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	<title>Valore Alimentare &#187; Salute e bellezza</title>
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	<description>biologico, alimentazione e salute</description>
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		<title>Una fonte di benessere per affrontare il freddo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Durante la stagione invernale è ancora l’acqua a venirci in aiuto per fronteggiare i disturbi più comuni che indeboliscono il corpo in questa stagione. Con l’aiuto di un bagno caldo e di alcune benefiche piante anche a casa possiamo prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari. Un aiuto per rinforzare le difese del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-3598" title="bagni-terapeutici-acqua" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2012/01/2007_19_bellezza_bagno-acqua-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Durante la stagione invernale è ancora l’acqua a venirci in aiuto per fronteggiare i disturbi più comuni che indeboliscono il corpo in questa stagione. Con l’aiuto di un bagno caldo e di alcune benefiche piante anche a casa possiamo prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari.</h3>
<h3>Un aiuto per rinforzare le difese del nostro organismo</h3>
<p>Come possiamo aiutarci con l’acquama prevenire o a curare le malattie della brutta stagione? Sappiamo tutti, per averli sperimentati in prima persona, quali sono i disturbi più comuni nella stagione invernale: in primo luogo malattie catarrali a carico delle vie aeree (raffreddore, sinusite, otite, bronchite) oppure malattie febbrili (tonsilliti e influenza sono le più frequenti) accompagnate da mal di gola, tosse, dolori articolari, ecc. Un utile accorgimento per rinforzare le difese del nostro organismo in questa stagione è prendere l’abitudine di fare un’abluzione di tutto il corpo al mattino, al risveglio. Va fatta appena ci si alza dal letto, quando abbiamo ancora il calore del sonno. Ci si strofina vigorosamente tutto il corpo con un panno ruvido o unamanopola da bagno bagnata con una soluzione di rosmarino (ottenuta diluendo un cucchiaino da tè di latte al rosmarino in un litro di acqua fredda). Mi rendo conto che, con i ritmi spesso frenetici della quotidianità, può  sembrare difficile prendersi del tempo ma questo piccolo “rituale” può essere un’occasione preziosa per dedicarci a noi stessi e ai nostri cari. Questa abluzione può essere applicata anche ai bambini, ma non prima dei quattro, cinque anni. Bisogna però fare molta attenzione a che il bambino non prenda freddo, coprendo subito la parte del corpo che è stata frizionata. È bene non frizionare in modo scomposto, ma andare regolarmente dalla periferia al cuore. Si comincia dalla fronte, poi si prosegue con le guance dall’alto in basso, infine il collo fino al torace, fermandosi in prossimità del cuore. Poi si friziona il braccio sinistro in senso centripeto, cioè prima la mano, poi l’avambraccio, quindi il braccio e la spalla, fino al cuore. Poi si ripete lo stesso procedimento al braccio destro. Quindi si passa alle gambe, prima la destra, poi la sinistra, sempre con movimenti centripeti, continuati anche sull’addome, dal basso verso l’alto fino al cuore. Questa frizione va fatta con movimenti vigorosi e rapidi, deve durare non più di tre quattro minuti. È bene farla seguire da un riposo al caldo sotto le coperte per almeno quindici minuti.</p>
<h3>I bagni terapeutici</h3>
<p>Per chi, bambino o adulto, presenta catarro nelle vie aeree superiori, ha sempre il naso ostruito e respira a bocca aperta, è di grande aiuto fare, a giorni alterni, un bagno totale in una vasca in cui possa stare completamente immerso fino al collo, aggiungendo all’acqua del sale marino integrale e del succo di limone (per ogni cento litri di acqua occorrono quindici ml di succo di limone e millecinquecento grammi di sale, ovviamente fino perché si scioglie prima. Per sapere quanta acqua contiene la vasca si può usare un secchio graduato). Con questo bagno si danno al paziente, in pieno inverno, le virtù benefiche dell’acqua di mare, e in più le proprietà astringenti del succo di limone. Nelle regioni caratterizzate da un clima freddo e umido e quando il paziente, oltre che manifestazioni catarrali delle vie aeree, presenta dolori reumatici o muscolari, c’è un altro genere di bagno che può riuscire molto utile: si aggiunga questa volta all’acqua un estratto di torba, equiseto e ippocastano (per esempio usando Solum Uliginosum comp. additivo per bagno della Wala nella proporzione di dieci ml di questa soluzione per ogni cento litri di acqua). Sia la torba, composta da piante palustri “fossili” che l’equiseto e l’ippocastano sono vegetali che hanno un “buon rapporto” con l’acqua e l’umidità. Grazie al loro aiuto possiamo affrontare meglio le avversità delle stagione freddo-umida. Si può anche alternare i due tipi di bagni che abbiamo descritto.</p>
<p>La regola è quella di non farli durare più di quindici – venti minuti e di ripeterli per un periodo di uno o due mesi. È necessario stare molto attenti alla temperatura dell’acqua: non deve essere più di trentasette gradi, cioè non più calda della nostra temperatura interna, ma non deve scendere sotto i trentacinque gradi.</p>
<p>Se diminuisce troppo rapidamente, occorre aggiungere altra acqua calda. Il paziente non deve sentire nessuna sensazione di freddo, ma sperimentare un senso di benessere e anche la temperatura della stanza da bagno deve essere confortevolmente calda. Una volta terminato, non è necessario risciacquarsi ma occorre che il nostro corpo sviluppi una reazione di calore, mettendoci a letto per mezz’ora avvolti nell’accappatoio, sotto le coperte e un piumino d’oca. Durante il bagno è bene stimolare la pelle passando una spazzola ruvida in senso centripeto, dalla periferia al cuore, come ho descritto in precedenza.</p>
<h3>Rimedi utili contro la bronchite</h3>
<p>Descrivo ora un bagno utile a chi soffre frequentemente di bronchiti che utilizza una fine emulsione di olio in acqua in questo modo: si riempie una bottiglia di vetro da due litri con un litro di acqua a trentasette gradi. Poi si aggiunge: un cucchiaio da minestra di miele liquido di acacia, due cucchiaini da tè di olio extra vergine, venti gocce di olio essenziale di timo. Si chiude quindi la bottiglia e la si scuote vigorosamente con movimento ritmico per cinque minuti. In questo modo le gocce d’olio vengono finemente disperse nell’acqua e non sono più visibili. Si versa il contenuto della bottiglia nella vasca da bagno riempita con acqua a 36° e si procede con il bagno come descritto in precedenza. Questi bagni sono chiamati “bagni in dispersione oleosa” e nelle cliniche e nelle case di cura ad indirizzo antroposofico sono realizzati con uno speciale apparecchio che permette una finissima dispersione dell’olio in acqua. Anche con la preparazione descritta si può ottenere una buona emulsione dei due liquidi e di conseguenza una buona risposta terapeutica.</p>
<h3>Le radici che proteggono dal freddo</h3>
<p>I provvedimenti di idroterapia sono più efficaci se accompagnati da una opportuna terapia “interna”, con rimedi possibilmente naturali. Occorre poi un’alimentazione che apporti forze vitali e un sano stile di vita. Fra le diverse parti che compongono la pianta, occorre privilegiare soprattutto le radici. Se osserviamo la natura in autunno, facilmente capiamo il perché.</p>
<p>In questa stagione le piante perdono le foglie perché le forze vitali si ritirano dal tronco e dai rami e si concentrano nella radice. Oltre alle carote, ricordiamoci delle altre radici commestibili: sedano – rapa, barbabietola, pastinaca, ravanello, ecc. La patata non è una radice ma un tubero, cioè un fusto sotterraneo, ed è bene non abusarne. Le radici sono gustose anche crude. Ed è buona abitudine cuocere per poco tempo le verdure (non più di quindici &#8211; venti minuti), per non penalizzare le vitamine e le altre forze vitali di cui è ricca la pianta.</p>
<p>Durante la stagione fredda, un altro elemento importante per il benessere è la temperatura degli ambienti (casa, ufficio, scuola). Un tempo molte stanze erano fredde e umide. Oggi, al contrario, sono eccessivamente riscaldate.</p>
<p>Molte malattie così sono imputabili, in estate, all’uso dell’aria condizionata, e, in inverno, all’eccessivo riscaldamento. La temperatura ideale degli ambienti in inverno è diciotto-venti gradi, ed è bene vestirsi adeguatamente, per esempio indossando sulla pelle una maglia di lana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Consigli per vivere al meglio i viaggi d&#8217;estate</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 14:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
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		<category><![CDATA[arnica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Arriva l’estate, aumentano le occasioni di viaggio. Per molti italiani le agognate vacanze sono ormai da anni l’occasione per raggiungere anche mete lontane, dove clima e habitat sono spesso molto diversi dal nostro. Preparare un adeguato kit da viaggio ci permette di affrontare e risolvere i piccoli inconvenienti che possono capitare in certi frangenti. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-3232" title="viaggi-estate-valigia" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2011/06/2005_08_bellezza_viaggi-estate-valigia-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Arriva l’estate, aumentano le occasioni di viaggio. Per molti italiani le agognate vacanze sono ormai da anni l’occasione per raggiungere anche mete lontane, dove clima e habitat sono spesso molto diversi dal nostro. Preparare un adeguato kit da viaggio ci permette di affrontare e risolvere i piccoli inconvenienti che possono capitare in certi frangenti.</h3>
<p>Un kit da viaggio veramente utile, è bene ricordarlo, consta essenzialmente di due parti: una serie di prodotti che può variare secondo la meta, il tipo e la durata del viaggio, e una parte ulteriore che è legata invece alle condizioni di salute del viaggiatore, alla sua età e ad eventuali patologie preesistenti, inclusa l’eventuale terapia in atto.</p>
<p>Soprattutto per la seconda parte, il consiglio del vostro medico di fiducia è indispensabile. È importante preparare una quantità di rimedi adeguata, non è raro che in vacanza il fabbisogno di medicamenti possa per diverse ragioni addirittura aumentare.</p>
<p>L’elenco che segue non ha certo carattere di completezza, può però guidarvi nella preparazione del vostro kit da viaggio, in accordo con le vostre esigenze ed esperienze precedenti. In generale è sempre meglio portare con sé rimedi che si conoscono. Il consiglio del vostro medico o farmacista di fiducia è, una volta di più, prezioso.</p>
<p>A elementi di base come cerotti (anche di carta), bende, garze, forbici, disinfettante, termometro, possiamo aggiungere:</p>
<p>- una pomata alla Calendula per curare piccole ferite, escoriazioni ed infiammazioni cutanee: favorisce la cicatrizzazione;</p>
<p>- fazzolettini umidi all’Arnica o una pomata all’Arnica. Sono utili come primo soccorso nei traumi contusivi, e nel caso della pomata anche per distorsioni e dolori muscolo-articolari. Le eventuali ferite vanno pulite, disinfettate, trattate eventualmente con Calendula e coperte subito; cambiate spesso la medicazione, soprattutto in viaggio.</p>
<p>- La protezione solare è indispensabile. Scegliete un fattore protettivo adatto al vostro tipo di pelle, ricordando che a bambini e anziani serve un fattore protettivo maggiore; portatevi anche un gel, una pomata o la diluizione per uso esterno di Arnica ed Ortica, è un prodotto fondamentale per curare ustioni, scottature e punture d’insetto.</p>
<p>- Includete nel kit qualche prodotto di aiuto per influenza, infreddature o tosse a base di radice di Bryonia e d’Eucalipto, oppure con dosi omeopatiche di Aconito o di Fosforo, o ancora, di Ferro.</p>
<p>- Un rimedio omeopatico a base di Apis (il veleno d’ape) e Belladonna per le infiammazioni non deve mancare. Per scegliere ogni medicamento affidatevi come sempre al vostro farmacista o medico di fiducia.</p>
<p>- Possono essere d’aiuto per malessere, spaventi e debolezza Gocce di Spirito di Melissa, mentre combattono inappetenza e nausea le gocce ricche di sostanze amare come la Genziana, il Cicorio o l’Imperatoria, oppure la Nux vomica omeopatica.</p>
<p>- Se viaggiate con i bambini, vi ricordo le gocce otologiche di Levistico per il mal d’orecchi, i globuli di Belladonna e Camomilla per le coliche intestinali ed un collirio all’Eufrasia per le congiuntiviti.</p>
<p>L’uso dei rimedi omeopatici non è semplice e richiede sempre la competenza e la preparazione del medico, ma l’utilizzo di una piccola scelta di medicamenti tratti dal mondo minerale, vegetale ed animale come quelli suggeriti, in potenze decimali e in situazioni particolari e circoscritte, può essere molto efficace.</p>
<p>- Non dimenticate di portare con voi anche un prodotto da bagno rinfrescante – per esempio al limone – e un olio per massaggi all’Arnica con cui frizionare di sera gli arti indolenziti, o una lozione di rame e prugnolo per le gambe pesanti. Accertatevi sempre che i prodotti che porterete con voi non siano scaduti e conservateli, quando non diversamente specificato, al buio ed al fresco.</p>
<h3>Godiamoci il sole senza rischi</h3>
<p>La raccomandazione assoluta è di esporsi al sole in maniera responsabile per approfittare al meglio, con il corpo e l’anima, dei suoi doni.</p>
<p>Una pelle bruciata più volte dal sole perde di tono e d’elasticità, invecchierà prima e sarà più esposta a danni anche irreversibili.</p>
<p>Il fattore di protezione va scelto in base al tipo di carnagione. Persone di carnagione chiara – bionde o rosse di capelli –, bambini ed anziani hanno bisogno di una crema con fattore di protezione alto.</p>
<p>I filtri di origine minerale sono indicati soprattutto per lattanti e bambini – in queste fasi della vita fegato e sistema immunitario non sono ancora maturi – perché evitano loro un assorbimento elevato di sostanze sintetiche.</p>
<p>Per prevenire inconvenienti: indossiamo un cappello e occhiali da sole adeguati – con protezione dai raggi UV –; non prendiamo il sole tra le undici e le quindici; spalmiamoci la crema solare senza dimenticare naso, orecchie e labbra almeno venti minuti prima di prendere il sole, e poi più volte al giorno; sempre, dopo aver sudato o fatto il bagno.</p>
<p>Dopo una giornata di sole si deve reidratare la pelle. Utilizziamo le proprietà emollienti e lenitive di un bagno rinfrescante al limone, di un doposole all’Aloe vera, spalmando sulle parti più arrossate un gel di Arnica ed Ortica.</p>
<p><em>A cura di Corrado Bertotto, medico antroposofo, vive e lavora tra Torino e Trento.</em></p>
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		<title>Parliamo di psoriasi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 15:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesco Garonzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>
		<category><![CDATA[psoriasi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
La psoriasi è una patologia cutanea facile da diagnosticare non solo da uno specialista, ma anche da un buon medico di base: alla comparsa delle macchie sospette, in genere ben evidenti, il verdetto viene prontamente emesso. Non mi dilungo sulla descrizione delle lesioni cutanee per non creare falsi allarmismi o autodiagnosi errate… a ognuno il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-3084" title="psoriasi" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2011/06/psoriasi-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" />La psoriasi è una patologia cutanea facile da diagnosticare non solo da uno specialista, ma anche da un buon medico di base: alla comparsa delle macchie sospette, in genere ben evidenti, il verdetto viene prontamente emesso. Non mi dilungo sulla descrizione delle lesioni cutanee per non creare falsi allarmismi o autodiagnosi errate… a ognuno il suo mestiere!</h3>
<p>La parola psoriasi deriva dal greco “psao”, gratto. Con il termine “psora” si indicava un tempo la scabbia o l’impetigine. Benché il prurito non sia il sintomo più caratteristico di questa patologia, tuttavia questa inesattezza terminologica si è ormai consolidata e a nessuno verrà mai in mente di cambiarle nome.</p>
<p>Psoriasici si nasce, in quanto la componente genetica è senz’altro presente, ma non è ancora completamente chiaro quanti e quali geni siano coinvolti. Questa condizione è ben diversa da chi “eredita” il colore degli occhi o il colore della pelle; piuttosto caratterizza uno stato di predisposizione. Non è detto che un genitore affetto da psoriasi la trasmetta ai figli, è solo una questione di aumento di probabilità, neanche poi così elevato. Questa malattia non si manifesta alla nascita, ma, il più delle volte e con le dovute eccezioni, verso l’età adulta.</p>
<p>È necessario il concorso di vari fattori per far sì che questa predisposizione venga alla luce, come se i geni coinvolti avessero bisogno di una sorta di “attivazione” (al limite potrebbe anche non svilupparsi mai). Questi fattori possono far comparire la psoriasi per la prima volta oppure provocarne un aggravamento e bisogna dire che non sempre si riescono ad individuare.</p>
<p>La psoriasi, più di altre malattie, non è un’entità a se stante contro cui accanirsi: è necessario considerare l’individuo che ne è portatore nella sua complessità, cercando di aprire un varco nella corazza (la placca psoriasica) che si è venuta a formare fra lui e il mondo esterno.</p>
<h3>Le cause scatenanti</h3>
<p>Gli interruttori che possono “accendere” la psoriasi possono essere: i traumi sia fisici che psichici, nel senso più ampio: se questi vengono “elaborati” non correttamente e non “risolti” prendono la via della somatizzazione, agendo sulla predisposizione di cui abbiamo accennato; lo stress, che è generalmente un fattore di aggravamento di una psoriasi già presente: spesso è la malattia stessa causa di stress, creando così un circolo vizioso e chi si preoccupa ossessivamente reagisce meno bene alle terapie; l’alimentazione, che può incidere, ma in maniera non precisa e variabile da soggetto a soggetto: alcuni trovano giovamento adottando un regime dietetico più “sano”, magari verificando eventuali intolleranze alimentari.</p>
<p>Chi eccede nell’alcol presenta una psoriasi più grave e tenace; le infezioni, spesso quelle a carico delle vie respiratorie (tonsilliti, bronchiti), che possono innescare una forma di psoriasi chiamata “guttata”, sotto forma di una eruzione diffusa di piccoli elementi (guttata = delle dimensioni di una goccia) tendente a regredire col risolversi dell’infezione; i farmaci: nelle statistiche troviamo i sali di litio, gli antiinfiammatori non steroidei (FANS), gli ACE inibitori, la sospensione di corticosteroidi, etc.</p>
<p>Gli aspetti della psoriasi sono molteplici: c’è quella che rimane localizzata in certe aree cutanee (regioni estensorie, sacrolombari, cuoio capelluto), quella a placche piccole o grandi, quella inversa che colpisce le pieghe, quella ungueale, palmoplantare, pustolosa piuttosto diffusa. Una complicanza (rara state tranquilli) è l’aggravamento che arriva a colpire tutto l’ambito cutaneo (psoriasi eritrodermica): deve essere trattata con urgenza in strutture adeguate. Il decorso della psoriasi è individuale, può migliorare o aggravare secondo la reattività individuale verso situazioni interne o esterne. Un tempo si diceva che la psoriasi è la malattia delle persone sane: questo è vero, eccezion fatta per quei casi (non frequenti) in cui sono coinvolte le articolazioni come l’artrite psoriasica, che comprende oggi manifestazioni di diversa intensità prima ignorate.</p>
<p>Dato che a tutt’oggi non si può guarire completamente, il compito principale è quello di renderla sopportabile: ridurla di intensità ed estensione o completamente per alcuni periodi significa alleviare il forte disagio psico-sociale di chi ne soffre.</p>
<h3>Le terapie</h3>
<p>Rimanendo nel campo delle medicine complementari, le terapie proposte sono numerose: omeopatia, agopuntura, fitoterapia, nutrizione, medicina ayurvedica, antroposofica, cure termali (ad esempio Comano in Trentino), sali e fanghi del Mar Morto, formula Caisse (dei nativi americani Ojibwa), i pesciolini (ciprinidi) delle pozze di Kangal in Turchia, e sicuramente molte altre. Il sole migliora quasi sempre la psoriasi (attenti però agli eccessi).</p>
<p>La psicoterapia oltre che un valido sostegno può costituire un efficace atto terapeutico. A volte si ottengono risultati incoraggianti o addirittura sorprendenti ma, nella mia esperienza, il singolo successo non si può applicare a tutti i casi; ognuno ha le sue modalità per arrivare a migliorare. Sia il medico che il paziente non devono perdere fiducia e speranza. Nel lago ci sono dei pesci: se non riesco a pescarli vuol dire forse che non ci sono? Il dott J.T.Kent, uno dei più illustri medici omeopati, affermava che la medicina è sia arte che scienza: questo vale più che mai per la psoriasi…</p>
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		<title>Vitamine e pelle</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 12:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesco Garonzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[collagene]]></category>
		<category><![CDATA[metabolismo]]></category>
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		<category><![CDATA[potere antiossidante]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina A]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina B]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Le vitamine sono sostanze organiche biologicamente attive indispensabili per le funzioni del nostro organismo. Non costituiscono una fonte di energia, né fanno parte di strutture tissutali, ma nella maggior parte dei casi si comportano da coenzimi, promuovendo lo sviluppo di reazioni metaboliche di vitale importanza. Le vitamine non possono essere sintetizzate dall’organismo umano per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1974" title="pelle-viso" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/2008_25_bellezza_pelle-viso-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" />Le vitamine sono sostanze organiche biologicamente attive indispensabili per le funzioni del nostro organismo.<br />
Non costituiscono una fonte di energia, né fanno parte di strutture tissutali, ma nella maggior parte dei casi si comportano da coenzimi, promuovendo lo sviluppo di reazioni metaboliche di vitale importanza.</h3>
<p><strong>Le vitamine non possono</strong> essere sintetizzate dall’organismo umano per cui è necessario assumerle con l’alimentazione tali e quali o attraverso loro precursori, per questo denominati “provitamine” (ad esempio il beta-carotene è precursore della vitamina A).</p>
<p><strong>La flora batterica del nostro intestino </strong>è in grado di sintetizzare alcune vitamine: questo è uno dei tanti motivi per cui il corretto funzionamento e l’equilibrio del tubo digerente sono così importanti per la nostra salute.</p>
<p>L’organismo umano ha bisogno di una determinata quantità di questa o quella vitamina per mantenere il suo stato di salute e vi sono condizioni in cui il loro fabbisogno aumenta: gravidanza, allattamento, crescita, età avanzata, attività sportiva… oppure per particolari patologie: alcolismo, diabete, malattie gastrointestinali; infine in seguito a terapie antibiotiche…</p>
<p><strong>Alcune vitamine vengono impiegate</strong> come farmaci, a dosaggi di molto superiori al fabbisogno, per la cura di malattie collegate alla loro attività.<br />
<strong>Le vitamine sono ampiamente diffuse</strong> negli alimenti di origine animale o vegetale e un’alimentazione variata e sana ne garantisce un apporto sufficiente. La povertà o particolari condizioni ambientali (che affliggono una parte considerevole della popolazione mondiale) possono determinare situazioni di alimentazione insufficiente o sbilanciata.</p>
<h3>Quali sono e come si caratterizzano</h3>
<h3><strong>Vitamina A</strong> (retinolo).</h3>
<p>È presente in alimenti di origine animale: fegato, olio di fegato di pesce, tuorlo d’uovo, latticini. Nel regno vegetale si trova come pro-vitamina: beta-carotene e carotenoidi, che vengono poi trasformati in vitamina A una volta assorbiti. Principali fonti:<strong> frutta di colore giallo-arancione, carote, tarassaco, spinaci, pomodori</strong>. La vitamina A è solubile nei grassi (liposolubile) ed è da questi veicolata: la presenza di grassi (olio, burro) favorisce l’assorbimento della vitamina A.<br />
<strong>L’uso dell’olio come condimento </strong>(senza esagerare) è quindi un’ottima consuetudine. Questa vitamina è importante per lo sviluppo del sistema riproduttivo, per la vista, le ossa, e per l’integrità degli epiteli (pelle e mucose) e ricopre un ruolo fondamentale nei meccanismi di difesa di questi ultimi.<br />
<strong>I carotenoidi, oltre a fornire vitamina A, sono potenti antiossidanti </strong>e proteggono la pelle dai danni provocati dai raggi ultravioletti. Per questo i cibi che li contengono sono particolarmente utili nella stagione estiva.</p>
<h3>Vitamina D</h3>
<p><strong>Regola l’assorbimento del calcio e del fosforo</strong>, quindi lo sviluppo e la solidità di ossa e denti. La sua carenza è responsabile di rachitismo e disturbi muscolari (tetania) nei bambini e di rarefazione ossea nell’età matura.<br />
<strong>È presente in forma attiva </strong>(come vitamina D3) in alimenti di origine animale: il famoso olio di fegato di merluzzo, aringhe, salmoni, anguille, burro, formaggi, uova, fegato o nei vegetali (come vitamina D2, meno attiva): l’avocado è il più ricco di questa vitamina. Ma l’unica fonte veramente importante di questa vitamina è la pelle, dove si trova in abbondanza il suo precursore che deve essere però attivato dalla radiazione solare ultravioletta.<br />
<strong>Una corretta esposizione solare è sufficiente</strong> a garantire tutta la vitamina D di cui abbiamo bisogno. Bastano infatti 10-15 minuti di esposizione al sole di mani e braccia per qualche giorno la settimana per immagazzinare la quantità necessaria di questa vitamina, anche per i periodi invernali.</p>
<h3>Vitamina E</h3>
<p>In realtà si tratta di varie sostanze raggruppate in<strong> tocoferoli e tocotrienoli</strong>.<br />
<strong>È una vitamina liposolubile</strong> che ritroviamo soprattutto negli oli vegetali di semi crudi come grano, girasole, riso, cocco, palma, noci ecc, e, in minore quantità, nella carne, nel pesce e nelle uova.<br />
Non è ancora chiaro se si tratta di una vitamina per noi essenziale. La sua attività non è comunque di poca importanza: come<strong> potente antiossidante</strong> protegge dai radicali liberi non solo noi, ma anche le altre vitamine, come la A, la C e molte del gruppo B, rallentandone la degradazione.<br />
<strong>A livello cutaneo si deposita</strong> nello strato superficiale (strato corneo), mantenendo la sua elasticità, morbidezza e tonicità: per questo si può considerare una vitamina antinvecchiamento.</p>
<h3>Vitamina C</h3>
<p>È l’acido l-ascorbico, solubile in acqua.<br />
<strong>Attiva la produzione del collagene</strong>, proteina fondamentale per l’integrità della pelle e dei tessuti, interviene in molte reazioni biologiche e contribuisce all’efficienza del sistema immunitario. È presente in frutta e verdura fresche. I procedimenti di conservazione, la cottura e il tempo la degradano, diminuendone la concentrazione negli alimenti.  La carenza di vitamina C provoca lo<strong> scorbuto</strong>, malattia spesso mortale (con emorragie) che, quando terminavano le scorte di frutta e verdura, falcidiava gli equipaggi delle navi nelle lunghe traversate oceaniche. Fu il medico inglese James Lind nel 1700 che scoprì l’efficacia del succo di limone per curarla!</p>
<h3>Le vitamine del gruppo B</h3>
<p>Queste vitamine idrosolubili vengono raggruppate perchè in un eventuale stato di ipovitaminosi vengono tutte o in gran parte coinvolte.</p>
<p><strong>Vitamina B1. </strong>Contribuisce alla<strong> </strong>crescita dei nervi e ne promuove la funzionalità. La ritroviamo in quantità più elevata nel lievito di birra, nei cereali, in molti vegetali, nelle uova, nel fegato, nella carne.</p>
<p><strong>Vitamina B2 (riboflavina).</strong> È importante per molte reazioni che si svolgono all’interno delle cellule. È diffusamente presente nei tessuti vegetali e animali, nel latte e nelle stesse fonti di vitamina B1. Malnutrizione (specie nei bambini), cirrosi epatica alcoolica e insufficiente secrezione gastrica (acloridria) possono determinare a lungo termine uno stato di carenza che spesso coinvolge le altre vitamine del gruppo. Tra i sintomi: lingua liscia e violacea, fotofobia e congiuntivite, fissurazioni agli angoli della bocca e una dermatite desquamativa ai lati del naso, intorno a occhi e orecchie e nella regione genitale, simile alla dermatite seborroica.</p>
<p><strong>Vitamina B6 (piridossina, piridossale, piridossamina).</strong> Molte reazioni biologiche dipendono da questa vitamina. È assai diffusa sia nel regno vegetale che animale e può essere sintetizzata dalla flora batterica intestinale (in forma meno attiva).</p>
<p><strong>Vitamina B12 (cianocobalamina). </strong>Importante per la produzione dei globuli rossi (sintesi dell’emoglobina). La quantità necessaria è veramente esigua: circa 3 milionesimi di grammo al giorno, un po’ di più in gravidanza. Il fegato ne può immagazzinare riserve sufficienti anche per 20 anni. È resistente alla cottura. Praticamente assente negli alimenti vegetali, alcuni batteri e miceti ne possono sintetizzare una minima quantità: per esempio nel processo di fermentazione della soia gialla, per produrre il tempeh, cibo di origine indonesiana. Per questi motivi la sua carenza si riscontra molto raramente, anche tra i vegetariani.</p>
<p><strong>Acido folico (vitamina B9 o M). </strong>Anche questa vitamina entra in gioco nella produzione dei globuli rossi e per essere attivata ha bisogno della vitamina C. Le foglie degli ortaggi (es. spinaci), i legumi, le frattaglie e la carne ne sono buone fonti. È sensibile ai raggi ultravioletti e alla cottura che ne può inattivare la metà. Pelle e mucose possono rivelare la carenza di acido folico. I sintomi che si presentano sono labbra e lingua infiammate, macchie scure al palmo della mano e alla pianta del piede e linee palmari pigmentate, colorazione grigiastra delle parti scoperte.</p>
<p><strong>Vitamina PP (niacina, vitamina B3).</strong> Regola molte reazioni biochimiche ed è essenziale per l’equilibrio lipidico dello strato corneo cutaneo. La sua carenza provoca la pellagra (PP deriva da Pellagra preventing), malattia che coinvolge la pelle con vistose alterazioni (arrossamenti, bolle con siero, iperpigmentazioni, ispessimenti), l’intestino(diarrea) e il sistema nervoso fino alla demenza. Oggi è abbastanza rara, colpiva un tempo le popolazioni povere costrette ad un regime alimentare costituito prevalentemente da mais (polenta). Per la sua attività seboregolatrice è impiegata in creme o gel per la cura dell’acne giovanile.</p>
<p><strong>Vitamina H (biotina).</strong> Le si attribuiscono proprietà interessanti la cute e i suoi annessi: regola la secrezione sebacea e favorisce la crescita dei capelli. Essendo ampiamente diffusa negli alimenti animali e vegetali e sintetizzata dalla flora batterica intestinale, è raro riscontrare la sua carenza, caratterizzata da perdita di capelli, eczema intorno a naso e bocca, desquamazione cutanea, congiuntivite, disturbi neuromuscolari. Il tuorlo d’uovo ne è particolarmente ricco, ma l’albume crudo contiene l’avidina (inattivata dalla cottura) che legandosi saldamente alla biotina la rende inutilizzabile.</p>
<p><strong>Abbiamo visto come la salute della pelle è influenzata dalle vitamine e come la pelle stessa può segnalare eventuali squilibri.</strong> È evidente come una dieta variata comprendente alimenti vegetali freschi sia il metodo migliore per mantenere sani la pelle e tutto l’organismo.</p>
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		<title>I segni del tempo: rughe e macchie della pelle</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 18:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesco Garonzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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		<category><![CDATA[raggi UV]]></category>
		<category><![CDATA[rughe]]></category>
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Con il passare del tempo la pelle cambia, come del resto cambia tutto il nostro organismo. Parlando di vecchiaia implicitamente diamo al fenomeno un valore negativo da contrastare con i tutti i mezzi che scienza e tecnica ci mettono man mano a disposizione. La vecchiaia però non significa di per sé decadimento, ma anche cambiamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2651" title="invecchiamento-rughe" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/11/2010_32_bellezza_invecchiamento-rughe02-225x300.jpg" alt="" width="144" height="192" />Con il passare del tempo la pelle cambia, come del resto cambia tutto il nostro organismo. Parlando di vecchiaia implicitamente diamo al fenomeno un valore negativo da contrastare con i tutti i mezzi che scienza e tecnica ci mettono man mano a disposizione.</h3>
<p>La vecchiaia però non significa di per sé decadimento, ma anche cambiamento, acquisizione di nuove capacità che dobbiamo imparare anche ad apprezzare, per non creare in noi ossessioni e paure dannose per la nostra salute.</p>
<p>Se il nostro corpo fosse eterno non avremmo il problema del tempo, dimensione da cui il nostro organismo fisico non si può staccare, ma non avremmo nemmeno la possibilità di vivere le diverse dimensioni della nostra esistenza: nascita, infanzia, adolescenza, maturità.</p>
<p><strong>La pelle subisce modificazioni </strong>dovute a fattori genetici, ambientali, lavorativi, emotivi etc. nei confronti dei quali reagisce, si difende e si adatta. Sta a noi mettere questo organo, divenuto così importante per le nostre relazioni (in modo talvolta esagerato) nelle condizioni migliori per mantenere il suo stato ottimale.</p>
<h3>Espressione di noi stessi</h3>
<p>Le rughe sono solchi e pieghe cutanee che si formano sul viso a partire dai 30 anni circa. Secondo recenti ricerche numerosi geni influenzano la produzione di collagene, l’idratazione, l’infiammazione, la reazione della pelle ai raggi solari: in pratica c’è chi è destinato ad avere più rughe e chi meno.</p>
<p>I geni possono però essere attivati, disattivati o alterati. I raggi UV, l’inquinamento, le sostanze tossiche presenti nella catena alimentare, il fumo producono effetti dannosi per il nostro DNA.</p>
<p><strong>Con il progredire dell’età, le cellule cutanee diminuiscono la loro attività</strong>, l’organizzazione delle sostanze di sostegno (collagene ed elastina) si altera, la pelle perde di elasticità e compattezza, aumenta la desquamazione; anche la produzione di melanina diminuisce e non è più omogenea, insomma, un disastro…per i pessimisti.</p>
<p><strong>Tuttavia le rughe, in particolar modo quelle del volto,</strong> sono espressione del nostro passato, del nostro stile di vita, delle nostre esperienze, manifestano le nostre emozioni ed il modo di esprimerle, sono il riflesso della nostra personalità.</p>
<p>Il viso di una persona non più giovane che è senza rughe, perché si è provveduto ad eliminarle, è statico, inespressivo, senza mimica, magari bello, ma come quello di un bambolotto…</p>
<p>Possiamo comunque prenderci cura della pelle, prevenire ed attenuare le alterazioni funzionali di cui abbiamo parlato.</p>
<h3>Come prevenirle</h3>
<p><strong>I raggi ultravioletti in eccesso comportano</strong> un precoce invecchiamento. Il sole fa bene, ma bisogna esporsi con le dovute cautele.</p>
<p><strong>Anche quello che mangiamo si riflette</strong> sulla salute della pelle. Vi sono alimenti particolarmente adatti a questo scopo, ma non vanno introdotti in modo permanente nella dieta: giudico dannose le ossessioni alimentari. Salmone, trota, sgombro e tutto il pesce azzurro, ad esempio, sono ricchi di omega-3; verdura, condita con succo di limone, avena, frutta, apporta vitamine e minerali utili alla pelle.</p>
<p><strong>L’acqua, bevuta prevalentemente fuori pasto </strong>(possibilmente un litro e mezzo al giorno) aiuterà una corretta idratazione. Per ridare compattezza ed elasticità si può ricorrere, dall’esterno, all’olio di argan, all’olio di jojoba, al burro di karitè, all’olio di rosa mosqueta; utili sono i prodotti contenenti bava di lumaca, usata come rimedio cicatrizzante dalla medicina popolare, le cui proprietà rigeneranti e tonificanti sono state dimostrate scientificamente. L’olio di Oenothera biennis è un buon nutriente cutaneo ed antiossidante, lo si si può assumere per via orale a cicli di 2 &#8211; 3 mesi; lo stesso dicasi per l’olio di semi di borragine.</p>
<h3>Le macchie</h3>
<p><strong>Con l’età la melanina tende a non distribuirsi uniformemente nella cute</strong>: i melanociti, le cellule che sintetizzano la melanina, si organizzano a gruppi, a causa delle mutate condizioni dell’epidermide. Alle mani, al volto e un po’ ovunque compaiono macchie scure di dimensioni variabili, che non sono nei, mentre a livello degli arti ritroviamo spesso piccole macchie chiare che non sono funghi, nè vitiligine. Anche in questi casi può entrare in gioco il fattore ereditario, che in genere ne determina la quantità.</p>
<p><strong>Le macchie scure possono avere origini diverse:</strong> traumatiche (ferite, abrasioni, ustioni), infiammatorie (foruncoli), ormonali (gravidanze), farmacologiche (anticoncezionali).</p>
<p><strong>Anche gli oli essenziali,</strong> applicati sulla pelle in maniera incauta, e alcune creme depilatorie possono causare la comparsa di macchie scure. Purtroppo per le macchie bianche, chiamate leucodermie lenticolari, non c’è molto da fare: sono zone ormai prive di pigmentazione e finora nessuno ha proposto validi rimedi.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda le macchie scure</strong>, a molte sostanze naturali sono attribuite proprietà schiarenti, ma i risultati non sono sempre all’altezza delle aspettative, variando molto da un soggetto all’altro. È necessario essere costanti ed eseguire trattamenti per 2 o 3 mesi, due volte l’anno, applicando filtri solari durante il periodo estivo.</p>
<p>Il succo di limone (non l’olio essenziale della buccia) è il rimedio più semplice: deve essere applicato fresco, in quanto il componente schiarente, l’acido ascorbico, decade velocemente.</p>
<p>Gli estratti di foglie di uva ursina, ericaea nota per le sue proprietà disinfettanti urinarie, contengono arbutina, sostanza in grado di inibire la tirosinasi, l’enzima che forma la melanina. I fiori dell’erica (Calluna vulgaris) e di altre ericacee contengono anch’essi arbutina.</p>
<p>Principi attivi depigmentanti sono presenti nella camomilla, nel tè verde, nella radice del gelso, nell’olio essenziale di benzoino, nella liquirizia, nell’olio di rosa mosqueta, già citato a proposito delle rughe.</p>
<p>Un’efficacia maggiore si ottiene abbinando più estratti nella medesima preparazione.</p>
<p>In sintesi: i consigli</p>
<p>Alcune sane abitudini di vita aiutano a</p>
<p>prevenire e a non aggravare l’insorgere dei</p>
<p>“segni del tempo”.</p>
<p>Li riassumiamo:</p>
<p>smettere di fumare;</p>
<p>dormire a sufficienza: un sonno ristoratore</p>
<p>migliora tutte le funzioni vitali;</p>
<p>elaborare correttamente gli inevitabili stress</p>
<p>della vita;</p>
<p>evitare un’eccessiva esposizione al sole;</p>
<p>bere acqua: almeno un litro e mezzo al giorno</p>
<p>prevalentemente fuori pasto;</p>
<p>consumare in abbondanza frutta fresca</p>
<p>di stagione, verdura e pesce.</p>
<p>A queste pratiche quotidiane, si può</p>
<p>abbinare l’uso di alcune sostanze utili</p>
<p>a livello locale e che devono essere presenti</p>
<p>in percentuali significative nei diversi prodotti</p>
<p>in commercio: olio di argan, di jojoba,</p>
<p>di borragine, di enotera, di rosa mosqueta;</p>
<p>burro di karitè, bava di lumaca, colostro.</p>
<p>Per attenuare le macchie brune: succo di</p>
<p>limone, estratti di uva ursina o erica, olio</p>
<p>di rosa mosqueta, gel di aloe, estratti</p>
<p>di liquirizia, camomilla, tè verde.</p>
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		<title>In autunno rimedi per la cura del corpo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[bendaggio]]></category>
		<category><![CDATA[idratazione]]></category>
		<category><![CDATA[peeling]]></category>
		<category><![CDATA[pelle]]></category>

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di Antonella Napoli* In autunno la pelle può dare segni di stanchezza e diventare un po’ secca. Questa tendenza, che è del tutto naturale in questa stagione, può essere accentuata dagli eccessi estivi (troppo sole e troppo mare) e da un’alimentazione poco equilibrata. Al nostro rientro dalle vacanze, vale la pena di rimediare trattando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2273" title="pelle-viso" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/cura-pelle-viso-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></p>
<h4>di Antonella Napoli*</h4>
<p>In autunno la pelle può dare segni di stanchezza e diventare un po’ secca.<br />
Questa tendenza, che è del tutto naturale in questa stagione, può essere accentuata dagli eccessi estivi (troppo sole e troppo mare) e da un’alimentazione poco equilibrata.</p>
<p>Al nostro rientro dalle vacanze, vale la pena di rimediare trattando la pelle con la cura che merita.</p>
<p>Ci sono in commercio degli<strong> ottimi prodotti idratanti per il corpo</strong>, reperibili anche nei negozi biologici. Meglio sceglierli<strong> in forma di latte o di crema fluida</strong> perché vengono assorbiti più facilmente, facendo prima un<strong> peeling</strong>, utile per esfoliare leggermente la pelle. Esistono in commercio peeling certificati fatti con componenti naturali.</p>
<p>Se avete tempo e pazienza potete provare un <strong>peeling casalingo efficace e idratante</strong>, fatto con una miscela di latte o crema fluida per il corpo (un cucchiaio) e sale marino (un cucchiaino). Con movimenti circolari e superficiali coprite tutta la superficie che desiderate trattare: il risultato sarà ottimo per le gambe, compresi i piedi, ma anche per i fianchi e le braccia. Per togliere i residui di sale è consigliabile fare una doccia utilizzando un sapone vegetale o un bagno doccia e successivamente passare un olio per il corpo sulla pelle umida. Questo trattamento è utile per rendere uniforme la pelle nel momento in cui va via l’abbronzatura e appaiono antiestetiche differenze di colore, ma si può fare anche tutte le volte che si desidera levigare la pelle del corpo.</p>
<p>Un trattamento specifico <strong>per le gambe</strong> è il <strong>bendaggio</strong> da fare utilizzando i <strong>bagni</strong> (prodotti speciali da usare con l’acqua), o le <strong>tinture madri</strong>, scelte in base all’esigenza che abbiamo al momento. Tra i bagni<strong> </strong>possiamo provare quello balsamico all’ippocastano che dona leggerezza, o il rinfrescante al limone, o ancora quello tonificante al rosmarino, o il lenitivo alla lavanda che rilassa. Se invece volete ricorrere alle tinture madri, quella che risponde a molte esigenze è la tintura di Melissa, decongestionante per la circolazione periferica e per il tessuto in generale. Preferibile utilizzarne una biologica.<br />
Si prendono due bende elastiche, possibilmente molto leggere (si trovano nelle parafarmacie) e si immergono in una miscela di 9 cucchiai di acqua oligominerale e 1 di prodotto scelto (bagno o tintura madre). Si lasciano a bagno, non arrotolate, ad assorbire bene la soluzione per almeno mezz’ora, poi si riarrotolano e si strizzano leggermente; quindi, partendo dal piede, si copre tutta la superficie della gamba, fino alla coscia, senza stringere, solo fasciando. Vanno tenute per 20/30 minuti, stando sdraiati su un telo di spugna con le gambe coperte. Successivamente è necessario applicare un olio o un latte per il corpo. Le bende si sciacquano e si possonoutilizzare di nuovo. Questo trattamento porta leggerezza alle gambe e nei periodi di affaticamento si può ripetere anche tre volte a settimana. Il benessere che se ne ricava ricompensa ampiamente l’impegno profuso.</p>
<h4>*Antonella Napoli lavora a Roma come estetista e pratica il Massaggio Ritmico</h4>
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		<title>La caduta dei capelli</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/03/09/2010/rubriche/salute-e-bellezza/la-caduta-dei-capelli/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Francesco Garonzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[calvizia]]></category>
		<category><![CDATA[forfora]]></category>
		<category><![CDATA[integratori naturali]]></category>
		<category><![CDATA[seborrea]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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I capelli (e i peli) per l’organismo umano non hanno una funzione vitale. Eppure il valore che l’uomo ha da sempre dato alla capigliatura va ben al di là della sua importanza nell’equilibrio dell’organismo. Forse perchè è tutto ciò che rimane dei nostri pelosi antenati? Possiamo trovare tracce di riferimenti ai capelli e alle loro [...]]]></description>
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<h3>I capelli (e i peli) per l’organismo umano non hanno una funzione vitale. Eppure il valore che l’uomo ha da sempre dato alla capigliatura va ben al di là della sua importanza nell’equilibrio dell’organismo.</h3>
<p>Forse perchè è tutto ciò che rimane dei nostri pelosi antenati?<br />
Possiamo trovare tracce di riferimenti ai capelli e alle loro cure in tutte le civiltà che hanno popolato il globo.Di volta in volta sono considerati simbolo di forza (il biblico Sansone), di virilità, di rango sociale o religioso, attributo della bellezza femminile (la chioma di Berenice), irresistibile arma di seduzione. Un tempo, se si voleva umiliare un nemico sconfitto, un avversario, o anche una donna che non seguiva la morale corrente, li si rapava a zero. Insomma la chioma è un nostro accessorio e ornamento. Cresce incessantemente, la possiamo modificare a nostro piacimento e investirla dei significati più diversi: è un bene cui teniamo molto per le nostre relazioni, continuamente influenzato dalle mode e dai costumi.</p>
<p><strong>Nella cultura tradizionale l’autunno è la stagione in cui si osserva una maggiore “caduta”</strong>. Nella dinamica del follicolo capillifero entrano in gioco numerosi<strong> fattori sia interni </strong>(ad esempio ormonali)<strong> che esterni</strong>, come il clima (la secrezione della melatonina ad esempio, in grado di influire sull’attività del follicolo, è regolata dal ritmo luce-buio).<br />
Può darsi che le variazioni climatiche stagionali, il periodo dedicato alle ferie, il luogo stesso della villeggiatura contribuiscano a determinare questo fenomeno che tuttavia i cambiamenti di usi e costumi (diversificazione dei tempi e dei luoghi dedicati alle vacanze) rendono meno sincronizzato di un tempo.Si tratta comunque di una manifestazione reversibile, fisiologica, che non deve preoccupare più di tanto.</p>
<h3>Il ciclo di vita del capello</h3>
<p>L’attività del follicolo pilifero si divide convenzionalmente in tre fasi che si susseguono ciclicamente: anagen, in cui il capello continua a crescere, catagen, arresto della crescita, telogen in cui il bulbo del capello si atrofizza. Poi un nuovo bulbo inizia a “germogliare” spingendo il vecchio capello che così cade e il ciclo si ripete. Normalmente si perdono un centinaio di capelli al giorno, che vengono poi rimpiazzati.</p>
<p>Come è facile intuire, la lunghezza del capello dipende dalla durata della fase anagen che può arrivare a 7 anni e più. Nello scalpo umano il follicolo può rimanere quiescente per molto tempo. Il capello cresce in media 0,4 &#8211; 0,5 mm al giorno (1,2 &#8211; 1,5 cm al mese), al vertice più che alle tempie, nella donna più che nell’uomo. Alterazioni delle fasi di questo ciclo comportano cambiamenti nell’aspetto della capigliatura.</p>
<p>Dato che i capelli non sono di vitale importanza, quando l’organismo si trova in condizioni critiche, li “sacrifica” per risparmiare energie ed impiegarle dove è più necessario, un po’ come una nave che deve alleggerire il carico quando imbarca acqua.</p>
<h3>Perché si perdono</h3>
<p>Molte malattie debilitanti comportano una temporanea caduta dei capelli. Il tifo, ad esempio, può provocare la perdita di quasi tutti i capelli che poi ricrescono una volta guariti. Anemie e carenze di ferro possono fare altrettanto. Gli stati di stress prolungato possono a volte influire sulla salute dei capelli. Tipica del post-parto è un’aumentata caduta. La menopausa comporta, ma non sempre, alterazioni dei capelli. Diete non bilanciate e troppo drastiche possono indebolire i capelli.  Vi sono poi numerose affezioni del cuoio capelluto, infettive e non, di competenza specialistica.</p>
<p>Se le condizioni di squilibrio persistono il nuovo capello cresce, ma più sottile, il numero dei follicoli rimane inalterato, ma la massa totale risulta diminuita, provocando non poche preoccupazioni.</p>
<p>La calvizia (la cosiddetta alopecia androgentica) colpisce prevalentemente il sesso maschile ed è, ahimè, geneticamente determinata. A tutt’oggi soluzioni veramente valide non ne sono state trovate e si riescono ad ottenere risultati transitori. Non parliamo nemmeno di terapie potenzialmente pericolose, spesso troppo disinvoltamente pubblicizzate.</p>
<h3>Le risposte delle medicine complementari</h3>
<p>Si possono curare, rinforzare, correggere le eventuali alterazioni (<strong>seborrea, forfora secca o grassa, fragilità, aridità</strong>) o gli squilibri che provocano la caduta (<strong>alimentazione, stress, carenze minerali o vitaminiche</strong> ecc). I rimedi proposti sia dalle tradizioni che dalla moderna fitoterapia o dalle medicine complementari sono innumerevoli.</p>
<p>I trattamenti cosmetici di vario tipo (tinte, colpi di sole, pieghe, lacche, ecc.), se praticati troppo frequentemente, alla lunga danneggiano il fusto del capello rendendolo arido, sottile e fragile.</p>
<p>La moderna cosmetologia professionale tende oggi ad utilizzare prodotti meno aggressivi. L’hennè è un colorante naturale costituito dalle foglie di Lawsonia inermis che svolge anche un’azione benefica e riequilibrante, così come il colore blu (per tingere di nero i capelli) che si ottiene dalla fermentazione delle foglie di Indigofera tinctoria (l’indaco dei tintori, pianta sacra da millenni) o il nostrano mallo di noce (Juglans regia), allergie permettendo. La medicina ayurvedica con la sua plurimillenaria esperienza, offre molti rimedi per la cura e la bellezza di tutti i tipi di capigliature.</p>
<p>Il massaggio del cuoio capelluto è una ricetta semplice e di facile esecuzione; attiva la circolazione e mantiene in salute il follicolo pilifero, oltre a curare eventuali disturbi. Si applica sulla cute dell’olio di semi spremuti a freddo e possibilmente tiepido distribuendolo uniformemente.</p>
<p>In India si usa quello di sesamo (Sesamum indicum, pianta sacra della tradizione indiana, i semi sono ricchi di calcio e fosforo), ma va bene anche quello di mandorle dolci. Si possono aggiungere alcune gocce di olio di Neem (Azadirachta indica), dotato di notevoli proprietà antisettiche e lenitive, ed olii essenziali che devono essere opportunamente prescritti. Il massaggio si esegue con i polpastrelli delle dita su tutto il cuoio capelluto facendo scivolare delicatamente la cute sul piano osseo; sono sufficienti una ventina di minuti, poi si può procedere al lavaggio o lasciare agire l’impacco per alcune ore.</p>
<p>Nei centri specializzati la tecnica è più raffinata ed adattata alle singole esigenze, ma credo che la semplificazione proposta possa dare buoni risultati.</p>
<p>La medicina omeopatica e quella antroposofica valutano le alterazioni e le malattie dei capelli nel quadro della situazione generale dell’individuo per cui il rimedio si deve adattare al singolo caso. Sono a disposizione ottime linee cosmetiche di uso comune.</p>
<h3>Gli integratori naturali</h3>
<p>Gli estratti di molte piante sono usati come integratori per rinforzare i capelli e ritardarne la caduta.</p>
<p>Fra le più efficaci, attualmente disponibili in varie combinazioni, segnaliamo:<br />
- Bohemeria nipononivea (urticacea giapponese).<br />
- Serenoa repens o Sabal serrulata (chiamata anche palmetto o saw palmetto, impiegata anche nella ipertrofia prostatica benigna).<br />
- Camelia sinensis (tè verde). Cucurbita sp. (zucca, si usa l’olio dei suoi semi).<br />
- Glicine max (soia). Trifolium pratense (trifoglio rosso).</p>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/15/09/2010/rubriche/salute-e-bellezza/in-autunno-rimedi-per-la-cura-del-corpo/" target="_blank">In autunno come curare la nostra pelle? Scopri alcuni rimedi casalinghi</a></h3>
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		<title>Gli inconvenienti del sole</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 15:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Al pallore, nella nostra cultura, si associa spesso uno stato di malessere, di forte emozione, di malattia o di deperimento (l’anemia è un tipico esempio, per non parlare del “pallore della morte”). Nel nostro immaginario la cute pallida, quindi “bianca” è propria di chi non gode di buona salute, di chi è malaticcio. Un colore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2112" title="sole-ombra" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/08/2010_31_bellezza_inconvenienti-sole-ombra-242x300.jpg" alt="" width="242" height="300" />Al pallore, nella nostra cultura, si associa spesso uno stato di malessere, di forte emozione, di malattia o di deperimento (l’anemia è un tipico esempio, per non parlare del “pallore della morte”). Nel nostro immaginario la cute pallida, quindi “bianca” è propria di chi non gode di buona salute, di chi è malaticcio. Un colore di tonalità forte si definisce “vivo”, quando è tenue spesso “smorto”.</h3>
<p>Con queste premesse è facile capire come nella nostra cultura avere un “bel colorito” sia segno di uno stato di salute florido (a volte anche di disponibilità economica…) da esibire con orgoglio.</p>
<p>In tutto questo c’è del vero: il nostro sole è fonte di vita (con la complicità dell’atmosfera, beninteso), stimola il buonumore e per merito suo possiamo vedere il mondo che ci circonda, senza contare che tramite i suoi raggi la pelle è in grado di produrre la vitamina D, così utile per le ossa e per la protezione contro i tumori. Infine, ultimo, ma non meno importante, è responsabile della tanto amata tintarella.</p>
<p>I raggi che avviano la produzione di melanina sono gli <a href="http://www.valorealimentare.it/28/05/2010/rubriche/salute-e-bellezza/vacanze-alla-luce-del-sole/" target="_blank">ultravioletti </a>(UV), per noi invisibili, suddivisi a loro volta in UVA (più vicini allo spettro visibile), UVB (con lunghezza d’onda più corta) e UVC (quasi completamente filtrati dalla nostra atmosfera).</p>
<h3>I rischi</h3>
<p>Considerando che l’esagerazione è una caratteristica della razza umana, è bene ricordare che cosa succede alla nostra pelle se ci esponiamo al sole preoccupandoci solo del colorito.<br />
Gl<strong>i UVB </strong>provocano la classica scottatura solare, possono alterare il DNA con conseguenze (esempio tumori cutanei) che si manifestano anche a distanza di molti anni.<br />
Gli<strong> UVA </strong>sono meno ustionanti e abbronzano di più, ma sono molto penetranti e, rischio tumori a parte, modificano la struttura di collagene ed elastina, provocando invecchiamento precoce della pelle (avvizzimento, ispessimento, rughe etc). Non dimentichiamo poi che i raggi ultravioletti possono provocare danni agli occhi favorendo l’insorgenza di cataratta e retinopatie.</p>
<p><strong>Tutto dipende dalla quantità di raggi che la nostra pelle </strong>è in grado di assorbire senza subire pericolose alterazioni. La cute non si comporta in modo uniforme: età ed ereditarietà determinano la quantità e la velocità di produzione della melanina, il nostro filtro solare naturale.</p>
<p><strong>I bambini sono i più esposti alle scottature</strong> in quanto la sintesi di melanina non è ancora completamente efficiente e interviene con un certo ritardo, diminuendo considerevolmente il tempo di esposizione solare sopportabile.<strong><br />
Sono proprio le ustioni solari infantili</strong> a costituire un importante fattore di rischio per il futuro. Col progredire dell’età, l’abbronzatura perde di intensità e uniformità: la capacità di produrre melanina diminuisce e bisogna adattarsi all’inesorabile trascorrere del tempo…</p>
<p>Fattori genetici determinano poi vari tipi di pelle in rapporto alla tolleranza verso le radiazioni UV. I dermatologi distinguono sei “fototipi”: il primo, il più sensibile, quello che si scotta senza abbronzarsi o quasi, e l’ultimo il più resistente, di pelle nera: tutti devono comunque evitare un’esposizione eccessiva!</p>
<p><strong>Non bisogna nemmeno trascurare le condizioni ambientali.</strong> D’estate, nelle ore centrali della giornata, dalle 11 alle 15 circa (ora solare), l’irradiazione è maggiore: le pelli delicate dovrebbero evitare o ridurre di molto l’esposizione in questa fascia oraria e starsene tranquillamente all’ombra. Istintivamente siamo portati a considerare l’intensità della radiazione solare rispetto alla sensazione di calore sulla nostra pelle. Il vento e le nuvole ci possono trarre in inganno dandoci l’illusione di poter sopportare più a lungo l’esposizione. Non sempre gli ombrelloni e gli indumenti offrono una protezione sufficiente (anche se in commercio si trovano tessuti certificati per il loro potere filtrante), soprattutto in condizioni estreme come nelle regioni tropicali o in alta montagna.</p>
<h3>L’alimentazione aiuta</h3>
<p>Con l’alimentazione possiamo preparare la nostra pelle ad affrontare meglio la canicola estiva.</p>
<p><strong>Caroteni e carotenoidi</strong>, presenti in molta frutta e verdura di stagione, sono in grado di compensare, semprechè non si superino certi limiti, i danni causati dalle radiazioni ultraviolette. Un bicchiere di succo di carota al giorno, iniziando una ventina di giorni prima delle vacanze, offre già un buon supplemento di carotene.</p>
<p><strong>I pomodori</strong> contengono, oltre a carotene e vitamina C, il licopene, carotenoide molto potente come antiossidante e come preventivo (pare) di alcune forme tumorali; lo ritroviamo anche in albicocche, pesche, cocomeri, pompelmi rosa; tra la frutta esotica non possiamo fare a meno di citare papaia e mango.</p>
<p><strong>Luteina e zeaxantina sono carotenoidi antiossidanti </strong>molto utili per proteggere retina e pelle. Ne sono particolarmente ricchi gli spinaci, le foglie di rapa, il crescione, le biete (dette anche coste), la cicoria, il radicchio rosso, il basilico, poi le carote, la rucola, i piselli, il porro, la lattuga.<br />
Come si può vedere la scelta è ampia e si può facilmente adattare ai propri gusti.</p>
<h3><a href="http://www.valorealimentare.it/05/08/2010/rubriche/salute-e-bellezza/i-filtri-solari/" target="_blank">E i filtri solari?</a></h3>
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		<title>I filtri solari</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 15:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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È doveroso valutare criticamente i filtri solari incorporati in creme, pomate, olii, latti solari, gel. Le sostanze usate per questo scopo possono essere minerali, chimiche o naturali. Quelle minerali (biossido di titanio, ossido di zinco), purché applicate uniformemente, offrono la migliore protezione in quanto riflettono verso l’esterno tutti i tipi di UV, quelle chimiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p>È doveroso valutare criticamente i filtri solari incorporati in creme, pomate, olii, latti solari, gel.</p>
<p>Le sostanze usate per questo scopo possono essere minerali, chimiche o naturali. Quelle minerali (biossido di titanio, ossido di zinco), purché applicate uniformemente, offrono la migliore protezione in quanto riflettono verso l’esterno tutti i tipi di UV, quelle chimiche e naturali assorbono gli UV modificandosi (le radiazioni perdono parte della loro energia e penetrano meno in profondità): alcune riprendono poi la struttura originaria (fotostabili), mentre altre si trasformano definitivamente.</p>
<p>Il timore è che queste nuove sostanze possano essere a loro volta dannose.</p>
<p><strong>I filtri di origine vegetale, uniti a quelli minerali, offrono, a mio avviso, migliori garanzie.</strong><br />
Il fattore di protezione (FP o SPF) che attualmente viene indicato sulle preparazioni solari, genera non poca confusione. È il rapporto tra tempo di esposizione eritematogeno agli UVB con crema solare e tempo di esposizione eritematogeno agli UVB senza crema solare, ma è il risultato di un test di laboratorio su volontari ed eseguito con metodiche diverse, per cui gli indici forniti dalle varie marche non corrispondono tra loro. Inoltre si riferisce agli UVB, perchè sono loro che provocano maggiormente l’eritema, mentre non fornisce alcuna informazione rispetto agli UVA, più subdoli in quanto più penetranti e molto meno eritematogeni.</p>
<p>In attesa di normative più precise e di test più completi e validi cerchiamo di ottenere un’abbronzatura graduale (sarà più duratura, piacevole e salutare) senza forzare i limiti che la natura ha fissato alla pelle di ognuno.</p>
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		<title>Vacanze alla luce del sole</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 07:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Prima di esporsi, è utile valutare con attenzione le abitudini alimentari e la tipologia della nostra pelle per non incappare in brutte sorprese. Alle nostre latitudini, durante l’estate, il sole splende alto sull’orizzonte e le giornate sono più lunghe: questo si traduce in una maggiore esposizione alle radiazioni solari, favorita anche dal caldo che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1722" title="sole-alimentazione" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/05/sole-alimentazione-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" />Prima di esporsi, è utile valutare con attenzione le abitudini alimentari e la tipologia della nostra pelle per non incappare in brutte sorprese.</h3>
<p>Alle nostre latitudini, durante l’estate, il sole splende alto sull’orizzonte e le giornate sono più lunghe: questo si traduce in una maggiore esposizione alle radiazioni solari, favorita anche dal caldo che ci fa spogliare di più.</p>
<p>Ma l’assottigliamento dello strato di ozono nelle parti alte della nostra atmosfera ne diminuisce il potere filtrante, provocando un maggiore ingresso di raggi ultravioletti, la parte più potenzialmente dannosa dello spettro solare, soprattutto per la nostra pelle.</p>
<p><strong>Questi raggi (UV) sono </strong>per noi invisibili ma alcuni animali, come le api e le tartarughe, riescono a percepirli.</p>
<p>I raggi UV (suddivisi in UVA, UVB e UVC) sono dotati di notevole energia e, una volta penetrati nello spessore della pelle, possono alterare (direttamente o tramite la formazione dei famigerati radicali liberi) importanti molecole come<strong> l’elastina e il collagene</strong>: il risultato è il fotoinvecchiamento, che comporta l’aumento delle rughe e dello spessore della cute, la perdita di elasticità, la comparsa di macchie, l’alterazione della distribuzione della melanina.</p>
<p>Un danno ben più grave si può verificare a carico del DNA, con conseguenti mutazioni genetiche e formazioni di linee cellulari “impazzite”. Spesso queste cellule colpite non sopravvivono o vengono eliminate, oppure il DNA viene riparato, ma se il loro numero supera le capacità difensive dell’organismo, allora inizia la proliferazione tumorale.</p>
<p>Molti farmaci sono del tutto o in parte incompatibili con l’esposizione solare, perché possono da questa venire modificati e dar luogo a sostanze tossiche (fototossicità) o allergizzanti (fotoallergia): è bene consultare il medico onde evitare di rovinarsi una vacanza.</p>
<p><strong>Alcune malattie, cutanee e non </strong>(eruzione polimorfa solare, eritema solare, orticaria solare, pellagra, porfiria cutanea tarda, lupus eritematosus, dermatomiosite, acne rosacea, herpes simplex e altre, compresi i tumori cutanei) si aggravano con i raggi del sole o sono da questi provocate. Per questo, prima di esporsi al sole, è necessaria un’<strong>efficace prevenzione</strong>, a partire dall’alimentazione.</p>
<h3>I carotenoidi</h3>
<p>Sono<strong> sostanze antiossidanti </strong>particolarmente interessanti per la protezione cutanea, perché contrastano gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti. Si tratta di pigmenti i cui colori variano dal giallo all’arancione al rosso, fino al rosso violetto. Gli animali li assumono con l’alimentazione, accumulandoli nei tessuti e colorandosi a loro volta. Li dividiamo in caroteni (senza ossigeno nella molecola) e xantofille (con ossigeno).</p>
<p>Nelle piante (che ne sono ricche) proteggono la clorofilla dagli effetti negativi della luce in eccesso: senza i carotenoidi le piante morirebbero per “fotoossidazione”. Sono poi loro a colorare le foglie in autunno, quando la clorofilla diminuisce. Vengono sintetizzati dagli organismi fotosintetici: piante, alghe, alcuni funghi e batteri. Attualmente se ne conoscono circa 600, ma soltanto 20 vengono assimilati dal nostro organismo.</p>
<p>Circa 50 carotenoidi possono essere metabolizzati a<strong> vitamina A</strong>, essenziale per la vista, l’integrità degli epiteli (mucose e pelle), l’efficienza del sistema immunitario, i processi di crescita di vari tessuti, la sintesi di ormoni dal colesterolo. Per questo sono chiamati provitamine-A.</p>
<p>Il <strong>betacarotene</strong>, contenuto tra l’altro nelle carote, ne è il capostipite.<br />
E’ da notare che la vitamina A è presente tal quale in alimenti di origine animale come fegato, olio di fegato di merluzzo, burro, latte, uova. Ma in questi casi, se assunta in eccesso, può essere tossica provocando ipervitaminosi. Diversamente il betacarotene e gli altri carotenoidi vengono trasformati in vitamina A solo quando l’organismo lo richiede, per cui queste sostanze non presentano problemi di sovradosaggio. Inoltre i carotenoidi svolgono attività biologiche proprie, indipendenti dalla loro funzione provitaminica. In particolare contrastano la formazione di radicali liberi come conseguenza di un’eccessiva esposizione solare, concentrandosi a livello cutaneo. Proteggono quindi la cute dal fotoinvecchiamento e riducono il rischio di tumori indotti dalla luce.</p>
<p>Oltre al betacarotene citiamo l’<strong>astaxantina</strong>, diffusa nel fitoplancton, responsabile del colore rosso del salmone e della corazza o guscio dei crostacei, i licopeni del pomodoro, la luteina (ortaggi a foglie verdi, piselli, zucchine, broccoli, carote), la zeaxantina, tutti carotenoidi dall’elevato potere antiossidante.</p>
<h3>La protezione solare</h3>
<p>La pelle umana non reagisce uniformemente alla radiazione ultravioletta. La quantità di melanina, il nostro filtro più efficace, determina la sensibilità cutanea a subire eventuali danni da questi raggi: più ce n’è, minore è il rischio di danni.</p>
<p>Oltre ai fattori genetici bisogna considerare anche l’età e la velocità con cui viene prodotta. Gli UVB provocano eritema, il rossore della scottatura solare; la <strong>melanina</strong> contrasta questo effetto e, se prodotta nella quantità e con la velocità adeguate, eviterà questo ed altri inconvenienti.</p>
<p>Non dimentichiamo che la<strong> scottatura solare </strong>è a tutti gli effetti un’ustione e se coinvolge tutta o gran parte della superficie cutanea può mettere a repentaglio la vita stessa. La pelle chiara, o quella dei bambini, sopporta male una brusca ed intensa esposizione. Alcuni si scottano senza mai abbronzarsi, altri si scottano se si espongono oltre un certo limite, altri, beati loro, non si scottano e si abbronzano subito. Queste differenze di suscettibilità, costituiscono convenzionalmente i 6 <strong>fototipi</strong>, il primo è il più sensibile, il sesto il più resistente.<br />
Poiché l’eritema è correlato all’assorbimento degli UVB, la facilità alla scottatura è indice di rischio tumorale più elevato. In ogni caso anche la pelle più resistente può presentare gli stessi rischi, ma superata una soglia più elevata. Bisogna considerare che una maggiore tolleranza tende a far sottovalutare i raggi UVA, poco eritematogeni, ma più penetranti e non meno pericolosi.</p>
<p><strong>Il sole giova alla salute fisica e mentale</strong>, il colorito della pelle diventa più gradevole (almeno per la cultura occidentale), alcune imperfezioni come l’acne possono scomparire e malattie come la psoriasi, la dermatite atopica o la dermatite seborroica possono migliorare notevolmente, ma bisogna prenderlo con cautela e nella misura adatta al nostro tipo di pelle.</p>
<p><strong>Evitare un’esposizione prolungata</strong> nei primi giorni e comunque nelle ore vicine al mezzogiorno sarebbe un’ottima precauzione, di rigore per i bambini. Un’abbronzatura graduale è più durevole perché l’eritema provoca poi una desquamazione precoce.</p>
<p><strong>Non dimentichiamo di proteggere gli occhi </strong>con cappelli od occhiali da sole (controllare che siano garantiti!): gli ultravioletti favoriscono l’insorgenza di cataratta.</p>
<p><strong>L’assunzione di carotenoidi potenzia</strong> l’azione dei filtri solari applicati sulla cute.<strong><br />
Frutta e verdura fresche</strong> contengono<strong> </strong>miscele di vari tipi di carotenoidi che agiscono “in sinergia”. Di conseguenza i carotenoidi, accumulandosi nella cute, le forniscono un leggero potere filtrante e, secondo alcuni, stimolano la melanogenesi.  <strong>La vitamina C,</strong> anch’essa abbondante in frutta e verdura (fresche), è un ottimo antiossidante importante per il benessere cutaneo (interviene tra l’altro nella sintesi del collagene), un motivo in più per preferire questi alimenti.<strong> Vitamina A ed E </strong>(contenute, ad esempio, in mandorle, nocciole, germe di grano, olio di mais, di soia, di palma) proteggono dall’ossidazione.<br />
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<p><strong>Sono ricchi di carotenoidi </strong>carote, pomodori, zucche, zucchine, spinaci, broccoli, arance, pompelmi, mandarini, meloni, angurie, mango, albicocche, pesche. In genere la frutta color giallo, arancione o rosso. Anche i gamberetti ne contengono (astaxantina dalle alghe di cui si nutrono), ma si dovrebbe mangiare il guscio…</p>
<p>Per chi ama il sole questi alimenti non dovrebbero mancare: si possono fare gustosi frullati o centrifugati con varie combinazioni a seconda dei gusti, purché la materia prima sia fresca e possibilmente non trattata o biologica. In un bel bicchiere potremmo concentrare il necessario, che non fa che bene alla salute.</p>
<p>Per i più pigri sono disponibili capsule o compresse contenenti carotenoidi naturali: è meglio assumerle da tre settimane prima della vacanza e continuare per tutto il periodo.</p>
<h3>I filtri solari</h3>
<p>Sono prodotti da applicare sulla cute prima e durante l’esposizione al sole poiché contengono sostanze in grado d assorbire o riflettere i raggi ultravioletti.</p>
<p>I vari numeri che li accompagnano indicano il grado di protezione: l’indice di protezione (IP o SPF) è il rapporto tra la quantità di UVB necessaria a produrre minimo eritema con il filtro applicato sulla cute e la quantità di UVB necessaria a produrre lo stesso effetto senza filtri (non è poi così difficile..). Il problema è che la procedura per eseguire il test in laboratorio non è ancora standardizzata per cui a livello pratico può capitare che una crema con fattore protettivo 30 abbia la stessa efficacia di un’altra con fattore 50. Per non parlare della protezione verso gli UVA, dove la valutazione è ancor meno uniforme.</p>
<p>E’ necessaria un’attenta valutazione del prodotto per districarsi nel complesso panorama che il mercato offre. Anche le formulazioni hanno la loro importanza: ad esempio una crema resistente all’acqua riduce la frequenza con cui si deve rinnovarne l’applicazione. I consigli di un farmacista esperto o di un dermatologo saranno utili a risolvere dubbi e perplessità.</p>
<p><strong>La protezione “totale” non esiste</strong>: per ottenerla si dovrebbe spalmare e rinnovare di tanto in tanto lo spesso strato di una crema resa bianca e pastosa dalla necessaria concentrazione di schemi minerali, il che renderebbe la vacanza tutt’altro che rilassante…</p>
<p><strong>I filtri solari attualmente disponibili </strong>sono chimici, minerali, o naturali, spesso variamente associati.<br />
Soprattutto per i bambini preferirei quelli naturali, combinati con quelli minerali (generalmente ossido di zinco o biossido di titanio, eventualmente micronizzati). Le sostanze chimiche filtranti assorbono le radiazioni modificandosi e poco si sa sulla loro azione a lungo termine: meglio non rischiare.<br />
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<p><strong>Fra i prodotti naturali impiegati come</strong> filtri citiamo l’olio di carota, l’estratto di stella alpina (Leontopodium alpinum), l’estratto della felce Polypodium leucotomos (pianta usata nella medicina tradizionale centro e sud-americana), quello di alghe come Haematococcus pluvialis (astaxantina), l’olio di germe di grano o di sesamo, per il loro contenuto di vitamina E. Tutti questi preparati devono essere rigorosamente testati prima del loro impiego, sia per quanto riguarda la sicurezza (assenza di reazioni di fotosensibilizzazione) che per la concentrazione e l’efficacia dei principi attivi filtranti.</p>
<p><strong>Evitiamo pertanto gli intrugli “fai da te”</strong>, alcuni componenti dei quali possono risultare fotosensibilizzanti (estratti di bergamotto, di limone, di cedro, di fico…), mentre per altri non possiamo prevedere la capacità protettiva o la fotossicità. L’associazione di filtri sistemici, cioè assunti per via orale, con quelli applicati localmente, può ridurre sensibilmente le manifestazioni cutanee di intolleranza alla luce solare che colpiscono un numero sempre maggiore di individui.</p>
<h4>Buone vacanze!</h4>
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