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	<title>Valore Alimentare &#187; I dialoghi di valore</title>
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		<title>La cucina a impatto (quasi) zero di Lisa Casali e Tommaso Fara</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 10:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Lisa Casali, Tommaso Fara La cucina a impatto (quasi) zero Scarti, avanzi e gustose ricette Gribaudo 2010 Autrice di un fortunatissimo blog (ecocucina.org) Lisa Casali, insieme all’amico Tommaso Fara, raccoglie l’esperienza degli ultimi anni in questo volume, una sorta di summa dei principi cui si sono ispirati gli esperimenti di cucina che l’hanno animata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/11/ecocucina-lisa-casali.txt.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2582" title="la-cucina-a-impatto-quasi-zero" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/11/ecocucina-lisa-casali.txt-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /></a>Lisa Casali, Tommaso Fara</h3>
<h3>La cucina a impatto (quasi) zero<br />
Scarti, avanzi e gustose ricette</h3>
<h3>Gribaudo 2010</h3>
<p>Autrice di un fortunatissimo blog (ecocucina.org) <a href="http://www.ecocucina.org/" target="_blank"><strong>Lisa Casali</strong></a>, insieme all’amico <strong>Tommaso Fara</strong>, raccoglie l’esperienza degli ultimi anni in questo volume, una sorta di summa dei principi cui si sono ispirati gli esperimenti di cucina che l’hanno animata in questi anni.</p>
<p>Il desiderio di rispettare l’ambiente, di ridurre l’impatto delle nostre scelte alimentari e delle nostre modalità di cucinare su ciò che ci circonda hanno portato Lisa e Tommaso fino a qui: l’introduzione al libro riassume questi principi e ci offre un’utile guida per vivere con coerenza le scelte di ogni giorno: a partire dalla scelta degli ingredienti, fino alla dieta (onnivora, vegetariana e vegan) che Tommaso e Lisa hanno misurato secondo l’impatto ambientale. Tutte le ricette proposte, organizzate secondo la stagionalità, utilizzano ciò che normalmente viene buttato e lo rielaborano in modo raffinato, spesso reinterpretando la tradizione della nostra cucina.</p>
<p>Così troviamo la parmigiana, ma realizzata con le bucce della zucca, la carbonara che utilizza la parte verde del porro, i canederli fatti con gli avanzi della carne. Accanto a questi piatti, troviamo vere e proprie rielaborazioni e innovazioni, come le chips di bucce di pomodoro o di bucce di papate, le lische di pesce tostate e addirittura una julienne di baccelli di piselli. In cucina davvero è possibile non buttare via nulla e realizzare piatti gustosi, nutrienti e, perché no, anche belli da vedere.</p>
<h3><strong>Vi aspettiamo numerosi </strong></h3>
<h3><strong>giovedì 11 novembre alle ore 19 allo spazio Chiamamilano </strong></h3>
<h3><strong>all&#8217;incontro &#8220;Cucinare sostenibile&#8221;.</strong> <a href="http://www.valorealimentare.it/29/10/2010/news/incontro-cucinare-sostenibile-giovedi-11-novembre-a-milano-alle-ore-19/" target="_blank">Vieni a trovarci!</a></h3>
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		<title>A tu per tu con Andrea De Carlo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 14:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Sono nato a Milano, dove sono cresciuto. Mio padre faceva l’architetto, mia madre la traduttrice. Mio nonno paterno era siciliano, mia nonna paterna cilena; dal lato materno erano piemontesi. Ho cominciato a scrivere quando ero al liceo: ritratti di compagni di scuola e di professori, testi di poche pagine. Poi la faccenda è diventata più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2354" title="andrea-de-carlo" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/andrea-de-carlo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Sono nato a Milano, dove sono cresciuto. Mio padre faceva l’architetto, mia madre la traduttrice. Mio nonno paterno era siciliano, mia nonna paterna cilena; dal lato materno erano piemontesi.</h3>
<p>Ho cominciato a scrivere quando ero al liceo: ritratti di compagni di scuola e di professori, testi di poche pagine. Poi la faccenda è diventata più seria quando mia madre per il mio diciottesimo compleanno mi ha regalato una Lettera 22 portatile, rossa. Con quella ho scritto appunti, impressioni, racconti, lettere, due interi romanzi mai pubblicati, e infine i miei primi due romanzi pubblicati”. Inizia così la biografia di Andrea De Carlo pubblicata sul suo sito, con lo stesso linguaggio semplice e profondamente interiorizzato che caratterizza la sua scrittura. Quello stesso modo di porsi diretto e limpido ne rende immediato e facile l’approccio anche per un’intervista che con il suo lavoro letterario ha poco a che fare…</p>
<h3>Qual è il primo ricordo legato al cibo o quello più vivido? E che cosa rappresenta per te?</h3>
<p>Mi ricordo i piatti salutari e un po’ punitivi che mia madre, già consapevole dello stretto rapporto tra alimentazione e salute, preparava per me e mia sorella: i minestroni di verdura, il pane integrale, lo yogurt. Poi ricordo la meravigliosa cucina realizzata con ingredienti unicamente locali da Ada, una signora presso cui andavamo in vacanza, in un paesino di pescatori sulla costa ligure: era la scoperta che le cose sane possono essere anche molto buone. Il cibo per me rappresenta il rapporto con il mondo, un dono che la natura ci offre a patto che noi sappiamo rispettarla.</p>
<h3>&#8220;In due di due&#8221; la coppia di protagonisti lascia tutte le comodità per trasferirsi in un casolare in Umbria dove prende vita un&#8217;azienda agricola biologica&#8230; Da dove hai preso spunto per raccontare questa storia?</h3>
<p>Ho vissuto per anni in una casa isolata sulle colline dell’Italia centrale, ho fatto direttamente l’esperienza di coltivare un orto e un piccolo frutteto, so cosa significa l’esistenza in campagna, il tentativo di conquistare un rapporto concreto e armonioso con la terra. Come mi succede sempre, sono partito dall’esperienza diretta per elaborarla in una dimensione romanzesca.</p>
<h3>Come hai conosciuto l&#8217;agricoltura biologica? Conosci anche la biodinamica?</h3>
<p>Ho conosciuto tanti anni fa Gino Girolomoni, che aveva fondato la cooperativa Alce Nero a Isola del Piano, non lontano da Urbino. La sua esperienza da autentico pioniere è cresciuta e si è estesa nel tempo, oggi i suoi prodotti sono esportati in tutto il mondo. La biodinamica mi affascina per il suo studio dei cicli naturali, in cui ogni attività umana dovrebbe integrarsi.</p>
<h3>Che posto ha nella tua vita la cura dell&#8217;ambiente e l&#8217;attenzione per ogni forma di vita?</h3>
<p>Credo che non preoccuparsi dell’ambiente oltre a essere un atteggiamento superficiale ed egoistico sia alla fine una scelta suicida. Una volta che l’equilibrio dell’ambiente venisse distrutto, anche la vita umana diventerebbe impossibile. Se tutti ne fossero consapevoli, il loro modo di comportarsi cambierebbe in modo radicale.</p>
<h3>Pensi che i tuoi libri possano rendere le persone più sensibili a questi temi?</h3>
<p>Lo spero. Il tema dell’ambiente, nelle sue varie declinazioni, entra in modo più o meno diretto in tutti i miei romanzi, quando non è addirittura al centro della storia, come nel caso di Mare delle verità. A questo si aggiunge la campagna ‘Scrittori per le foreste’ lanciata da Greenpeace, a cui ho aderito fin dall’inizio, e che ha dato finora ottimi risultati, al punto che la casa editrice Bompiani, che pubblica i miei libri, oggi stampa la sua intera produzione su carta certificata FSC.</p>
<h3>Quale importanza dai all&#8217;alimentazione? Per la tua salute fai ricorso alla medicina alternativa?</h3>
<p>Ricorro molto poco alla medicina in generale, e sono convinto che troppo spesso se ne abusi, per fronteggiare un semplice mal di testa, un raffreddore, un piccolo dolore. Credo che si possa fare molto per la salute proprio a cominciare dall’alimentazione. Troppe persone mangiano cibi dannosi, sovraccarichi di zuccheri, grassi e additivi e in compenso poveri di principi vitali e di elementi nutritivi. Si dovrebbe imparare a leggere le etichette, scegliere cosa si compra, educare i bambini a mangiare bene fin da piccoli.</p>
<h3>Proprio in autunno esce il tuo nuovo libro, &#8220;Leielui&#8221;. Di che cosa parla?</h3>
<p>E’ una storia d’amore, raccontata a capitoli alterni dal punto di vista di una donna e di un uomo. Mi interessava esplorare nel modo più diretto possibile la questione vasta e inesauribile dei rapporti tra i sessi nel mondo contemporaneo. Quindi ho scritto un romanzo che parla di contraddizioni, dubbi, scontri, ma anche di slanci e di passione travolgente.</p>
<h3>Abbiamo aperto con una domanda legata al cibo e vorrei chiudere allo stesso modo: che cosa ti piace mangiare e come scegli gli ingredienti per i tuoi piatti?</h3>
<p>Mi piacciono piatti semplici, in cui siano riconoscibili i sapori, i colori, le consistenze degli ingredienti che li compongono. Non amo gli intingoli, le salse, i pasticci. Un’insalata di campo appena colta e un formaggio fresco di capra con un goccio d’olio extravergine non filtrato mi danno molta più gioia di qualunque complicata  elaborazione gastronomica.</p>
<h4>Chi è?</h4>
<p>Andrea De Carlo viene riconosciuto e scoperto da Italo Calvino, allora consulente per la casa editrice Einaudi, e debutta con il suo primo romanzo, “Treno di panna”, nel 1981. Da allora i suoi libri si susseguono con successo (“Uccelli da gabbia e da voliera”, “Due di due”, “Mare delle verità”, “Giro di vento”, per citarne solo alcuni) e vengono pubblicati in 26 paesi. Al lavoro di scrittore, ha sempre affiancato l’amore per altre discipline come la fotografia, la musica, la pittura, ambiti che l’hanno portato a lavorare con registi del calibro di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni e a realizzare un film e due produzioni discografiche. Tutti i suoi libri sono stampati su carta certificata FSC, grazie al progetto “Scrittori per le foreste” promosso da Greenpeace. Il suo prossimo libro, “Leielui” sarà pubblicato in autunno.</p>
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		<title>Dialogo sullo SprEco di Massimo Cirri e Andrea Segrè</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Andrea Segrè è l&#8217;inventore di Last Minute Market, un&#8217;esperienza di lotta allo spreco condotta dai ricercatori della Facoltà di agraria dell&#8217;Università di Bologna (da lui presieduta) che in pochi anni ha rimesso in circolo beni alimentari e non solo, messi fuori dal mercato convenzionale perché non più commercializzabili. Attraverso questo contatto tra aziende e organizzazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2249" title="libro-cirri-segre" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/libro_cirri.jpg" alt="" width="150" height="216" /><strong>Andrea Segrè</strong> è l&#8217;inventore di Last Minute Market, un&#8217;esperienza di<strong> lotta allo spreco </strong>condotta dai ricercatori della Facoltà di agraria dell&#8217;Università di Bologna (da lui presieduta) che in pochi anni ha rimesso in circolo beni alimentari e non solo, messi fuori dal mercato convenzionale perché non più commercializzabili. Attraverso questo contatto tra aziende e organizzazioni di solidarietà si sono ridotti gli sprechi e nel contempo si sono attuate azioni di aiuto concreto verso migliaia di persone.</p>
<p>Questa esperienza straordinaria viene presentata attraverso lo sguardo ironico e provocatorio dei due autori (insieme a Segrè, <strong>Massimo Cirri</strong>, conduttore e ideatore della trasmissione radiofonica Caterpillar su Radio Due) e dal loro dialogo serrato, che in maniera divertente esplicita le regole per un consumo consapevole, tra spreco, pubblicità, mercato, solidarietà. Una sorta di &#8220;<strong>elogio allo spreco</strong>&#8220;, se esso può schiudere strade per uno sviluppo solidale e sostenibile.</p>
<h3><strong>Massimo Cirri &#8211; Andrea Segrè </strong></h3>
<h3><strong>Dialogo sullo SprEco<br />
</strong></h3>
<h3><strong>Promomusic</strong></h3>
<h3><strong>12 euro</strong></h3>
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		<title>Intervista ad Alessandro Bergonzoni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I dialoghi di valore]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[essenzialità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Definirlo attore, scrittore o comico è riduttivo. Alessandro Bergonzoni sfugge davvero a qualsiasi classificazione. Forse quella che gli potrebbe calzare di più è “ricercatore interiore”. Una ricerca che si esplicita attraverso il linguaggio, dove una parola richiama l’altra e dove l’utilizzo delle forme della retorica diventa un modo per dissacrare, rompere con i pregiudizi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2031" title="alessandro-bergonzoni" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/alessandro-bergonzoni-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Definirlo attore, scrittore o comico è riduttivo. Alessandro Bergonzoni sfugge davvero a qualsiasi classificazione. Forse quella che gli potrebbe calzare di più è “<strong>ricercatore interiore</strong>”.<br />
Una ricerca che si esplicita attraverso il linguaggio, dove una parola richiama l’altra e dove l’utilizzo delle forme della retorica diventa un modo per dissacrare, rompere con i pregiudizi e i pensieri scontati, lasciandosi trasportare dal suono e dal significato delle parole. Quasi un lavoro filologico, il suo, e un grande lavoro di ricerca sul linguaggio per esprimere vita e pensiero.</p>
<h3>Ma da dove nasce tutta l’energia che trasmetti non solo quando sei sul palcoscenico, ma anche quando dialoghi semplicemente con le persone?</h3>
<p>Posso dire che fin da piccolo sono stato “posseduto” da un’energia più forte di me che mi ha spinto a fare le esperienze di cui avevo bisogno senza che in qualche modo riuscissi a controllarla. È qualcosa di esterno da me che ha guidato i miei percorsi professionali e personali.</p>
<h3>Cominciamo parlando dei temi della nostra rivista. Che cos’è per te il biologico? È una moda, una scelta salutistica, una scelta di vita?</h3>
<p><strong>Per me è una scelta di ricerca, è un “mestiere dell’attenzione”, è una ricerca dell’essenza, del non spreco, di un’intelligenza dell’alimentazione.</strong><br />
Il problema del biologico è quello della complessità: per avvicinarsi bisogna capire, indagare, riflettere, perdere tempo. E oggi è più facile tagliare corto, classificare&#8230; Noi lavoriamo sempre sul tema del “facciamo in fretta”.<br />
Ma quest’epoca è finita: <strong>dobbiamo tornare indietro o, meglio, “tornare avanti”: cominciare a fermarsi per muoversi, cominciare a vedere per andare oltre.</strong> Tutto questo è impegnativo. Chi ha bisogno di mantenere l’industria dell’alimentazione, un certo modo arretrato di concepirla, ha interesse a vestire anche il cibo di impossibilità (è impossibile mangiare più sano…) quindi la gente si spaventa. E la paura porta scompiglio, così le persone non si fermano, non pensano.</p>
<h3>Come hai incontrato la medicina antroposofica?</h3>
<p>Ho conosciuto alcune persone che lavoravano in questo ambito anche attraverso alcuni incontri organizzati per la Casa dei risvegli Luca De Nigris. Avevo già letto alcuni libri di Steiner che mi avevano portato a riflettere sul grande collegamento anima &#8211; corpo e spirito &#8211; uomo.<br />
Sono molto stanco dei problemi “umani” delle persone. Mi interessa molto di più trascendere il dato reale, scientifico, per andare oltre. Si tratta di una ricerca interiore.<br />
Mi fa piacere (attraverso la comicità, ma anche attraverso altre testimonianze) portare questo concetto di “analisi dell’inconcepibile”, che sicuramente l’antroposofia mi ha fatto capire. <strong>La meraviglia dell’inconcepibile: poter parlare d’altro.</strong><br />
È un problema di “alimentazione culturale”: ci rendiamo conto che determinata cultura produce tumori al pancreas della nostra intelligenza? Che quello di insano che noi stiamo ingurgitando nella cultura porta a delle malattie interiori che sono più gravi di quelle che ci può portare del cibo chimico, avariato o cancerogeno? <strong>Oggi siamo molto interessati all’aria, al cibo, ma non al cibo per la mente.</strong></p>
<h3>Tu hai la sensazione di “muovere le anime” quando ti esibisci in teatro?</h3>
<p>La gente nei miei spettacoli ha un alibi: la comicità, la risata. Pensa, entra in altri mondi, usa la fantasia, però poi torna a casa credendo di aver risolto così i problemi. Finita la parte di spettacolo ci sono un’assuefazione e un ritorno alla vita normale.<br />
La gente non cambia modello. <strong>La gente fa avvenire le cose solo quando irrompe nella vita qualcosa di forte:</strong> un tumore, una violenza, un tracollo economico. In questo ho rabbia e frustrazione: la gente ancora necessita di eroi o di esperienza per spingersi alla ricerca interiore. Quando invece faccio incontri pubblici negli ospedali o negli ex manicomi le persone si fanno toccare di più.</p>
<h3>Dal tuo modo di vedere emerge l’esigenza di un ritorno all’essenzialità…</h3>
<p><strong>Più che altro un ritorno alla potenza interiore, alla scissione tra potere e potenza. </strong><br />
Il potere è dominio, controllo, abuso. La potenza è libertà, anarchia, arte, fantasia, metamorfosi e anima. Siamo abituati ad usare il potere o a subirlo.</p>
<p>Non c’è questa terza via che è l’uso della potenza, dell’energia.<strong> L’unica via è una rienergizzazione dei nostri canali essenziali: è l’oltre, la parte divina che è in noi. Non usiamo e non cerchiamo più questa potenza.<br />
</strong>Invece siamo noi i detentori di miracoli, invenzioni, cambiamenti, di arte. Siamo moventi e depositari, referenti, produttori e riceventi di quest’arte.<br />
<strong>Sicuramente l’unica strada è quella dell’essenza.</strong> Forse non è unico il modo di arrivarci, ma l’arrivo o la partenza sono unici e sono quelli della potenza, dell’energia.<br />
Sono sconvolto da questo bisogno di dare categorie che c’è invece oggi: se pensi all’anima sei cattolico, altrimenti sei laico… È il dogmatismo che mi preoccupa.<br />
La volgarità è quello che vediamo oggi: <strong>la mancanza di idee, di energia, il tutto messo a tacere da quello che si vede, da ciò che sembra.</strong></p>
<h3>Sei da anni testimonial della Casa dei risvegli “Luca De Nigris” di Bologna che si occupa di persone in coma. Qual è la cosa più importante che ti ha dato questa esperienza?</h3>
<p>Lì ho voluto andare a vedere la necessità di interessarsi all’oltre non soltanto da danneggiati. Non sono mai entrato in coma o non ho mai avuto amici o parenti che hanno toccato questa esperienza. <strong>E oggi come oggi sembra che sia impossibile interessarsi ad una cosa che non ci tocca. Ma i temi profondi, non ci toccano anche se non ne siamo colpiti? </strong><br />
Abbiamo bisogno di essere bombardati in casa per capire l’11 settembre?<br />
Non c’è un’occasione per andare a vedere” oltre”, ma te la devi cercare tu, e questa è stata l’occasione per il tema della rinascita, del risveglio che tocca ognuno di noi e non attraverso il risveglio dal coma, ma attraverso i risvegli che abbiamo in diversi momenti della nostra vita.<br />
Ecco cosa mi ha permesso di fare.</p>
<h4>Chi è?</h4>
<p>Alessandro Bergonzoni nasce a Bologna nel 1958. Lunghissima la lista delle sue opere teatrali (che dal 1982 si succedono incessanti e vengono proposte nei teatri in Italia e all’estero) e degli spettacoli realizzati anche per la televisione e la radio. Ma Bergonzoni è anche scrittore (“Le balene restino sedute”, 1982, ; “Il Canto del Giallo”, 1993; “Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni”, 1995; “Opplero, storia di un salto”, 1999; “Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa”, 2005) e pittore: nel 2008 ha inaugurato la sua prima personale d’arte a Napoli. Nel 2009 esce il suo ultimo libro, “Bastasse grondare”. <a href="http://www.alessandrobergonzoni.it" target="_blank">www.alessandrobergonzoni.it</a></p>
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		<title>Le chiavi dicotomiche Eugea</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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L’avreste mai detto che un libro di classificazione di alberi e insetti fosse così divertente e spassoso da leggerlo tutto d’una fiato? È questa la sensazione che si prova scorrendo le pagine della collana “Le chiavi dicotomiche Eugea” dedicate agli alberi e agli insetti, parte di un progetto più ampio che vede impegnati i ricercatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2023" title="le-chiavi-dicotomiche-eugea-alberi" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/alberi-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" />L’avreste mai detto che un libro di classificazione di alberi e insetti fosse così divertente e spassoso da leggerlo tutto d’una fiato?<br />
È questa la sensazione che si prova scorrendo le pagine della collana “<strong>Le chiavi dicotomiche Eugea</strong>” dedicate agli alberi e agli insetti, parte di un progetto più ampio che vede impegnati i ricercatori della <strong>facoltà di agraria dell’Università di Bologna</strong>. L’iniziativa è molto semplice e nello stesso tempo ambiziosa: avvicinare gli abitanti delle città alla natura, offrendo chiavi interpretative per poterla conoscere, decifrare e… utilizzare.<br />
Insomma, in forma divertente e con le belle illustrazioni di Agnese Baruzzi, Eugea ci offre una nuova finestra per scoprire il mondo, per guardarci intorno in modo più attivo e per accorgerci che classificare piante e insetti non è solo cosa da esperti.<br />
La passeggiata “virtuale” che compiamo insieme all’entomologo serve a mettere ordine: così, imparando a <strong>classificare gli alberi</strong> in base alla forma delle foglie, possiamo distinguere le div<img class="alignright size-medium wp-image-2022" title="le-chiavi-dicotomiche-eugea-insetti" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/insetti-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" />erse famiglie e questo ci rende più agevole dare un nome agli alberi. Anche se l’impresa diventa più ardua con gli <strong>insetti</strong>, non dobbiamo scoraggiarci: sono più di 30 le famiglie annoverate ma le descrizioni delle singole specie sono così utili che impareremo ad apprezzare questi animali così spesso utili ancora di più.<br />
Le chiavi dicotomiche sono uno dei modi per avvicinarci al mondo di Eugea, così affascinante e che comprende farfalle e giardini letterari &#8211; dove il mondo della natura e quello degli scrittori e dei poeti si è avvicinato e riconosciuto – e tanti altri progetti. E possiamo sperimentare che, anche solo un piccolo vaso sul balcone, disseminato di fiori, può portare un angolo di natura e di splendidi colori nei nostri appartamenti.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://www.eugea.it" target="_blank">www.eugea.it</a></p>
<p>I due volumi:</p>
<h3>Le chiavi dicotomiche Eugea &#8211; Gli insetti</h3>
<h3>Le chiavi dicotomiche Eugea &#8211; Gli alberi</h3>
<h3>A cura di Gianumberto Accinelli, con la prefazione di Giorgio Celli</h3>
<h3>Eugea Edizioni &#8211; Euro 8,90 a volume</h3>
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		<title>&#8220;Ecoalfabeto&#8221; di Fritiof Capra</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 14:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetta Frare]]></category>
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Riproponiamo questo libro di Fritjof Capra per due motivi: il primo di ordine “stilistico”. Come tutti i grandi pensatori, dopo aver prodotto volumi capitali per la fisica applicata all’ecologia e agli ecosistemi, Capra sa ridurre il suo pensiero all’essenza, alla semplificazione, senza che i suoi concetti perdano di intensità. Il secondo motivo è invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1807" title="ecoalfabeto-fritjof-capra" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/06/ecoalfabeto-capra.jpg" alt="" width="200" height="272" />Riproponiamo questo libro di Fritjof Capra per due motivi: il primo <strong>di ordine “stilistico”</strong>. Come tutti i grandi pensatori, dopo aver prodotto volumi capitali per la fisica applicata all’ecologia e agli ecosistemi, Capra sa ridurre il suo pensiero all’essenza, alla semplificazione, senza che i suoi concetti perdano di intensità.<br />
Il secondo motivo è invece<strong> di ordine pedagogico</strong>: questo piccolo libro, che sembra rivolto ai bambini in realtà è dedicato a noi tutti e ci propone di riconciliarci con l’ambiente e con il mondo che ci circonda, così spesso devastato, attraverso la pratica dell’<strong>orticoltura</strong>.<br />
Ci racconta degli orti che si stanno diffondendo nelle scuole americane  per avvicinare i bambini alla terra e così ci ricorda e ci avvicina al<strong> ciclo delle stagioni</strong>, dove ogni cosa ha la sua circolarità che procede al ritmo della vita:  “Ogni cosa alla sua stagione. Mentre alcune cose crescono, altre devono diminuire. Come la decomposizione delle foglie cadute l’anno scorso fornisce sostanze nutritive per la nuova crescita di questa primavera, così certe istituzioni devono essere lasciate al loro declino e decadimento &#8211; come ci ricorda Hazel Henderson &#8211; di modo che il loro capitale e i loro talenti umani possano essere liberati e riciclati per creare nuove organizzazioni”.<br />
È lì, con le mani sprofondate nella terra che i bambini e noi tutti impariamo il principio della<strong> catena alimentare</strong>: dal seme, che trova il suo posto sulla terra e grazie al calore del sole e all’acqua germoglia e cresce, fino alla pianta e al suo frutto maturo e pronto per essere raccolto e preparato per diventare infine cibo. Ad esso hanno contribuito i cicli cosmici, del sole e della luna, e le energie che gli organismi viventi che popolano la terra hanno impiegato per nutrirla.<br />
La teoria di Capra diventa così <strong>pratica ecologica concreta</strong> in un mondo che spesso sembra aver perso il contatto con la vita e sembra aver dimenticato quanto noi stessi ne facciamo parte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ho sognato una banca. Dieci anni sulla strada di Banca Etica</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 15:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Quando una biografia diventa la biografia di un’idea diventata realtà. E’ il caso di Fabio Salviato e di Banca Etica, una nuova idea di banca ed un’ideale di finanza e di economia divenuta realtà grazie alla volontà e ai sogni di un gruppo di persone: con Salviato, l’inseparabile Marco Piccolo ma anche i tanti uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/05/Copertina_Ho-sognato-una-banca_low1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1621" title="ho-sognato-una-banca-salviato" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/05/Copertina_Ho-sognato-una-banca_low1-188x300.jpg" alt="" width="188" height="300" /></a>Quando una biografia diventa la biografia di un’idea diventata realtà.</h3>
<p>E’ il caso di Fabio Salviato e di Banca Etica, una nuova idea di banca ed un’ideale di finanza e di economia divenuta realtà grazie alla volontà e ai sogni di un gruppo di persone: con Salviato, l’inseparabile Marco Piccolo ma anche i tanti uomini e donne delle realtà associative più importanti del nostro paese che hanno lavorato con lui alla costruzione di Banca Etica. Il libro ripercorre non solo la biografia dell’autore, ma anche le tante realtà nazionali e internazionali che hanno ispirato quel sogno, l’hanno sostenuto, l’hanno realizzato. Una “storia di successo”, come scrive Ilvo Diamanti nella sua Prefazione, e che per questo merita di essere letta ed ascoltata, oggi, in un momento in cui la fiducia nel sistema bancario tradizionale si è persa; oggi che tanti istituti bancari, sulla scia di <a href="http://www.bancaetica.com" target="_blank">Banca Etica</a> e per riconquistare proprio quella fiducia perduta di tanti consumatori, inventano prodotti etici per recuperare il tempo perduto. Attraverso questa storia popolata di persone e di idee, passano alcuni dei movimenti più significativi ed incisivi del cosiddetto Terzo Settore italiano degli ultimi trent’anni: il commercio equo e solidale, il microcredito, le Banche Etiche europee, Libera Terra (che Banca Etica accompagna nella sua lotta contro l’illegalità), il pacifismo, il biologico.</p>
<p>I sogni di Salviato non si fermano qui ed il progetto di una nuova, grande Banca Etica europea è il nuovo orizzonte che si profila: insieme ai palestinesi di Parc, che lottano per la difesa delle proprie terre, ai pionieri dei kibbutz, agli steineriani francesi, ai Baschi di Mondragon, in una prospettiva planetaria.</p>
<h3>Fabio Salviato presenterà il libro all&#8217;evento &#8220;<a href="http://www.ecor.it/ecorincontra2010">Ecor Incontra alla Festa di Primavera</a>&#8221;<br />
domenica 16 maggio alle ore 11 a San Vendemiano (Treviso).</h3>
<h4>Ho sognato una banca. Dieci anni sulla strada di Banca Etica<br />
Fabio Salviato, in collaborazione con Mauro Meggiolaro<br />
Feltrinelli 2010, 15 euro</h4>
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		<title>&#8220;Gli additivi alimentari&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 14:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Un libro necessario. Non potrebbe altro che definirsi così la guida, frutto di un paziente lavoro di studio e dell’esperienza di Matteo Giannattasio e della moglie Carmen Rucabado Romero, impegnati da anni nella ricerca in questo campo e, il primo, come consulente scientifico del Servizio di Allergologia dell&#8217;Ospedale dermatologico San Gallicano di Roma. Un libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/03/libro_giannattasio1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1310" title="libro_giannattasio" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/03/libro_giannattasio1.jpg" alt="" width="179" height="280" /></a>Un libro necessario. Non potrebbe altro che definirsi così la guida, frutto di un paziente lavoro di studio e dell’esperienza di <a href="http://www.valorealimentare.it/category/autori/matteo-giannattasio/">Matteo Giannattasio</a> e della moglie Carmen Rucabado Romero, impegnati da anni nella ricerca in questo campo e, il primo, come consulente scientifico del Servizio di Allergologia dell&#8217;Ospedale dermatologico San Gallicano di Roma. Un libro agile, che ci aiuta a districarci tra le tante sigle che, in caratteri quasi invisibili, popolano le etichette dei prodotti che compriamo.<br />
Il volume si compone di diverse parti: nella prima, gli autori spiegano che cosa siano gli additivi e i rischi se si superano le dosi giornaliere consigliate con un elenco ed una spiegazione dettagliata per ciascuna categoria (edulcoranti, coloranti, conservanti, antiossidanti, agenti gelificanti, emulsionanti, acidificanti e regolatori dell’acidità, esaltatori di sapidità, antiagglomeranti, agenti di resistenza, agenti di rivestimento, propellenti, etc etc).<br />
Particolare accento viene posto sull’importanza di una lettura accurata delle etichette di cui il libro ci offre un’interpretazione decisamente chiarificatrice, che ci mette in guardia da frasi ambigue o deliberatamente poco chiare che possono trarre in inganno quando acquistiamo un prodotto, creando veri e propri equivoci.<br />
Segue l’elenco e la classificazione degli additivi: non tutti infatti nuocciono alla salute ed è utile distinguere tra quelli a rischio di provocare intolleranze  allergie, quelli da evitarsi assolutamente e quelli che invece possono essere assunti senza pericolo sulla base delle prove tossicologiche effettuate. Nella seconda parte, si parla di biologico e di confronto tra biologico e convenzionale.<br />
Nei prodotti organici trasformati, sono consentiti circa 50 tra i 350 annoverati e gli autori li menzionano tutti, per poi evidenziare, mediante un’utile tabella comparativa, le differenze esistenti tra biologico e convenzionale per quanto riguarda il numero e la natura degli additivi che possono essere presenti nei prodotti di più largo consumo (pane, prodotti per la colazione, dolci e caramelle, prodotti da forno, bevande analcoliche, gelati, maionese e salse per insalate, prodotti a base di carne).<br />
Infine, i consigli dietetici per chi volesse attuare una dieta priva del tutto o soltanto di determinate categorie di additivi e un utilissimo elenco degli additivi con l’indicazione dei prodotti alimentari in cui si possono trovare. Il libro è distribuito<a href="http://www.ecor.it/negozi-biologici-ricerca.asp"> nei negozi biologici</a> di tutta Italia.</p>
<h3>Carmen Rucabado Romero, Matteo Giannattasio<br />
&#8220;Gli additivi alimentari&#8221; &#8211; una guida<br />
2009, Edizioni L&#8217;Aratro<br />
euro 13,50</h3>
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		<title>&#8220;Dalla parte degli ultimi&#8221; di Vandana Shiva</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Chi vuole ripercorrere la biografia di una delle paladine più importanti e autorevoli della biodiversità non può perdersi la lettura di questo libro, frutto della collaborazione e dell’affinità tra la fisica indiana e l’associazione Slow Food guidata da Carlo Petrini. Leggendo queste pagine, non si può fare a meno di collegare l’educazione della Shiva, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>Chi vuole ripercorrere la biografia di una delle paladine più importanti e autorevoli della biodiversità non può perdersi la lettura di questo libro, frutto della collaborazione e dell’affinità tra la fisica indiana e l’associazione Slow Food guidata da Carlo Petrini.<br />
Leggendo queste pagine, non si può fare a meno di collegare l’educazione della Shiva, la cui famiglia è stata da sempre impegnata nella lotta per il superamento delle caste nell’India di Gandhi e nella causa contadina, alla sua attuale missione.<br />
Nata nel 1952 da un padre e una madre che in nome, appunto, del superamento del sistema delle caste, rinunciarono al proprio cognome d’origine per sceglierne uno neutro come “Shiva”, educata nelle migliori scuole inglesi, Vandana ha trascorso la sua infanzia tra le foreste dell’Uttar Pradesh, la più grande delle regioni indiane, e la fattoria gestita dalla madre subendo fin da piccolissima il fascino e la maestosità della natura in cui si trovava immersa.<br />
Una famiglia estremamente liberale la sua e “femminista” che insegna alla futura fisica ad amare le foreste, a superare la diversità tra i sessi, a schierarsi tra gli ultimi, a non sentirsi privilegiata o superiore agli altri. Ed è questa la cifra dell’impegno di Vandana, studiosa di fisica quantistica e dottoranda in Canada negli anni ’80 ma nello stesso tempo accanto alle contadine dell’Himalaya che si battono contro la sfruttamento delle foreste.<br />
Da lì alla fondazione dell’associazione Navdanya, per proteggere la diversità delle sementi e creare un luogo di promozione, pratica e diffusione dell’agricoltura biologica, il passo è breve.<br />
Vandana Shiva ha collaborato con i governi di tutto il mondo in qualità di consulente per l’agricoltura e l’ambiente e nel 2003 la rivista Time l’ha proclamata “eroe dell’ambiente”, mentre nel 2005 ha ricevuto la nomination per il premio Nobel per la pace. Il libro di Slow Food ripercorre le tappe essenziali della sua vita e della sua riflessione.</p>
<h3>Vandana Shiva<br />
&#8220;Dalla parte degli ultimi&#8221;<br />
Una vita per i diritti dei contadini<br />
2008, Slow Food Editore<br />
euro 13,50</h3>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Breve trattato sulla decrescita felice&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 17:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benedetta Frare]]></category>
		<category><![CDATA[Ecolibrarsi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris – Sud, è considerato il padre del movimento della decrescita, un’esperienza economica ma anche politica che, partita come iniziativa di opposizione all’ideologia della crescita economica infinita, si è concretizzata in una serie di esperienze e di pratiche che stanno contagiando diverse famiglie, comunità, enti pubblici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/11/decrescita-serena1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-463" title="decrescita-serena" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/11/decrescita-serena1.jpg" alt="decrescita-serena" width="189" height="325" /></a>Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all’Università di Paris – Sud, è considerato il padre del movimento della decrescita, un’esperienza economica ma anche politica che, partita come iniziativa di opposizione all’ideologia della crescita economica infinita, si è concretizzata in una serie di esperienze e di pratiche che stanno contagiando diverse famiglie, comunità, enti pubblici. Il libro è la summa del pensiero di Latouche, ne sintetizza l’evoluzione e ne descrive l’attualità, esempio dopo esempio, dagli Stati Uniti all’Italia. <span id="more-336"></span>Dopo un’analisi precisa e documentata sugli studi e i pronunciamenti a livello internazionale che hanno provato come l’attuale modello economico non sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche umano, Latouche passa in rassegna le otto “R” su cui si basano le pratiche del suo movimento e su cui fondare il cambiamento sociale: Rivalutare (ovvero cambiare la scala di valori, mettendo al primo posto l’altruismo, la collaborazione, il tempo libero, la vita sociale, il locale, l’autonomia), Riconcetualizzare (o ridefinire / ridimensionare, ovvero vedere in un altro modo la realtà); Ristrutturare (cioè “adeguare l’apparato produttivo e i rapporti sociali al cambiamento dei valori); Ridistribuire (ripartire le ricchezze e l’accesso al patrimonio naturale); Rilocalizzare (produrre localmente la maggior parte dei beni); Ridurre (diminuire l’impatto dei nostri modi di produrre e consumare); Riutilizzare e riciclare. Principi che, se possono essere applicati a livello individuale e di comunità di famiglie (e di esempi ce ne sono molti anche in Italia, come le famiglie che aderiscono a Bilanci di giustizia), risultano molto più efficaci se declinati a livello di scelte politiche locali: dai criteri per le gare d’appalto per le forniture ai servizi pubblici, al rifiuto dell’uso dei pesticidi nella manutenzione dei giardini; all’investimento nel trasporto pubblico locale. Latouche chiude proponendo il programma politico della decrescita, da applicare sul piano dei governi. Non si tratta semplicemente dell’enunciazione di principi, ma di una descrizione dettagliata e concreta per applicare, a livello politico e macroeconomico, i principi della decrescita. Una sfida che i governi di oggi, impegnati a fronteggiare una crisi senza precedenti, dovrebbero raccogliere.</p>
<p><strong>Serge Latouche</strong></p>
<p><strong>Breve trattato sulla decrescita serenza</strong></p>
<p><strong>2008, Bollati Boringhieri</strong></p>
<p><strong>Euro 9</strong></p>
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