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	<title>Valore Alimentare &#187; Conoscere gli OGM</title>
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		<title>OGM: la ricerca garantisca la sicurezza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 09:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere gli OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
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		<category><![CDATA[biotech]]></category>
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Sugli OGM troppi interessi. La ricerca garantisca la sicurezza. Prof. Matteo Giannattasio, Docente di “Alimenti e salute del consumatore” all’Università di Padova, articolo del Corriere della Sera_ 25 marzo 2012 &#160; La confusione è iniziata quando il Ministro per l’Ambiente in un’intervista pubblicata su questo giornale (15 marzo 2012) ha affermato che “senza l’ingegneria genetica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3>Sugli OGM troppi interessi. La ricerca garantisca la sicurezza.</h3>
<h4>Prof. Matteo Giannattasio, Docente di “Alimenti e salute del consumatore” all’Università di Padova, articolo del Corriere della Sera_ 25 marzo 2012</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>La confusione è iniziata quando il Ministro per l’Ambiente in un’intervista pubblicata su questo giornale (15 marzo 2012) ha affermato che “senza l’ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici”. Un’inesattezza che la Coldiretti ha rettificato con prontezza per evitare il rischio che i consumi dei prodotti tipici citati andassero a picco!</p>
<p>Il giorno dopo il prof. Veronesi ha affermato su un altro quotidiano nazionale che “le moderne biotecnologie sono la naturale evoluzione del progresso avviato dagli agronomi nel secolo scorso con la rivoluzione verde per risolvere il problema del cibo e dell’acqua nel mondo “. Per la verità la rivoluzione verde non è stata, come lasciano intuire queste parole, un grande successo: il numero degli affamati è sceso sì a 870 milioni nel periodo iniziale, ma poi è risalito ad oltre un miliardo e cento milioni. Essa ha inoltre portato ad un aumento dei costi insostenibile fin dall’inizio in Africa e all’irrimediabile perdita di varietà utilizzate localmente da secoli come fonte di cibo.</p>
<p>Lo stesso ha anche detto che “ Le piante biotech, essendo più resistenti alle malattie, porteranno anche alla diminuzione dell’uso dei pesticidi; con enormi vantaggi ambientali ed economici, perché per gli agricoltori il costo di protezione dei raccolti sarà molto inferiore”. Io non sarei tanto ottimista perché con<strong> le modificazioni genetiche le piante agrarie possono essere dotate di resistenza soltanto a qualche agente patogeno</strong>. <strong>Devono quindi essere trattate come le piante normali con pesticidi per combattere gli altri patogeni cui non sono resistenti.</strong> Riguardo poi al risparmio evocato per gli agricoltori, la situazione attuale è che i semi transgenici sono cari perché gravati dalle royalties imposte dalle multinazionali.</p>
<p>Sempre per sostenere a spada tratta la causa degli OGM egli dice anche che “Oggi l’insulina è prodotta con un batterio, l’Escherichia coli” in cui è stato inserito il gene che produce l’insulina nell’uomo”. Basta il buon senso per capire che<strong> utilizzare una sostanza (l’insulina) prodotta da un batterio transgenico, e per di più accuratamente purificata, è cosa del tutto diversa dal consumare tali e quali, come alimenti, piante trangeniche o loro parti</strong>. Inoltre, mentre i batteri transgenici vengono mantenuti nei fermentatori chiusi delle aziende farmaceutiche, per le piante transgeniche <strong>esiste il rischio concreto che si possano diffondere nell’ambiente attraverso i pollini e i semi trasportati dal vento, dagli insetti, dall’acqua e dagli animali</strong>. E poi basta che un agricoltore con qualche seme transgenico infilatosi nei risvolti dei suoi pantaloni se ne vada in aereo all’altro capo del mondo e si rende responsabile inconsapevolmente della contaminazioe di un campo a migliaia di km!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora, due genetisti di chiara fama, i professori Boncinelli e Buiatti, non concordano sulla possibile nocività degli alimenti da piante transgeniche. Il primo ha sostenuto pochi giorni fa sulle pagine di questo giornale che “In teoria non c’è alcuna possibilità che nuocciano”, mentre il secondo è dell’avviso che “ l’alto grado di imprevedibilità derivante dal trasferimento di geni tra organismi anche molto diversi l’uno dall’altro, richiede una particolare attenzione”. Concordo con il secondo perchè la complessità delle interazioni tra i geni è tale che non è possibile oggi prevedere tutti gli effetti che l’introduzione di geni estranei nel genoma di una pianta può determinare a livello della qualità dei prodotti.</p>
<p>In questi giorni è stato anche affermato che le piante transgeniche possono contribuire a migliorare la qualità e la tipicità dei prodotti. Vorrei chiarire questo aspetto che mi sta molto a cuore.<strong> La qualità che interessa i consumatori dipende da tante caratteristiche, contenuto in nutrienti, sapore e aromi, pool equilibrato di sostanze salutari, il livello più basso possibile di residui di pesticidi</strong>. Le piante transgeniche sono forse in grado di migliorare qualcuna di queste caratteristiche ma non la qualità nel suo insieme.</p>
<p>Come ho già affermato sulle pagine di questo giornale,<strong> non sono contrario alla ricerca sugli OGM, ma a condizione che sia condotta in modo da garantire assoluta sicurezza</strong>, sia davvero indispensabile per l’avanzamento delle nostre conoscenze e sia svincolata da interessi. <strong>Non credo invece che, introducendo oggi in agricoltura le piante transgeniche disponibili si riescano a curare i tanti mali di cui soffre l’agricoltura.</strong></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_marzo_24/ogm-questione-confusione-giannattasio_bcf3e6b4-75c9-11e1-88c1-0f83f37f268b.shtml"> Clicca qui</a> per leggere l&#8217;articolo integrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giannattasio e Buiatti rispondono ai dibattiti di questi giorni sugli OGM</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 17:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere gli OGM]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
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OGM: Giannattasio e Buiatti rispondono alle dichiarazioni del Ministro Clini &#8220;Il Ministro dimostra una non conoscenza scientifica spaventosa in materia di OGM e di varietà tipiche! come si fa a mettere nello stesso calderone la soia ogm e la cipolla di Tropea?&#8221;. La prima reazione di Marcello Buiatti alle dichiarazioni di Clini riflette la posizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3>OGM: Giannattasio e Buiatti rispondono alle dichiarazioni del Ministro Clini</h3>
<p><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2012/03/WEB_2006_11_qualita_ogm-frumento-Small1.jpg"><img class="size-medium wp-image-5029 alignleft" title="OGM" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2012/03/WEB_2006_11_qualita_ogm-frumento-Small1-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>&#8220;Il Ministro dimostra una non conoscenza scientifica spaventosa in materia di OGM e di varietà tipiche! come si fa a mettere nello stesso calderone la soia ogm e la cipolla di Tropea?&#8221;. <strong>La prima reazione di Marcello Buiatti alle dichiarazioni di Clini</strong> riflette la posizione che il<strong> professore, ordinario di genetica all&#8217;Università di Firenze</strong>, ha sostenuto da più di vent&#8217;anni e che ribadisce nelle pagine di Valore Alimentare. &#8220;La spiegazione è semplice: <strong>le varietà sono il frutto di un processo di selezione che avviene all&#8217;interno dei geni della stessa pianta</strong>. Nel caso degli <strong>OGM</strong>, <strong>vengono introdotti dei geni esterni, rompendo la catena armonica che sta alla base del DNA</strong>. E di questa rottura, delle &#8220;disarmonie&#8221; che porterà <strong>non si sanno gli effetti. Nè sulle piante, nè sulla salute delle persone che si nutrono di questa pianta.&#8221;</strong></p>
<p>Prosegue il Professor Buiatti &#8220;<strong>la ricerca sugli OGM è ferma da più di 10 anni</strong> <strong>perchè non ha portato a nessun risultato</strong>. Come si spiega altrimenti che le varietà <strong>OGM </strong>siano<strong> sempre le stesse quattro ovvero soia, mais, cotone e colza da quasi vent&#8217;anni</strong>? dal momento che la ricerca non ha prodotto i frutti sperati, le multinazionali si sono fermate ma hanno continuato a <strong>speculare sul piano della comunicazione e su quello finanziario</strong>&#8220;. Secondo Buiatti, se gli OGM entrassero nel nostro paese in modo più massiccio, le multinazionali acquisirebbero terreni per seminare le specie già presenti, a danno della biodiversità e dell&#8217;agricoltura locale e tradizionale. Non a caso anche le maggiori associazioni di categoria, la CIA e la Coldiretti, si sono espresse contro. &#8220;Non siamo noi ad essere indietro nella ricerca in materia: è il Ministro ad essere poco aggiornato.<strong> La ricerca è semplicemente morta perché non ha portato ai frutti sperati</strong>. Tutto quello che c&#8217;è stato dopo è solo propaganda&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono perfettamente d&#8217;accordo  con  il Prof. Buiatti&#8221; conlude il <strong>Prof. Matteo Giannattasio, docente del  corso  <em>Qualità degli alimenti e salute del consumatore</em> all&#8217;Università di Padova e direttore scientifico di Valore Alimentare</strong>. &#8220;Aggiungerei che laddove i <strong>prodotti alimentari da piante geneticamente modificate</strong> sono presenti sul mercato, <strong>il consumatore finora non ne ha goduto di nessun vantaggio nè in termini di prezzo nè di qualità dei prodotti</strong>. E quando parlo di qualità mi riferisco alla qualità nella sua totalità, cioè il valore nutrizionale, quello organolettico e il contenuto in sostanze salutari. La genuinità e la tipicità si basano su tutte queste <strong>qualità che possono essere ottenute solo con un&#8217;agricoltura basata su varietà adatte alle condizioni pedoclimatiche locali,  sul rispetto della fertilità naturale della terra attraverso buone rotazioni e una concimazione accorta</strong>. Anche la tanto sbandierata assenza di residui di pesticidi nei prodotti GM non risponde al vero perchè anche nelle colture GM se ne usano a piene mani, poichè la logica di coltivazione è la stessa delle colture industriali non GM. Ma allora perchè il consumatore dovrebbe accettare alimenti di questo genere? La storia del pomodoro GM che doveva durare a lungo sugli scaffali ma non sapeva più di pomodoro (è per questo fu rifiutato dai consumatori americani) è un esempio di quanto poco si pensi a soddisfare le esigenze del consumatore.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marcello Buiatti ad Altroconsumo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 15:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Ogm: Buiatti intervistato da Altroconsumo L&#8217;inchiesta di copertina della rivista Altroconsumo del numero di marzo è dedicata agli OGM. Tra le opinioni a confronto quella di Marcello Buiatti, autore proprio di una rubrica informativa sugli OGM all&#8217;interno di Valore Alimentare e uno dei massimi esperti in materia a livello internazionale. Nell&#8217;articolo sono chiamati a confrontarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3>Ogm: Buiatti intervistato da Altroconsumo</h3>
<p>L&#8217;inchiesta di copertina della rivista Altroconsumo del numero di marzo è dedicata agli <strong>OGM</strong>. Tra le opinioni a confronto quella di <strong>Marcello Buiatti,</strong> <strong>autore proprio di una rubrica informativa sugli OGM all&#8217;interno di Valore Alimentare e uno dei massimi esperti in materia a livello internazionale</strong>. Nell&#8217;articolo sono chiamati a confrontarsi i pro e i contro della tecnologia a scopo alimentare. Scettico Buiatti per cui &#8220;Tutti pensano che gli OGM siano una tecnologia innovativa e che ce ne siano tantissimi in giro. Falso: la tecnologia è del 1981, i prodotti che sono ora sul mercato risalgono al 1987 e sono soltanto quattro piante modificate. Dal 1996 a ora non sono stati immessi sul mercato con successo altri OGM. Anche il famoso Golden rice, il riso che doveva produrre più vitamina A, non ha avuto successo perché non era abbastanza performante&#8221;.</p>
<p>Per informarti sul nuovo articolo del Prof. Buiatti sul nuovo numero di Valore Alimentare Primavera <a href="http://www.valorealimentare.it/ultimo-numero/">clicca qui</a></p>
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		<title>Cosa sono veramente gli OGM?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 12:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
L’Italia è un Paese di tifosi. Si parteggia per il Milan o per l’Inter, per gli OGM o contro, spesso senza sapere perchè. CLo diceva il Lessona, grande traduttore di Darwin, quando raccontava l’aneddoto che qui parafraso: “c’è stato un tempo in cui in Italia si discuteva su quale poeta fosse il migliore fra l’Ariosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-full wp-image-3215" title="ogm" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2011/06/icona-ogm.jpg" alt="" width="236" height="236" />L’Italia è un Paese di tifosi. Si parteggia per il Milan o per l’Inter, per gli OGM o contro, spesso senza sapere perchè.</h3>
<p>CLo diceva il Lessona, grande traduttore di Darwin, quando raccontava l’aneddoto che qui parafraso: “c’è stato un tempo in cui in Italia si discuteva su quale poeta fosse il migliore fra l’Ariosto e il Tasso e le dispute a volte finivano in duelli. In uno di questi, il difensore del Tasso fu colpito a morte e prima di morire si lamentò: “Muoio, e pensare che non ho mai letto né l’Ariosto né il Tasso!”.</p>
<p>Qualcosa di simile avviene in Italia nelle dispute sugli OGM: tutti litigano ma pochissimi sanno cosa veramente sono le piante geneticamente modificate (le “PGM”), quante sono, se derivano da una tecnologia innovativa o no, chi le produce, chi ci guadagna, quali effetti hanno su salute, ambiente, agricoltura, occupazione, economia.</p>
<h3>Cosa sono e quante sono le PGM?</h3>
<p>Tutto comincia nel 1981, quando una ricercatrice americana inventa un metodo per inserire nel corredo genetico delle piante pezzi di DNA che appartengono a specie diverse (anche non vegetali) da quella da modificare.</p>
<p>Dieci anni prima si erano inventate tecniche per trasformare i batteri, organismi molto più semplici delle piante, con l’obiettivo di inserirvi geni per far loro produrre sostanze utili. Così è stato per l’insulina, proteina prodotta nel pancreas e necessaria per curare il diabete, il cui gene è stato introdotto in un batterio.</p>
<p>L’idea di base era, allora, che il DNA, una catena di miliardi di piccole molecole (che si indicano generalmente con le lettere A, T, G, C), contenesse “messaggi scritti” con quelle lettere, prima trascritti in modo fedele in un’altra molecola, lo RNA (costituita da sostanze leggermente diverse (indicate con le lettere A, U, G, C), poi tradotti ancora fedelmente in un altro linguaggio, quello delle proteine, gli strumenti con cui ci “autocostruiamo”. Si “estrasse” quindi il frammento di DNA che negli esseri umani “contiene” il messaggio che serve a costruire l’insulina e si inserì in un batterio. L’esperimento riuscì, e l’insulina “geneticamente modificata” è utilizzata dal 1985 senza problemi al posto di quella suina che invece provoca allergie. Dopo il 1980 si cominciò a lavorare sulle piante e sugli animali, ma le cose non sono andate altrettanto bene.</p>
<p>Il primo topo modificato con il gene per l’ormone della crescita di ratto o umano era molto più grande della madre, ma era sterile e morì presto. Esperimenti sui maiali riuscirono anche peggio e tuttora non esistono in commercio animali geneticamente modificati, perché essi non resistono alle modificazioni del loro corredo genetico.</p>
<p>Nel caso delle piante, nel 1994 fu immesso sul mercato un pomodoro che non marciva, prodotto dall’americana Calgene. Fu un fallimento perché il pomodoro era cattivo, attaccato da parassiti e produceva poco.</p>
<p>Nel 1996 furono lanciati mais, soia, colza e cotone resistenti ognuno a un tipo di insetto e a un diserbante.</p>
<p>Incredibilmente nessuna altra PGM da allora ha occupato spazi di mercato consistenti, ma si è verificata una serie di fallimenti, nonostante i continui annunci di mirabolanti novità. L’ultimo prodotto, un mais che resiste non a uno ma a più insetti e diserbanti, ha causato una perdita del 47% del titolo dell’impresa produttrice Monsanto, perché non funziona bene in campo. I fallimenti derivano dall’impossibilità di sapere, quando si inserisce un gene in una pianta, quante copie del gene si inseriscono, se possono inattivare un gene utile alla pianta, se questa li modifica, come interagirà il gene con la rete genetica esistente, ecc.</p>
<p>Succede così che molto spesso le piante modificate stanno male e risultano improduttive per interazioni negative fra il gene e l’organismo ricevente. La tecnologia è ancora quella usata all’inizio ed è evidentemente imperfetta. Nonostante questo, le imprese hanno diminuito l’intensità di ricerca e sembrano però prosperare. Il motivo di questa situazione risiede nella struttura assurda dell’economia mondiale.</p>
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