima o poi dovrò purtroppo integrare il mio latte con un altro, mi chiedevo quale scegliere. Ho provato una volta con un latte artificiale con il risultato che la bimba l’ha vomitato. Il prossimo tentativo vorrei farlo con latte d’asina; ho letto che è simile a quello materno e forse nei primi mesi sarebbe da preferire al latte artificiale. E’ proprio questo il mio quesito. Cosa ne pensate del latte d’asina liofilizzato o fresco?
@angela: Risponde il dott. Francardo:
Gentile lettrice,
purtroppo mi fate sempre delle domande molto specifiche e personali che coinvoilgono anche una responsabilità diretta che francamente non mi sento di assumere.
Per un prenaturo occorre l’assistenza di un medico e non consigli e iniziative da internet o dai giornali. Ci vuole qualcuno che segua e prescriva per esempio i rimedi meravigliosi che la medicina antroposofica offre per il bambino. Si tratta di scelte personali che vanno adattate al caso specifico. Io non partirei certamente con il latte di asina o di capra o di soya ecc. ma cercherei di sostenere il latte della mamma e poi valuterei di introddurre del latte adattato per l’essere umano. Quando si dice che il latte di asina assomiglia al latte umano ci si riferisce alla chimica cioè al contenuto di proteine ecc. ma non è questa la cosa più importante, mi creda, altrimenti i latti in polvere adattati dall’industria non sarebbero male perchè chimicamente sono ben fatti ma sono molto poco vivi.
Spett.le Dottor Francardo
la ringrazio sinceramente per la sollecita risposta, ma vorrei chiarire che sono seguita dal pediatra (purtroppo non esperto di medicina antroposofica) il quale mi ha consigliato di privilegiare il mio latte naturalmente e poi di passare, se fosse necessaria un’integrazione, al latte artificiale provando diverse marche fino ad individuarne una gradita alla bimba; al mio quesito sul latte d’asina liofilizzato il mio medico mi ha detto che avrei potuto provare anche quello. Anche in ospedale dove porto la bimba per i controlli di follow up mi avevano consigliato per le integrazioni un latte artificiale liquido di formula 1. Di qui il mio smarrimento e la necessità di un parere sul latte d’asina.
Ora approfittando della sua gentilezza e scusando la mia ignoranza in materia, le chiedo cosa intende per “latte adattato per l’essere umano”? E’ diverso per intenderci da latti in polvere o liquidi prodotti dalle multinazionali (come Aptamil, mellin…)?
La ringrazio ancora e le porgo distinti saluti