Perchè è nata la bioagricoltura?

Sarà buono? Sarà sano? Sarà sicuro?
Scegliere il cibo da comprare è sempre stato patrimonio della saggezza popolare.  Si andava al mercato e si sapeva già selezionare quello che era utile, buono, vantaggioso.
Chi comprava partecipava alla vita della comunità e sosteneva un equilibrio sociale. La produzione industriale produce oggi merci incomprensibili, dalle etichette illeggibili. Comprare da mangiare in modo consapevole è sempre più difficile.
Già all’inizio del Novecento ci si rese conto che i primi cibi coltivati con prodotti chimici perdevano di valore nutrizionale, avevano poco sapore e si deterioravano facilmente. Per questo qualcuno pensò per tempo a un metodo per produrre buon cibo, adatto ai bisogni dell’uomo.
Nacque così l’agricoltura biodinamica, da cui si è poi formata, per semplificazione, l’agricoltura biologica.
Risale al 1924 la prima riunione di agricoltori e scienziati, in una località austriaca in cui Rudolf Steiner comunicò ai convenuti i primi risultati delle ricerche per una nuova agricoltura. L’agricoltura biologica dinamica prevedeva di portare vitalità alla Terra, di elevare il valore nutrizionale degli alimenti e di donare all’uomo cibi adatti alla sua evoluzione. E’ in quel periodo che sono nate numerose aziende pioniere e da lì, la domanda di un cibo buono e sano ha contribuito a sviluppare, nel tempo, numerose realtà agricole biodinamiche e biologiche dall’Europa alle zone più povere del mondo. Grazie all’impegno dei bioagricoltori oggi è possibile trovare del buon cibo da agricoltura biologica e biodinamica sulle nostre tavole. È possibile scegliere: buono, sano, sicuro.

Per approfondimenti: www.agricolturabiodinamica.it

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