Coltura della terra e qualità del cibo
Intervento del prof. Matteo Giannattasio
al Porte Aperte alle Cascine Orsine
L’aratore chiese al Profeta “Parlaci del lavoro”.
E il Profeta rispose, dicendo “Tutto il lavoro è vuoto tranne quando c’è l’Amore.
Lavorare con Amore significa spargere semi con tenerezza e fare la mietitura con gioia, proprio come se la persona da voi amata dovesse mangiare il frutto. Il lavoro è Amore che si manifesta”. Poi soggiunse “se voi cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro che nutre soltanto metà della fame dell’uomo“. Una profezia che si è rivelata drammaticamente veritiera. [Gibran, Il profeta]
Pensate, cari amici, alla scadente qualità del pane industriale che oggi si consuma, indigesto per tante persone e sempre più spesso causa di allergia o intolleranza alimentare.
Si sta assistendo ad un rapido scadimento della qualità del cibo e la causa prima è proprio questa: si coltiva la Terra senza Amore, si fa il pane senza Amore, si cucina, se e quando si cucina, senza Amore. Per questo, tante persone oggi non tollerano il latte e il grano, alimenti primordiali che hanno accompagnato l’Uomo nella sua evoluzione, la farina non lievita, i piatti già pronti imperversano sulle nostre tavole, i prodotti industriali sono farciti di additivi.
Si mangia anche senza Amore. Non si nutre ormai nessun sentimento di riconoscenza per la Natura che ci fa dono del cibo. Una volta si pregava prima di iniziare il pasto, oggi ci tuffiamo nella scodella come cani famelici. Una volta si spartiva il pasto con gli altri, con i compagni (da cum pane), oggi si mangia in solitudine o anche con altri commensali, ma guardando la televisione per nutrirsi di idiozie o di immagini di sangue e violenza. Quante gastriti o ulcere di stomaco, che poi si curano con montagne di antibiotici perché si addossa la colpa della loro insorgenza all’Helicobacter, si potrebbero evitare se ci si sedesse a tavola con animo grato e con i sentimenti della condivisione e della solidarietà.
Per l’agricoltura industriale, oggi dominante su questo nostro martoriato pianeta, la Terra non è più Madre da venerare. La parola Agricoltura ha perso il suo significato originario. Non è più agri-cultura, da cultus, che significa coltivazione ma anche venerazione. L’Agri-coltura non è più venerazione dei campi, ma tortura dei campi, è diventata Agri-tortura.
È Agri-tortura per tante ragioni.
Perché tratta i terreni con eccessive concimazioni con nitrati di sintesi ed enormi quantità di pesticidi, rendendoli sterili e aridi.
Perché inquina l’aria e le acque. Pesticidi come l’atrazina, da tempo proibiti perché eco-tossici e velenosi per l’Uomo, ancora persistono nelle acque che beviamo. Da dati rilevati di recente in Francia risulta che residui di pesticidi sono presenti nel 91% delle acque superficiali e nel 53% delle acque sotterranee e che la qualità dell’acqua è in molti siti è incapace di soddisfare gli equilibri ecologici o di fornire acqua potabile.
Perché distrugge foreste e attenta alla biodiversità. Si calcola che, per le attività umane, compresa l’agricoltura, viene distrutta ogni due secondi un’area di foresta grande quanto un campo di calcio. Ricerche recenti condotte in Inghilterra hanno evidenziato che circa 500 specie animali e vegetali si sono estinte nell’arco degli ultimi 100 anni e che il tasso di estinzione è oggi 1000 volte più alto che in passato. A testimonianza che l’agricoltura industriale sia uno dei maggiori responsabili di questo disastro, dati recenti dimostrano che, se la produttività di un campo di cereali raddoppia, il numero di specie vegetali si dimezza e quello di coleotteri e uccelli si riduce di un terzo. L’uso scriteriato di insetticidi è probabilmente la causa della moria delle api, che preoccupa non poco perché dalle api che impollinano dipende la produzione di gran parte dei semi e dei frutti di cui si cibano l’uomo e gli animali. È di qualche giorno l’allarme lanciato dall’Agenzia europea dell’ambiente per la perdita di biodiversità cui si sta assistendo dovuta alle attività umane.
Perché maltratta le piante forzandone la produttività mediante le colture intensive e la monocoltura, le rende suscettibili alle malattie con eccessive concimazioni azotate, le tratta con pesticidi velenosi. Addirittura le modifica geneticamente introducendo nel loro genoma geni estranei che si possono ricavare da batteri ma anche da pesci e da altri animali. La manipolazione genetica delle piante è un vero e proprio atto di violenza che snatura le piante conferendo loro caratteri genetici che non sono propri della specie di appartenenza. Essa attenta così all’integrità delle piante, che si è andata costruendo in milioni e milioni di anni di evoluzione (l’integrità di una pianta è data dalle caratteristiche proprie della specie cui la pianta appartiene e dal suo peculiare modo di essere e di reagire nell’ambiente in cui vive). In tal modo viene ignorato del tutto il concetto etico-filosofico della qualità intrinseca, secondo il quale ogni essere vivente, quindi anche la pianta, ha un valore suo proprio, che è indipendente dal valore strumentale che gli assegna l’uomo. I rischi connessi con l’utilizzo delle piante geneticamente modificate in agricoltura che si possono paventare sono la perdita di genuinità dovuta ad alterazioni del metabolismo, la comparsa di nuove molecole potenzialmente allergeniche o tossiche per l’uomo e gli animali, il passaggio dei geni estranei da una coltura geneticamente modificata ad un’altra che non lo è o a specie spontanee affini.
Perché fa soffrire gli animali trattandoli come macchine e non come esseri viventi. In passato ha causato l’epidemia della mucca pazza perché, non tenendo conto della natura vegetariana dei bovini, li ha nutriti con farine animali. Oggi le farine animali sono proibite, ma, per spingere la produzione del latte oltre i limiti imposti dalla fisiologia degli animali, si ricorre ad un’altra categoria di mangimi artificiali, quella dei concentrati. Anche questi, unitamente alle condizioni di allevamento irrispettose delle effettive esigenze degli animali, indeboliscono gli animali e li rendono suscettibili alle malattie, che poi devono essere curate con potenti farmaci, tra cui in primo luogo, gli antibiotici. Una mucca così mal-trattata invecchia precocemente e perciò viene sacrificata dopo soltanto 3-4 anni di vita.
Perché tratta indegnamente gli agricoltori costringendoli ad usare pesticidi nocivi per la loro salute, non ricompensandoli adeguatamente per il lavoro che svolgono nei campi, privandoli del diritto alla proprietà dei semi mediante l’immissione sul mercato degli ibridi (i cosiddetti F1) ed, in epoca recente, delle piante geneticamente modificate.
Perché penalizza anche tutti noi consumatori ed attenta alla nostra salute propinandoci, con la complicità dell’industria alimentare, un cibo che non solo non è appetitoso, ma è anche ricolmo di nitrati, pesticidi, antibiotici e additivi. Questi ultimi vengono aggiunti dall’industria ai prodotti trasformati proprio per sopperire alla cattiva qualità della materia prima utilizzata.
Le principali vittime di questa situazione sono i bambini. Essi vengono in contatto con le sostanze nocive contenute negli alimenti già nel grembo materno attraverso il cordone ombelicale e poi nei primi mesi di vita attraverso il latte materno. È preoccupante l’aumento che si sta osservando di leucemie e tumori tra i bambini, della cui insorgenza i pesticidi sono tra i maggiori responsabili. Un invito alle donne che portano in grembo o stanno allattando il loro bambino: alimentatevi almeno in queste fasi della vostra vita con prodotti biologici o biodinamici perché così evitate che il bambino venga in contatto con sostanze nocive in un periodo così delicato del loro sviluppo. La stessa raccomandazione vale per l’alimentazione dei bambini durante lo svezzamento.
Si dice che, grazie all’alimentazione di oggi, la vita media si è allungata. Ma si tratta di una mezza verità, perché i longevi di oggi, gli ottantenni, i novantenni, i centenari, sono persone che da bambini mangiavano parcamente anche per la scarsità di cibo e quello che consumavano era pulito e genuino. I bambini di oggi non solo mangiano troppo, ma ingeriscono col cibo residui di pesticidi, alcuni riconosciuti cancerogeni, altri che agiscono maleficamente sul sistema nervoso o sul sistema endocrino. L’incidenza tra questi bambini di allergie, malattie metaboliche, leucemie e cancro aumenta di anno in anno in maniera preoccupante. Tengo a sottolineare il fatto che il Parkinson, una grave malattia neurodegenerativa, è considerata malattia professionale degli Agricoltori legata all’uso di pesticidi come gli esteri fosforici.
D’altro canto non poteva non diventare Agri-tortura visto che fin dalle sue origini si è fondata sul riciclaggio di armi chimiche, cioè di sostanze che hanno seminato morte nei conflitti armati tra uomini11. I nitrati, prima di diventare concimi, sono serviti per fabbricare polvere da sparo ed esplosivi. Gli esteri fosforici, oggi usati a piene mani come insetticidi, si fabbricano con i gas nervini. Il diserbante 2,4-D, ancora largamente usato nell’agricoltura industriale, è uno dei due componenti del malfamato Orange G, usato dagli americani nella guerra del Vietnam per defogliare le foreste e stanare i vietcong. Un’ ecocidio e un genocidio con più di 1 milione di vittime che non ha risparmiato i soldati americani che usavano il defoliante ignari della sua elevatissima tossicità.
E sapete chi c’è dietro questa operazione di riciclaggio? La BASF, la Dupont, la Monsanto, la Novartis, la Bayer, la Done Chemical, cioè le stesse multinazionali che oggi producono le piante geneticamente modificate. Possiamo dar loro credito quando ci dicono che le piante geneticamente modificate rappresentano un’opportunità per fare un’agricoltura pulita e per risolvere i problemi della fame nel mondo? No di certo. Chi ha seminato morte producendo armi chimiche e poi riciclandole in agricoltura non merita la nostra fiducia! Le piante geneticamente modificate sono, dopo gli ibridi, una nuova maniera escogitata dalle multinazionali per negare agli Agricoltori il diritto, sacrosanto, alla proprietà delle sementi.
Ma oggi è un giorno di festa per tutti noi convenuti in tanti qui in questa bellissima azienda agricola biodinamica, dove si pratica un’agricoltura che è davvero venerazione dei campi. Pensiamo a quanto siamo fortunati per avere la possibilità di cibarci di prodotti biodinamici. Se ciò è potuto accadere, il merito è dei tanti agricoltori che con grandi sacrifici e rischi praticano quest’agricoltura con passione e dedizione. Perciò qui diciamo grazie alla Signora Crespi e al figlio Aldo per quanto stanno facendo per darci del cibo sano e saporito nel rispetto della Natura.
La Biodinamica rida la fertilità ai campi perché rifiuta la monocoltura e ricorre alla rotazione, una pratica antica ma sempre valida perché è una maniera sostenibile in termini ambientali ed energetici di ridare fertilità alla terra. Dice no ai concimi di sintesi (che stravolgono il ciclo naturale dell’azoto) e si avvale delle concimazioni con letame sapientemente compostato. Davvero pochi, solo una decina, i fitofarmaci che impiega, a fronte delle oltre 300 molecole con attività di pesticidi (principi attivi) attualmente permessi nell’agricoltura industriale e che prima dell’ultima revisione dell’Unione europea12 erano più di 1000. La biodinamica è molto rispettosa della biodiversità e non inquina i terreni e le acque come invece fa l’agricoltura industriale. Un lavoro pubblicato qualche anno fa sulla prestigiosa rivista “Science” fornisce dati scientifici che evidenziano tutti gli effetti benefici che l’agricoltura esercita sulla fertilità della terra e sulla biodiversità.
È molto rispettosa anche degli animali perché li alleva tenendo conto delle loro effettive esigenze. In tempo di mucca pazza le carni provenienti da allevamenti biodinamici andavano a ruba, perché le farine animali sono state sempre vietate in questo tipo di allevamento. Rudolf Steiner, il filosofo-scienziato che nel 1924 ha enunciato i principi teorici su cui si basa l’agricoltura biodinamica, aveva profeticamente avvertito che se le mucche avessero mangiato prodotti a base di carne sarebbero impazzite. E così è stato per l’insipienza e la disumanità degli uomini.
La Biodinamica rispetta anche il consumatore. Gli fornisce, infatti, cibo di alta qualità perché non forza le piante a produzioni eccessive, ma le alleva nel rispetto delle loro esigenze in acqua e sali minerali da un lato, e di luce dall’altro. I fisiologi vegetali sanno che è soprattutto la luce solare che illumina le piante a dare agli alimenti sapori e ricchezza in sostanze salutari, mentre i nitrati delle concimazioni annullano l’azione benefica della luce solare sulla qualità. Per questo, la biodinamica non solo rifiuta i nitrati di sintesi come concimi, ma si impegna anche, mediante l’uso di un preparato speciale a base di quarzo (il preparato 500) che spruzza sulle piante, affinché il sole agisca nel miglior modo possibile sulla crescita e sulla produzione delle colture.
Dobbiamo essere consapevoli che i prodotti della terra non sono altro che luce solare condensata. Quando consumiamo un pezzo di pane o un frutto, portiamo dentro di noi scintille di sole e in questo modo ci colleghiamo con l’intero universo. Per come è prodotto, quello biodinamico è cibo solare per eccellenza.
Merita anche di essere sottolineato il fatto che nella trasformazione dei prodotti biodinamici sono permessi soltanto una decina di additivi, in gran parte naturali, a fronte dei 360 e più additivi permessi nell’industria alimentare convenzione e dei 50 che sono permessi per i prodotti biologici trasformati.
Non deve allora sorprendere che i bambini che frequentano le scuole ad indirizzo pedagogico steineriano (scuole Waldorf) e che, oltre a ricorrere con oculatezza ad antibiotici e vaccinazioni, consumano prodotti biodinamici, corrono un minor rischio di sviluppare allergie.
Shakespeare ha detto che la musica è nutrimento d’Amore. Anche il cibo biodinamico è nutrimento d’Amore perché è frutto dell’Amore con cui i contadini coltivano per noi la Terra.


complimenti.articolo interessantissimo, dal valore scientifico e poetico.amore e scintille di sole sono gli unici additivi mai apparsi sulle etichette dei cibi.andrebbero brevettati e apposti sulle etichette di questi prodotti,haimè “alternativi”……….
Purtroppo non ho potuto partecipare all’evento del 21 marzo alle Cascine Orsine. Grazie per aver pubblicato l’intervento del prof. Giannattasio, molto bello e interessante
Anche io purtroppo non c’ero e vi ringrazio della pubblicazione.
davvero illuminante per capire le ragioni della cattiva qualitá del cibo di oggi. e i “soloni” continuano a dire che non si può fare a meno dei pesticidi e che il trasngenico è l’unica via per fare l’agricoltura. evviva il biologico e il biodinamico se fatti con serietá e amore.
In effetti le multinazionali di cui si parla nell’articolo oltre ai concimi, ai pesticidi e ai semi geneticamente modificati, producono anche farmaci. Esse vogliono che si produca un cibo che per metà nutra e per l’altra metà faccia ammalare, così lucrano due volte, dalla vendita dei prodotti per l’agricoltura che fanno ammalare e di quella dei farmaci che dovrebbero far guarire. Chi si nutre con cibo sano (e in una maniera equilibrata) riduce il rischio d’insorgenza di molte patologie
@teresa: hai detto una cosa che condivido pienamente e la cosa peggiore è che, anche con il cibo si compie lo stesso errore che ha compiuto l’industria farmaceutica. da 50 anni stiamo sposando una tesi nutrizionista basata sulla funzionalità dei singoli alimenti: cosa abbiamo generato? comunque una popolazione di obesi e di cardiopatici che comprano prodotti light.
grazie a tutti per i commenti al mio intervento, tutti pertinenti e condivisibili (speriamo che ne arrivino tanti altri per approfondire l’argomento). Mi preme sottolineare che, come accenna Paola, si sta cercando di convincere i consumatori che un alimento è di qualità tanto più elevata quanto più è ricco di sostanze salutari (che i nutrizionisti chiamano composti funzionali). Non è così. Un alimento è di qualità non solo per il suo valore salutistico, ma anche se non contiene pesticidi, antibiotici, additivi che possono essere nocivi per la nostra salute; se è naturalmente nutriente e saporito; se è prodotto eticamente cioè nel rispetto della natura, degli animali e dei diritti del contadino.
Esaltare il valore salutistico di un alimento da parte dell’industria potrebbe essere un sotterfugio per stimolare il consumo di prodotti industriali superflui (alla stegua dei prodotti voluttuari), come i light o quelli addizionati di sostanze come i fitosteroli per ridurre il colesterolo, gli omega-3 per avere il cuore sano, ecc. Attenzione: questa strada potrebbe portarci ad accettare di consumare prodotti transgenici arricchiti di qualche sostanza “salutare”. Si sta cercando di far dimenticare alla gente che la salute non dipende da uno o da un altro alimento, per quanto salutare esso sia, ma da uno stile di vita sano che includa una dieta variata ed equilibrata e basata sul consumo di alimenti sani.
Un tipico esempio di quello che dice il dott. Giannattasio mi sembrano anche i cereali per la colazione, tutti arricchiti di vitamine di quasi tutti i gruppi. Per anni li ho comprati convinta di integrare così l’apporto di vitamine e di ferro nella mia alimentazione. Di fatto oggi ho capito che si tratta di sostanze artificiali aggiunte chimicamente. E’ vero che le vitamine fanno bene ma è meglio assumerle direttamente dalle loro fonti naturali, possibilmente biologiche. Allora per la colazione compro fiocchi d’avena o cereali integrali biologici e mangio frutta fresca. Ma ci sono voluti anni per capirlo… è veramente difficile ragionare con la propria testa quando tutto il sistema che ti sta intorno ti bombarda di messaggi pubblicitari…
E che dire poi degli integratori ,dei quali ci fanno credere che non se ne può fare a meno, zeppi come sono di sostanze di sintesi e di additivi. Per stare in forma è importante una dieta equilibrata con prodotti sani, cioè senza pesticidi, ormoni, antibiotici e additivi. A me spaventano soprattutto gli esteri fosforici che si usano come insetticidi e che possono causare alterazione sistema nervoso non solo negli insetti ma anche nell’uomo.
nutrirsi della luce di esseri (animati e – apparentemente – inanimati) che sono stati forti, vitali e felici; grazie per questo concetto meraviglioso che condivido pienamente