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	<title>Valore Alimentare &#187; A misura di bambino</title>
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	<description>biologico, alimentazione e salute</description>
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		<title>Consigli alimentari per lo studio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Nella vita dei bambini e dei ragazzi lo studio occupa uno spazio importante e l’alimentazione svolge un ruolo da non sottovalutare. Sostanzialmente il cibo può sostenere o danneggiare l’attività intellettuale, emotiva e di volontà connessa a questa attività. Pur restando naturalmente validi i principi generali di una sana nutrizione, occorre tuttavia valorizzarne alcuni aspetti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><strong>Nella vita dei bambini e dei ragazzi lo studio occupa uno spazio importante e l’alimentazione svolge un ruolo da non sottovalutare. Sostanzialmente il cibo può sostenere o danneggiare l’attività intellettuale, emotiva e di volontà connessa a questa attività. Pur restando naturalmente validi i principi generali di una sana nutrizione, occorre tuttavia valorizzarne alcuni aspetti che possono essere utili ad evitare errori che affaticano lo studente.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><img class="alignright size-medium wp-image-3619" title="Consigli alimentari per lo studio" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2012/01/2007_20_bambino_alimentazione-studio-bambino-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></p>
<h3>NO A ZUCCHERI E A GRASSI SATURI</h3>
<p>La prima riflessione è che non dobbiamo caricare il bambino di cibi troppo nutrienti. Lo studio richiede dal metabolismo aiuti precisi e sottili, primo tra tutti una costante produzione di glucosio (zucchero) di cui il cervello è un grande ed avido consumatore. <strong>Il luogo comune “il cervello ha bisogno di zucchero” è vero, ma è differente il modo in cui l’organismo ricava il glucosio dai vari alimenti.</strong> Il glucosio presente nei cereali integrali, nelle verdure e nella frutta ha un’assimilazione progressiva e costante, essendo ricavato da molecole lunghe di zuccheri che vengono smontate nella digestione. Quello presente nello zucchero, nei dolci o, peggio, nelle bevande industriali dolcificate provoca un’assimilazione rapida, con picchi di salita e discesa che danneggiano il livello di attenzione, oltre a creare le basi metaboliche per il diabete. Livelli oscillanti della glicemia (zucchero nel sangue) influenzano la nostra capacità di attenzione, tenendo presente che la nostra coscienza di veglia è efficiente e possibile solo quando questi livelli sono in equilibrio. Questo significa far comprendere ai ragazzi che, durante lo studio, al minimo stimolo di appetito non aiuta correre a mangiare il primo cibo che capita o che ci attrae. Ci si trova ad affrontare la digestione di cibi impegnativi contenenti persino lo strutto (ricco di grassi saturi di origine animale) con uno stomaco raffreddato dalla bibita e con picchi dello zucchero oscillanti. Insorge il bisogno di bere e la sonnolenza… Quanto più un grasso è saturo, tanto più è carico di molecole di idrogeno e tanto più calore è necessario per liquefarlo. I grassi saturi tendono ad essere densi e solidi e richiedono calore dall’organismo, il che significa che tolgono energia ad altri distretti come il cervello…<strong>Lo zucchero, unito ai grassi saturi, rende lo studio difficile.</strong> Occorre quindi evitare patatine, focacce, panini conditi o imbottiti. Considero quasi scontato il discorso sulle merendine, che contengono notevoli quantità di grassi (intorno al 18%). Per la merenda, se vogliamo essere tradizionali, piuttosto preferisco consigliare una fetta di pane integrale biologico con miele o marmellata biologica (controllate sempre la percentuale di frutta! Più è alta, migliore è la marmellata; buone le marmellate addolcite con zuccheri della frutta) o fatta in casa con frutta biologica biodinamica.</p>
<h3>GLI ALLEATI DEL CERVELLO</h3>
<p>Ma esistono grassi meravigliosi, <strong>i grassi acidi polinsaturi, veri alleati dell’attività del sistema nervoso.</strong> I grassi polinsaturi, a differenza dei saturi e dei monoinsaturi, non sono ricavabili dai carboidrati (zuccheri in termini biochimici), vanno quindi assunti dagli alimenti. Per questo sono acidi grassi detti essenziali perché ne abbiamo un continuo fabbisogno giornaliero. Importanti sono i grassi polinsaturi detti <strong>Omega-6</strong> contenuti negli oli vegetali, assimilabili in modo equilibrato dall’organismo. Sono presenti nel germe dei cereali integrali biodinamici, nella frutta secca (come noci, mandorle, nocciole), nei semi di lino, sesamo, girasole, zucca. Altri grassi essenziali polinsaturi sono gli <strong>Omega-3</strong> contenuti in alcuni tipi di pesce, in particolare quello grasso di acque fredde come salmone, acciughe, sardine, pesce azzurro, aringhe, sgombro dell’Atlantico, merluzzo nero, ecc. Per mantenerci in salute e per un buon funzionamento del sistema nervoso e immunitario abbiamo necessitàdi assumere quotidianamente acidi grassi polinsaturi Omega-3 e Omega-6. Quasi un secolo fa Rudolf Steiner diede indicazioni per fondare un’agricoltura equilibrata e armonica e un allevamento sano. Oggi scopriamo che il bestiame allevato a pascolo nelle aziende biodinamiche produce carni con livelli più bassi di grassi saturi e livelli più elevati di Omega-3 rispetto agli animali allevati a mangime.</p>
<h3>I CONSIGLI PER UNA SANA ALIMENTAZIONE</h3>
<p>Una buona abitudine per lo studio è certamente una <strong>colazione sana ed abbondante</strong>. Abbiamo il classico <strong>muesli biologico</strong>, da unire a latte tiepido o a yogurt non freddo di cui abbiamo già parlato, oppure la<strong> “crema budwig”</strong>. Ideata dalla celebre dottoressa Kousmine perle gravi malattie del sistema nervoso, si può preparare in casa unendo semi e frutti oleosi crudi (a scelta: girasole, sesamo, noce, mandorle, nocciole, zucca) cereali integrali, formaggio magro bianco (yogurt, ricotta magra, tofu), olio di semi di lino, banana o miele per dolcificare, succo di limone, frutta di stagione. Il budwig è un pasto completo che si può accompagnare con una tazza di tè biologico, di caffelatte, preferibilmente senza zucchero e senza miele. Il miele sta benissimo nel muesli o sul pane e si può accompagnare al tahin, il burro di sesamo biologico spalmato sul pane o sulle gallette di riso o di farro biologiche. I semi di sesamo leggermente tostati e delicatamente macinati aggiunti al muesli o alle verdure sono una delizia preziosa per sistema nervoso e per il metabolismo anche per la particolare ricchezza di minerali come magnesio, silicio, fosforo e ferro. Consigliati in particolare per le adolescenti magre e tendenti ai dolori mestruali. Per il pranzo e la cena preferire pasti leggeri e nutrienti. Si può iniziare con verdure crude condite che attivano la digestione degli alimenti che seguono. Il piatto base sono i cereali integrali biodinamici cotti bene, ricchi di spezie e associati a verdure. Assumerne in quantità ragionevole, per non favorire una eccessiva sonnolenza. Si può associare una volta al dì una piccola porzione di proteine come il pesce, legumi, uovo non fritto, carni biodinamiche o biologiche, formaggio biodinamico o biologico come parmigiano o ricotta. Il pasto serale è da tenere un po’ leggero, soprattutto per favorire il sonno. Nei giovani adulti un pasto leggero consente un breve ripasso dello studio utile per memorizzare. I cereali sono più indicati associati a zuppe di verdura. Un classico è un buon passato di verdura con fiocchi di cereali o con cereali cotti a parte. Ricordo che il miglio anche in fiocchi, così ricco di silicio, è particolarmente indicato per lo studio.</p>
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		<title>Il Natale: educare nell’epoca del surplus</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 11:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Nel tempo del Natale che si sta allungando sempre di più (le luminarie sono installate già da novembre!) i nostri bambini rischiano di soffrire per le malattie connesse alle scadenti e stravaganti “concessioni” al modello consumistico che caratterizzano questo periodo. Mi riferisco certamente all’assunzione esasperata di cibi scadenti ma anche a cattive abitudini che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2714" title="bambino_regali-natale" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/12/2008_25_bambino_regali-natale-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />Nel tempo del Natale che si sta allungando sempre di più (le luminarie sono installate già da novembre!) i nostri bambini rischiano di soffrire per le malattie connesse alle scadenti e stravaganti “concessioni” al modello consumistico che caratterizzano questo periodo.</h3>
<p>Mi riferisco certamente all’assunzione esasperata di cibi scadenti ma anche a cattive abitudini che le festività portano con sé, come la perdita del ritmo del sonno, o le giornate passate davanti al computer a sperimentare i nuovi videogiochi, veri e propri elettroshock elettronici.</p>
<p>Abitudini che hanno conseguenze ancora più deleterie grazie all’alimentazione cui sono sottoposti i nostri figli in questo periodo dell’anno che rende il loro sistema nervoso più debole a causa dell’alto consumo di alimenti ad elevato contenuto di grassi ancor più ristagnanti per la sedentarietà.</p>
<p>Noi genitori, d’altra parte, non siamo da meno e in questo periodo soffriamo spesso di colpi della strega (lombalgia acuta) che è una sorta di “indigestione” degli adulti che accumulano eccessi metabolici nelle strutture muscolari/articolari, come i signorotti medioevali con la gotta per gli stravizi della vita di castello. Vorrei proporre una riflessione su come trovare argomenti per “resistere” ad un modello di vita che non ci fa progredire, ma porta indietro la qualità della vita di tutti noi.</p>
<h3>Combattere il modello per progredire</h3>
<p>Ogni uomo riceve il proprio corpo dai genitori, in senso lato dagli antenati. Possiamo definire il corpo ereditario un “modello”. In quest’aspetto ogni uomo è determinato geneticamente. Possiamo sostenere che le leggi dell’ereditarietà sono profondamente valide per i primi sette anni. In seguito avviene una trasformazione dei diversi processi della natura umana: alcuni restano subordinati alle leggi ereditarie, altri si liberano a seguito dell’individualizzazione: il manifestarsi dell’individuo che prende possesso del corpo in modo personale. Noi genitori non desideriamo che i nostri figli diventino copie identiche di noi stessi: nonostante ogni possibile vanità, essere genitore significa desiderare il bene dei nostri figli, ovvero che possano realizzare le proprie qualità profonde, e ambiamo che questi primi fondamentali sette anni siano degni e ricchi di verità.</p>
<p>Nei primi sette anni di vita il corpo del bambino compirà una trasformazione della sostanza: la materia ricevuta dai genitori verrà sostituita e il cambio dei denti da latte con i permanenti mostra che l’ultimo residuo di essa, il più duro, verrà abbandonato. Nella nostra epoca di crescente individualizzazione può essere considerato un fenomeno interessante, sul quale riflettere, il fatto che la conformazione della dentizione sia così straordinariamente individuale da creare un nuovo campo professionale: l’ortodonzia. Nella stupefacente irregolarità delle dentizioni moderne si rispecchiano appunto lo sforzo verso  l’individualizzazione e la ribellione contro le leggi dell’ereditarietà cui la possente stimolazione dello stile di vita moderno tende a incatenarci: stesse cose per tutti, dall’alimentazione, allo svago, all’abbigliamento. Un segnale inequivocabile della debolezza dello stile di vita materialista/consumista è stato osservato nel secolo scorso da un grande dentista, Weston Price (in Nutrition and Physical Degeneration. A Comparison of Primitive and Modern Diets and their Effects. Medical Book Department of Harper &amp; Brothers New York London 1939) che ha osservato come i popoli che emigrano passando dal terzo mondo a quello industriale, nutrendosi in modo scadente, sviluppano rapidamente malformazioni delle articolazioni dentarie, carie e alterazioni scheletriche della colonna, delle articolazioni, delle anche e del piede.</p>
<h3>Opporsi alla standardizzazione</h3>
<p>Possiamo dedurre dalla posizione dei denti il contrasto tra gli stimoli esterni ad essere “tutti uguali e precoci” (stessi giochi, stessa alimentazione, stesso modello educativo per tutti) e la resistenza individuale di quel bambino.</p>
<p>I denti di molti bambini oggi sono storti perchè sono un segnale chiaro che quell&#8217;individuo esprime contro l&#8217;omologazione imposta dall&#8217;esterno. Non sono contrario all’ortodonzia ma è evidente che il compito che ci viene richiesto è di tipo pedagogico.</p>
<p>Dobbiamo scegliere lo stile di vita corretto o continuare a praticare infinite cure, per riportare in equilibrio quest’organismo che lotta contro l’omologazione e la standardizzazione, provocata dallo stile di vita moderno?</p>
<p>Una società che crea alimenti identici ed “eterni”, cioè che si conservano a lungo inevitabilmente combatte il grande lavoro di superamento del modello ereditario e vuole creare organismi identici ovvero con gli stessi problemi. Per fare un esempio pedagogico e non solo nutrizionale vorrei far notare come la decisione di iniziare la scuola elementare sia burocraticoanagrafica e non tenga alcun conto dello sviluppo di quel singolo bambino.</p>
<p>Scegliendo solo in base a dati astratti non andiamo incontro alle esigenze profonde di quel bambino. Magari ha bisogno ancora di tempo e quest’attesa potrebbe essere importante: non è detto quindi che tutti i bambini debbano cominciare la scuola elementare a sei anni (se non prima!). Si pensi alla saggezza di una valutazione personalizzata che guarda non solo allo sviluppo intellettuale, ma osserva la crescita delle braccia (gli organi dell’agire, cioè del volere) in rapporto alla testa (organo dell’attività intellettuale), la capacità di controllare e muovere gli arti inferiori in modo rettilineo e preciso, che non ha nulla a che vedere con l’agilità, e naturalmente l’eruzione dei denti definitivi, segni di maturazione del sistema nervoso.</p>
<h3>La “resistenza” del bambino</h3>
<p>La moderna neuropsichiatria infantile usa parametri simili ma la medicina non la ascolta. Così la moderna immunologia sostiene, a ragione, che la febbre è un immunostimolante e immunomodulante ma questo non giunge nelle orecchie delle famiglie e spesso nemmeno dei loro pediatri e si continua a combattere la febbre come un nemico e non come un alleato.</p>
<p>Possiamo dire che la scolarizzazione precoce indebolisce la componente volitiva del bambino e, se non ci saranno recuperi temporali successivi, sorgeranno difficoltà sul piano relazionale e sarà difficile da adulti vivere la socialità. E così il sistema scolastico assomiglia drammaticamente al cibo industriale e standardizzato, che impedisce al metabolismo di quel bambino di elaborare a fondo, in modo individuale, la sostanza alimentare.</p>
<p>La grandezza dell’umano si esprime nella resistenza, nell’ostinata resistenza. Così il bambino si oppone alla pressione sclerotizzante e obesizzante dell’alimentazione iperproteica e dei grassi saturi, dalle merendine ai cibi pronti, sviluppando malattie catarrali in qualunque mucosa: dalla gola alle orecchie, dalla vulva alla vescica. Cercando di sciogliere e portar fuori con il catarro tutta questa vita estranea, introdotta con l’eccesso di proteine e grassi trans, dovuta alla somministrazione di un modello alimentare estraneo, troppo possente.</p>
<h3>La paura di essere “diversi”</h3>
<p>Quanti danni provoca questa ossessione di far evitare “traumi” ai nostri figli, questo dogma di non ferire la loro autostima che, in realtà, è una mancanza dannosa di fiducia nei loro confronti: “Non potrà resistere senza mangiare le merendine come gli altri, senza la tivù, senza i video giochi, senza un po’ di schifezze”. Come potrà un bambino credere nel futuro se il futuro è inghiottito dalle nostre incertezze, dalla tragedia del nichilismo che tanto ci spaventa nei nostri adolescenti (si veda l’interessante libro di Umberto Galimberti “L’ospite inquietante” Feltrinelli, 2008) originata dal nostro permissivismo umiliante che ci impedisce di credere che possano farcela senza, da soli, come loro sognerebbero.</p>
<p>Se stimiamo così poco nostro figlio e pensiamo non possa reggere al rifiuto di un torroncino o di una barretta di cioccolato o di una playstation, che futuro sogneremo per lui? La festa del Bimbo Divino che scende sulla terra e nasce in una stalla, non può essere onorata degnamente con una totale sottomissione al consumismo e al meccanicismo.</p>
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		<title>Le ricette &#8220;amiche&#8221; del movimento</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 13:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Paola Melidoro]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Dedico queste ricette alle mamme che vogliono sostenere l’attività fisica del proprio bambino in maniera sana, consigliandogli di masticare bene e di prestare attenzione al retrogusto… A colazione&#8230; Muesli fatto in casa Per bambini che non vanno ancora a scuola Ingredienti per 1 bambino: - 1 cucchiaio di farina di orzo - Acqua q.b. (circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-3219" title="ricette-movimento" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2011/06/bambino_ricette-movimento-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />Dedico queste ricette alle mamme che vogliono sostenere l’attività fisica del proprio bambino in maniera sana, consigliandogli di masticare bene e di prestare attenzione al retrogusto…</h3>
<h3>A colazione&#8230;</h3>
<h3>Muesli fatto in casa</h3>
<h4>Per bambini che non vanno ancora a scuola</h4>
<h4>Ingredienti per 1 bambino:</h4>
<p>- 1 cucchiaio di farina di orzo</p>
<p>- Acqua q.b. (circa 3 volte maggiore della quantità di farina)</p>
<p>- 100 g di mele</p>
<p>- 5 mandorle grattate grossolanamente</p>
<p>- 1 cucchiaino di succo di limone</p>
<p>- 1 cucchiaino di semi di finocchio e di anice</p>
<p>- 1 cucchiaino di miele o malto di riso</p>
<h4>Preparazione:</h4>
<p>Cuocere la farina di orzo con acqua per 10 minuti a fuoco dolce mescolando; spegnere il fuoco e far riposare per 20 minuti. Incorporarvi le mandorle, il miele o malto di riso e i semi. Grattugiare la mela al momento con succo di limone, aggiungere al composto. Mangiare subito. (si può variare con altra frutta di stagione, semi di sesamo tostati e nocciole).</p>
<h4>Per bambini che vanno a scuola</h4>
<p><strong>Ingredienti per 1 bambino:</strong></p>
<p>- 1 cucchiaio di fiocchi d’orzo</p>
<p>- Acqua 3 volte maggiore rispetto alla quantità dei fiocchi</p>
<p>- 1 cucchiaio di succo di limone</p>
<p>- 1 pz di sale</p>
<p>- 1 cucchiaino di semi di finocchio e di anice</p>
<p>- 3 cucchiai di yogurt</p>
<p>- 200 g di frutta fresca di stagione</p>
<p>- 1 cucchiaio di nocciole o di mandorle tritate grossolanamente</p>
<h4>Preparazione:</h4>
<p>Mettere a bagno la sera prima i fiocchi d’orzo in acqua fredda. La mattina seguente aggiungere gli altri ingredienti. Se si gradisce calda, utilizzare al posto dello yogurt 3 cucchiai di latte tiepido.</p>
<h3>Per la sera…</h3>
<h3>Zuppa di verdure</h3>
<h4>Ingredienti per 2 bambini:</h4>
<p>- 1 carota media</p>
<p>- 1 zucchina media</p>
<p>- 1 manciata di fagiolini</p>
<p>- ¼ di barbabietola</p>
<p>- 1 costa di sedano</p>
<p>- 1 cucchiaio di pinoli tostati</p>
<p>- 5 foglie di basilico</p>
<p>- ½ scalogno o ¼ di porro</p>
<p>- 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva</p>
<p>- Sale alle erbe</p>
<p>- 30 g di miglio</p>
<h4>Preparazione:</h4>
<p>- Spazzolare la carota, mondare i fagiolini dalle estremità, e togliendo il filo, lavare il sedano e la zucchina, pulire la barbabietola. Mondare e tagliare sottilmente lo scalogno. Sciacquare il miglio e scolarlo.</p>
<p>- Tagliare tutte le verdure a dadini, adagiarle in una pentola con l’olio (tenere a parte le zucchine, si aggiungeranno a cottura quasi ultimata). Farle scottare, aggiungere subito 400 ml di acqua, il miglio e portare a ebollizione; abbassare il fuoco e coprire. Cuocere per 20 minuti circa, prima di unirvi le zucchine proseguendo la cottura per altri 5 minuti.</p>
<p>- Lavare le foglie di basilico, asciugarle e tritarle.</p>
<p>- Tostare i pinoli in padella antiaderente senza grassi, fin quando risulteranno dorati. Servire a temperatura ambiente, guarnendo al momento con basilico e pinoli.</p>
<h3>Il dolce</h3>
<h4>Ingredienti per 2 bambini:</h4>
<p>- 60 g di frutti di bosco</p>
<p>- 1 cucchiaino di amido di mais</p>
<p>- 1 cucchiaio di mandorle grattate</p>
<p>- 1 bicchiere di succo di mela limpido</p>
<h4>Preparazione:</h4>
<p>- Sciogliere l&#8217;amido di mais nel succo di mela freddo. Portare lentamente a ebollizione, mescolando. Spegnere il fuoco, incorporarvi i frutti di bosco, dopo averli sciacquati velocemente e asciugati.</p>
<p>- Versarli in 2 coppette e spolverare con le mandorle grattate.</p>
<p>- Si può aromatizzare il succo di mela con spezie in polvere o semi di finocchio e anice tritati.</p>
<h3>Le bevande</h3>
<p>Non dimentichiamo di proporre ai nostri bambini centrifugati freschi di frutta, carote e succo di limone.</p>
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		<title>Il bambino e gli zuccheri</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti]]></category>
		<category><![CDATA[malto]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero integrale di canna]]></category>

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La regolazione della glicemia, ovvero l’equilibrio dello zucchero nel sangue, è una funzione fondamentale per il corpo, indispensabile per la coscienza umana. L’organismo si impegna per mantenere i livelli di zucchero entro un ambito di valori molto ristretto, grazie agli sforzi coordinati di molte ghiandole e dei loro ormoni. Il corpo risponde all’aumento del glucosio [...]]]></description>
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<h3><img class="alignright size-medium wp-image-3076" title="gli-zuccheri" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2011/06/banner09-248x300.gif" alt="" width="248" height="300" />La regolazione della glicemia, ovvero l’equilibrio dello zucchero nel sangue, è una funzione fondamentale per il corpo, indispensabile per la coscienza umana.</h3>
<p>L’organismo si impegna per mantenere i livelli di zucchero entro un ambito di valori molto ristretto, grazie agli sforzi coordinati di molte ghiandole e dei loro ormoni. Il corpo risponde all’aumento del glucosio (zucchero nel sangue) dopo i pasti secernendo insulina, un ormone prodotto dal pancreas.</p>
<p>Con il digiuno o con l’esercizio fisico cala il glucosio e il pancreas secerne glucagone che stimola la liberazione di glucosio accumulato nei tessuti (glicogeno soprattutto nel fegato).</p>
<p>Se la glicemia cala troppo in fretta o se il soggetto è spaventato, affamato, o sotto stress, l’adrenalina o i corticosteroidi secreti dalle ghiandole surrenali mobilizzano rapidamente il glucosio immagazzinato per dare energia rapida.</p>
<p>Purtroppo il meccanismo naturale di controllo del glucosio viene logorato dalla dieta e dallo stile di vita occidentale, creando le basi per la grande espansione di diabete, di ipoglicemia reattiva e di obesità.</p>
<p>Questo tipo di alimentazione privilegia gli zuccheri raffinati, i grassi saturi, i prodotti animali ed è scarsa di fibre. Gli zuccheri raffinati vengono assorbiti velocemente, provocando un rapido innalzamento della glicemia: il corpo risponde aumentando esageratamente l’insulina, principale fattore dei sintomi di ipoglicemia (irritabilità, cefalea, calo di umore, sudorazione eccessiva, confusione, comportamento non controllato ecc.). Per rispondere al successivo calo improvviso dello zucchero le surrenali secernono adrenalina, che provoca un rapido innalzamento dello stesso. Con il tempo le surrenali vengono esaurite dagli stress provocati dall’innalzamento e abbassamento degli zuccheri e non riescono a rispondere in modo adeguato. In questo modo si manifesta ipoglicemia reattiva che, a lungo andare, crea le basi per un’insufficienza del pancreas e diventa diabete.</p>
<p>Inoltre è stato dimostrato che un quantitativo eccessivo di carboidrati raffinati è in grado di danneggiare il fegato al pari di un abuso di bevande contenenti alcolici.</p>
<h3>Lo zucchero è energia</h3>
<p>Gli zuccheri sono importanti per l’energia di cui un bambino ha bisogno.</p>
<p><strong>La prima regola è evitare gli zuccheri raffinati.</strong> È preferibile, invece, consumarli sotto forma di carboidrati a catena lunga come<strong> nei cereali integrali biodinamici o biologici </strong>che liberano il glucosio nel metabolismo in modo lento e costante.</p>
<p><strong>I nostri figli sono abituati a ingerire zucchero raffinato</strong>, edulcoranti artificiali, cibi zuccherati e dolcificati con le più svariate sostanze. Sono abituati a un sapore dolce così forte che copre quello dell’alimento in cui viene addizionato. Inoltre gli zuccheri raffinati (sotto forma di dolci, merendine, biscotti, etc.) contribuiscono alla <strong>formazione della carie dentaria </strong>e provocano nel bambino quel c<strong>ostante senso di fame e insoddisfazione metabolica</strong> dovuta al rapido assorbimento che determina poi un calo del glucosio nel sangue, influenzando negativamente lo stato psichico. Molte ipercinesie e molti malumori improvvisi di cui cerchiamo le ragioni psicologiche o che ci portano a colpevolizzarci come educatori non sono altro che ipoglicemie reattive, create da merendine e dolciumi fuori pasto.</p>
<p><strong>Occorre cominciare dall’inizio con le buone abitudini</strong>: sono contrario alla pratica di addomesticare il bambino con una tettarella intinta nello zucchero o nel miele. Conosciamo purtroppo la carie provocata da questa abitudine oppure aggiungendo liquidi zuccherati nel biberon (acqua, camomilla o succhi di frutta, per esempio). Questi bambini presentano una caratteristica distruzione delle corone degli incisivi superiori che già verso i 3-4 anni sono ridotti alle sole radici.</p>
<p>Consiglio di evitare il frequente ricorso ad alimenti dolci nel corso della giornata lontano dai pasti. Bisogna ricordare che il loro potere cariogeno non dipende soltanto dalla quantità di zuccheri contenuti, ma anche dalla loro consistenza: quelli più appiccicosi rimarranno più a lungo sui denti favorendo la crescita dei batteri della placca. Le caramelle gommose/colorate date ai nostri bimbi sono una vera catena di montaggio della placca batterica che crea la carie.</p>
<h3>I dolcificanti</h3>
<p><strong>Sono categoricamente contrario agli edulcoranti di sintesi</strong> che sono una vera e propria scuola di cancro. Non voglio sparare sulla Croce Rossa citando la saccarina, ma è stato ampiamente dimostrato che l’aspartame è tossico. I produttori, essendo essa molto redditizia, hanno fatto controanalisi cercando di dimostrare che il quantitativo tossico è basso e che, per avere danni, bisogna assumerlo in dosi elevate e continuative. Una domanda: possiamo avvelenare i cibi con piccole dosi di contenuto tossico e cancerogeno? Ma a quanti alimenti è stato applicato lo stesso metro di giudizio? Le sostanze tossiche sono cumulative e collaborano tra loro a danneggiare e diminuire le nostre difese immunitarie.</p>
<p>Dico questo pensando al danno che corre un bambino piccolo assumendo l’abitudine di assaggiare bibite più o meno “diet” o “zero” che contengono aspartame, che la mamma assume illudendosi di non ingrassare…</p>
<p><strong>Tornando allo stile di vita dei bambini,</strong> penso che l&#8217;abitudine di far mangiare qualcosa prima di andare a letto sia una pratica malsana, responsabile di carie e che favorisce l’obesità e il diabete. Principio che vale anche per il latte, che non va somministrato prima di dormire come un sonnifero. La pratica di aggiungere zucchero nel latte della prima colazione è priva di senso: il latte, bevuto tiepido, è dolce.</p>
<p><strong>Diverso è aggiungere al latte del pane integrale vecchio</strong>, creando la zuppa, un cibo da guerrieri invincibili, ma generosi con i vinti. Molte intolleranze al lattosio (lo zucchero del latte) sono favorite dall’aggiunta di zucchero e dalla pratica di bere il latte freddo che indebolisce la digestione.</p>
<h3>Le alternative</h3>
<p>In natura esistono molte alternative allo zucchero bianco (saccarosio) che è un cibo troppo unilaterale, come dimostra il fatto che è praticamente eterno ancor più della plastica: la vita è favorita dai cibi mobili e dinamici come il miele, che vediamo cristallizzare e modificarsi nel tempo.</p>
<p><strong>Il miele è un alimento/medicina ricco di vitamine e di sostanze lenitive</strong>, viene assorbito più lentamente e deve essere assunto in piccole quantità, insegnando ai bambini il rispetto per il grande lavoro delle api. Può essere mescolato al burro o al tahin (burro di sesamo) per essere spalmato sul pane integrale a merenda o aggiunto alla frutta cotta in piccola quantità per abbellirne la visione. Può essere usato nelle tisane per la tosse, come il miele di tiglio che aggiunto alla tisana di tiglio ne intensifica armonicamente il potere sudorifero utile per combattere la febbre.</p>
<p><strong>Per preparare dolci o biscotti possiamo usare, con parsimonia, lo zucchero integrale di canna biologico</strong>, che non subisce trattamenti chimici di raffinazione, ed è prodotto con un metodo artigianale e semplice. Per questo motivo rimane ricco di sali minerali (calcio, fosforo,zinco, magnesio) e vitamine (A, B1, B2, B5, B6, C, D, E). Raccomando di non confonderlo con lo zucchero di canna grezzo, che subisce trattamenti di raffinazione poco meno dello zucchero bianco ed è quasi altrettanto unilaterale.</p>
<p><strong>Un’altra sostanza usata per addolcire è il malto</strong>, che deriva dalla germinazione di vari cereali, come il malto d’orzo o il malto di riso, con un contenuto di vitamine e sali minerali interessante. Può essere accettato per dolci e biscotti. La clinica insegna in modo inequivocabile che la gran parte dei bambini considerati inappetenti e addirittura a rischio salute dai loro genitori (perché indifferenti ad ogni seduzione zuccherina) amano cibi essenziali e semplici, e sono la gioia segreta di ogni pediatra perché, aldilà delle lamentele materne, semplicemente non si ammalano mai.</p>
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		<title>Qualità degli alimenti e il valore degli &#8220;scarti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 12:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[biodinamico]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[cucina sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta e verdura di stagione]]></category>

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Dalla fiera &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221; il dott. Francardo ci parla di &#8220;sostenibilità&#8221; come etica della relazione uomo-natura Per fare in modo che il nostro organismo funzioni al meglio, dobbiamo porre una consapevole attenzione alla qualità degli alimenti con i quali ci nutriamo. E questo vale in particolare per i nostri bambini. La moderna immunologia [...]]]></description>
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<h3>Dalla fiera &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221; il dott. Francardo ci parla di &#8220;sostenibilità&#8221; come etica della relazione uomo-natura</h3>
<h3>Per fare in modo che il nostro organismo funzioni al meglio, dobbiamo porre una consapevole attenzione alla qualità degli alimenti con i quali ci nutriamo. E questo vale in particolare per i nostri bambini.</h3>
<p>La moderna immunologia ci porta a sostenere che la vera e radicale prevenzione si fa sui campi agricoli, perché solo un’agricoltura sana può consentirci di ottenere alimenti idonei alla nutrizione umana: un&#8217;agricoltura biodinamica, che non abbia come fine il reddito, ma la salute delle piante, degli animali e della terra su cui vivono.</p>
<p>Dopo oltre trent’anni di esperienza, posso tranquillamente affermare che con una corretta alimentazione integrale, biodinamica e biologica, non v’è da temere carenza proteica, purché si alternino i vari cereali, i legumi, le verdure, la frutta stagionale e i semi oleaginosi (di girasole, di sesamo, di lino…), si usino un po’ di latticini e grassi vegetali di buona qualità.</p>
<p>L’agricoltura convenzionale invece ostacola la formazione della proteina, attraverso la concimazione forzata e alcune manifestazioni patologiche possono essere ricondotte a tale fenomeno. Questo vale anche per la preziosa proteina presente nelle foglie verdi: negli spinaci coltivati con l’uso di fitofarmaci, ad esempio, si presenta tipicamente lo sviluppo di una proteina maturata in modo incompleto, con la formazione di prodotti intermedi velenosi. Per questo viene vietata ai bambini piccoli, mentre possono essere consumati tranquillamente gli spinaci biodinamici certificati.</p>
<p>La qualità alimentare biologica indissolubilmente legata alla sostenibilità ci offre una grande opportunità: considerare ciò che noi normalmente scartiamo del cibo, anche per proteggerci dall’intossicazione dei fitofarmaci e dalla maggior debolezza strutturale dei cibi industriale, come la parte veramente importante del cibo.</p>
<p>In natura le piante o parti di esse sono protette dalle aggressioni naturali con l’aiuto di sostanze coloranti, come ad esempio i bioflavonoidi. Oltre a definire le loro molteplici colorazioni e sfumature, esse sono contraddistinte da comprovate importanti proprietà benefiche sul benessere e sulla salute psicofisica dell&#8217;individuo che se ne nutre.</p>
<p>Per fare un esempio di attualità, basti pensare alle antocianine (un gruppo di flavonoidi) che hanno manifestato capacità nel ridurre e nel riparare gli effetti delle radiazioni. In particolare vengono suggerite dalla Nasa per diminuire i rischi di esposizione alle radiazioni per gli astronauti. Il tipo di antocianine nelle piante è specifico a seconda della specie e dipende dalle condizioni del terreno, luce, calore ed anche dalle relazioni con piante di altra specie.</p>
<p>Il modo di coltivare influenza notevolmente la composizione di tali sostanze che si sviluppano dal confronto della pianta con l’ambiente.</p>
<p>Proprio i vari flavonoidi, le sostanze antiossidanti, i preziosi oligoelementi, le parti più preziose per la salute sono in larghissima misura contenute in ciò che noi scartiamo ed eliminiamo della pianta. Altro aspetto importante è l’effetto protettivo contro le malattie degenerative, il cancro e le radiazioni, anche questo strettamente legato alla salute della pianta.</p>
<p>In altre parole, siamo protetti e curati dalla capacità della pianta di affrontare gli agenti esterni e le piante dell’agricoltura industriale sono piante deboli e malate, incapaci di difendersi se non sono protette dall’armamentario della chimica. Infatti un campo chimico viene invaso dalle erbacce e perde identità non appena cessa la somministrazione di fitofarmaci. Al contrario, un campo biodinamico conserva a lungo le sue caratteristiche e le specie che ospita anche se viene abbandonato. Quindi solo i prodotti biodinamici e biologici possono proteggere la nostra salute e gli scarti diventano preziosi e sostenibili solo se provengono da tali coltivazioni.</p>
<p>Quanto detto va tenuto in considerazione nell’acquisto di erbe aromatiche, in grado di influenzare l’alimentazione in modo benefico. Ad esempio, è dimostrato che il flusso salivare è intensificato e potenziato dall’assunzione di cibi arricchiti con spezie. Inoltre, sempre aromi e spezie con i loro oli essenziali sono dei potenti antibiotici naturali e preservano l’organismo, a differenza degli antibiotici di sintesi che deprimono le nostre difese.</p>
<p>Insomma, partendo da una sana agricoltura possiamo celebrare l’armonia dei sensi, non solo ritrovando sapori e profumi meravigliosi ma anche dal punto di vista etico: rispettare la madre terra è gioia per la nostra anima.</p>
<p>L’arte della cucina infine è fondamentale perché armonizza, amplifica e qualifica le qualità presenti nei cibi, persino nelle parti più umili, rendendole affascinanti per i nostri organi di senso.</p>
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		<title>Alimentazione del bambino nel secondo anno di vita</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 17:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta e verdura di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[latte intero]]></category>
		<category><![CDATA[pappe]]></category>

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Il bambino, conquistata la stazione eretta nel secondo anno, subisce un rallentamento della crescita; il peso della nascita, triplicato nel primo anno di vita, aumenta del solo peso iniziale nei dodici mesi successivi. Questo dato ci mostra che le scelte alimentari vanno orientate verso la qualità, verso gli stimoli e non verso la quantità. Alimentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2621" title="alimentazione-secondo-anno" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/11/2006_14_bambino_alimentazione-secondo-anno-menu-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Il bambino, conquistata la stazione eretta nel secondo anno, subisce un rallentamento della crescita; il peso della nascita, triplicato nel primo anno di vita, aumenta del solo peso iniziale nei dodici mesi successivi. Questo dato ci mostra che le scelte alimentari vanno orientate verso la qualità, verso gli stimoli e non verso la quantità.</h3>
<h3>Alimentazione onnivora, solo dal terzo anno</h3>
<p>Prendo subito posizione in difesa dell’alimentazione latteo-vegetariana fino al termine del secondo anno, anche se la famiglia ha abitudini alimentari onnivore.</p>
<p>Sono poi disponibile nel terzo anno ad adeguare la nutrizione del bambino, almeno in parte, al sistema di vita della famiglia anche in vista dell’entrata nella scuola materna, dove occorre fare dei compromessi con l’offerta della mensa scolastica. Mantenere una dieta vegetariana adeguata e variata, significa dare al sistema immunitario l’occasione di approfondire il rapporto con alcuni alimenti, riducendo il rischio di allergie e intolleranze; per il sistema digestivo rappresenta l’opportunità di rimanere attivo per ricavare le proprie proteine dal vegetale. Un compito più faticoso, che richiede una maggiore attività della biochimica interna dell’organismo, significa offrire al bimbo una “fiducia metabolica”. C’è una grande evidenza scientifica nel fatto che l’uomo non è sano quando riposa, ma quando attiva le proprie risorse, e vale per lo sport, per la mente, così come per il metabolismo.</p>
<p>Avviciniamo il bambino ai nuovi cibi con cautela, uno per volta, per verificare non tanto se li gradisce, il che esprimerebbe la tendenza a un’educazione alimentare permissiva e controproducente, ma se l’organismo è pronto per quella esperienza. In questa fase ad esempio, consiglio per il pranzo di passare prima al riso semintegrale biodinamico o biologico, avendo l’attenzione di darlo sempre ben cotto, e poi passare al riso integrale biodinamico. Magari cotto con qualche verdura cui il bambino è già abituato come le carote o le zucchine. Nella stagione fredda potremo cuocerlo con la zucca e il radicchio trevigiano e in primavera con altre verdure di stagione.</p>
<p>Siamo già ad un piatto “da grandi”, condivisibile con fratellini e genitori. Altri cereali integrali biodinamici possono essere affrontati con la stessa cautela. Ora si potranno lasciare le pastine bio dei bimbi con tranquillità e, nella seconda parte del secondo anno, affrontare la pasta integrale biologica di frumento evitando la salsa di pomodoro e preferendo condimenti più sani come un pesto leggero.</p>
<h3>La scoperta delle portate e di nuovi sapori</h3>
<p><strong>Adesso si passa dalla pappa unica alla grande novità: le portate.</strong> Al primo piatto, aggiungiamo come secondo le tipiche verdure da bambini, condite con olio di oliva extravergine biologico: la carota, il finocchio, le zucchine, fino alle cipolle cotte e alle altre verdure di stagione, come i broccoli, le cime di rapa, i cavoli, dapprima solo cotti, fino al cavolo rosso in insalata, abituando il bambino ad amare i grandi protagonisti della salute.</p>
<p><strong>Conviene evitare le solanacee</strong> (pomodori, patate, peperoni e melanzane) ma senza fanatismo.</p>
<p><strong>Possiamo inserire nel secondo,</strong> due o tre volte la settimana, formaggi come ricotta e parmigiano reggiano biologico.</p>
<p><strong>Per i legumi,</strong> proteici e impegnativi, possiamo avere pazienza e introdurli non troppo frequentemente alla fine del secondo anno, e ben cotti.</p>
<p><strong>Senza fretta, diversifichiamo la frutta</strong>, prima limitata a mela e pera, con frutti dell’estate come pesche, albicocche, susine, abituandolo sempre ad un frutto per volta.</p>
<p><strong>Sono decisamente contrario</strong> alla precoce introduzione della banana, anche bio o equosolidale. Non può essere una tipica merenda del bambino: occorre mangiare alimenti della nostra terra e nella stagione in cui crescono.</p>
<p><strong>Il momento ideale per la frutta</strong> è di mattino o a metà mattino o a merenda.</p>
<p><strong>D’inverno sono favorevole</strong> all’uso moderato degli agrumi biologici, soprattutto se provengono dall’Italia meridionale. La spremuta del bambino piccolo va superata, quindi abituiamo il bambino a mangiare il frutto intero.</p>
<h3>Merendine salutari e cibi da escludere</h3>
<p><strong>Al mattino </strong>ormai il<strong> latte fresco intero </strong>biologico può essere dato senza diluizione.</p>
<p>Un cibo sempre valido, nutriente, digeribile e assimilabile, rimane la vecchia cara <strong>zuppa di latte</strong> e pane biologico vecchio. È un cibo nutrizionalmente perfetto, ma anche uno strumento pedagogico per mostrare che il pane non si butta. Un’avvertenza importante per evitare future intolleranze, è che il latte non va mai bevuto freddo ma nemmeno troppo caldo, la temperatura giusta è tiepido come è dato in natura ai piccoli delle varie specie.</p>
<p>Aggiungere<strong> zucchero</strong> al latte intero non diluito è un errore da evitare: il latte tiepido è già dolce. Inoltre la composizione di zucchero aggiunto (saccarosio) e lattosio lo rende meno digeribile, un altro fattore che facilita le intolleranze.</p>
<p><strong>Per la merenda,</strong> frutta fresca con una galletta di riso, o farro con un po’ di miele o marmellata. Se siamo fuori casa, possiamo ordinare per il bimbo spremuta o succo di frutta e portare dietro due fette biscottate biologiche con miele o marmellata. D’inverno, uno yogurt biodinamico o biologico con due cucchiaini di marmellata o di succo di frutta.</p>
<p><strong>Se non è chiaro lo ripeto, sono contrario</strong> all’introduzione degli affettati consentiti, come bresaola e prosciutto crudo e cotto, ancor più al pesce e l’uovo e il cioccolato, alimenti fortemente allergizzanti; ci sarà il tempo di abituare a tali cibi il nostro bambino quando entrerà alla scuola materna.</p>
<p><strong>Esclusi dalla dieta</strong> restano i fritti, dalla cotoletta al pesce e soprattutto le patate, un cibo a forte rischio di dipendenza psicologica. Non vogliamo crescere bimbi ossessivi per tre soli cibi come patate fritte, nutella e banana.</p>
<p><strong>Per la sera occorre </strong>vincere il desiderio di cambiare delle mamme e dei papà. Un cibo meraviglioso resta la pappa composta da latte fresco bio, acqua, miscela di cereali biodinamici, zucchero integrale e crema di mandorla.</p>
<p>Ai bambini continua a piacere fino ai due anni compiuti ed è un cibo che ci fa stare completamente tranquilli, con una crescita fisica sana e notti serene.</p>
<h4>Ed inoltre&#8230;</h4>
<h4><a href="http://www.valorealimentare.it/04/12/2009/rubriche/a-misura-di-bambino/lo-svezzamento-del-bambino/" target="_blank">Lo svezzamento del bambino</a></h4>
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		<title>Fusilli di farro alle noci e prezzemolo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 12:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[A scuola di cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[catarro]]></category>
		<category><![CDATA[raffreddore]]></category>

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Una ricetta ricca di energia per fronteggiare il freddo! a cura di Edith Carrer Ingredienti per 4 persone: - 20 g di fusilli - 100 g di noci sgusciate - 200 ml di latte - 50 g di mollica di pane - 2 mazzetti di prezzemolo - 1 spicchio di aglio - olio extravergine di [...]]]></description>
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<h3>Una ricetta ricca di energia per fronteggiare il freddo!</h3>
<h4>a cura di Edith Carrer</h4>
<h3>Ingredienti per 4 persone:</h3>
<p>- 20 g di fusilli<br />
- 100 g di noci sgusciate<br />
- 200 ml di latte<br />
- 50 g di mollica di pane<br />
- 2 mazzetti di prezzemolo<br />
- 1 spicchio di aglio<br />
- olio extravergine di oliva<br />
- sale</p>
<h3>Preparazione:</h3>
<p>- Mettere a bagno la mollica di pane nel latte.</p>
<p>- Sbollentare per un attimo le noci e togliere la pellicina esterna. Mettere quindi nel frullatore il prezzemolo, le noci, la mollica, il latte ed il sale. Si ottiene così una salsa cremosa.</p>
<p>- Rosolare l’aglio in qualche cucchiaio d’olio e condire poi la pasta (senza scolarla troppo) con l’olio aromatico e la salsa di noci, mescolando bene.</p>
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		<title>Le piante aromatiche e le spezie nell&#8217;alimentazione del bambino</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 10:43:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Nell’uomo opera un’organizzazione olfattiva che ha affinità con quella animale, laddove abbiamo una percezione sottile dell’atmosfera. Il cane, ad esempio, usa questa percezione non solo per cercare del cibo ma anche per entrare in rapporto con altri della propria specie. L’uomo è sensibile all’aroma e all’odore degli alimenti che stimolano la digestione ma si mette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2529" title="piante-aromatiche-spezie" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/10/piante-aromatiche-spezie-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" />Nell’uomo opera un’organizzazione olfattiva che ha affinità con quella animale, laddove abbiamo una percezione sottile dell’atmosfera. Il cane, ad esempio, usa questa percezione non solo per cercare del cibo ma anche per entrare in rapporto con altri della propria specie.</p>
<p>L’uomo è sensibile all’aroma e all’odore degli alimenti che stimolano la digestione ma si mette anche in connessione con le forze presenti nelle piante di cui si nutre, contribuendo a creare un substrato essenziale per l’attività cerebrale.</p>
<p><strong>Attraverso l’odorato noi ci uniamo all’aria mentre con il gusto noi facciamo esperienza dell’elemento liquido.</strong> Per gustare, infatti, occorre sciogliere nel liquido. La nostra impressione di sapore dipende dal grado di solubilità dell’alimento nel liquido salivare. Nella pianta il sapore si realizza nei processi chimici che portano alla produzione di un liquido, che può essere secreto all’esterno o incamerato nei tessuti dalla pianta. E’ il caso delle foglie o parti di pianta che usiamo come condimenti. Il sapore/gusto che la pianta ci dona viene dal suo elemento liquido, l’aroma dal suo elemento aeriforme. Nel bambino questo legame è quasi totale perché esso non è libero dalle percezioni ma le subisce a fondo. Per questo motivo ha bisogno di essere guidato e orientato.</p>
<h3>Un&#8217;agricoltura malata</h3>
<p><strong>Purtroppo i nostri metodi di produzione agricola fanno perdere aromi e sapori </strong>alle piante destinate all’alimentazione e ciò significa anche una perdita delle connessioni che la pianta sviluppa con il cosmo. Il cambiamento che avviene nella pianta riguarda non solo la luce solare per la fotosintesi, ma anche le variazioni nelle radiazioni cosmiche: non è la stessa cosa crescere in natura o coperti di plastica, cosparsi di fitofarmaci e respirando antiparassitari.</p>
<p>In questo modo, la nostra organizzazione digestiva e immunitaria, il nostro sistema di riconoscimento e orientamento non riceve le linee guida olfattive adeguate. Invece di percepire l’odore, immettiamo nel nostro corpo aria ed inquinamento atmosferico, uno dei terribili pericoli della nostra civiltà, che minaccia di recidere il cordone ombelicale tra la terra e il cosmo.</p>
<p>Questi concetti sono molto importanti per comprendere la qualità degli alimenti: siamo in presenza infatti di un’industria che crea un cibo/oggetto standardizzato e reso attraente attraverso l’introduzione di sostanze sintetiche che, nel caso del bambino, creano vere e proprie “dipendenze metaboliche”.</p>
<p>Si pensi solo alle “crisi di astinenza” davanti alle casse dei supermercati ricolme, ad altezza bimbo, delle seduzioni luciferine dell’industria alimentare. Non è solo il desiderio della “sorpresina” ad attrarre il bambino, ma la necessità di reintegrare il sapore perduto in natura con coloranti, conservanti e intensificatori di sapore che creano una necessità organica nel metabolismo dei nostri bambini vittime, come gli animali domestici, della cosmesi industriale del cibo.</p>
<p>A ciò si aggiunge il pasto considerato alla stregua di una parentesi fredda, omologata e frettolosa nell’insieme delle attività quotidiane, una cultura del catering, un cibo asettico unificato che addormenta anziché nutrire e stimolare le coscienze, impoverendo l’intero essere umano.</p>
<p><strong>Partendo da una sana agricoltura possiamo celebrare l’armonia dei sensi non solo ritrovando sapori e profumi meravigliosi ma anche dal punto di vista etico, rispettando la madre terra.</strong></p>
<h3>L’arte di aromatizzare</h3>
<p>Nell’arte della cucina aromatizzare è fondamentale, perché <strong>armonizza, amplifica e qualifica</strong> le qualità presenti nei cibi, rendendole attraenti per i nostri organi di senso. Contribuisce inoltre a<strong> facilitare la digestione,</strong> quando le erbe aromatiche sono abbinate ai cibi in modo corretto e proporzionato: la loro funzione, stimolante sul sistema digestivo, allevia lo sforzo per trasformare i cibi.</p>
<p><strong>Spezie a tendenza piccante come peperoncino, zenzero, senape</strong> stimolano il succo gastrico e aiutano soprattutto la<strong> digestione proteica</strong> che, se insufficiente, favorisce la formazione dei catarri.<br />
<strong><br />
Aromi come rosmarino, basilico e origano</strong> attivano direttamente le ghiandole digestive (fegato, cistifellea, pancreas) favorendo la<strong> secrezione nell&#8217;intestino</strong>. Persino nei malati, il fegato è aiutato dalla presenza di poche e giuste erbe aromatiche nei cibi da digerire: addirittura, la sua funzione è stimolata già al momento della degustazione e della masticazione del cibo.</p>
<p>Quest’azione diretta sul sistema del ricambio, se è benefica comunque a tutte le età (poiché si riflette direttamente in modo positivo sull’attività del cuore alleviandone lo sforzo) ha un ruolo fondamentale per il bambino, quando lo sviluppo del sistema ritmico è preponderante. Si pensi alla frequenza aumentata ma ariosa e saltellante del battito cardiaco e del ritmo respiratorio di un bambino rispetto al battito lento e flemmatico dell’adulto sano.</p>
<h3>Il potere antibiotico</h3>
<p><strong>La particolarità, l’intensità e la gradevolezza </strong>di molte erbe aromatiche, dal punto di vista gustativo e olfattivo, gioca un ruolo molto importante per almeno due motivi: il primo è che un cibo gradevolmente saporito e profumato (cioè più attraente), influisce positivamente sull’intero processo nutrizionale. È dimostrato che il flusso salivare è intensificato e potenziato enzimaticamente dall’assunzione di cibi arricchiti con aromi e spezie. <strong>L’altro motivo </strong>è che gli aromi e le spezie con i loro oli essenziali sono potenti antibiotici naturali e preservano l’organismo dalle infezioni stimolando il nostro sistema immunitario, a differenza degli antibiotici di sintesi che deprimono le difese.<br />
Per fare un esempio, una recente ricerca dell’Università di Oxford ha identificato nell’anice ben 22 sostanze antibatteriche in grado di contrastare alcuni micobatteri e il plasmodio della malaria! Infine fatto ovvio ma importante, soprattutto per un bambino non più piccolo, è che la particolarità dei sapori (addirittura una loro eventuale sgradevolezza) arricchisce la sensibilità gustativa individuale.</p>
<h3>Al posto del sale</h3>
<p>Ogni giorno l&#8217;adulto italiano ingerisce in media circa 10 g di sale (cioè 4 g di sodio), quasi dieci volte più di quello fisiologicamente necessario, per una insufficiente aromatizzazione dei cibi, mettendo a rischio l’attività del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni.</p>
<p><strong>Per questo motivo è utile</strong><strong> imparare a non aggiungere sale nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita.<br />
</strong><br />
Le spezie (come pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry ecc.) e le erbe aromatiche (come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio ecc.) <strong>possono sostituire il sale o almeno permettere di utilizzarne una quantità certamente minore</strong>, conferendo uno specifico aroma al cibo e migliorandone le qualità organolettiche.<br />
Ad esempio, il succo di limone, che già usavamo nello svezzamento per rendere il latte più digeribile e favorire l’assorbimento del ferro, permette di dimezzare l’aggiunta di sale e ottenere cibi ugualmente saporiti, agendo come esaltatore di sapidità.</p>
<p><strong>È assolutamente fondamentale che gli aromi </strong>provengano dall’agricoltura biodinamica o, quando non è possibile, dall’agricoltura biologica. Diffidate delle spezie che provengono dall’agricoltura industriale che sono praticamente eterne. Sono una vera trappola metabolica, perché oltre a provenire da coltivazioni intensive ad alto dosaggio d’inquinanti, possono essere irradiate e sterilizzate con raggi gamma, definiti innocui dall’industria, che li usa per sterilizzare le siringhe e che colorano di giallo il vetro che si usa per i laboratori.</p>
<p><strong>Un cibo che ha dei tesori nutritivi da donarci deve poter invecchiare.</strong></p>
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		<title>Alimentazione e tendenza catarrale del bambino</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 14:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
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Nelle nostre città le malattie da raffreddamento hanno assunto l’aspetto di una vera e propria epidemia. Tanto che ormai i pediatri hanno coniato per molti bambini la definizione di “catarrali” per la loro continua tendenza a produrre catarro che, soprattutto nei mesi freddi, si trasforma in una lunga sequela di malattie acute febbrili riguardanti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2440" title="tendenza-catarrale-bambino" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/10/2007_19_bambino_alimentazione-tendenza-catarrale-polmoni1-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Nelle nostre città le malattie da raffreddamento hanno assunto l’aspetto di una vera e propria epidemia.</h3>
<p>Tanto che ormai i pediatri hanno coniato per molti bambini la definizione di “catarrali” per la loro continua tendenza a produrre catarro che, soprattutto nei mesi freddi, si trasforma in una lunga sequela di malattie acute febbrili riguardanti la sfera delle vie respiratorie e organi vicini: naso, gola e orecchie.</p>
<p>Ma prevenire si può, seguendo un’alimentazione corretta, evitando l’assunzione precoce di proteine animali e utilizzando spezie e erbe aromatiche.</p>
<h3>Antibiotici inevitabili?</h3>
<p>Le mamme sono deluse dalla medicina che considera le malattie da raffreddamento come inevitabili, come un prezzo che va pagato per diventare grandi, spesso limitandosi a prescrivere antibiotici ad ogni episodio febbrile.</p>
<p>Le cause del problema sembrano irrisolvibili: si accusano i germi presenti in misura esorbitante nelle comunità infantili oppure l’inquinamento atmosferico e il clima umido delle nostre città.</p>
<p>L’<strong>uso frequente di antibiotici </strong>instaura un circolo vizioso perché sviluppa un’<strong>azione di depressione sul sistema immunitario </strong>che faciliterà la ricomparsa di tali episodi acuti.</p>
<p>Possiamo vedere un nesso tra la straordinaria accelerazione che subiscono gli organi di senso del bambino sotto lo stimolo della nostra educazione moderna (suoni, colori, immagini, odori, sapori, oggetti numerosi, materiali utilizzati ecc.) e il continuo ammalarsi proprio nelle sedi principali di tali organi di senso? Il bambino piccolo non oppone quasi nulla di proprio agli influssi del mondo esterno, così questi operano direttamente come impulsi formativi sugli organi interni.</p>
<p>Consideriamo uno stimolo fondamentale, l’alimentazione, che fornisce la sostanza da cui, per così dire, lo scultore/organismo modella la sua opera d’arte, vale a dire gli organi.</p>
<h3>L&#8217;importanza del cibo</h3>
<p>La prima reale prevenzione nel campo alimentare della tendenza catarrale consiste in una consapevole attenzione alla <strong>qualità degli alimenti</strong> con cui nutriremo il nostro bimbo, che non potranno non essere biodinamici e biologici.</p>
<p>La composizione e la qualità del cibo devono inoltre corrispondere allo sviluppo delle capacità digestive e immunitarie che si trasformano secondo l’età del bambino.</p>
<p><strong>La sovranutrizione minaccia i bambini</strong> nelle aree di benessere materiale dei paesi industriali. Non si tratta semplicemente di sovralimentazione: le forze dell’organismo infantile vengono impegnate troppo fortemente nel processo di assimilazione di cibi complessi riducendo le energie metaboliche difensive e di modulazione della crescita.</p>
<p>In questo senso in tutta la nostra sovrabbondanza è presente una sottonutrizione. In quali alimenti la forza vitale estranea è troppo imponente? Quale tipo d’alimentazione errata provoca una struttura organica troppo compatta in cui l’io può manifestarsi solo con difficoltà?</p>
<h3>L’eccesso di proteine</h3>
<p>Le esigenze proteiche sono massicciamente superate in età infantile: si pensi che un semplice vasetto di yogurt da 125 grammi contiene 5 grammi di proteine. Significa che un bimbo di dieci chili (intorno all’anno d’età) ha già soddisfatto il suo bisogno proteico giornaliero quantitativo con due soli yogurt e un bicchiere di latte! Purtroppo accade molto spesso che nelle diete che sono consigliate odiernamente l’apporto proteico sia abbondantemente al di sopra del fabbisogno.</p>
<p>Attuando precocemente un regime alimentare a base di carne, uova e pesce promoviamo lo svilupparsi di una corporeità massiccia che porterà alla formazione di una struttura organica grossolana, apparentemente robusta, ma in realtà non plasmabile in modo efficace.</p>
<p>In tal modo nell&#8217;organismo si ha una attività meno efficiente delle forze metaboliche e si svilupperà una struttura organica dotata d’insufficiente capacità di reazione, ponendo le basi per le diverse forme di sclerosi (dal greco “skleros”, duro, malattia che implica proprio l’irrigidimento di strutture nervose funzionali).</p>
<p>Una tendenza prevista da Rudolf Steiner, fondatore dell’agricoltura biodinamica e della medicina antroposofica, che mise in guardia dal consumo troppo elevato di proteine nella prima infanzia. L’eccesso proteico, essendo sempre le proteine legate a minerali, favorisce la sclerosi perché consente un’eccessiva mineralizzazione.</p>
<h3>Una maggiore vulnerabilità</h3>
<p>Altro aspetto è che attraverso l’eccesso di proteine animali che non sono completamente metabolizzate dall’organismo, si ha un’azione tossica dei residui proteici non digeriti. Tali eccessi di processi vitali non completamente dominati permangono nell’organismo rendendolo più attaccabile dai microrganismi che si nutrono di questa vita estranea, competendo in una posizione favorevole con una sana flora batterica.</p>
<p><strong>L’eccesso proteico provoca quindi una maggiore disposizione alle malattie infettive.</strong></p>
<p>La tendenza catarrale rappresenta un importante tentativo attuato dall’organismo per contrastare la tendenza all’indurimento, alla sclerosi, cercando di rendere nuovamente plasmabile un organismo che s’indurisce ed espellendo questa vita parassitaria dall’interno dell’organismo.</p>
<p>Ridurre quindi l’apporto proteico, soprattutto di origine animale, non significa soltanto evitare i rischi legati alla cattiva qualità degli alimenti (vedi mucca pazza), la presenza di ormoni, antibiotici e residui dei pesticidi contenuti nel foraggio di cui gli animali si nutrono ma mettere in atto anche una buona difesa contro catarri e infezioni.</p>
<p><strong>Con una corretta alimentazione integrale non c’è da temere carenza proteica purché si alternino i vari cereali e si scelgano quelli coltivati biodinamicamente.</strong></p>
<p>Un’altra importante indicazione è di inserire progressivamente nella dieta del bimbo<strong> le erbe aromatiche e le spezie</strong>.<br />
Dopo lo svezzamento le somministreremo direttamente nella dieta del bambino. Il flusso salivare viene così intensificato e potenziato nella propria azione digestiva. Alcune spezie, come <strong>origano, basilico, aneto, salvia</strong>, attivano direttamente le ghiandole digestive (fegato, cistifellea, pancreas), favorendone la secrezione nell’intestino.</p>
<h4>Per approfondimenti potete leggere l&#8217;articolo &#8220;<a href="http://www.valorealimentare.it/03/05/2010/rubriche/a-misura-di-bambino/le-proteine-e-la-salute-del-bambino/" target="_blank">Le proteine e la salute del bambino</a>&#8220;</h4>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/18/10/2010/rubriche/a-misura-di-bambino/fusilli-di-farro-alle-noci-e-prezzemolo/" target="_blank">Una ricetta ricca di energia per fronteggiare il freddo</a></h3>
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		<title>Nel nome del padre</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/23/09/2010/rubriche/a-misura-di-bambino/nel-nome-del-padre/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 15:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[A misura di bambino]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Maria Francardo]]></category>
		<category><![CDATA[accudimento]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Avere figli vuol dire prendersi la responsabilità dell’umanità futura ed è un’occasione per entrare pienamente nel mondo adulto. Siamo chiamati davvero a diventare adulti: questo è il dono del bambino. Nella nostra epoca, secondo Neil Postman (“La scomparsa dell’infanzia. Ecologia delle età della vita”, Armando editore), le differenze tra la vita dei bambini e quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2361" title="padre-figlio" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/nel-nome-del-padre-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" />Avere figli vuol dire prendersi la responsabilità dell’umanità futura ed è un’occasione per entrare pienamente nel mondo adulto. Siamo chiamati davvero a diventare adulti: questo è il dono del bambino.</h3>
<p>Nella nostra epoca, secondo Neil Postman (“La scomparsa dell’infanzia. Ecologia delle età della vita”, Armando editore), le differenze tra la vita dei bambini e quella degli adulti si sarebbero ridotte fino quasi a scomparire.</p>
<p>Lo studioso mette in relazione questo fenomeno con il diffondersi dell’informazione, divenuta così pervasiva da dare l’impressione che tutto sia conosciuto.</p>
<p>Le informazioni in eccesso, come le domande mal poste, producono effetti dannosi se non possono essere comprese da chi le riceve.</p>
<p>A un adulto possiamo parlare dei pericoli di estinzione che corrono i leoni in Africa o dell’inquinamento che abbruttisce le acque di mari e fiumi.</p>
<p>Un bambino va protetto perché non ha la capacità di comprendere le ragioni di questi fatti e di collegarli alle loro cause.</p>
<p>La maturazione psichica non è un processo spontaneo, necessita di apprendimento, non è scontata come la maturazione fisica.</p>
<p>Appoggiarsi alla razionalità impoverisce le figure genitoriali, in particolare la figura paterna che viene collocata in un mondo di rappresentazioni astratte che impediscono di identificarsi con essa: siamo noi, cari padri, il sole per i nostri figli.</p>
<p><strong>Con molta determinazione e dolcezza dev’essere l’adulto a dare una direzione.</strong> Il padre deve considerare che parlare con un figlio non serve per informare, ma per formare: c’è quindi bisogno di una cura attenta delle parole e dei concetti.</p>
<h3>L’autorità</h3>
<p>La fine del principio di autorità è un processo storico che procede parallelamente alle trasformazioni del ruolo del padre. Non si tratta di improbabili ritorni al passato: <strong>il padre è una necessità</strong>.</p>
<p><strong>Se un bambino è stato ben guidato </strong>sarà un adulto capace di trovare forza e determinazione dentro di sé. Se viene lasciato a prendere decisioni quando non è il tempo, in seguito si troverà solo e si lascerà guidare da altre persone, in genere le meno adatte.</p>
<p><strong>Se il bambino sente che noi ci siamo</strong>, sarà difficile che diventi irriverente, irrispettoso e, se talvolta lo fa, è perché gli interessa vedere la reazione dell’adulto: ciò che gli preme non è tanto l’oggetto (quanti giocattoli chiesti disperatamente vengono poi ignorati per sempre?), ma come si comporterà di fronte a questa provocazione il genitore o l’educatore.</p>
<p>Essere amici del proprio figlio di 3/4 anni, significa metaforicamente lasciarlo orfano, privarlo del confronto con il padre: i nostri figli non hanno bisogno di un amichetto di mezz’età, ma di un educatore. Non si educa cercando il consenso, impulso fondante di ogni dittatura.</p>
<p><strong>L’iniziazione del maschio alle pratiche di accudimento dei figli è una vera e propria rivoluzione</strong>, annunciata con la presenza paterna in sala parto, voluta dalle nuove teorie sulla nascita. Non si tratta solo di una maternalizzazione del ruolo paterno, ma di una svolta più complessiva nel modo di essere genitori. Sintetizzando: si contesta ai padri delle precedenti generazioni la freddezza relazionale e la mancanza di empatia. Non è quindi l’autorità di quelle figure a venir messa in discussione, quanto piuttosto la rigidità che caratterizzava le relazioni: l’impossibilità di negoziare.</p>
<p>Oggi tuttavia si spinge l’attenzione dei genitori su alcuni temi fuorvianti, sviandola dagli aspetti più concreti.</p>
<h3>Giocare con i propri figli</h3>
<p>Per esempio l’idea diffusa secondo la quale un buon genitore, per essere tale, debba spendere del tempo a giocare con i propri bambini. Ritengo che questa prescrizione sia fortemente ambigua: un conto infatti è far giocare i figli, un altro giocare con i figli.</p>
<p><strong>Domina l’idea secondo la quale il papà che non gioca</strong> con i suoi bambini è un padre disattento o assente. Si definisce così una sorta di obbligo prioritario, un compito specifico dei padri; questa pressione finisce col sottrarre alla figura paterna la possibilità di sviluppare un’azione educativa più profonda.</p>
<p><strong>Il ruolo del padre si atrofizza progressivamente </strong>e così si introduce la percezione di assenza della figura paterna, che però, in genere, fa riferimento a un’assenza sul piano della cura e dell’accudimento dei figli.</p>
<p>Trovo interessante indagare i motivi che hanno portato a sviluppare la convinzione della necessità di questo tipo di presenza della figura paterna. Sicuramente è un’idea che non deriva dal passato.</p>
<p>Il ricordo autobiografico del padre, per quelli di una certa generazione, è standardizzato e quasi sempre carente: si stava con la madre, poi ogni tanto compariva anche il padre.</p>
<p><strong>Eppure, a un certo punto, è nata questa idea di mancanza del padre.</strong> È vero che il passato ci mostra una figura di padre fondamentalmente molto lontana, difficilmente educativa. Per reazione, il ruolo del padre oggi subisce una idealizzazione positiva: si aspira a un padre presente, disponibile, attento, giocoso.</p>
<h3>I padri “mammizzati”</h3>
<p>Si sostiene, per esempio, che i padri siano presenti se fanno il bagnetto al neonato o se dedicano una parte della loro giornata a giocare coi figli, e assenti se non lo fanno.</p>
<p>Fermo restando, ovviamente, che è auspicabile l’accudimento paterno dei figli, riducendo il suo ruolo unicamente a una supplenza all’accudimento materno si crea una visione profondamente equivoca sulla funzione del padre.</p>
<p>Questo pensiero, che deriva anche in parte dal positivo processo di emancipazione femminile, segna uno spartiacque storico nella crisi della figura tradizionale del padre, rischiando di distruggere il significato profondo della complementarietà della coppia genitoriale.</p>
<p>Un padre “mammizzato” non è più tale: rappresenta una figura accessoria, quasi folcloristica, che può essere tranquillamente rimpiazzata dal nonno, dalla babysitter o da una zia. Si pensi al paradosso che gli uomini stanno sviluppando persino la depressione postpartum, come mostra un recente studio del Journal of the American Medical Association: i risultati hanno evidenziato che i neopadri sono generalmente molto felici nelle prime settimane dopo la nascita, ma dopo 3/6 mesi si presentano i primi segni della depressione in una percentuale variabile tra il 10% e addirittura il 25% dei neopadri. Sono numeri davvero impressionanti che si avvicinano prepotentemente a quelli relativi all’incidenza della depressione nella neomamma. Cari amici lasciamo la malinconia, il blues del parto alle nostre compagne e magari mostriamo come un vero maschio sa sostenere e proteggere la sua donna! Quando vedo entrare nel mio studio delle esili mamme che portano sulle spalle da sole dei veri e propri bagagli per una visita medica del loro neonato provo un certo disorientamento.</p>
<p><strong>L’ambiguità di questa posizione si estremizza nella figura del papà </strong>preposto unicamente al gioco e al divertimento, che esercita una sorta di ruolo consumistico, accontentando i figli in tutto e per tutto, assecondando richieste di acquisto ed intrattenimenti vari, attività che però, purtroppo, non si trasformano quasi mai in vere esperienze di vita per i bambini.</p>
<p><strong>La mancanza di un reale rapporto di conoscenza reciproca genitori-figli</strong>, che nasce dal confronto-scontro, porta a investire eccessive risorse emotive sui figli non tollerando, e di fatto ostacolando, qualsiasi intervento educativo esterno (insegnanti, medici, parenti, amici ecc.) che non agisca nell’ottica della compiacenza o della gratificazione, per il terrore ingiustificato che possa creare frustrazione nel pargolo.</p>
<p>La percezione dell’adulto da parte del bambino come limitazione della propria individualità è un concetto centrale per la maturazione della persona futura. Crescendo, al posto della limitazione, subentra l’esempio e i bambini potranno riconoscere nei loro genitori quelle capacità psichiche che potranno riprodurre in se stessi attraverso un costante allenamento.</p>
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