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	<title>Valore Alimentare &#187; Vivere consapevole</title>
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	<description>biologico, alimentazione e salute</description>
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		<title>Qualità dell&#8217;aria: come migliorarla?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 13:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
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		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Con l’arrivo dell’autunno tornano in molte città i provvedimenti di limitazione al traffico per ovviare ai problemi dell’inquinamento atmosferico. Cosa possiamo fare per contribuire nella vita di tutti i giorni al miglioramento della qualità dell’aria? Piccoli gesti da attuare nel nostro modo di muoverci, abitare, mangiare, consumare e … scoprire che migliorano anche la salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-2327" title="aria" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/09/aria-pratiche-sostenibili-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" />Con l’arrivo dell’autunno tornano in molte città i provvedimenti di limitazione al traffico per ovviare ai problemi dell’inquinamento atmosferico.</h3>
<h3>Cosa possiamo fare per contribuire nella vita di tutti i giorni al miglioramento della qualità dell’aria? Piccoli gesti da attuare nel nostro modo di muoverci, abitare, mangiare, consumare e … scoprire che migliorano anche la salute e la qualità della vita.</h3>
<h3>Andare a lavoro</h3>
<p>Utilizziamo l’auto meno possibile, usando soluzioni alternative come la bici, il treno, l’autobus: questo ci eviterà di trascorrere tempo inutile in ingorghi tipici degli orari di punta di chi si reca o torna da lavoro. Per i lunghi spostamenti si può utilizzare il treno: in molte stazioni infatti ci sono parcheggi scambiatori gratuiti o a prezzi convenienti per lasciare l’auto; così potremo impiegare il tempo in altre attività di nostro maggiore interesse. Per compiere il medesimo tragitto-itinerario possiamo praticare il Car Pooling (condivisione di auto private) con conoscenti e colleghi, con l’obiettivo di ridurre sia i costi dei trasferimenti che il numero di vetture circolanti.</p>
<h3>…Pedalare</h3>
<p>In alcune città sono attivi servizi di noleggio biciclette tradizionali o elettriche in appositi parcheggi scambiatori dove è possibile lasciare l’auto, oppure servizi di “bike sharing”, biciclette ad uso collettivo utilizzabili con una tessera a scalare. E’ consigliabile consultare il sito del Comune di residenza per conoscere i servizi disponibili. Non dimentichiamo di esortare anche bimbi e ragazzi a compiere i propri tragitti a piedi o in bicicletta, per combattere il crescente problema dell’obesità infantile e creare nelle nuove generazioni una cultura sportiva e dinamica.</p>
<h3>Utilizzare il trasporto pubblico</h3>
<p>Il trasporto pubblico è più economico, sicuro, veloce. Ci si può avvalere dei nuovi servizi messi a disposizione dell’utenza per offrire maggiore flessibilità: servizi a chiamata, taxibus, sistemi di tariffazione integrata che consentono l’uso di più mezzi di trasporto in un determinato arco di tempo, sistemi di bigliettazione elettronica. E’ consigliabile consultare il sito del gestore per conoscere i servizi disponibili.</p>
<h3>Far controllare i gas di scarico</h3>
<p>Facciamo controllare i gas di scarico delle automobili dalle autofficine autorizzate (Bollino Blu) ed effettuiamo le previste revisioni, per avere così veicoli efficienti, in regola, anche con attenzione alle emissioni.</p>
<h3>Scegliere un veicolo nuovo</h3>
<p>Per acquistare un nuovo veicolo teniamo conto delle loro performance ambientali e dei sistemi di alimentazione GPL, metano, ibridi. <a href="/22/04/2010/rubriche/vivere-consapevole/quali-sono-i-veicoli-a-minori-emissioni/" target="_blank">Quali sono i veicoli a minor emissioni?</a></p>
<h3>Abitare</h3>
<p>La caldaia va controllata periodicamente. Chi possiede una caldaia/stufa a legna “tradizionale” può sostituirla con una nuova <strong>ad alto rendimento e a ridotte emissioni di polveri</strong>. <a href="http://www.valorealimentare.it/03/12/2009/rubriche/vivere-consapevole/il-riscaldamento-delle-case/" target="_blank">Il riscaldamento delle case?</a></p>
<p>In caso di ristrutturazione o di nuova costruzione si può dotare la propria casa di una<strong> certificazione energetica</strong>: i consumi sono pari a circa 1/3 dei consumi degli edifici convenzionali e inferiori del 25% rispetto alle prescrizioni di legge, e aumenta il comfort abitativo.</p>
<h3>Mangiare e consumare</h3>
<p>Preferiamo prodotti di qualità, a favore della tracciabilità, della riduzione delle distanze e delle relative emissioni. Scegliamo generi di consumo prodotti in cicli <strong>a basso impatto ambientale </strong>(minor consumo di materie prime non rinnovabili, energia, acqua, rifiuti), dotati di marchi ecologici (ad es: Ecolabel, FSC) o prodotti da aziende dotate di certificazioni ambientali.<br />
Prestiamo attenzione ai volumi degli imballaggi, scegliendo prodotti con <strong>materiali recuperati o con “vuoto a rendere”</strong>, a favore di minori volumi, pieno carico dei trasportatori e corrispondentiminori trasporti e minori emissioni.<br />
<strong>Non acquistiamo prodotti sintetici </strong>contenenti sostanze che incidono sulla qualità dell’aria (es. sostanze organiche volatili presenti in vernici, colle, smalti …).</p>
<h3>Guida sicura ed ecologica</h3>
<p>Il trasporto su strada è responsabile <strong>di più del 20% delle emissioni di anidride carbonica </strong>prodotte ogni anno nell’Ue. Grazie a una guida elaborata ogni anno dal Ministero dello Sviluppo Economico, è possibile apprendere alcuni accorgimenti per risparmiare carburante e quindi ridurre le emissioni del 10-15%, migliorando al tempo stesso la sicurezza sulla strada.</p>
<p><strong>Tra i principali accorgimenti,</strong> evitare brusche accelerate, immettere subito la marcia superiore, mantenere una velocità moderata e uniforme; inoltre, spegnere il motore quando ci sonolunghe code o ai passaggi a livello, cambiare l’olio al momento giusto e mantenere le gomme in pressione.</p>
<p><strong>L’intera guida è scaricabile dal sito www.sviluppoeconomico.gov.it nella sezione “<a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/phpRsWLJr.pdf" target="_blank" class="broken_link">Documenti utili</a>”.</strong></p>
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		<title>Dal compost nascono i fiori</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[cumulo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Ognuno di noi può diventare produttore di compost, basta avere un giardino. Con qualche accorgimento tecnico e l’utilizzo di una compostiera, rifiuti della cucina e del giardino si trasformano in questo ottimo fertilizzante per il giardinaggio e l’agricoltura, ricco di elementi nutritivi. Ottenerlo è semplice, economico e rappresenta una buona pratica ambientale. In questo articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-full wp-image-2050" title="pratiche-sostenibili" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/07/icona-pratiche-sostenibili.jpg" alt="" width="246" height="246" />Ognuno di noi può diventare produttore di compost, basta avere un giardino.<br />
Con qualche accorgimento tecnico e l’utilizzo di una compostiera, rifiuti della cucina e del giardino si trasformano in questo ottimo fertilizzante per il giardinaggio e l’agricoltura, ricco di elementi nutritivi. Ottenerlo è semplice, economico e rappresenta una buona pratica ambientale.</h3>
<p>In questo articolo illustriamo come si ottiene il compost, quale compostiera scegliere, perché farlo: basta poco per ridurre i rifiuti e per trasformarli in risorsa.</p>
<h3>Cos’è il compostaggio?</h3>
<p>Il compostaggio è un<strong> processo di trasformazione naturale</strong> innescato dall’opera di degradazione dei batteri, che agiscono soltanto in presenza di ossigeno, in ambiente umido e in presenza di scarti ben miscelati trasformando le molecole organiche di cui sono fatti in composti più semplici, come acqua, sali minerali e anidride carbonica. La demolizione delle sostanze complesse continua fino alla formazione di humus fertile.</p>
<h3>Quale compostiera?</h3>
<p>Per scegliere la compostiera più adatta occorre valutare la quantità di rifiuti che produce il nostro giardino.  Ecco le tre principali tipologie:</p>
<p><strong>1. Il cumulo. </strong>Se si dispone di un giardino grande si può costituire un cumulo per il compostaggio, oppure una piccola zona, possibilmente rettangolare, delimitata da una rete a maglie fini o da un graticcio. E&#8217; consigliabile coprire il cumulo di compost con teli di tessuto-non tessuto, o di iuta, per evitare l&#8217;incidenza diretta dei raggi del sole, e anche per limitare l&#8217;apporto di acqua dovuto alle piogge.</p>
<p><strong>2. Composter:</strong> si tratta di una campana, spesso in plastica, dotata di un&#8217;apertura superiore, per l&#8217;inserimento del materiale da compostare, e di un&#8217;apertura laterale, oppure di una saracinesca, per prelevare il compost maturo o per controllare l&#8217;andamento del compostaggio. Alcuni tipi di composter vengono distribuiti dai comuni o dalle aziende che gestiscono i rifiuti: in alcuni casi offrono a chi li utilizza uno sconto sulle tariffe dei rifiuti.</p>
<p><strong>3.Bidoni</strong>: se il materiale che desideriamo compostare è poco, o se desideriamo attuare il compostaggio in uno spazio ristretto, potremo utilizzare dei bidoni, o delle cassette, opportunamente perforati per permettere una migliore aerazione, e dotati di coperchio.</p>
<h3>Le regole per una buona riuscita</h3>
<p><strong>1.</strong> Posizionare la compostiera in un<strong> luogo non troppo ombreggiato</strong>, riparato dal vento e dall’insolazione diretta (ad es. sotto un albero); appoggiarla sul terreno e mai su un suolo impermeabile di cemento o asfalto;</p>
<p><strong>2.</strong> Preparare il fondo con un<strong> intreccio di rami </strong>per garantire il drenaggio dell’acqua, evitando piante resinose ed alberi da frutto;</p>
<p><strong>3. </strong>Variare e miscelare il più possibile gli scarti umidi (quelli di cucina) e gli scarti secchi (quelli del giardino): questo per ottenere una<strong> composizione equilibrata </strong>del compost e per accelerare il processo di compostaggio;</p>
<p><strong>4. </strong>Rimestare frequentemente per favorire <strong>un&#8217;adeguata aerazione</strong> (i microrganismi vivono in presenza di ossigeno, e solo in questo modo ci si garantisce dall&#8217;assenza di cattivi odori); in particolare mescolare ogni volta che si introducono rifiuti secchi per evitare la formazione di strati omegenei;</p>
<p><strong>5.</strong> Controllare che sia presente un&#8217;<strong>adeguata percentuale di umidità</strong> (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se è troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori).</p>
<h3>I rifiuti SI</h3>
<p>- Rami e foglie, opportunamente triturati.</p>
<p>- Erba, possibilmente secca, per evitare che compatti troppo il materiale nel composter.</p>
<p>- Gusci d&#8217;uova, possibilmente tritati, in modo che vengano decomposti più facilmente.</p>
<p>- Avanzi di cibo cotto; è bene aggiungerne in quantità esigua, per evitare che attirino topolini o mosche.</p>
<p>- Avanzi di frutta e verdura, bucce, scarti.</p>
<p>- Fiori secchi.</p>
<p>- Erbacce estirpate dal giardino; per evitare che i semi rimangano vivi nel compost è bene inserirli al centro della massa da compostare, in modo che raggiungano le temperature maggiori.</p>
<p>- Fondi di caffè e the.</p>
<p>- Carta, possibilmente non stampata.</p>
<p>- Cenere di legna, in piccola quantità.</p>
<p>- Aghi di pino, ricordandoci che abbassano il ph del compost.</p>
<h3>I rifiuti NO</h3>
<p>- Qualsiasi tipo di materiale plastico.</p>
<p>- Cenere di carbone.</p>
<p>- Contenitori in tetrapak.</p>
<p>- Carta stampata, anche se a volte alcuni fogli di giornale possono essere utili.</p>
<p>- Vetro.</p>
<p>- Ceramica.</p>
<p>- Alluminio e metalli in genere.</p>
<p>- Ossa; il tempo necessario a decomporle è troppo alto.</p>
<p>- Tessuti sintetici o comunque tinti.</p>
<h3>Quando è pronto il compost?</h3>
<p>Un compost maturo si riconosce <strong>dal colore scuro, dall&#8217;aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco</strong> (se è maleodorante qualcosa è andato storto nel compostaggio!).</p>
<p>A seconda del <strong>grado di maturazione</strong> gli usi possono essere diversi.<br />
In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici.<br />
Dopo 6-9 mesi il nostro compost è maturo e può essere utilizzato togliendolo dal lato del contenitore, che continueremo a riempire, ricordandoci di rimescolare ogni tanto il nuovo materiale inserito.</p>
<p>Se siamo particolarmente frettolosi potremo cominciare ad utilizzare il compost quando è ancora fresco, dopo 2-3 mesi, anche se la sua qualità è sicuramente inferiore a quella del compost maturo.</p>
<p>Prima di utilizzare il compost per lo scopo che preferiamo è bene setacciarlo, con un vaglio a maglie abbastanza larghe, in modo da evitare di distribuire per il nostro giardino pezzetti di legno o grumi di compost non ancora perfettamente decomposto.</p>
<h3>Una buona pratica ambientale</h3>
<p>Il compostaggio è una buona pratica per l&#8217;ambiente, permettendo di ridurre il volume dei rifiuti conferiti in discarica, dato che i rifiuti organici sono costituiti soprattutto da acqua e per questo molto voluminosi; ma anche riducendo i cattivi odori e la formazione del percolato, una sostanza potenzialmente molto inquinante per la falda acquifera.</p>
<p>Per chi fa il compostaggio domestico, d’altro canto, ci sono vantaggi economici (risparmiando sul costo del fertilizzante e spesso sulla tariffa dei rifiuti) e pratici (meno spazzatura da buttare, nessun rifiuto da giardino da smaltire ingombrando i normali cassonetti).</p>
<h3>Compostaggio in piccoli spazi</h3>
<p>Il compostaggio si può fare anche su un balcone o in cantina, in piccoli composter, con l’accortezza di controllare spesso l’umidità del compost e di non introdurre semi di piante infestanti o malate.</p>
<p>Possiamo anche avvalerci dell&#8217;aiuto prezioso dei lombrichi: è sufficiente porli in un contenitore ben aerato e coperto, con fogli di carta inumiditi, avanzi di cucina e un po&#8217; di terra; posizionare il contenitore in un luogo ombreggiato e ci aiuteranno a decomporre il materiale organico, generando un ottimo humus per i nostri vasi.</p>
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		<title>I pannolini lavabili: tipologie e incentivi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 11:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Tre sono le principali tipologie di pannolini lavabili 1. Due pezzi (all in 2), composti da una parte interna assorbente (ad es.: ciripà, muslin, prefold, sagomato, fitted) e da una parte esterna impermeabile. 2. Pocket. 3. Tutto in uno (AIO = all in one). Con tutti e tre i sistemi è davvero pratico inserire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3>Tre sono le principali tipologie di pannolini lavabili</h3>
<p>1.<strong> Due pezzi </strong>(all in 2), composti da una parte interna assorbente (ad es.: ciripà, muslin, prefold, sagomato, fitted) e da una parte esterna impermeabile.</p>
<p>2. <strong>Pocket</strong>.</p>
<p>3. <strong>Tutto in uno</strong> (AIO = all in one).</p>
<p>Con tutti e tre i sistemi è davvero pratico inserire un<strong> inserto monouso in cellulosa di carta biodegradabile</strong> che trattiene la maggior parte delle feci e che può essere gettato direttamente nel water, semplificando di molto la pulizia del pannolino lavabile.</p>
<p>Per ciascuna di queste tipologie esistono<strong> tanti modelli</strong>, offrendo ai genitori la possibilità di scegliere il sistema/tipo più adatto alle proprie abitudini, agli spazi della casa, alla propria sensibilità, e quindi di intraprendere un’esperienza nuova che si riveli valida nel tempo e che sia oggetto di “passaparola” positivo di famiglia in famiglia.</p>
<p>Alcuni Comuni offrono<strong> incentivi</strong> di diversa natura volti a favorire nelle famiglie l’uso dei pannolini lavabili. Verifica se il tuo Comune è tra questi.</p>
<p>Per approfondire consulta lo Speciale di AcquistiVerdi.it “Pannolini lavabili. Acquisti verdi per ridurre la produzione di rifiuti” e la Guida Ecoidea “Sto arrivando…Com’è il posto?”, entrambi scaricabili gratuitamente da Internet.</p>
<p>Per informazioni sulla scelta dei pannolini rivolgiti alle mamme dell’associazione “Nonsolociripà” e consulta il sito <a href="http://www.pannolinilavabili.info" target="_blank">www.pannolinilavabili.info</a>, dove è presente anche un elenco in continuo aggiornamento dei Comuni con incentivi.</p>
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		<title>Acquisti ecologici per il nostro bambino</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 14:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[arredi ecologici]]></category>
		<category><![CDATA[detergenti certificati]]></category>
		<category><![CDATA[giocattoli]]></category>
		<category><![CDATA[marsupio]]></category>
		<category><![CDATA[mater-bi]]></category>
		<category><![CDATA[pannolini lavabili]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti ecologici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Quando nasce un bambino vorremmo offrirgli il meglio. A volte, soprattutto per mancanza di adeguate informazioni, acquistiamo prodotti dannosi per l’ambiente e per la salute del nostro bambino: ad esempio prodotti che hanno un elevato contenuto di sostanze chimiche, di dubbia provenienza, con un elevato impatto ambientale nel loro ciclo di vita. In questa miniguida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1863" title="sostenibililta" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/06/2007_20_pratiche_citta-sostenibili-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Quando nasce un bambino vorremmo offrirgli il meglio.</h3>
<p>A volte, soprattutto per mancanza di adeguate informazioni, acquistiamo prodotti dannosi per l’ambiente e per la salute del nostro bambino: ad esempio prodotti che hanno un elevato contenuto di sostanze chimiche, di dubbia provenienza, con un elevato impatto ambientale nel loro ciclo di vita.</p>
<p>In questa <strong>miniguida </strong>cerchiamo di offrire alcuni suggerimenti per scegliere i prodotti per bambini seguendo criteri di ecologicità, qualità e sicurezza.<br />
Grazie a scelte più consapevoli e oculate, raggiungeremo il duplice obiettivo di preservare l’ambiente per il futuro del nostro bambino e di circondarlo di materiali e oggetti di qualità per tutelare la sua salute e la sua sicurezza.</p>
<h3>Quali pannolini?</h3>
<p>I pannolini “usa e getta” costituiscono tonnellate di rifiuti che è un problema smaltire. Un pannolino impiega 500 anni per decomporsi naturalmente!<br />
A questo si aggiunga che la loro composizione chimica favorisce gli arrossamenti e che  hanno un elevato costo (nei primi 3 anni di vita servono in media 6.500 pannolini per bambino).</p>
<p>Una delle alternative al pannolino “usa e getta” è l’impiego dei <strong>pannolini lavabili</strong>, che, favorito anche da politiche di sensibilizzazione e di incentivazione pubbliche, sta sempre più affermandosi per garantire un maggior benessere al bambino, un minore impatto ambientale, un notevole risparmio economico. Ne esistono ormai in commercio tanti tipi e modelli, l’importante è scegliere quello più adatto alle nostre esigenze/aspettative.</p>
<p>Un’altra alternativa, da usare anche in modo “misto” con i pannolini lavabili, è rappresentata dai pannolini “usa e getta” in Mater-Bi® (bioplastica prodotta a partire dall’amido di mais biodegradabile e compostabile): questi, se smaltiti come rifiuti organici, non presentano nessun problema in quanto si decompongono in modo naturale.</p>
<h3>A spasso con mamma e papà</h3>
<p>Una bella alternativa a carrozzine e passeggini è quella del <strong>marsupio</strong>: ai bambini piace moltissimo stare a contatto con mamma e papà e per i genitori è una soluzione estremamente pratica. Sull’idea di ‘portare’ i bimbi è in corso una riscoperta della fascia porta-bebé: economica ed ecologica (se in tessuto proveniente da coltivazioni biologiche), la fascia si può usare per un lungo periodo di tempo grazie alle diverse posizioni (a culla per i neonati, sulla schiena o sul fianco per i bimbi più grandi).</p>
<h3>In cameretta</h3>
<p>Per far vivere il bambino in uno spazio salubre e atossico, scegliamo <strong>arredi ecologici</strong>. Come si possono riconoscere? Sono realizzati con il minor impiego possibile di vernici e di colle; in legno massiccio proveniente da foreste certificate FSC o PEFC, gestite in modo sostenibile secondo precisi criteri stabiliti da questi standard internazionali. Esistono anche arredi realizzati in legno truciolare 100% post-consumo, certificato FSC e caratterizzato da bassissimo contenuto di formaldeide (Pannello Ecologico® LEB). La realizzazione di questo prodotto risparmia ogni giorno 10.000 alberi dall’abbattimento.</p>
<h3>Tessuti</h3>
<p>Tutti gli indumenti del bambino dovrebbero essere in <strong>tessuti (o lana) provenienti da agricoltura biologica o biodinamica</strong>, possibilmente a marchio AIAB tessile. Questo perché i tessuti convenzionali (anche quelli apparentemente naturali, ad esempio 100% cotone) possono contenere per legge una percentuale di fibre sintetiche e inoltre vengono sottoposti a numerosi trattamenti (compresa la colorazione) che prevedono l’utilizzo di sostanze chimiche altamente tossiche e che lasciano importanti residui nella confezione finale. I tessuti provenienti da agricoltura biologica o biodinamica certificati, a differenza di quelli convenzionali, vietano l’utilizzo di trattamenti (compreso lo sbiancamento) e di tutti i coloranti che non siano di origine vegetale o minerale.</p>
<h3>Giocattoli</h3>
<p>La prima cosa da fare per far bene all’ambiente è evitare i giocattoli con le pile: contengono sostanze pericolose come i metalli pesanti e che quindi vanno smaltite a fine vita come rifiuti pericolosi domestici.</p>
<p>Per scegliere un giocattolo di qualità occorre accertarsi della presenza del <strong>marchio CE</strong> (con nome e indirizzo del fabbricante o dell’importatore europeo) e verificare se è adatto all’età del bambino (specialmente da 0 a 3 anni, sono da evitare giocattoli con parti troppo piccole che potrebbero essere ingerite dal bambino).</p>
<p>In commercio si può trovare un vasto assortimento di<strong> giocattoli in materiali atossici ed ecologici, soprattutto in legno e in fibre naturali</strong>, lavabili a mano, e possibilmente senza l’uso di vernici. Generalmente questo tipo di giocattoli sono semplici e si prestano a diversi utilizzi in un periodo di tempo piuttosto lungo, per stimolare la fantasia del bambino durante la crescita.</p>
<h3>Igiene</h3>
<p>Anche la scelta dei prodotti per l’igiene merita uno sguardo attento. Meglio evitare i prodotti di largo consumo, spesso profumatissimi e molto schiumosi, a favore di <strong>prodotti da agricoltura biologica </strong>(marchio AIAB cosmesi) e nichel free, senza profumazione aggiunta e poco schiumosi (la schiuma non è indice di maggiore potere lavante). Questi ultimi sono ecologici anche perché, essendo molto concentrati, necessitano di piccole quantità e vengono risciacquati più facilmente, generando un minore dispendio di acqua.</p>
<p>Infine, nell’ottica di far vivere il bambino in un ambiente più salubre, privilegiamo l’uso di <strong>detergenti a marchio Ecolabel o AIAB detergenza pulita</strong> per pulire tutte le superfici della casa. Senza dimenticare che non occorre “disinfettare” per ottenere igiene e che le sostanze chimiche contenute nei disinfettanti, spesso non adeguatamente risciacquate, restano sulle superfici venendo a diretto contatto con il nostro bambino.</p>
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		<title>Pensiamo alle vacanze con uno sguardo alla sostenibilità</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/25/05/2010/rubriche/alimenti-e-salute/vivere-consapevole/pensiamo-alle-vacanze-con-uno-sguardo-alla-sostenibilita/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
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		<category><![CDATA[viaggiare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Con le vacanze tanti di noi desiderano evadere ed esplorare nuovi mondi. Senza alcuna fatica possiamo scegliere la nostra meta turistica con uno sguardo alla sostenibilità, considerando che il turismo è un’industria ad elevato impatto ambientale e sociale, sia perché produce fatturati molto elevati e impiega milioni di lavoratori, sia perché genera spostamenti su distanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1676" title="vacanze-sostenibili" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/05/vacanze-sostenibili-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" />Con le vacanze tanti di noi desiderano evadere ed esplorare nuovi mondi.</h3>
<p><strong>Senza alcuna fatica </strong>possiamo scegliere la nostra meta turistica con uno sguardo alla sostenibilità, considerando che il turismo è un’industria ad elevato impatto ambientale e sociale, sia perché produce fatturati molto elevati e impiega milioni di lavoratori, sia perché genera spostamenti su distanze molto lunghe, spesso aerei.</p>
<p><strong>Anche se il 2009</strong> è stato uno degli anni peggiori nella storia dell’industria turistica, quando, a causa della crisi economica e del virus A (H1N1), il settore ha per la prima volta conosciuto un calo del 4% degli arrivi, rimane tuttavia una delle più importanti industrie mondiali per fatturato. Resta il fatto che chi viaggia proviene soprattutto dai Paesi industrializzati e i benefici economici derivanti dal turismo arrivano solo in minima parte alle popolazioni locali, in quanto la maggior parte delle strutture sono gestite da multinazionali straniere. Non dimentichiamo inoltre che il turismo ha anche un impatto culturale, perché può generare omologazione e, nel tempo, perdita dell’identità dei popoli.</p>
<p><strong>Con queste informazioni</strong> non vogliamo togliere gioia ed entusiasmo alle vacanze… Invitiamo solo a riflettere su alcune scelte di consumo, perché riteniamo che agire in modo responsabile e informato possa orientare l’offerta degli operatori turistici verso proposte di viaggio più rispettose dell’ambiente e delle persone. Attualmente ci sono chiari segnali che proprio la crisi del 2009 ha determinato nell’industria turistica una progressiva ridefinizione verso la Green Economy e per la creazione di opportunità occupazionali (fonte: UNWTO World Tourism Barometer).</p>
<p><strong>Di seguito alcuni suggerimenti</strong> tratti dalla Carta di identità per viaggi sostenibili AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile):</p>
<h3>Prima del viaggio</h3>
<p><strong>Non accettare la logica del villaggio turistico </strong>che isola dalla realtà locale evitando il contatto con la comunità locale.</p>
<p><strong>Consultare</strong> guide, testi, siti Internet per conoscere meglio la realtà locale che ci ospiterà.</p>
<p><strong>Chiedere garanzie</strong> sulle qualità etico-ambientali del viaggio: scelta di partner locali che rispettino le regole sindacali (orari, lavoro minorile, paghe); servizi di trasporto, alloggio e ristorazione rispettosi dell’ambiente; partecipazione a feste e manifestazioni locali autentiche. Ma anche sulle qualità etico-economiche del viaggio: servizi preferibilmente a gestione familiare; acquisto di artigianato locale autentico non importato dall’Oriente.</p>
<p><strong>Programmare una visita con calma</strong>, che lasci il tempo di “scoprire” il luogo che stiamo visitando.</p>
<p><strong>Avvalersi di una guida locale</strong> che ci aiuti a capire quali sono i comportamenti rispettosi degli usi e costumi della popolazione locale.</p>
<h3>Durante il viaggio</h3>
<p><strong>Condividere</strong> i diversi aspetti della vita quotidiana locale.</p>
<p><strong>Non chiedere servizi di alto livello</strong> ad elevato consumo energetico.</p>
<p><strong>Non ostentare</strong> ricchezza.</p>
<p><strong>Rispettare</strong> la religione e la cultura locali.</p>
<p><strong>Non acquistare</strong> prodotti che incoraggino il commercio illegale.</p>
<p><strong>Pagare le tariffe ufficiali</strong> per accedere a Parchi e Riserve naturali, evitando le trattative sottobanco.</p>
<p><strong>Scegliere</strong> mezzi di trasporto pubblici.</p>
<p><strong>Non gettare i rifiuti</strong> per strada anche se le strade sono sporche.</p>
<h3>Dopo il viaggio</h3>
<p><strong>Valutare</strong> con attenzione le sensazioni e le aspettative mancate.</p>
<p><strong>Proporre all’organizzatore</strong> una valutazione dell’esperienza.</p>
<p><strong>Se possibile</strong>, rimanere in contatto con il Paese e le persone visitate.</p>
<h3>Per maggiori informazioni:</h3>
<p>- Associazione Italiana Turismo Responsabile &#8211; AITR<br />
- Guida dello Sportello Ecoidea &#8211; Turismo sostenibile &#8211; scaricabile dal sito <a href="http://www.ecoidea.provincia.rimini.it" target="_blank">www.ecoidea.provincia.rimini.it</a><br />
- Portale <a href="http://www.acquistiverdi.it" target="_blank">www.acquistiverdi.it</a> &#8211; canale Turismo<br />
- Agriturismi bio-ecologici AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)<br />
- Strutture turistiche a marchio Ecolabel<br />
- <a href="http://www.legambienteturismo.it" target="_blank">www.legambienteturismo.it</a> &#8211; Sportello nazionale Legambiente “Ambiente e turismo”, piazza XX settembre n. 7 – Bologna, tel. 051/241324 – e-mail <a href="mailto: info@legambienteturismo.it">info@legambienteturismo.it</a></p>
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		<title>ABC trasporti: una nuova idea di mobilità sostenibile</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/22/04/2010/rubriche/alimenti-e-salute/vivere-consapevole/abc-trasporti-una-nuova-idea-di-mobilita-sostenibile/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Muoversi in macchina oggi è un’abitudine per molti di noi. Nel 2009 l’Italia si conferma uno dei Paesi europei con il maggiore tasso di motorizzazione: in media 60,4 auto (solo 2 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno) e 11,36 moto ogni 100 abitanti. Ma quanto ci costa questa abitudine, in termini di: inquinamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><img class="alignright size-medium wp-image-1471" title="trasporti-aria" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/04/trasporti-aria-243x300.jpg" alt="" width="243" height="300" />Muoversi in macchina oggi è un’abitudine per molti di noi.<br />
Nel 2009 l’Italia si conferma uno dei Paesi europei con il maggiore tasso di motorizzazione: in media 60,4 auto (solo 2 punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno) e 11,36 moto ogni 100 abitanti.</h3>
<p>Ma quanto ci costa questa abitudine, in termini di: inquinamento atmosferico, effetto serra, inquinamento acustico, congestioni da traffico e incidentalità?</p>
<p>In funzione della qualità ambientale e della qualità dell’aria, molti Comuni hanno preso provvedimenti di limitazione o divieto alla circolazione, in aree più o meno ampie e per periodi più o meno lunghi.</p>
<p><strong>I trasporti stradali  infatti </strong>contribuiscono per circa il 29% del totale alla produzione di anidride carbonica, principale gas responsabile dell’effetto serra, e generano la produzione di gas dannosi per la salute come l’ossido di azoto e di particolato sottile (PM10 e PM2,5).</p>
<p><strong>Adottare forme di mobilità sostenibile</strong> può migliorare il nostro stile di vita e fa bene alla salute.</p>
<h3>Ecco alcuni comportamenti che possiamo mettere in pratica.</h3>
<h3>Bici:</h3>
<p>Approfittare delle piste ciclabili per effettuare in bici piccoli spostamenti in città ci fa risparmiare il tempo degli ingorghi e della ricerca del parcheggio e, in più, ci mantiene in forma.</p>
<h3>Bike sharing:</h3>
<p>Utilizzare una bici “a noleggio” messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale della propria città (previo abbonamento) è comodo e veloce: si preleva in uno dei punti di parcheggio e si deve consegnare in un altro punto di parcheggio. Già 60 Comuni in Italia si sono dotati di questo servizio.</p>
<h3>Bollino Blu:</h3>
<p>Ottenere il Bollino Blu, facendo controllare i gas di scarico dei veicoli dalle officine autorizzate, ci permette deroghe ai divieti o alle limitazioni nei centri urbani. Per conoscere le modalità di rilascio e di controllo del Bollino Blu nel vostro territorio, contattare l’Amministrazione Comunale o visitare il sito Internet.</p>
<h3>Car pooling:</h3>
<p>Fare car pooling vuol dire mettere in comune l’auto: basta scoprire quante persone fanno un tragitto simile al nostro (stessa destinazione oppure destinazioni diverse, ma con parte del tragitto in comune) e scopriremo che condividere l’auto è anche un risparmio. Ma anche una comodità: in molte città sono previste deroghe alle limitazioni di circolazione per le auto con più di 3 passegeri.</p>
<h3>Car sharing:</h3>
<p>Avvalersi del car sharing: un servizio che consente di utilizzare un&#8217;automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio, e pagando in ragione dell&#8217;utilizzo fatto. Il servizio presenta molti vantaggi: oltre alla convenienza rispetto al possesso di un’auto privata, facilita la circolazione consentendo l’utilizzo delle corsie preferenziali e l’accesso a ZTL, si può parcheggiare gratuitamente in centro, si può circolare anche in periodi di limitazione alla circolazione.<br />
Per informarti sul car sharing nella tua città, visita il sito <a href="http://www.icscarsharing.it">www.icscarsharing.it</a> , l’Iniziativa Car Sharing del Ministero dell’Ambiente.</p>
<h3>Casa-Lavoro:</h3>
<p>Utilizzare l’auto meno possibile per andare al lavoro, pensando a soluzioni alternative possibili come la bici, il treno o eventualmente il car pooling (vedi): questo eviterà di trascorrere tempo inutile in ingorghi tipici degli orari di punta di chi si reca o torna da lavoro.</p>
<h3>Casa-Scuola:</h3>
<p>Utilizzare l’auto meno possibile per portare i figli a scuola, pensando a soluzioni alternative possibili come la bici, il treno, lo scuolabus o eventualmente il car pooling (vedi): questo eviterà di trascorrere tempo inutile in ingorghi tipici degli orari di punta legati agli orari scolastici. In alcune città, le scuole organizzano percorsi casa-scuola “sicuri” a piedi o in bicicletta: così i ragazzi hanno un’occasione in più per socializzare, fanno movimento e imparano sin da piccoli a fare a meno dell’auto.</p>
<h3>Trasporto Pubblico Locale (TPL):</h3>
<p>Utilizzare il più possibile il trasporto pubblico è più economico, sicuro, veloce. Ci si può avvalere dei nuovi servizi messi a disposizione dell’utenza dai soggetti gestori per offrire maggiore flessibilità: servizi a chiamata, taxibus, sistemi di tariffazione integrata che consentono l’uso di più mezzi di trasporto in un determinato arco di tempo, sistemi di bigliettazione elettronica.</p>
<h4>Treno:</h4>
<p>Utilizzare il treno per i lunghi spostamenti può essere più agevole: in molte stazioni ci sono parcheggi scambiatori gratuiti o a prezzi convenienti per lasciare l’auto. E così si ha il tempo di leggere un giornale o un libro, oppure di lavorare.</p>
<h4>Veicoli a minori emissioni:</h4>
<p>Scegliere i veicoli nuovi tenendo conto delle loro performance ambientali e dei sistemi di alimentazione.<br />
<a href="http://www.valorealimentare.it/22/04/2010/rubriche/vivere-consapevole/quali-sono-i-veicoli-a-minori-emissioni/">Quali sono?</a></p>
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		<item>
		<title>Quali sono i veicoli a minori emissioni?</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/22/04/2010/rubriche/alimenti-e-salute/vivere-consapevole/quali-sono-i-veicoli-a-minori-emissioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Scegliere un veicolo “ecologico” oggi non basta. Occorre avere chiare una serie di informazioni per acquistare un veicolo che possa circolare anche nei periodi di limitazione alla circolazione. Le norme &#8220;Euro&#8221; Nelle offerte commerciali e nella terminologia comune si distinguono, per le autovetture, diverse situazioni: &#8220;Euro 0&#8243; Indica i veicoli &#8220;non catalizzati&#8221; a benzina e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3>Scegliere un veicolo “ecologico” oggi non basta.<br />
Occorre avere chiare una serie di informazioni per acquistare un veicolo che possa circolare anche nei periodi di limitazione alla circolazione.</h3>
<h3>Le norme &#8220;Euro&#8221;</h3>
<p>Nelle offerte commerciali e nella terminologia comune si distinguono, per le autovetture, diverse situazioni:</p>
<h3>&#8220;Euro 0&#8243;</h3>
<p>Indica i veicoli &#8220;non catalizzati&#8221; a benzina e i veicoli &#8220;non ecodiesel&#8221; immatricolati fino al 1992 questi veicoli in alcune città NON possono più circolare, neppure al di fuori dei blocchi del traffico;</p>
<h3>&#8220;Euro 1&#8243;</h3>
<p>Indica le autovetture conformi alla direttiva 91/441 o i &#8220;veicoli commerciali leggeri&#8221; conformi alla direttiva 93/59. Il rispetto dei limiti di emissione impose l&#8217;adozione della &#8220;marmitta catalitica&#8221; sulle vetture a benzina nuove;</p>
<h3>&#8220;Euro 2&#8243;</h3>
<p>Indica le autovetture conformi alla direttiva 94/12 o i &#8220;veicoli commerciali leggeri&#8221; conformi alla direttiva 96/69;</p>
<h3>&#8220;Euro 3&#8243;<strong> </strong></h3>
<p>Indica i veicoli conformi alla direttiva 98/69; in vigore dal 2000, relativa all&#8217;ulteriore diminuzione delle emissioni, è obbligatoria per gli autoveicoli fabbricati dopo il 1 gennaio 2001. Alcune auto potrebbero essere state immatricolate nel 2001 ma fabbricate nel 2000 e quindi prive di EURO 3; alcune case costruttrici hanno anticipato l&#8217;obbligo per cui ci sono dei veicoli immatricolati prima del 2001 che rispettano l&#8217;EURO 3;</p>
<h3>“Euro 4”</h3>
<p>Indica i veicoli conformi alla seconda parte della tabella dei limiti d’emissione compresa nella medesima direttiva 98/69. A partire dall&#8217;1/1/2006 possono essere immatricolate come nuove solo autovetture omologate secondo questa parte della tabella, con l’eccezione del caso dei &#8220;veicoli di fine serie&#8221;.</p>
<h3>“Euro 5” (entrata in vigore dal 1° settembre 2009)</h3>
<p>Prevede nuovi e più rigidi limiti per le emissioni, riguardante in particolare i motori diesel. Per questi ultimi, ci sarà una riduzione dell’80% del particolato &#8211; si passa dai 25 mg/km ai 5 mg/km &#8211; e del 28% degli ossidi di azoto emessi che passano da 250 mg/km a 180 mg/km. Invece, per i motori a benzina è previsto un calo del 25% degli ossidi di azoto &#8211; da 80 mg/km a 60 mg/km &#8211; mentre viene fissato il tetto di 68 mg/km per gli idrocarburi non metanici. Confermati i limiti previsti già nell’Euro 4 per il monossido di carbonio e gli idrocarburi totali.</p>
<h3>In caso di dubbi su:</h3>
<p>- la direttiva di omologazione del veicolo: è opportuno prendere contatto con l&#8217;Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile;<br />
- la portata di un provvedimento limitativo della circolazione: è opportuno prendere contatto con l&#8217;Ufficio competente (in genere Assessorato, Dipartimento o Agenzia per l&#8217;Ambiente o la Mobilità) del Comune, della Provincia o della Regione.</p>
<h3>GPL/Metano e provvedimenti di limitazione</h3>
<p>Nei provvedimenti di limitazione parziale della circolazione finora adottati dalle amministrazioni locali i veicoli alimentati a GPL o metano sono normalmente esclusi dalle limitazioni, anche se l&#8217;installazione è avvenuta dopo l&#8217;immatricolazione e purché la variazione di alimentazione sia stata regolarmente &#8220;collaudata&#8221; dalla Motorizzazione con annotazione sulla carta di circolazione.</p>
<p>Non è escluso tuttavia che, in particolari situazioni, anche questa categoria di veicoli possa essere coinvolta da provvedimenti di limitazione alla circolazione. Per questo motivo, è sempre opportuno richiedere precise informazioni ai competenti Dipartimenti od Assessorati (per la Mobilità o per l&#8217;Ambiente) delle amministrazioni locali.</p>
<p>Se si tratta di veicoli già all&#8217;origine &#8220;bimodali&#8221;, sono soggetti alla direttiva 98/77/CE, che non modifica i valori limite della direttiva 98/69 ma stabilisce che, nella prova eseguita con i carburanti gassosi, le emissioni devono rispettare quegli stessi limiti.</p>
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		<item>
		<title>Come smaltire i rifiuti pericolosi?</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/25/02/2010/rubriche/alimenti-e-salute/vivere-consapevole/come-smaltire-i-rifiuti-pericolosi/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Alcuni prodotti contengono sostanze tossiche e nocive per la salute e per l’ambiente e, una volta utilizzati, diventano rifiuti “pericolosi”. Spesso il problema per tutti noi è riconoscerli e sapere come smaltirli correttamente. Farmaci scaduti e siringhe Il rischio: Sono composti da principi attivi che, se dispersi nell’ambiente, possono alterare gli equilibri naturali tra batteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<p><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/02/2004_04_cucina_bottiglie-wurstel2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1238" title="rifiuti" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/02/2004_04_cucina_bottiglie-wurstel2.jpg" alt="" width="232" height="329" /></a>Alcuni prodotti contengono sostanze tossiche e nocive per la salute e per l’ambiente e, una volta utilizzati, diventano rifiuti “pericolosi”. Spesso il problema per tutti noi è riconoscerli e sapere come smaltirli correttamente.</p>
<h2>Farmaci scaduti e siringhe</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Sono composti da principi attivi che, se dispersi nell’ambiente, possono alterare gli equilibri naturali tra batteri e virus.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>In discariche speciali.</p>
<h3>Dove buttarli:</h3>
<p>Nei contenitori che si trovano presso le farmacie e gli ambulatori ASL. E’ importante togliere la confezione e il foglietto illustrativo, conferibili nella raccolta differenziata della carta.</p>
<h2>Lampade con sostanze pericolose</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Le lampade ai vapori di mercurio, ai vapori di sodio ad alta pressione, i tubi fluorescenti e altre sorgenti luminose agli alogenuri metallici possono alterare gli equilibri naturali dell’ambiente. Anche le lampade a basso consumo sono rifiuti pericolosi</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>In discariche speciali.</p>
<h3>Dove buttarle:</h3>
<p>Conferirli presso l’isola ecologica.</p>
<h2>Pile esauste</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Contengono acidi e metalli pesanti (piombo, mercurio, manganese, litio, cadmio) che possono contaminare il terreno e le falde acquifere. Queste sostanze non vengono smaltite dall’organismo e passano da una specie all’altra tramite la catena alimentare; accumulandosi negli esseri viventi, provocano gravi danni alla salute.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>Impianti appositamente specializzati, dove sono ricoperte da blocchi di cemento per evitare qualsiasi dispersione nell’ambiente; in alternativa vengono incenerite dopo aver subito un trattamento che le rende inerti.</p>
<h3>Dove buttarli:</h3>
<p>Nei contenitori che si trovano generalmente presso i rivenditori di pile (tabaccherie, ferramenta, fotografi, oreficerie) oppure presso le isole ecologiche.</p>
<h2>Contenitori di prodotti tossici e infiammabili (insetticidi, pesticidi, vernici, solventi, colle e acidi)</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>I residui di tali sostanze contenuti in flaconi e contenitori sono altamente nocivi per l’uomo e per l’ambiente.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>Impianti specializzati.</p>
<h3>Dove buttarli:</h3>
<p>Conferirli presso l’isola ecologica.</p>
<h2>Oli vegetali (usi da cucina)</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Contaminano le falde acquifere e, se versati nel lavandino, danneggiano le tubature.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>Centri specializzati dove sono rigenerati o bruciati per produrre energia.</p>
<h3>Dove buttarli:</h3>
<p>Conferirli presso l’isola ecologica.</p>
<h2>Oli minerali (per motori e macchinari)</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Contaminano le falde acquifere e, se versati nelle fognature, danneggiano i sistemi di depurazione. Smaltimento: vengono ritirati e rigenerati dal Consorzio Obbligatorio Oli Esausti (COOU), istituito a tale fine per legge. Gli oli minerali, una volta recuperati, vengono bruciati in appositi forni per produrre energia elettrica oppure rigenerati per produrre un lubrificante di alta qualità.</p>
<h3>Dove buttarli:</h3>
<p>Meglio affidare il cambio dell’olio a chi, per professione, può farlo in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente: autofficine e stazioni di servizio. A chi – per passione o per necessità – procede da solo, si raccomanda di consultare le linee guida su www.coou.it oppure di chiedere informazioni al numero verde 800 863 048 per conoscere il più vicino centro di raccolta.</p>
<h2>Batterie per auto usate</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Contengono il 60-65% di piombo, un metallo che si accumula negli organismi viventi, causando intossicazioni e avvelenamenti.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>Vengono ritirate dal Consorzio Obbligatorio Batterie esauste (COBAT), come previsto dalla Legge 9 novembre 1988, n.475 e avviate al recupero del piombo.</p>
<h3>Dove buttarle:</h3>
<p>se le cambia l’elettrauto non ci sono problemi, è tenuto a smaltirle correttamente. Nel caso di fai-da-te meglio rivolgersi al gestore dei rifiuti oppure direttamente al COBAT; sul sito www.cobat.it  si può trovare la rete dei raccoglitori autorizzati per scegliere il più vicino alla propria abitazione.</p>
<h2>Eternit (amianto)</h2>
<h3>Il rischio:</h3>
<p>Veniva utilizzato in edilizia per tettoie, serbatoi e canne fumarie. Questi materiali subiscono un progressivo degrado a causa degli agenti atmosferici e liberano nell’aria fibre di amianto facilmente inalabili. In pratica l’Eternit diventa pericoloso e inquinante solo quando si deteriora.</p>
<h3>Smaltimento:</h3>
<p>occorre rivolgersi all’AUSL per conoscere le opportune modalità di smaltimento. Non si devono mai effettuare interventi di bonifica senza le dovute autorizzazioni e senza i dispositivi di protezione individuale. E’ opportuno rivolgersi a una ditta specializzata.</p>
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		</item>
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		<title>ABC Risparmio acqua</title>
		<link>http://www.valorealimentare.it/03/02/2010/rubriche/alimenti-e-salute/vivere-consapevole/risparmio-acqua/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[riduttori di flusso]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[rubinetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Come risparmiarla in casa? Acqua piovana Raccogliere l’acqua piovana in botti, colonne e serbatoi disposti sul tetto o in giardino: è priva di calcare, ed è ottima per innaffiare il giardino, lavare l’auto, pulire i vetri. Auto Utilizzare un secchio per lavare l’auto invece dell’acqua corrente vuol dire risparmiare 150 litri d’acqua a ogni lavaggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h2><img class="alignright size-medium wp-image-1088" title="acqua" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2010/02/2005_09_bellezza_idratazione-bolle-acqua-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" />Come risparmiarla in casa?</h2>
<h3>Acqua piovana</h3>
<p>Raccogliere l’acqua piovana in botti, colonne e serbatoi disposti sul tetto o in giardino: è priva di calcare, ed è ottima per innaffiare il giardino, lavare l’auto, pulire i vetri.</p>
<h3>Auto</h3>
<p>Utilizzare un secchio per lavare l’auto invece dell’acqua corrente vuol dire risparmiare 150 litri d’acqua a ogni lavaggio.</p>
<h3>Bagno</h3>
<p>Meglio fare la doccia: per fare un bagno si utilizza la quantità di acqua equivalente a quattro docce.</p>
<h3>Elettrodomestici</h3>
<p>Utilizzare lavatrici e lavastoviglie a pieno carico: infatti a mezzo carico consumano la stessa quantità d’acqua (e di energia). E’ buona norma leggere nel libretto di istruzioni la loro portata massima (kg di biancheria e numero di stoviglie) e adottarla come regola per il loro caricamento. Ridurre i lavaggi migliorerà la tua vita e la loro durerà di più.</p>
<h3>Giardino</h3>
<p>Innaffiare il giardino con parsimonia e sempre nelle ore serali: quando il sole è calato, l&#8217;acqua evapora più lentamente e non viene sprecata ma assorbita dalla terra. Per giardini molto grandi, utilizzare impianti di irrigazione a goccia (quelli con i tubi neri di plastica), programmabili con il timer: le piante avranno la loro giusta razione di acqua e anche la bolletta ne riceverà un beneficio.</p>
<h3>Perdite</h3>
<p>Controllare periodicamente il contatore: se con tutti i rubinetti chiusi non gira vuol dire che non ci sono perdite d’acqua. Oltre ad essere uno spreco, le perdite possono anche causare danni peggiori alle strutture della tua abitazione compromettendo muri, solai e rivestimenti.</p>
<h3>Piatti</h3>
<p>Lasciare i piatti in ammollo anziché lavarli con l’acqua corrente, che può essere utilizzata solo per il risciacquo finale. Si possono tenere anche nell’acqua di cottura della pasta, che è un ottimo sgrassante.</p>
<h3>Riduttori di flusso</h3>
<p>Applicare in tutti i rubinetti e nella doccia i riduttori di flusso: sono piccoli dispositivi, facilmente applicabili e poco costosi, che fanno risparmiare il 40-50% di acqua, miscelandola con l’aria e producendo così un getto molto confortevole ed efficace. Possono essere acquistati in ferramenta o attraverso internet, si montano in pochi minuti svitando il terminale di uscita dell&#8217;acqua (quello che trattiene la reticella contro i pezzi di calcare) ed inserendo questo piccolo cilindro di plastica.</p>
<h3>Rubinetti</h3>
<p>Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, ci si rade o si fa lo shampoo. Evitare di sprecare acqua inutilmente è la prima forma di risparmio.</p>
<h3>WC</h3>
<p>Installare una cassetta di scarico dotata di doppio tasto, o di regolatore di flusso, che eroga quantità di acqua diverse secondo il bisogno, permette di risparmiare decine di migliaia di litri di acqua in un anno. Prima di questo intervento, inserire nella cassetta dello scarico un mattone o una bottiglia piena d&#8217;acqua, facendo attenzione a non ostacolare il galleggiante e il meccanismo di scarico, può far risparmiare ulteriormente molta acqua.</p>
<h2>Quanto mi costa?</h2>
<p>&#8230; Un riduttore di flusso? Per un rubinetto circa 2 euro, per la doccia circa 8 euro. Ma esistono in commercio anche kit “bagno + cucina” (circa 14 euro) e “2 bagni + cucina” (circa 25 euro). In questi kit c’è anche la chiave anticalcare (costo 1 euro) per mantenere inalterata l’efficienza dei riduttori.<br />
&#8230; Una cassetta per WC a doppio tasto? Dai 50 ai 70 euro (a seconda dei modelli), quasi quanto una cassetta tradizionale.<br />
&#8230; Un regolatore di flusso<strong> </strong>da inserire nella cassetta del WC (se non è a doppio tasto)? Circa 8-9 euro.</p>
<h2>Lo sapevi che&#8230;?</h2>
<p>&#8230; il rubinetto del bagno<strong> </strong>ha una portata di oltre 10 litri al minuto? Se lo lasci aperto mentre ti lavi i denti, si consumano inutilmente più di 30 litri di acqua potabile.<br />
&#8230; al ritmo di 90 gocce al minuto si sprecano 4.000 litri di acqua in un anno?<br />
&#8230; oltre il 30% dell&#8217;acqua che consumi in casa esce dallo scarico del tuo WC?<br />
&#8230; ogni volta che premi il pulsante del WC disperdi 10-12 litri di acqua, spesso solo per scaricare un pezzettino di carta igienica?<br />
&#8230; lavatrice e lavastoviglie consumano 80-120 litri di acqua a ogni lavaggio?<br />
&#8230; per fare un bagno ci vogliono 150 litri di acqua? E che con una doccia puoi risparmiare fino al 75%?<br />
&#8230; un foro di un millimetro in un tubo perde oltre 2.300 litri d’acqua potabile al giorno?</p>
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		<title>Riscaldamento: domande e risposte</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ornella Menculini]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
Se la caldaia è condominiale non è necessario passare al riscaldamento autonomo per risparmiare? Infatti le caldaie centralizzate sono più efficienti delle autonome, anche se l’utilizzo condominiale e i conseguenti sprechi fanno percepire i costi più alti. Per associare l’efficienza della caldaia condominiale e la comodità del riscaldamento autonomo è possibile installare dei contabilizzatori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div><a href="http://www.valorealimentare.it/nuovi-abbonamenti-2011/"><img src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/themes/marsiaj/img/valore366-2e-3.jpg" alt="Promo Natale Abbonamenti" title="Abbonati Ora a Valore Alimentare Magazine"></a></div></p>
<h3><strong><a href="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/12/sole-cielo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-456" title="sole-cielo" src="http://www.valorealimentare.it/wp-content/uploads/2009/12/sole-cielo.jpg" alt="sole-cielo" width="362" height="270" /></a></strong>Se la caldaia è condominiale non è necessario passare al riscaldamento autonomo per risparmiare?</h3>
<p><strong> </strong>Infatti le caldaie centralizzate sono più efficienti delle autonome, anche se l’utilizzo condominiale e i conseguenti sprechi fanno percepire i costi più alti. Per associare l’efficienza della caldaia condominiale e la comodità del riscaldamento autonomo è possibile installare dei contabilizzatori di calore negli appartamenti.</p>
<h3>Con alcuni impianti oltre a riscaldare d’inverno si può rinfrescare d’estate?</h3>
<p>È il caso delle pompe di calore e del riscaldamento a pavimento: entrambi sistemi molto efficienti e poco “energivori” rispetto al condizionatore, e garantiscono un comfort molto più elevato.</p>
<h3>Anche regolare il calore aumenta il comfort della casa e consente maggiore efficienza?</h3>
<p><strong> </strong>Basta installare un termostato sulla caldaia oppure applicare valvole termostatiche sui termosifoni.</p>
<h3>Ogni due o quattro anni, la revisione della caldaia è obbligatoria?</h3>
<p><strong> </strong>Il controllo periodico della caldaia è obbligatorio per legge: il Decreto 192/95 che ha recepito la Direttiva Europea 2002/91/CE, stabilisce che il libretto di impianto è fondamentale, e deve contenere caratteristiche, proprietario, manutentore, dati tecnici dell’impianto e operazioni di verifica ordinarie e straordinarie. Il controllo va effettuato ogni 2 anni se l’apparecchio è a focolare aperto o ha più di otto anni, ogni 4 anni se è di tipo stagno e ha meno di otto anni. È obbligatoria l’autocertificazione, ovvero una copia del rapporto di controllo da inviare al Comune di residenza (in genere se ne occupa il manutentore). Attenzione: rivolgetevi sempre a tecnici qualificati e abilitati.</p>
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