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	<title>Valore Alimentare &#187; Curiosando, indagando&#8230;scoprendo!</title>
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	<description>biologico, alimentazione e salute</description>
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		<title>La bevanda che aiuta a ridurre il colesterolo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 15:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti e salute]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosando, indagando...scoprendo!]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Frutta e verdura di stagione]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Si tratta di una bevanda contenente latte scremato, fermenti lattici dello yogurt e fitosteroli (1,6 g per 100 ml). Questi ultimi sono sostanze di origine vegetale che attualmente l’industria ricava dagli scarti ottenuti dall’estrazione della cellulosa dal legno nel processo di produzione della carta. I fitosteroli hanno la proprietà di impedire l’assorbimento intestinale del colesterolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-full wp-image-2453" title="inside-dietro-angolo" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/10/icona-inside.jpg" alt="" width="171" height="171" />Si tratta di una bevanda contenente latte scremato, fermenti lattici dello yogurt e fitosteroli (1,6 g per 100 ml).</h3>
<p>Questi ultimi sono sostanze di origine vegetale che attualmente l’industria ricava dagli scarti ottenuti dall’estrazione della cellulosa dal legno nel processo di produzione della carta.</p>
<p><strong>I fitosteroli hanno la proprietà di impedire l’assorbimento intestinale del colesterolo </strong>che si ingerisce con gli alimenti animali perché hanno una struttura simile.</p>
<p><strong>La bevanda contiene anche oligofruttosio</strong>, una fibra alimentare del gruppo dell’inulina che ha attività prebiotica (stimola la crescita di microrganismi della flora intestinale, come i bifidobatteri) e che si ricava per lo più dalle radici di cicoria, aromi di sintesi e ben otto additivi: addensanti (pectina, E 440; amido modificato di mais; gomma di guar, E 412); correttori di acidità (acido citrico, E 330; citrato di sodio, E 331; citrato di calcio, E 333) edulcoranti (aspartame, E 951; acesulfame K, E 950).</p>
<h3>La bevanda riduce davvero il colesterolo?</h3>
<p>Può avere un effetto benefico nelle modeste ipercolesterolemie causate dal consumo di prodotti contenenti colesterolo, cioè quelli animali (in primo luogo carne e formaggi).</p>
<p>Poiché gli alimenti vegetali non contengono colesterolo, si deve presumere che i vegetariani assoluti (i vegani), non traggano nessun beneficio dall’assunzione della bevanda.</p>
<p>Il suo consumo non deve comunque mai essere un alibi per abusare di prodotti animali. Questi alimenti, infatti, contengono non solo colesterolo, ma anche acidi grassi saturi &#8211; responsabili anch’essi dell’aumento della colesterolemia &#8211; sul cui assorbimento intestinale i fitosteroli presenti nella bevanda sono del tutto inattivi.</p>
<p><strong>L’etichetta del prodotto recita “la bevanda, insieme ad una vita attiva e ad una dieta equilibrata, aiuta a ridurre il colesterolo già dopo 3 settimane”. </strong>Ma, se c’è una modesta ipercolesterolemia dipendente da eccessi alimentari, una vita attiva e una dieta davvero equilibrata (tendenzialmente o del tutto vegetariana) potrebbero anche bastare da sole a ridurre il colesterolo.</p>
<p>È stato accertato che il consumo continuativo e in quantità quotidiane di 2-3 grammi di fitosteroli può portare ad una lieve riduzione dei carotenoidi nel plasma, cui si può ovviare includendo le 5 porzioni raccomandate di frutta e verdura e prediligendo quelle di colore verde scuro, giallo e arancio.</p>
<p><strong>Recita sempre l’etichetta che il prodotto “potrebbe non essere adatto alle donne in gravidanza, durante l’allattamento e per i bambini di età inferiore ai 5 anni”.</strong> Perché “potrebbe”? Un prodotto o è o non è adatto all’alimentazione…</p>
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		<title>Dentifrici: ma che ci mettiamo in bocca?</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosando, indagando...scoprendo!]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[additivi]]></category>
		<category><![CDATA[dentrifici]]></category>
		<category><![CDATA[tensioattivi]]></category>

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La maggior parte dei dentifrici in vendita nei supermercati, oltre a contenere tensioattivi, è farcita di additivi (che l’etichetta non dichiara apertamente perché riporta la denominazione chimica dell’additivo, ma non il codice europeo corrispondente composto dalla lettera E seguita dal numero a 3 o 4 cifre). Ecco quanti ne ho trovati in un dentifricio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>La maggior parte dei dentifrici in vendita nei supermercati, oltre a contenere tensioattivi, è farcita di <strong>additivi </strong>(che l’etichetta non dichiara apertamente perché riporta la denominazione chimica dell’additivo, ma non il codice europeo corrispondente composto dalla lettera E seguita dal numero a 3 o 4 cifre).</p>
<p>Ecco quanti ne ho trovati in un dentifricio di largo consumo che si può acquistare sugli scaffali dei supermercati:  <em>sorbitolo</em> (è l’edulcorante E 420), <em>diossido di silicio</em> (E 552, sostanza che evita l’agglomerazione), <em>glicerina</em> (E 422), <em>cloruro di potassio</em> (E 508), <em>cellulose gum</em> (E 466, sale di sodio della carbossimetilcellulosa), <em>saccarina sodica</em> (E 954, edulcorante artificiale), <em>fosfato trisodico</em> (E 339, sale inorganico), <em>tocophenyl acetate</em> (antiossidante artificiale non permesso come additivo alimentare e quindi privo di codice europeo), <em>acido citrico</em> (E 330, regolatore di acidità), <em>sodio benzoato</em> (E 211, conservante), <em>BHT</em>, <em>butil idrossi toluolo</em> (E 321, antiossidante artificiale), <em>biossido di titanio</em> (CI 77891, un colorante bianco per uso cosmetico).</p>
<p>Dunque, ogni volta che ci si lava i denti con un dentifricio del genere, le mucose della vostra bocca vengono a contatto, oltre che con tensioattivi, con più di 10 additivi, tutti di sintesi. Nei negozi biologici potete trovare dentifrici che sono del tutto privi di queste sostanze.</p>
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		<title>Le nanoparticelle</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 11:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosando, indagando...scoprendo!]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[nanoparticelle]]></category>
		<category><![CDATA[polveri antropiche]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Anni fa, si era nel 1997, la dottoressa Antonietta Gatti fece una scoperta all’apparenza banale ma che sta sconvolgendo certi aspetti della medicina. Se io ingerisco qualcosa di piccolo, piccolo come un granello invisibile di polvere, e questo granello è inorganico, solido e non biodegradabile, non è affatto vero che lo elimino come si era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-513" title="a-tavola" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/12/a-tavola.jpg" alt="a-tavola" width="270" height="142" />Anni fa, si era nel 1997, la dottoressa Antonietta Gatti fece una scoperta all’apparenza banale ma che sta sconvolgendo certi aspetti della medicina.<br />
Se io ingerisco qualcosa di piccolo, piccolo come un granello invisibile di polvere, e questo granello è inorganico, solido e non biodegradabile, non è affatto vero che lo elimino come si era sempre creduto con un atto di fede mai messo alla prova dei fatti.<span id="more-510"></span><br />
Nei fatti, invece, questi granelli di dimensioni che vanno da qualche centesimo fino a qualche milionesimo di millimetro ce li ritroviamo, magari non tutti ma di sicuro in parte, imprigionati nei nostri tessuti. Il passaggio è semplice e rapido: dall’apparato digerente al sangue e da lì a tutti gli organi. Non essendo capaci di eliminarli, i nostri tessuti isolano quei corpi estranei formandovi intorno un altro tessuto chiamato ‘di granulazione’, un tessuto infiammatorio che non guarisce e che ha probabilità tutt’altro che remote di trasformarsi in un cancro.<br />
Ma queste formazioni passano anche da madre a feto dove provocano malformazioni o, quando sono ancora nel sangue, nei soggetti particolarmente predisposti che non sono rari, innesca la formazione di trombi, cioè di coaguli liberi di correre all’interno dei vasi. Senza voler spaventare nessuno, si tratta di un fenomeno cui prestare attenzione. L’origine di queste particelle così insidiose può essere naturale: eruzioni vulcaniche o polveri da incendi boschivi, per esempio. Ma quel tipo di particolato pone pochi problemi a livello di salute, e questo perché quelle polveri sono relativamente scarse e sono relativamente grossolane. E più la polvere è grossa, meno facilmente valica la barriera gastro-intestinale e penetra all’interno dei nostri tessuti. Il problema sono le polveri antropiche, vale a dire quelle prodotte dalle attività umane, specie quelle ad alta temperatura, perché più la temperatura è alta e più fini sono le particelle. Motori a scoppio, industrie varie, inceneritori… Ma come starne alla larga?</p>
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		<title>Le salviette rinfrescanti</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosando, indagando...scoprendo!]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[rinfrescante]]></category>
		<category><![CDATA[salvietta]]></category>
		<category><![CDATA[volo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Appena l’aereo è in quota, l’assistente di volo si premura di darci una bustina che contiene una salvietta dal dichiarato ma improbabile potere rinfrescante (refreshing towel si può leggere a chiare lettere sulla bustina che la contiene). In effetti si dovrebbe chiamare più propriamente salvietta sgrassante/disinfettante perché, a parte qualche molecola di sintesi che evoca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-507" title="maschera-gas" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/12/maschera-gas.jpg" alt="maschera-gas" width="270" height="95" />Appena l’aereo è in quota, l’assistente di volo si premura di darci una bustina che contiene una salvietta dal dichiarato ma improbabile potere rinfrescante (refreshing towel si può leggere a chiare lettere sulla bustina che la contiene). In effetti si dovrebbe chiamare più propriamente salvietta sgrassante/disinfettante perché, a parte qualche molecola di sintesi che evoca un profumo di scadente qualità, il liquido che impregna la carta non contiene altro che detergenti e antisettici. <span id="more-502"></span>Questi sono elencati sulla bustina (di norma in inglese) ma i caratteri sono così piccoli che si stenta a leggerli. Vale però la pena di fare uno sforzo visivo perché la salvietta potrebbe contenerne qualcuno che non è del tutto innocuo.</p>
<p>Seguitemi nella lettura:</p>
<p><strong>PPG-1-PEG-9 Lauryl Glycol Ether</strong>, un detergente di sintesi che può essere irritante per gli occhi e causare dermatiti allergiche da contatto. Ignota la biodegradabilità.<br />
<strong>Imidazolidinyl Urea</strong>, un derivato della formaldeide usato come conservante. Può causare dermatiti da contatto ed è ecotossico.<br />
<strong>Methylisothiazolinone e Methylchloroisothiazolinone</strong>, conservanti noti anche come Kathon. Causano dermatiti allergiche da contatto. Sono ecotossici.<br />
<strong>Phenoxyethanol, methyparaben, propylparaben</strong>, conservanti che possono dare dermatiti da contatto. Se ingeriti sono tossici per l’uomo e per gli animali.</p>
<p>Vi do un consiglio: se avete necessità di rinfrescarvi, basta bagnarvi la faccia con acqua fresca e per lavarvi le mani usate un buon sapone di Marsiglia (provvedete a fare questo in aeroporto prima di imbarcarvi). Così evitate rischi per la vostra salute e proteggete l’ambiente.</p>
<p>I dati sulla tossicità sono stati presi dai siti dell’U.S. National Toxicology Program (<a href="http://ntp.niehs.nih.gov/">ntp.niehs.nih.gov/</a>) e dell’U.S. National Institutes of Health, Household products database (<a href="http://householdproducts.nlm.nih.gov/">householdproducts.nlm.nih.gov</a>).</p>
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		<title>Perché la cipolla fa piangere?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Matteo Giannattasio]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
La cipolla contiene le alliine, comprendenti diverse cisteine solforate che, quando si taglia la cipolla, si degradano per via enzimatica liberando sostanze volatili, tra cui S-ossido di (Z)-tiopropanale, che è irritante per gli occhi. A contatto con la lacrima, questo composto si idrolizza in propanolo, acido solforico e idrogeno solforato per cui la lacrimazione è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-497" title="cipolle" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/12/cipolle1-199x300.jpg" alt="cipolle" width="199" height="300" />La cipolla contiene le alliine, comprendenti diverse cisteine solforate che, quando si taglia la cipolla, si degradano per via enzimatica liberando sostanze volatili, tra cui S-ossido di (Z)-tiopropanale, che è irritante per gli occhi.<br />
A contatto con la lacrima, questo composto si idrolizza in propanolo, acido solforico e idrogeno solforato per cui la lacrimazione è da considerare un mezzo escogitato dal nostro organismo per proteggersi dagli effetti irritanti di questa sostanza.<span id="more-493"></span></p>
<p>Per evitare di piangere si suole tagliare la cipolla tenendola immersa nell’acqua o sotto un filo di acqua corrente.<br />
Altre precauzioni che la tradizione tramanda sono:<br />
a) tenere la cipolla, prima di tagliarla, in frigorifero per 1 ora o in congelatore per 15 minuti;<br />
b) tenere un pezzo di pane tra i denti durante il taglio;<br />
c) utilizzare un coltello molto affilato, e, stando in piedi lontano il più possibile dalla cipolla che si sta tagliando;<br />
d) bagnare la cipolla prima di affettarla.</p>
<p>Provate questi metodi e fateci sapere quale funziona realmente.</p>
]]></content:encoded>
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