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	<title>Valore Alimentare &#187; Carlo Triarico</title>
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		<title>Fattoria Di Vaira: la biodinamica e le gemme bianche e profumate</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 10:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Ci si può trovare lungo un sentiero di campagna e sentirsi collegati con il mondo e il cosmo intero. Le piante lo fanno per natura, noi uomini, invece, dobbiamo sviluppare una contemplazione che ci porti oltre il consueto, attraverso il linguaggio del vivente. Ogni pianta può essere vista nella sua forma simbolica e compresa come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2481" title="fattoria-di-vaira-molise" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/10/fattoria-di-vaira-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Ci si può trovare lungo un sentiero di campagna e sentirsi collegati con il mondo e il cosmo intero. Le piante lo fanno per natura, noi uomini, invece, dobbiamo sviluppare una contemplazione che ci porti oltre il consueto, attraverso il linguaggio del vivente.</h3>
<p>Ogni pianta può essere vista nella sua forma simbolica e compresa come parte di un organismo più grande e di un pensiero universale. Di questo ragionavamo io e i tecnici dell&#8217;azienda sulle colline di Petacciato, a due passi dal mare di Vasto e dai monti che salgono verso Campobasso.</p>
<p>L&#8217;azienda Di Vaira ha il marchio biodinamico Demeter ed è una grande impresa di centinaia di ettari. È un privilegio ritrovarsi tra agricoltori e consulenti tecnici e parlare di idee, una delle pratiche estinte dall&#8217;agricoltura industriale.<strong><br />
Se non coltiviamo idee, viviamo inconsapevolmente quelle di altri.</strong> Così all&#8217;azienda Di Vaira coltivano anche idee e direi che gli ortaggi cominciano a capirlo.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di fare agricoltura biodinamica, ottenere un prodotto sano e buono, contenere i costi. Scommessa difficile, perché su questi terreni in passato si sono fatti ragionamenti molto diversi da quelli della biodinamica. Per decenni è stato coltivato sempre lo stesso cereale. Inizialmente con buone rese e guadagni, poi la terra ha cominciato ad esaurire le sue risorse. I suoli in Italia oggi sono quasi tutti da curare, come poveri soldati martoriati da una guerra.</p>
<p>L&#8217;affollamento di piante, la rinuncia alla biodiversità e alle rotazioni, l&#8217;eccessivo prelievo delle sostanze del suolo per guadagni sempre maggiori, hanno moltiplicato le malattie e diminuito i raccolti, tanto che l&#8217;agricoltore biodinamico oggi è diventato un medico e un maestro per l&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>È bello, però, vedere quanta vita latente, nonostante tutto, conservi la natura.</strong> Dopo pochi anni che alla Di Vaira hanno dato coraggio alla terra, offre cenni di ripresa.<br />
Quando un&#8217;azienda viene recuperata con la biodinamica è come ci si trovasse davanti a una delicata gemma pronta a manifestarsi. In inverno, tutto è ancora più trattenuto.<br />
<strong>Allora occorre osservare l&#8217;ambiente, il suolo, la forma delle piante e comprendere i fenomeni più semplici</strong>. Guardando gli<strong> alberi </strong>intorno alla Di Vaira si notano le forme tozze appesantite verso il basso. I <strong>rilievi dei colli</strong> sono morbidi e mediano tra i monti e il mare verso cui degradano. Sul<strong> suolo</strong>, fatto di un&#8217;argilla pesante, si è formato nel tempo un accumulo di calcare che ha trattenuto la vita. Il <strong>calcare</strong> è molto avido e tiene &#8220;incantate&#8221; le sostanze. Le <strong>piante</strong> non riescono più a nutrirsi e in agricoltura industriale si sopperisce forzandole con i concimi sintetici. In biodinamica, invece, si deve rompere l&#8217;incantesimo attraverso la vita. Con la vitalità il calcare rompe i suoi legami e forma altri composti, rendendo così fertile una terra improduttiva. Le argille pesanti si rivelano allora le migliori per trattenere aria e acqua, indispensabili agli esseri del suolo. Penso alle scoperte a cui ha rinunciato chi ha coltivato questa terra industrialmente e a i sapori andati perduti in tanti anni.</p>
<p>Alla Di Vaira si coltivano ora in rotazione <strong>cereali, legumi, foraggio</strong>. Gli olivi e la vite, gli alberi da frutto e le siepi dovranno creare un ambiente favorevole agli animali.</p>
<p>Al centro dell&#8217;azienda c&#8217;è la <strong>produzione di ortaggi</strong>.</p>
<p>Ho visto in campo dei <strong>finocchi</strong>, pianta generosa per la raccolta invernale, quando la terra offre meno all&#8217;uomo. I finocchi sono anch&#8217;essi come una gemma che racchiude sostanze preziose. Purtroppo siamo rassegnati ad aspettarci un sapore sciatto a causa del fatto che le piante sono nutrite artificialmente, per questo consumiamo poca verdura cruda. E pensare che un tempo i finocchi erano per i bambini un prelibato regalo di Natale. Ho assaggiato, camminando sui sentieri della Di Vaira, una bianca gemma profumata e la sua dolce ricchezza. La cura donata a questa pianta va estesa all&#8217;intera azienda, che racchiude in una gemma il suo potenziale.</p>
<p>Il<strong> Foeniculum vulgare </strong>della famiglia delle Apiaceae è un ortaggio sorprendente.<br />
Mentre il finocchio selvatico è una pianta rustica, che cresce nei campi e produce spontaneamente le sue preziose sostanze dai profumi intensi, il finocchio coltivato deve essere allevato come un bambino.<br />
Si deve proprio fare in modo che il fusto trattenga le sue foglie come per restare gemma, e non si sviluppi in altezza troppo presto, fino al fiore. Il finocchio che forma il suo involto bianco, tondo e grosso, dalla guaina delle foglie, ha assunto lì i migliori aromi. Si tratta di sostanze conosciute dall&#8217;antichità per le loro proprietà benefiche. Al taglio non deve risultare fibroso, il profumo deve essere anche più intenso di quello del selvatico, il sapore dolce, sempre che si sia comprato un finocchio biologico o biodinamico, altrimenti l&#8217;ingrossamento è in parte dovuto alla ritenzione di sali sintetici usati nei concimi che rendono il suo sapore simile a quello di un minerale.</p>
<h4>Fattoria Di Varia<br />
Contrada Colle Calcioni s.n.c.<br />
Comune di Petacciato (Campobasso)<br />
<a href="http://www.fattoriadivaira.it" target="_blank">www.fattoriadivaira.it</a></h4>
<h3>Per saperne di più: <a href="http://www.valorealimentare.it/18/10/2010/rubriche/a-scuola-di-cucina/il-finocchio-in-cucina/" target="_blank">Il finocchio in cucina</a></h3>
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		<title>Pasta per tronchi</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/03/09/2010/rubriche/orto-e-giardino/bioglossario/pasta-per-tronchi/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Il tronco degli alberi, dall’apparenza dura e quasi pietrificata, è in realtà qualcosa di molto vivo. È come un suolo agricolo, che appare come un morto minerale, ma che è invece composto per la maggior parte di aria, acqua e microscopici esseri viventi. Il tronco è come un terreno vivente, che si è innalzato dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>Il tronco degli alberi, dall’apparenza dura e quasi pietrificata, è in realtà qualcosa di molto vivo. È come un suolo agricolo, che appare come un morto minerale, ma che è invece composto per la maggior parte di aria, acqua e microscopici esseri viventi.<br />
Il tronco è come un terreno vivente, che si è innalzato dal suolo e su cui vivono rami e foglie. Va quindi sostenuto.</p>
<p>La <strong>pasta per tronchi</strong> è una tipica pratica dell’<a href="http://www.valorealimentare.it/04/12/2009/rubriche/bioglossario/che-cosa-e-l-agricoltura-biologica-e-biodinamica/" target="_blank">agricoltura biodinamica</a>. Porta fertilità e vitalità e aiuta soprattutto gli alberi in difficoltà. Si può realizzare con diverse ricette. Per esempio mescolando sabbia, argilla verde e fatta di vacca. Oppure unendo all’argilla altre sostanze organiche piene di principi attivi. È importante aggiungere alla pasta il preparato <a href="http://www.valorealimentare.it/08/04/2010/rubriche/bioglossario/i-preparati-biodinamici/">biodinamico 500</a>, che porta un forte impulso alla fertilità.<br />
Il composto deve avere la consistenza di una crema e va spennellato abbondantemente sul tronco dopo averlo energicamente spazzolato. La spazzolatura, oltre a pulire la corrteccia da parassiti, muschi e residui morti, stimola fortemente il tronco e lo prepara a ricevere le sostanze della pasta.<br />
I periodi migliori per trattare gli alberi con la pasta per tronchi sono la primavera e l’autunno, vi sono anche dei trattamenti estivi e invernali per specifiche esigenze delle piante. Spesso un solo trattamento è sufficiente a riattivare per molti anni le funzioni di un albero in difficoltà.</p>
<p>Per approfondimenti: <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it" target="_blank">www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
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		<title>Azienda Agricola San Michele a Breda di Piave (TV)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Come avere carote dolci e profumate In una terra a dodici chilometri da Treviso e vicinissima al fiume Piave sorge l’azienda gestita da Anito Bonadio e dai suoi amici. È un po’ speciale, innanzitutto perché è nata dalla Libera Associazione Rudolf Steiner, dal nome del padre dell’agricoltura biodinamica. In secondo luogo perché contiene in sé [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2190" title="azienda-agricola-san-michele-carote" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/2010_31_aziende_san-michele-carote-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" />Come avere carote dolci e profumate</h3>
<p>In una terra a dodici chilometri da Treviso e vicinissima al fiume Piave sorge l’azienda gestita da Anito Bonadio e dai suoi amici. È un po’ speciale, innanzitutto perché è nata dalla Libera Associazione Rudolf Steiner, dal nome del padre dell’agricoltura biodinamica. In secondo luogo perché contiene in sé tutte le tipologie di terreno: argilloso, sabbioso,  limoso. Occorre sapere, infatti, che ciascun ortaggio dà il meglio di sé se coltivato in terreni specifici. Gli asparagi e le carote, ad esempio, amano la sabbia, fatta della brillante silice. I cavoli prediligono le argille ricche di humus e di buio calcare. Le leguminose invece non amano i terreni troppo ricchi. Va da sé che un’azienda orticola debba rinunciare a coltivare talune piante, oppure accontentarsi di produrre alcuni ortaggi al meglio e altri in modo mediocre, perché il suolo non è adatto. Nell’azienda San Michele, su di una base di argille pesanti, il Piave ha depositato per millenni materiali diversi, ora sabbie, ora marne, ora fanghi limosi. Così, spostandosi da una parte all’altra dei circa 50 ettari coltivati, ho trovato suoli diversi, ciascuno ideale per coltivare bene un ortaggio.</p>
<h3>Prima e dopo la semina</h3>
<p>Le carote di Anito e dei suoi collaboratori non hanno conosciuto i concimi chimici, non hanno incontrato i defoglianti e gli antiparassitari di sintesi. Sono cresciute un po’ “coccolate”. Già prima di seminarle c’è stata una lunga preparazione dell’ambiente che doveva accoglierle. Il terreno è stato lavorato con rispetto e gli è stato donato del buon letame maturo, 300 quintali per un ettaro. In seguito è stato distribuito un preparato biodinamico, il corno letame, poi sparsi sul suolo abbondanti semi, soprattutto di brassicacee, e si è attesa la loro crescita, fino alla fioritura. Le piante sono state trinciate e sparse al suolo per nutrirlo. Infine, con molta delicatezza, è stata utilizzata una macchina vangatrice che ha interrato tutto. Perché le brassicacee? Le loro radici secernono una specie di disinfettante naturale, che allontana i parassiti dolcemente. A questo punto è stato portato in campo un erpice rotante, che raffina il terreno e prepara il letto per il seme di carota. Poi è passata una baulatrice, una macchina che innalza il terreno a file, perché le piante stiano un po’ più in alto verso la luce. Così il terreno è pronto per la semina. Vero, ma se adesso seminassimo le nostre carote, vedremmo nascere, insieme ad esse, tante piante spontanee che contendono loro il nutrimento e l’acqua. Allora Anito fa finta di seminare, ossia, innaffia come se lo avesse fatto. Subito crescono piante spontanee, che vanno estirpate. La finta semina nel suolo delle nostre carote è stata fatta in un mese per tre volte e per tre volte le piante infestanti sono state innaffiate e poi estirpate. Solo dopo tutto questo lavoro, i semi delle carote sono stati affidati al suolo. In primavera occorre aspettare anche tre settimane perché le carote nascano e in questo periodo bisogna usare una sarchiatrice per eliminare le infestanti. Le macchine sono una risorsa, ma non possono eliminare le erbe che crescono vicinissime alle carote, per non danneggiarle. Se si è lavorato bene rimangono tra le 20 e le 100 piante per ogni metro lineare di carote. Significa, nel migliore dei casi, un milione di piante indesiderate in un ettaro da togliere a mano, una per una. Certo si sarebbe potuto passare un diserbante chimico, che avvelena le erbacce in un istante e costa poco. Ma le erbacce sono state tolte a mano. In compenso è stato distribuito un altro preparato, il <a href="http://www.valorealimentare.it/08/04/2010/rubriche/bioglossario/i-preparati-biodinamici/" target="_blank">cornosilice</a>. Così le carote sono cresciute ricche di zuccheri. Costantemente è stato monitorato l’arrivo di malattie, funghi o insetti. E sono stati usati prodotti naturali ammessi dalle norme sull’agricoltura biologica. Ogni tanto si è dovuto innaffiare, quando non pioveva. Dopo circa tre mesi le nostre carote, 2,5 o 3 tonnellate per ettaro, erano pronte da cogliere, da pulire e confezionare per la partenza.</p>
<h3>Come si lavora nel convenzionale</h3>
<p>Non lontano, in un’azienda industriale, sono cresciute altre carote. Non c’è stato bisogno di spargere il compost per fertilizzare, niente preparati biodinamici, nessun sovescio di brassicacee, nessun interramento delle sostanze ma una distribuzione di sali chimici che sono entrati di forza a far crescere le piante e che conferiscono un riconoscibile sapore metallico. Certamente non occorre fare le false semine per combattere le erbe infestanti ma si semina direttamente. Sono cresciute subito tantissime erbe infestanti, che sono stare abbattute con un diserbante liquido, che avvelena e uccide le piante in poche ore. In questo modo non c’è stato nemmeno bisogno di togliere le infestanti a mano: un milione di volte meno faticoso. Le malattie sono state combattute coi pesticidi. Infine si sono raccolte tante, tante carote. Il sapore è un po’ sgradevole, ma a raccoglierle piccole non si sente così tanto.</p>
<h3>La differenza</h3>
<p>Ma ritorniamo al campo della San Michele perché li sono cresciute due carote bio, di quelle coltivate con amore. Una si è sviluppata un po’ meno, l’altra è bella e grossa. Si sa, non tutti cresciamo con la stessa forza. Sono state entrambe raccolte e portate nel magazzino della nostra azienda bio. La carota grossa e forte era orgogliosa del suo dolce sapore, pronta per essere scelta. E invece…il compratore, memore che le carote industriali hanno un saporaccio metallico tanto più sono grandi, ha lasciato la carota migliore in magazzino e ha scelto la più piccola. Le carote grosse non si vendono facilmente. Dieci e lode ancora a chi acquista biologico e biodinamico. Anche per questo io racconto delle piante, degli animali e degli uomini di queste aziende coraggiose.</p>
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		<title>La pacciamatura</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 10:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
La pacciamatura è un sistema di protezione del suolo molto usato in bioagricoltura. Soprattutto nei mesi caldi è importante sostenere le piante con un’adeguata irrigazione. L’acqua però non fa bene al terreno, perché dilava le sostanze nutritive e forma croste da cui non traspira l’aria. La pianta quindi, dopo aver goduto dell’innaffiatura, potrebbe trovarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>La pacciamatura è un sistema di protezione del suolo molto usato in bioagricoltura.<br />
Soprattutto nei mesi caldi è importante sostenere le piante con un’adeguata irrigazione.<br />
L’acqua però non fa bene al terreno, perché dilava le sostanze nutritive e forma croste da cui non traspira l’aria. La pianta quindi, dopo aver goduto dell’innaffiatura, potrebbe trovarsi in condizioni di suolo peggiorate. Con l’irrigazione nascono inoltre diverse piante infestanti, che contendono le risorse alle piante coltivate. Occorre sempre considerare che il suolo è vivo e ha bisogno di protezione.<br />
La pacciamatura consiste nello stendere un “vestito” sul suolo. Questa copertura può essere realizzata con <strong>paglia, corteccia, resti di foglie</strong>. Si vendono anche dei film da stendere al suolo, fatti di materiali vari, soprattutto di plastica derivata dal petrolio, o di tessuto-non tessuto.<br />
Un’ottima soluzione per evitare l’uso di plastica in campo e l’inquinamento sono i <strong>film realizzati in carta o in plastiche ottenute da vegetali e completamente biodegradabili</strong>.<br />
In genere il suolo ripaga abbondantemente chi gli ha donato una buona copertura durante tutto l’anno.</p>
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		<title>I semenzai</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/09/07/2010/rubriche/orto-e-giardino/bioglossario/i-semenzai/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 13:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
In genere sono poche le varietà orticole che è consigliabile seminare direttamente in campo. Comunque le piccole piante seminate sono esposte alle intemperie e ai cambi repentini di temperatura nelle stagioni intermedie. Per questo si usa seminare le piante da orto in semenzai. Ossia in luoghi protetti, dove le giovani plantule possono crescere nelle prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>In genere sono poche le varietà orticole che è consigliabile seminare direttamente in campo. Comunque le piccole piante seminate sono esposte alle intemperie e ai cambi repentini di temperatura nelle stagioni intermedie.</p>
<p>Per questo si usa seminare le <strong>piante da orto</strong> in semenzai. Ossia in luoghi protetti, dove le giovani plantule possono crescere nelle prime delicate fasi.<br />
A volte i semenzai sono in luoghi riscaldati e gli stessi letti di semina sono caldi.<br />
Le piante crescono tutte insieme in piccoli spazi.<br />
Col tempo, al crescere, le piante vanno diradate. Occorre perciò procedere alla<strong> ripicchettatura</strong>, ossia a prelevare le piante e a riposizionarle ancora in altri semenzai o, se le condizioni sono quelle giuste, direttamente a dimora nel luogo definitivo di coltura. In questi casi si consiglia l’uso del preparato biodinamico 500 nei pani di terra delle piantine.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it" target="_blank">www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Compost vegetale e animale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 15:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioglossario]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Triarico]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
La bioagricoltura si serve del compost per dare fertilità al suolo. Prodotto molto raccomandato è, come dice il nome, una composta di diversi elementi soprattutto organici, fatti maturare insieme. La maturazione deve avvenire tramite una fermentazione di tipo aerobico, ossia in presenza di ossigeno. Per questo Steiner, l’ideatore dell’agricoltura biodinamica, raccomandò di lasciar fermentare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>La bioagricoltura si serve del compost per dare fertilità al suolo. Prodotto molto raccomandato è, come dice il nome, una composta di diversi elementi soprattutto organici, fatti maturare insieme. La maturazione deve avvenire tramite una <strong>fermentazione</strong> di tipo aerobico, ossia in presenza di ossigeno.<br />
Per questo Steiner, l’ideatore dell’agricoltura biodinamica, raccomandò di lasciar fermentare il compost in<strong><a href="http://www.valorealimentare.it/08/06/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/cumulo/"> cumuli </a></strong>posti sul suolo e non in fosse, per aumentare l’apporto delle forze di aria durante la maturazione.<br />
I materiali di partenza del compost possono essere di <strong>origine animale</strong> (letame, pollina, guano, ecc.), oppure <strong>vegetale</strong> (sfalci d’erba, residui dell’orto, foglie, scarti di cucina). Queste matrici, dopo un periodo di maturazione, diventano un buon aiuto per migliorare il terreno e possono essere distribuite per preparare un buon suolo per la coltivazione delle piante.</p>
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		<title>Cumulo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 14:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioglossario]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Triarico]]></category>
		<category><![CDATA[fermentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
L’agricoltura biologica e biodinamica tiene alla fertilità del suolo. In genere gli scarti delle produzioni o i resti delle deiezioni animali sono considerati un bene prezioso e vengono mescolati e lasciati maturare in cumuli. Il cumulo sostituisce l’antica concimaia tenuta in una fossa. In esso si formano delle fermentazioni che possono essere aerobiche (ossia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>L’agricoltura biologica e biodinamica tiene alla fertilità del suolo.<br />
In genere gl<strong>i scarti delle produzioni </strong>o i <strong>resti delle deiezioni animali</strong> sono considerati un bene prezioso e vengono mescolati e lasciati maturare in cumuli. Il cumulo sostituisce l’antica concimaia tenuta in una fossa. In esso si formano delle<strong> fermentazioni</strong> che possono essere <strong>aerobiche </strong>(ossia in presenza di ossigeno) e sono quelle desiderate, oppure <strong>anaerobiche</strong> (in assenza di ossigeno) e sono quelle indesiderate, che si riconoscono per i pessimi odori che si sprigionano.<br />
Steiner, l’ideatore dell’agricoltura biodinamica, elaborò un sistema per far maturare il cumulo in piena aria e con l’aggiunta di speciali preparati a base di erbe, detti “<a href="http://www.valorealimentare.it/08/04/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/i-preparati-biodinamici/" target="_blank"><strong>preparati biodinamici</strong></a>” in modo da avere al termine un ottimo prodotto fertilizzante per la terra.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it" target="_blank">www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fladen</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 07:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioglossario]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Triarico]]></category>
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		<category><![CDATA[dinamizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Si tratta di un composto ideato da Maria Thun. Si chiama infatti anche preparato di fatta o preparato Thun. È ottenuto unendo fatta di vacca (Fladen, in lingua tedesca) fresca e senza paglia, farina di roccia (basalto) e gusci d’uova. Il composto, dalla consistenza pastosa, mescolato per un’ora, viene poi posto a maturare in casse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>Si tratta di un composto ideato da Maria Thun. Si chiama infatti anche preparato di fatta o preparato Thun.<br />
È ottenuto unendo fatta di vacca (Fladen, in lingua tedesca) fresca e senza paglia, farina di roccia (basalto) e gusci d’uova. Il composto, dalla consistenza pastosa, mescolato per un’ora, viene poi posto a maturare in casse senza fondo o in trincee di legno interrate. In questa collocazione vengono inoculati i <a href="http://www.valorealimentare.it/08/04/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/i-preparati-biodinamici/">preparati biodinamici</a> da cumulo (dal 502 al 507). Al termine del processo di maturazione, che dura alcune settimane, si ottiene un prodotto fertilizzante, che può essere distribuito al suolo previa <a href="http://www.valorealimentare.it/03/05/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/dinamizzazione/">dinamizzazione</a>. In questo caso si procede alla dinamizzazione del composto in acqua e alla distribuzione con pompe a spalla o macchine irroratrici. Il Fladen può trovarsi secco o <a href="http://www.valorealimentare.it/03/05/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/colloide/">colloidale</a>, ossia maturato in modo tale da tenere una forma di humus cremoso, esprimendo al meglio il carattere di colloide che è nella sua natura chimica.<br />
Per maggiori informazioni <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it">http://www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dinamizzazione</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 07:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioglossario]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Triarico]]></category>
		<category><![CDATA[preparati biodinamici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
La dinamizzazione è una pratica fondamentale dell’agricoltura biodinamica. Consiste nel rendere attive delle sostanze attraverso la loro diluizione e forte compenetrazione con l’acqua attraverso un energico mescolamento. I preparati biodinamici da spruzzo (500 e 501) vanno diluiti in acqua e mescolati per un’ora precisa. La dinamizzazione dei preparati biodinamici da spruzzare avviene mescolando l’acqua con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>La dinamizzazione è una pratica fondamentale dell’agricoltura biodinamica.<br />
Consiste nel rendere attive delle sostanze attraverso la loro diluizione e forte compenetrazione con l’acqua attraverso un <strong>energico mescolamento</strong>. I <a href="http://www.valorealimentare.it/08/04/2010/rubriche/biologico-e-biodinamico/i-preparati-biodinamici/">preparati biodinamici</a> da spruzzo (500 e 501) vanno diluiti in acqua e mescolati per un’ora precisa. La dinamizzazione dei preparati biodinamici da spruzzare avviene mescolando l’acqua con un gesto rotatorio che va alternativamente in senso orario e antiorario. Si procede per un’ora. Si parte con un moto rotatorio in un senso. Appena si è formato un bel vortice, occorre rompere energicamente il gorgo e creare così il caos, invertendo il senso di rotazione. Si formerà di nuovo un vortice ordinato che gira nel senso opposto e che sarà rotto ancora e ancora invertendo continuamente il senso della rotazione non appena ricompare il vortice. I preparati dinamizzati vanno poi irrorati in campo. Per maggiori informazioni <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it">www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
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		<title>Colloide</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 07:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioglossario]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Triarico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Il colloide è un sistema in cui una sostanza in parti microscopiche è dispersa in un mezzo aereo, liquido o solido, ma non entra in soluzione. Ne deriva una sostanza non cristallina, un aggregato di particelle torbido. Sono colloidi le emulsioni (la maionese e il sangue), i gel (il formaggio, la gelatina), le schiume (la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>Il colloide è un <strong>sistema</strong> in cui una sostanza in parti microscopiche è dispersa in un mezzo aereo, liquido o solido, ma non entra in soluzione. Ne deriva una sostanza non cristallina, un aggregato di particelle torbido.<br />
Sono colloidi le emulsioni (la maionese e il sangue), i gel (il formaggio, la gelatina), le schiume (la panna montata e la chiara d’uovo montata).<br />
In particolare all’agricoltura biologica e biodinamica interessa lo <strong>stato colloidale dell’humus</strong> che, nelle sue forme, conserva proprietà capaci di trattenere le sostanza. In questo modo restano aggregati nel suolo i composti preziosi per la nutrizione delle piante e viene trattenuta l’acqua molto a lungo.<br />
Quando nel suolo le sostanze organiche non sono in forma colloidale, vengono invece afferrate elettricamente dall’acqua piovana e portate via, portando via così la fertilità fino alla desertificazione del terreno.<br />
Per maggiori informazioni <a href="http://www.agricolturabiodinamica.it">www.agricolturabiodinamica.it</a></p>
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