Come smaltire i rifiuti pericolosi?

di Redazione | feb 25th, 2010

Alcuni prodotti contengono sostanze tossiche e nocive per la salute e per l’ambiente e, una volta utilizzati, diventano rifiuti “pericolosi”. Spesso il problema per tutti noi è riconoscerli e sapere come smaltirli correttamente.

Farmaci scaduti e siringhe

Il rischio:

Sono composti da principi attivi che, se dispersi nell’ambiente, possono alterare gli equilibri naturali tra batteri e virus.

Smaltimento:

In discariche speciali.

Dove buttarli:

Nei contenitori che si trovano presso le farmacie e gli ambulatori ASL. E’ importante togliere la confezione e il foglietto illustrativo, conferibili nella raccolta differenziata della carta.

Lampade con sostanze pericolose

Il rischio:

Le lampade ai vapori di mercurio, ai vapori di sodio ad alta pressione, i tubi fluorescenti e altre sorgenti luminose agli alogenuri metallici possono alterare gli equilibri naturali dell’ambiente. Anche le lampade a basso consumo sono rifiuti pericolosi

Smaltimento:

In discariche speciali.

Dove buttarle:

Conferirli presso l’isola ecologica.

Pile esauste

Il rischio:

Contengono acidi e metalli pesanti (piombo, mercurio, manganese, litio, cadmio) che possono contaminare il terreno e le falde acquifere. Queste sostanze non vengono smaltite dall’organismo e passano da una specie all’altra tramite la catena alimentare; accumulandosi negli esseri viventi, provocano gravi danni alla salute.

Smaltimento:

Impianti appositamente specializzati, dove sono ricoperte da blocchi di cemento per evitare qualsiasi dispersione nell’ambiente; in alternativa vengono incenerite dopo aver subito un trattamento che le rende inerti.

Dove buttarli:

Nei contenitori che si trovano generalmente presso i rivenditori di pile (tabaccherie, ferramenta, fotografi, oreficerie) oppure presso le isole ecologiche.

Contenitori di prodotti tossici e infiammabili (insetticidi, pesticidi, vernici, solventi, colle e acidi)

Il rischio:

I residui di tali sostanze contenuti in flaconi e contenitori sono altamente nocivi per l’uomo e per l’ambiente.

Smaltimento:

Impianti specializzati.

Dove buttarli:

Conferirli presso l’isola ecologica.

Oli vegetali (usi da cucina)

Il rischio:

Contaminano le falde acquifere e, se versati nel lavandino, danneggiano le tubature.

Smaltimento:

Centri specializzati dove sono rigenerati o bruciati per produrre energia.

Dove buttarli:

Conferirli presso l’isola ecologica.

Oli minerali (per motori e macchinari)

Il rischio:

Contaminano le falde acquifere e, se versati nelle fognature, danneggiano i sistemi di depurazione. Smaltimento: vengono ritirati e rigenerati dal Consorzio Obbligatorio Oli Esausti (COOU), istituito a tale fine per legge. Gli oli minerali, una volta recuperati, vengono bruciati in appositi forni per produrre energia elettrica oppure rigenerati per produrre un lubrificante di alta qualità.

Dove buttarli:

Meglio affidare il cambio dell’olio a chi, per professione, può farlo in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente: autofficine e stazioni di servizio. A chi – per passione o per necessità – procede da solo, si raccomanda di consultare le linee guida su www.coou.it oppure di chiedere informazioni al numero verde 800 863 048 per conoscere il più vicino centro di raccolta.

Batterie per auto usate

Il rischio:

Contengono il 60-65% di piombo, un metallo che si accumula negli organismi viventi, causando intossicazioni e avvelenamenti.

Smaltimento:

Vengono ritirate dal Consorzio Obbligatorio Batterie esauste (COBAT), come previsto dalla Legge 9 novembre 1988, n.475 e avviate al recupero del piombo.

Dove buttarle:

se le cambia l’elettrauto non ci sono problemi, è tenuto a smaltirle correttamente. Nel caso di fai-da-te meglio rivolgersi al gestore dei rifiuti oppure direttamente al COBAT; sul sito www.cobat.it si può trovare la rete dei raccoglitori autorizzati per scegliere il più vicino alla propria abitazione.

Eternit (amianto)

Il rischio:

Veniva utilizzato in edilizia per tettoie, serbatoi e canne fumarie. Questi materiali subiscono un progressivo degrado a causa degli agenti atmosferici e liberano nell’aria fibre di amianto facilmente inalabili. In pratica l’Eternit diventa pericoloso e inquinante solo quando si deteriora.

Smaltimento:

occorre rivolgersi all’AUSL per conoscere le opportune modalità di smaltimento. Non si devono mai effettuare interventi di bonifica senza le dovute autorizzazioni e senza i dispositivi di protezione individuale. E’ opportuno rivolgersi a una ditta specializzata.

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